FAIR PLAY
fair play ‹fèë plèi› locuz. ingl., usata in ital. come s. m. – Espressione che significa «gioco leale» (in senso proprio, nello sport, e fig., nei rapporti umani, sociali, in politica), cioè senza riserve e sotterfugi;
Adele Celle IV H
· Che cos'è il fair play?
· La carta del fair play
· Atleta > Persona
Indice
· Sportivi come modelli di riferimento
· Concetti fondamentali
· Esempi di fair play nello sport
· Tonya Harding & l'anti - fair play
01
Che cos'è il fair play?
Il fair play, letteralmente gioco corretto, è un concetto che nasce in Inghilterra nell’Ottocento e viene concepito inizialmente per le competizioni sportive. Con il tempo si fa spazio in altri ambiti e si diffonde anche nei rapporti sociali e nella politica, perché il fair play, ormai, non rappresenta solo un modo di comportarsi, ma anche un modo di pensare. Definirlo come il semplice rispetto delle regole nel gioco sarebbe riduttivo, poiché si tratta di un concetto che si collega e ne presuppone altri, di grande rilevanza, quali l’amicizia, il rispetto degli altri e dell’avversario, lo spirito sportivo.
02
La carta del fair play
Nel 1975 il C.I.F.P. (Comitato Internazionale Fair Play) pubblicò “La Carta del Fair Play”, un documento che racchiude i concetti fondamentali del fair play. Questo documento è un decalogo internazionale dei nobili principi cui chiunque pratichi lo sport dovrebbe ispirarsi. Qui di seguito i dieci punti su cui esso si fonda:
- Fare di ogni incontro sportivo, indipendentemente dalla posta e dalla importanza della competizione, un momento privilegiato, una specie di festa
- Conformarmi alle regole e allo spirito dello sport praticato
- Rispettare i miei avversari come me stesso
- Accettare le decisioni degli arbitri o dei giudici sportivi, sapendo che, come me, hanno diritto all'errore, ma fanno tutto il possibile per non commetterlo
- Evitare le cattiverie e le aggressioni nei miei atti, nelle mie parole o nei miei scritti
- Non usare artifici o inganni per ottenere il successo
- Rimanere degno della vittoria, così come nella sconfitta
- Aiutare chiunque con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione
- Portare aiuto a ogni sportivo ferito o la cui vita sia in pericolo
- Essere un vero ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi suddetti
03
Atleta > Persona
La sempre maggiore spettacolarizzazione della società moderna influenza anche il mondo dello sport. Dentro e fuori i campi da gioco l’estetica e la forma dominano spesso sulla sostanza. I corpi sono sempre più ossessionati dalla loro cura e manutenzione, dal loro miglioramento estetico e dalla loro efficienza. Neppure gli ambienti sportivi sono immuni da questa tendenza e l'allenamento spesso è centrato quasi esclusivamente sulla prestazione agonistica dell’atleta, trascurandone quella psicologica, mentale e relazionale altrettanto importanti per la crescita dello sportivo. La frequenza delle condotte dopanti e antisportive sono un triste esempio di questo trend. Ancor prima di un modo di comportarsi, il fair play è un modo di pensare allo sport come un’occasione di partecipazione e di assunzione di responsabilità.
04
Lo sport praticato con fair play offre agli individui l'opportunità di conoscere meglio se stessi; di fissare e di raggiungere, attraverso la perseveranza e il sacrificio, gli obiettivi prefissati; di ottenere successi personali; di acquisire e migliorare le proprie capacità tecniche e dimostrare abilità; di interagire socialmente, divertirsi e raggiungere un buono stato di salute. La lealtà nello sport, quindi, è benefica per l'individuo, per le organizzazioni sportive e per la società nel suo complesso. Va ricordato, infatti, come gli atleti, in particolare quelli che praticano l’attività sportiva ai più alti livelli, rappresentino per molti giovani dei modelli di riferimento e hanno dunque una grande responsabilità nei loro confronti. Loro per primi devono fornire sani modelli comportamentali e metterli in pratica durante lo svolgimento dell’attività sportiva.
