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PPT costituzione italiana vs Sparta e Atene

Fabio Simeone

Created on May 6, 2021

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Costituzione Italia vs Sparta e Atene

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La città di Sparta si fonda sull'oligarchia (dal greco olígoi, “pochi”, e arché, “governo”), basata sul potere di una ristretta fascia di cittadini privilegiati; Atene, invece, si fonda sulla democrazia (da demos, “popolo”, e kràtos, “potere”), fondata sulla larga estensione della cittadinanza e sulla partecipazione del popolo alla vita politica.

Sparta, con la sua rigida costituzione oligarchica e l’educazione militare impartita ai giovani spartiati, fu il modello della Grecia aristocratica e sempre pronta alla guerra. Diversamente dalle altre poleis, non era cinta di mura di pietra, perché il vanto degli Spartani era nei propri uomini: i suoi invincibili opliti.

Atene, con la sua costituzione democratica, con la sua cultura filosofica e con le grandi opere d’arte realizzate durante l’età di Pericle, divenne nel V secolo a.C. il faro della civiltà classica antica. Città democratica, con la sua cultura filosofica e con le grandi opere d’arte realizzate durante l’età di Pericle, divenne nel V secolo a.C. il faro della civiltà classica antica.

Atene invece vide realizzarsi più leggi scritte, che con Clistene approdarono a una democrazia molto avanzata per quell’epoca. La grande riforma di Clistene ampliò la partecipazione dei cittadini ateniesi alla vita politica: costituì la potente assemblea della bulé, diede maggiori poteri all’ekklesía, introdusse i principi del sorteggio, della rotazione e della collegialità delle cariche pubbliche.

Sparta visse a lungo seguendo le leggi di Licurgo, che istituì un sistema politico basato su due re, un consiglio di ventotto anziani e l’apella, l’assemblea degli spartiati.

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LA COSTITUZIONE ITALIANA il grande traguardo del 1948

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

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Anche ad Atene e Sparta venivano utilizzate le leggi, ma ovviamente erano molto distinte da quelle che conosciamo noi oggi in Italia, polis prima greca e poi romana. Nessuno aveva gli stessi diritti dell' altro e il lavoro a Sparta veniva gestito militarmente mentre ad Atene ognuno aveva in possesso una terra per lavorare nel mondo del commercio. Una riflessione: siamo abituati a pensare che le leggi italiane basate su uguaglianza, lavoro, parità dei diritti e potere della parola siano cose scontate, ma ricordiamo che da quando è nato l'uomo queste leggi esistono soltanto dal 1948. Prima c'erano distinzioni elevate di ceto, e ci sono sempre state da quando l'uomo esiste. Non sottovalutiamo, poi, che in molti paesi la diseguaglianza vi è ancora, dovuta proprio alle dittature.

Art 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Il primo articolo sancisce e stabilisce che l'Italia ha come forma di governo la repubblica democratica. Repubblicana poiché gli organi di direzione politica vengono eletti e democratica perché la volontà è esercitata direttamente dal popolo. Ogni cittadino ha inoltre dovere di praticare una attività lavorativa.

Art 2. Questo articolo afferma che esistono alcuni diritti di cui ogni essere umano ha diritto di godere. Ad. esempio il diritto di libertà, di uguaglianza e quindi il diritto alla vita, al rispetto della persona e delle sue dignità. Più conforme ad Atene.

Art 3. Stabilisce che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge senza distinzioni di razza, sesso lingua religione ecc. Ogni legge che stabilisca diversamente sarà dichiarata instituzionale. Ideologia simile a quella ateniese.

Art 4. Nel quarto articolo si parla del riconoscimento della repubblica nei confronti del cittadino del suo diritto del lavoro. Ogni cittadino ha il diritto di esercitare seguendo le proprie scelte un lavoro che contribuisca alla crescita e al progresso. A Sparta e ad Atene era diverso, i contadini acquistavano un appezzamento di terra e da lì si sanciva la propria attività lavorativa, che poi diveniva quella di gestire le terre quando queste erano molte.

Art 5. Questo articolo afferma che esistono alcuni diritti di cui ogni essere umano ha diritto di godere. Ad. esempio il diritto di libertà, di uguaglianza e quindi il diritto alla vita, al rispetto della persona e delle sue dignità

Art 6. Stabilisce che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge senza distinzioni di razza, sesso lingua religione ecc. Ogni legge che stabilisca diversamente sarà dichiarata instituzionale

Art 5. Questo articolo cerca di trovare un compromesso tra repubbliche federali e il potere statale. L'Italia è una e indivisibile, avrà un'organizzazione del potere che lascia ampio spazio alle autonomie locali e al decentramento amministrativo (regioni, province, comuni)

Art 6. Tutelare le minoranze linguistiche. In Italia, soprattutto in alcune regioni, vivono molte comunità di cittadini di nazionalità diversa da quella italiana che parlano una lingua diversa dall'italiano e hanno una cultura diversa. Uno dei mezzi, infatti in alcune regioni, come in Valle d'Aosta è il bilinguismo.

Art 7. Stabilisce il rapporto tra Stato e Chiesa, sancito dai patti lateranensi.

Art 8. Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Art 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica

Art 10. L'Ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

Art 11. "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.

Art 12 La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni