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COMMENTO TI LIBERO LA FRONTE DAI GHIACCIOLI
alessandro.discanno11
Created on May 6, 2021
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Transcript
Commento Ti libero la fronte dai ghiaccioli
Pubblicata nel 1939 da Eugenio Montale contenuta in "Le occasioni"
Indice
LA POESIA
la poetica
EUGENIO MONTALE
COMMENTO
Analisi della forma
Parafrasi
La vita di montale
Eugenio Montale nacque a Genova il 12 ottobre 1896, ultimo dei sei figli di Domenico Montale e Giuseppina Ricci. Inizia gli studi all'istituto "Vittorino Da Feltre" per poi preferire, a causa della sua salute cagionevole, i più brevi studi tecnici. Nel 1915 si diplomerà in ragioneria con buoni voti. Nell'anno 1917 è dichiarato idoneo al servizio militare, a settembre verrà arruolato. Dall'aprile 1917 combatte in Vallarsa e il 3 novembre 1918 conclude l'esperienza combattente entrando a Rovereto. È il momento dell'affermazione del fascismo, dal quale Montale prende subito le distanze sottoscrivendo nel 1925 il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce. Il suo antifascismo ha una dimensione non tanto politica quanto culturale: esso si nutre di un disagio esistenziale e di un sentimento di malessere nei confronti della civiltà moderna.
La vita di eugenio montale
Montale giunge a Firenze nel 1927 per il lavoro di redattore presso l'editore Bemporad. Montale, dopo l'edizione degli Ossi del 1925, nel 1929 è chiamato a dirigere il Gabinetto scientifico letterario G. P. Vieusseux. La vita a Firenze però si trascina per il poeta tra incertezze economiche e complicati rapporti sentimentali. Nel 1948 pubblica Le occasioni e le prime liriche di quelle che formeranno La bufera e altro. Montale trascorre l'ultima parte della sua vita a Milano. Diventa redattore del Corriere della Sera. Il 23 luglio 1962 a Montereggi, sposa Drusilla Tanzi. La donna morirà a Milano il 20 ottobre, all'età di 77 anni. Nel 1969 è pubblicata un'antologia dei reportage di Montale, intitolata Fuori di casa, in richiamo al tema del viaggio. Il mondo di Montale, tuttavia, risiede in particolare nella "trasognata solitudine". Le sue ultime raccolte di versi furono Xenia e Satura. Il poeta ha ricevuto riconoscimenti ufficiali: lauree honoris causa, Premio Internazionale Feltrinelli, fu nominato senatore a vita il 13 giugno 1967, nel 1975 ricevette il premio Nobel per la letteratura. Eugenio Montale morì a Milano il 12 settembre 1981
La poetica
Per Montale la poesia è strumento per indagare sulla condizione esistenziale dell'uomo moderno. Tale concezione poetica non attribuisce alla poesia uno specifico ruolo di elevazione spirituale; anzi, Montale al suo lettore dice di "non chiedere la parola", non "domandare" la "formula" che possa aprire nuovi mondi. Il poeta può solo dire "ciò che non siamo.
la poesia
Ti libero la fronte dai ghiaccioli che raccogliesti traversando l’alte nebulose; hai le penne lacerate dai cicloni, ti desti a soprassalti. Mezzodì: allunga nel riquadro il nespolo l’ombra nera, s’ostina in cielo un sole freddoloso; e l’alte ombre che scantonano nel vicolo non sanno che sei qui.
parafrasi
Ti libero la fronte dai ghiaccioli che raccogliesti attraversando le nubi alte e gelide; hai le penne lacerate dalle bufere, ti svegli di soprassalto. È mezzogiorno: nel riquadro della finestra appare l’ombra oscura del nespolo, resiste in cielo un sole invernale; e gli altri uomini che voltano all’angolo del vicolo non sanno che sei qui.
Analisi della forma
In questa poesia sono presenti delle figure retoriche, come: l'alte nebulose, le penne lacerate dai cicloni (Enjambements) hai le penne lacerate/ dai cicloni, e l’alte ombre che scantonano/ nel vicolo non sanno che sei qui” (Metafore) s’ostina in cielo un sole/freddoloso (Ossimoro)
La poesia fa parte della raccolta Le occasioni, le “occasioni” da cui nascono le poesie non sono altro che momenti casuali e quotidiani, da cui il poeta cerca di carpire il significato della stessa esistenza. Il poeta immagina che Clizia, arrivi volando attraverso gli strati più alti e più freddi del cielo, come un angelo. Nel suo volo la donna sfida i cicloni, per portare il suo messaggio, e il poeta immagina di asciugarle la fronte ghiacciata. Nella seconda quartina è mezzogiorno e dalla finestra si vede l’ombra scura di un nespolo, mentre nel cielo un timido sole resiste al freddo invernale. Nel frattempo, alcuni uomini svoltano all’angolo del vicolo, ignorando la sua presenza salvifica. Della poesia mi ha colpito la percezione della forza prorompente della Natura.
Commento