Sportivi come modelli di riferimento
05
Concetti fondamentali
Dirigente sportivo, pedagogista e storico francese, conosciuto per essere stato il fondatore dei moderni Giochi olimpici, Pierre de Coubertin amava ripetere un concetto semplice, ma colmo di saggezza, che nella pratica è stato messo in atto attraverso incredibili esempi di fair play:
"L' importante non è vincere ma partecipare"
Pierre de Coubertin
06
Esempi di fair play nello sport
Il gesto di Braima Suncar Dabò, risale allo scorso settembre in occasione dei Mondiali di Atletica di Doha. L'atleta si guadagnò gli applausi di tutto il pubblico per essersi fermato a soccorrere un altro atleta. Il suo gesto insieme agli ultimi 250 metri, percorsi abbracciato al suo avversario, continuano a commuovere e resteranno impressi nella mente di tutti coloro che amano lo sport. (foto dell'episodio nella slide "Che cos'è il fair play?") Nel 1964, durante i giochi olimpici di Innsbruck, l’atleta italiano Eugenio Monti venne sommerso di applausi per il suo gran cuore. Nel corso della finale della gara a squadre di bob, la squadra britannica riscontrò un problema tecnico che, se non risolto, le avrebbe impedito di gareggiare. Proprio in quell’occasione, Monti prestò agli avversari il suo bullone per permettergli di continuare la competizione, che poi avrebbero vinto. Ciò che colpì di quell’episodio, non fu soltanto il gesto di grande sportività del campione, ma il modo in cui l’azzurro commentò la sconfitta: “hanno vinto perché sono andati più veloci, non perché gli ho prestato il mio bullone”. Un altro esempio concreto di fair play proviene dal calcio. Il protagonista è Paolo Di Canio che, nel dicembre 2000, durante una partita con indosso maglia del West Ham, entrò nella storia del calcio inglese. Il giocatore italiano, infatti, un attimo prima di calciarlo in porta, fermò il pallone con le mani dopo aver visto il portiere avversario a terra, a causa di un infortunio. Nel 2005, l'atleta tennista in questione è l’allora numero uno del ranking ATP Andy Roddick, che ha strappato l’ovazione del pubblico italiano per un gesto di grandissima lealtà sportiva. Fu proprio lui a mettere in dubbio un punto assegnatogli dall’arbitro, con il quale si sarebbe aggiudicato la vittoria finale. Così facendo, ha permesso al suo avversario Verdasco di rientrare in partita, vincere l’incontro e accedere così ai quarti di finale.
07
Tonya Harding & l'anti - fair play
Un esempio clamoroso in cui il fair play non è stato lontanamente rispettato è il caso controverso di Tonya Harding, pattinatrice di massimo livello nel pattinaggio artistico negli anni '90 che è sempre stata chiaccherata per il suo aspetto trasgressivo sul ghiaccio, per i diversi scandali legati alle sue difficili e abusive relazioni e alla ascesa della sua carrira segnata da un bruttissimo evento contro una sua atleta rivale che distrugge le fondamenta del fair play ma anche della semplice umanità. Questa sua vita, satura di drammi e violenze ha ispirato il film Tonya, premiato agli Oscar.
https://www.youtube.com/watch?v=JyAZFRl8WfY
Lascio qui un video che spiega brevemente, anche se molto bene, la sua storia più nei dettagli, soprattutto per quanto riguarda lo scandalo che ha portato alla fine della sua carriera sportiva.
Titolo del video su YouTube: "Tonya Hardig, cosa successe veramente? Il mistero dietro il film con Margot Robbie"
grazie per l'attenzione!
Spero che questa breve presentazione sia stata interessante e informativa.
FAIR PLAY
Adele Celle
Created on May 5, 2021
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FAIR PLAY
fair play ‹fèë plèi› locuz. ingl., usata in ital. come s. m. – Espressione che significa «gioco leale» (in senso proprio, nello sport, e fig., nei rapporti umani, sociali, in politica), cioè senza riserve e sotterfugi;
Adele Celle IV H
· Che cos'è il fair play?
· La carta del fair play
· Atleta > Persona
Indice
· Sportivi come modelli di riferimento
· Concetti fondamentali
· Esempi di fair play nello sport
· Tonya Harding & l'anti - fair play
01
Che cos'è il fair play?
Il fair play, letteralmente gioco corretto, è un concetto che nasce in Inghilterra nell’Ottocento e viene concepito inizialmente per le competizioni sportive. Con il tempo si fa spazio in altri ambiti e si diffonde anche nei rapporti sociali e nella politica, perché il fair play, ormai, non rappresenta solo un modo di comportarsi, ma anche un modo di pensare. Definirlo come il semplice rispetto delle regole nel gioco sarebbe riduttivo, poiché si tratta di un concetto che si collega e ne presuppone altri, di grande rilevanza, quali l’amicizia, il rispetto degli altri e dell’avversario, lo spirito sportivo.
02
La carta del fair play
Nel 1975 il C.I.F.P. (Comitato Internazionale Fair Play) pubblicò “La Carta del Fair Play”, un documento che racchiude i concetti fondamentali del fair play. Questo documento è un decalogo internazionale dei nobili principi cui chiunque pratichi lo sport dovrebbe ispirarsi. Qui di seguito i dieci punti su cui esso si fonda:
03
Atleta > Persona
La sempre maggiore spettacolarizzazione della società moderna influenza anche il mondo dello sport. Dentro e fuori i campi da gioco l’estetica e la forma dominano spesso sulla sostanza. I corpi sono sempre più ossessionati dalla loro cura e manutenzione, dal loro miglioramento estetico e dalla loro efficienza. Neppure gli ambienti sportivi sono immuni da questa tendenza e l'allenamento spesso è centrato quasi esclusivamente sulla prestazione agonistica dell’atleta, trascurandone quella psicologica, mentale e relazionale altrettanto importanti per la crescita dello sportivo. La frequenza delle condotte dopanti e antisportive sono un triste esempio di questo trend. Ancor prima di un modo di comportarsi, il fair play è un modo di pensare allo sport come un’occasione di partecipazione e di assunzione di responsabilità.
