Palazzina di caccia di stupinigi
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INDICE
FONTI
INTRODUZIONE
LA STORIA
-https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzina_di_caccia_di_Stupinigi -libro di storia dell'arte "L'ARTE SVELATA" volume D -https://palazzinastupinigi.it/home/la-palazzina/ -video youtube: PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI (TORINO)
LA STRUTTURA
SALA CENTRALE& SCUDERIE
APROFONDIMENTO VIDEO
FILIPPO JUVARRA
INTRODUZIONE
La palazzina di Stupinigi è una residenza sabauda, dedicata all'attività di caccia, eretta nel 1733 dall'architetto Filippo Juvarra nella località di Stupinigi, una frazione di Nichelino alla periferia sud-ovest di Torino. La struttura fu poi nominata nel 1997 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
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la storia
la reggia fu commisionata da Vittorio Amedeo II nell'aprile 1729, poco prima della sua abdicazione, come una sorta di eredità per il suo architetto civile e per il figlio Carlo Emanuele III. La costruzione venne ampliata successivamente dal figlio e da Vittorio Amedeo III, sotto gli architetti Prunotto, Bo e Alfieri.
La villa fu dimora fino al 16 maggio 1805 per alcune settimane di Napoleone Bonaparte, pochi giorni prima della sua incoronazione a Milano come re d'Italia.
dinastia Savoia
stemma della dinastia Savoia
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la Struttura
La pianta della palazzina è definita dalla figura dei quattro bracci a croce di Sant'Andrea, intercalati dall'asse centrale che coincide col percorso che da Torino porta alla reggia tramite un viale alberato che fiancheggia cascine e scuderie, antiche dipendenze del palazzo. La costruzione si protende anteriormente racchiudendo un vasto cortile ottagonale, su cui si affacciano gli edifici di servizio. L'interno è in Rococò italiano, costituito da materiali preziosi come lacche, porcellane, stucchi dorati e specchi.
pianta
rococò
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SALA CENTRALE & TRIONFO DI DIANA La sala si presenta come un grande ambiente di forma ovale sovrapposta da una cupola chiusa da un soffitto a volta, senza tiburio né aperture superiori. I fratelli bolognesi Giuseppe e Domenico Valeriani affrescarono sulla volta il Trionfo di Diana, la dea classica della caccia che appare nella raffigurazione tra le nubi, su un carro celeste sovrastante selve e boschi.
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SCUDERIE LATERALI & CERVO DI STUPINIGI Partendo dall'ingresso A si accede all'area che fu a suo tempo parte delle scuderie laterali e quindi zona utilizzata per la rimessa delle carrozze ed il recupero dei cavalli, ma in cui oggi vi è posta la Galleria dei Ritratti e la scultura del cervo di Francesco Ladatte originariamente situata sul tetto a padiglione del corpo centrale della Palazzina, e oggi sostituita da una copia.
APPROFONDIMENTO VIDEO
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Filippo juvarra
Nato a Messina nel 1668, fu educato all’architettura prevalentemente in ambiente Romano e per tutta la sua carriera, essendo figlio di un argentiere, mantenne vivo il senso della decorazione tanto da rappresentare un termine di passaggio per i nuovi preziosismi del rococò.Dal 1715 gli spetterà il compito di riformulare, l’espansione in direzione occidentale della città di Torino; egli organizza i nuovi progetti attorno ad una piazza ad angoli chiusi (attuale piazza Savoia) ponendo sul perimetro esterno i quartieri militari che caratterizza con l’ordine gigante.
La sua versatilità portò la sua architettura a formarsi nell'urbanistica, negli edifici civili e militaria, fino agli oggetti sacri.
rococò
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presentazione a cura di Fabio Savioli
Palazzo di caccia Stupinigi
fabio savioli
Created on May 5, 2021
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Palazzina di caccia di stupinigi
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INDICE
FONTI
INTRODUZIONE
LA STORIA
-https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzina_di_caccia_di_Stupinigi -libro di storia dell'arte "L'ARTE SVELATA" volume D -https://palazzinastupinigi.it/home/la-palazzina/ -video youtube: PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI (TORINO)
LA STRUTTURA
SALA CENTRALE& SCUDERIE
APROFONDIMENTO VIDEO
FILIPPO JUVARRA
INTRODUZIONE
La palazzina di Stupinigi è una residenza sabauda, dedicata all'attività di caccia, eretta nel 1733 dall'architetto Filippo Juvarra nella località di Stupinigi, una frazione di Nichelino alla periferia sud-ovest di Torino. La struttura fu poi nominata nel 1997 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
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la storia
la reggia fu commisionata da Vittorio Amedeo II nell'aprile 1729, poco prima della sua abdicazione, come una sorta di eredità per il suo architetto civile e per il figlio Carlo Emanuele III. La costruzione venne ampliata successivamente dal figlio e da Vittorio Amedeo III, sotto gli architetti Prunotto, Bo e Alfieri. La villa fu dimora fino al 16 maggio 1805 per alcune settimane di Napoleone Bonaparte, pochi giorni prima della sua incoronazione a Milano come re d'Italia.
dinastia Savoia
stemma della dinastia Savoia
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la Struttura
La pianta della palazzina è definita dalla figura dei quattro bracci a croce di Sant'Andrea, intercalati dall'asse centrale che coincide col percorso che da Torino porta alla reggia tramite un viale alberato che fiancheggia cascine e scuderie, antiche dipendenze del palazzo. La costruzione si protende anteriormente racchiudendo un vasto cortile ottagonale, su cui si affacciano gli edifici di servizio. L'interno è in Rococò italiano, costituito da materiali preziosi come lacche, porcellane, stucchi dorati e specchi.
pianta
rococò
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SALA CENTRALE & TRIONFO DI DIANA La sala si presenta come un grande ambiente di forma ovale sovrapposta da una cupola chiusa da un soffitto a volta, senza tiburio né aperture superiori. I fratelli bolognesi Giuseppe e Domenico Valeriani affrescarono sulla volta il Trionfo di Diana, la dea classica della caccia che appare nella raffigurazione tra le nubi, su un carro celeste sovrastante selve e boschi.
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SCUDERIE LATERALI & CERVO DI STUPINIGI Partendo dall'ingresso A si accede all'area che fu a suo tempo parte delle scuderie laterali e quindi zona utilizzata per la rimessa delle carrozze ed il recupero dei cavalli, ma in cui oggi vi è posta la Galleria dei Ritratti e la scultura del cervo di Francesco Ladatte originariamente situata sul tetto a padiglione del corpo centrale della Palazzina, e oggi sostituita da una copia.
APPROFONDIMENTO VIDEO
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Filippo juvarra
Nato a Messina nel 1668, fu educato all’architettura prevalentemente in ambiente Romano e per tutta la sua carriera, essendo figlio di un argentiere, mantenne vivo il senso della decorazione tanto da rappresentare un termine di passaggio per i nuovi preziosismi del rococò.Dal 1715 gli spetterà il compito di riformulare, l’espansione in direzione occidentale della città di Torino; egli organizza i nuovi progetti attorno ad una piazza ad angoli chiusi (attuale piazza Savoia) ponendo sul perimetro esterno i quartieri militari che caratterizza con l’ordine gigante. La sua versatilità portò la sua architettura a formarsi nell'urbanistica, negli edifici civili e militaria, fino agli oggetti sacri.
rococò
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presentazione a cura di Fabio Savioli