04
Lo sport praticato con fair play offre agli individui l'opportunità di conoscere meglio se stessi; di fissare e di raggiungere, attraverso la perseveranza e il sacrificio, gli obiettivi prefissati; di ottenere successi personali; di acquisire e migliorare le proprie capacità tecniche e dimostrare abilità; di interagire socialmente, divertirsi e raggiungere un buono stato di salute. La lealtà nello sport, quindi, è benefica per l'individuo, per le organizzazioni sportive e per la società nel suo complesso. Va ricordato, infatti, come gli atleti, in particolare quelli che praticano l’attività sportiva ai più alti livelli, rappresentino per molti giovani dei modelli di riferimento e hanno dunque una grande responsabilità nei loro confronti. Loro per primi devono fornire sani modelli comportamentali e metterli in pratica durante lo svolgimento dell’attività sportiva.
Sportivi come modelli di riferimento
05
Concetti fondamentali
Dirigente sportivo, pedagogista e storico francese, conosciuto per essere stato il fondatore dei moderni Giochi olimpici, Pierre de Coubertin amava ripetere un concetto semplice, ma colmo di saggezza, che nella pratica è stato messo in atto attraverso incredibili esempi di fair play:
"L' importante non è vincere ma partecipare"
Pierre de Coubertin
06
Esempi di fair play nello sport
Il gesto di Braima Suncar Dabò, risale allo scorso settembre in occasione dei Mondiali di Atletica di Doha. L'atleta si guadagnò gli applausi di tutto il pubblico per essersi fermato a soccorrere un altro atleta. Il suo gesto insieme agli ultimi 250 metri, percorsi abbracciato al suo avversario, continuano a commuovere e resteranno impressi nella mente di tutti coloro che amano lo sport. (foto dell'episodio nella slide "Che cos'è il fair play?") Nel 1964, durante i giochi olimpici di Innsbruck, l’atleta italiano Eugenio Monti venne sommerso di applausi per il suo gran cuore. Nel corso della finale della gara a squadre di bob, la squadra britannica riscontrò un problema tecnico che, se non risolto, le avrebbe impedito di gareggiare. Proprio in quell’occasione, Monti prestò agli avversari il suo bullone per permettergli di continuare la competizione, che poi avrebbero vinto. Ciò che colpì di quell’episodio, non fu soltanto il gesto di grande sportività del campione, ma il modo in cui l’azzurro commentò la sconfitta: “hanno vinto perché sono andati più veloci, non perché gli ho prestato il mio bullone”. Un altro esempio concreto di fair play proviene dal calcio. Il protagonista è Paolo Di Canio che, nel dicembre 2000, durante una partita con indosso maglia del West Ham, entrò nella storia del calcio inglese. Il giocatore italiano, infatti, un attimo prima di calciarlo in porta, fermò il pallone con le mani dopo aver visto il portiere avversario a terra, a causa di un infortunio. Nel 2005, l'atleta tennista in questione è l’allora numero uno del ranking ATP Andy Roddick, che ha strappato l’ovazione del pubblico italiano per un gesto di grandissima lealtà sportiva. Fu proprio lui a mettere in dubbio un punto assegnatogli dall’arbitro, con il quale si sarebbe aggiudicato la vittoria finale. Così facendo, ha permesso al suo avversario Verdasco di rientrare in partita, vincere l’incontro e accedere così ai quarti di finale.
07
Tonya Harding & l'anti - fair play
Un esempio clamoroso in cui il fair play non è stato lontanamente rispettato è il caso controverso di Tonya Harding, pattinatrice di massimo livello nel pattinaggio artistico negli anni '90 che è sempre stata chiaccherata per il suo aspetto trasgressivo sul ghiaccio, per i diversi scandali legati alle sue difficili e abusive relazioni e alla ascesa della sua carrira segnata da un bruttissimo evento contro una sua atleta rivale che distrugge le fondamenta del fair play ma anche della semplice umanità. Questa sua vita, satura di drammi e violenze ha ispirato il film Tonya, premiato agli Oscar.
https://www.youtube.com/watch?v=JyAZFRl8WfY
Lascio qui un video che spiega brevemente, anche se molto bene, la sua storia più nei dettagli, soprattutto per quanto riguarda lo scandalo che ha portato alla fine della sua carriera sportiva.
Titolo del video su YouTube: "Tonya Hardig, cosa successe veramente? Il mistero dietro il film con Margot Robbie"
grazie per l'attenzione!
Spero che questa breve presentazione sia stata interessante e informativa.