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I sette castelli di Napoli
mariateresadelucadiroseto
Created on May 5, 2021
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Transcript
i sette castelli di napoli
Viaggia con noi alla scoperta dei tesori della nostra città...
Accanto ai castelli più noti, fotografati migliaia di volte l’anno e resi tappa obbligatoria di ogni percorso turistico, questo percorso accoglie anche quelle opere, invece, ai margini della notorietà e della vita sociale stessa, spesso disconosciute e malamente ridotte, in uno stato tristemente lontano dal decoro che si dovrebbe ad un monumento, a prescindere da ciò che ne resta....
Nell’antichità, la città di Napoli contava all’interno delle sue mura perimetrali ben sette castelli, un caso unico al mondo. Queste fortezze, costruite in epoche diverse, servivano a difendere la città dagli attacchi, provenienti soprattutto dal mare.
la linea del tempo
XI secolo - 1154 d.C.Castel Capuano
XVI secolo Castello di Nisida
1329 d.C.Castel Sant'Elmo
1382 d.C.Castello del Carmine
XI secolo Castel dell'Ovo
1702 d.C. Forte di Vigliena
XIII secolo - 1279 d.C.Castel Nuovo
Castel dell’Ovo
clicca qui per il video del castello...
- vinse la guerra contro Mitridate portò con sé in questa sua sontuosissima villa napoletana enormi ricchezze.
- Lucullo passò alla storia soprattutto per i pantagruelici pranzi che dava nella sua villa tanto è vero che ancora oggi per indicare la raffinatezza di un convitto si usa dire che è stato un pranzo “luculliano”.
- Oggi della sua dimora non rimane che qualche tronco di colonna che nel Medioevo fu usato per il sostegno di volta nelle sale del castello...
Il Castrum Lucullanum...
- Il nucleo centrale dell’antico maniero che si incontra lungo Via Partenope faceva parte in origine, della splendida, villa del patrizio romano Lucio Licinio Lucullo, all’interno del castrum Lucullanum.
- Lucullo, valoroso combattente, poi console e uomo di cultura fu stimato anche da Cicerone.
da Lucullo ai Normanni...
- alla morte di Lucullo nei secoli successivi la ricca dimora fu saccheggiata dai vandali e dagli ostrogoti e poi nel V secolo fra i suoi ruderi trovarono rifugio alcuni eremiti.
- per secoli l’isoletta di Megaride fu sede di una fervida vita cenobitica, in quanto vi sorsero diversi monasteri che alla fine del ‘600 si fusero tutti nell’accettazione della regola di San Benedetto.
- con la venuta dei Normanni i monaci si ritirarono sulla terraferma ed il loro convento divenne reggia e prigione di stato.
dagli Angioini ai Borbone...
- Con gli Angioini l’isolotto fu fortificato con la costruzione di torri quadrate con ampie bifore ad archi tondi. Durante la lotta tra aragonesi e angioini il maniero fu conteso preda ora dell’uno ora dell’altro partito, e dopo la sua vittoria re Alfonso volle parzialmente rifarlo.
- Durante la congiura dei Baroni, Castel dell’Ovo fu completamente danneggiato e Ferrante, erede di re Alfonso, per riprenderlo dovette danneggiarlo con le sue bombarde; tutto ciò comportò naturalmente lavori di rifacimento e di trasformazione che fecero perdere alla costruzione della sua originaria linea medioevale.
- Dopo la venuta di Carlo VIII il castello subì nuovamente un duro bombardamento e fu ulteriormente danneggiato dai francesi e dagli spagnoli.
dal vicereame spagnolo al ritorno dei Borbone...
- Nel periodo del vicereame spagnolo il castello non fu più usato come fortezza ma per la macina del grano e furono impiantati sull’isolotto dei mulini a vento.
- Il vicerè duca D’Alba decise di fortificarlo nuovamente nel 1665 e poiché riassunse anche la sua funzione di prigione vi fu incarcerato il filosofo Tommaso Campanella prima della sua condanna a morte.
- Durante i moti di Masaniello il castello ebbe il triste compito di bombardare una parte della città.
- Dopo il ritorno definitivo dei Borbone la piccola isola fu fortificata con barriere e due ponti levatoi, una polveriera e un deposito di munizioni. Col tempo il forte fu adibito solo a prigione e vide tra i suoi ospiti Francesco De Santis, Carlo Poerio e tanti altri...
La leggenda del castello...
da Guglielmo I a Giovanna D'Angiò...
Castel Capuano
- L’imponente maniero fu costruito da Guglielmo I il Malo, figlio di Ruggiero il Normanno. Edificato come fortezza, fu anche reggia per un certo periodo, ma divenne poi sede del governo e dell’amministrazione giudiziaria.
- Nel secolo XIII devastato dalle milizie tedesche e saracene fu ricostruito da Federico II di Svevia e adibito a sua dimora.
- Durante il regno di Giovanna I d’Angiò il castello fu saccheggiato e completamente devastato in seguito ad una epidemia di peste, poi restaurato. Durante il passare dei secoli Castel Capuano è stato ripetutamente modificato e restaurato sia fuori che dentro.
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dagli Aragonesi ai Savoia...
- Sia sotto gli Aragonesi che durante il periodo del Vicereame spagnolo il palazzo fu abbellito, affrescato e furono riunite tutte le corti di giustizia della città. Quindi fu trasformato in tribunale, con carceri e sale di tortura.
- Anche durante il periodo Borbonico con Carlo V di Borbone il palazzo fu abbellito con affreschi del Natoli purtroppo ormai quasi scomparsi e ristrutturato così come ricorda l’acquila sul portone d’ingresso con a lato un epigrafe che ricorda il motivo e la data del suo rifacimento. Alla fine dell’800 fu rinnovata la facciata, trasformati i balconi in finestre, eliminate le arcate del pian terreno ed affisso all’esterno lo scudo della casa Savoia. Il foro napoletano ha sempre vantato rappresentanti fra i più illustri d’Italia e ha dato alla Repubblica il suo primo presidente, Enrico De Nicola.
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Castel Nuovo
Carlo I e la costruzione del Castrum Novum...
- Il Castel Nuovo, anche chiamato Maschio Angioino, fu edificato per volere del re Carlo I d’Angiò. Danneggiato e in parte demolito dalle furiose azioni guerresche di cui fu teatro oggi lo vediamo nella versione ricostruita dagli aragonesi. Quando il re angioino decise di costruire qui la sua reggia questa zona era fuori dalle mura cittadine al limite con il castrum Lucullanum e al suo posto, dopo la distruzione del castrum, vi resiedeva una comunità di monaci francescani che si spostarono, dietro lauta ricompensa, nella chiesa di Santa Maria la Nova, che il re fece costruire proprio per loro. Di qui si diede avvia alla costruzione del Castrum novum o come lo chiamavano gli angioini “le chateau neuf”.
La leggenda del castello...
la dominazione Angioina...
- Con Carlo II il castello fu decorato internamente mentre con Roberto d’Angiò, mecenate e protettore delle arti e delle lettere conobbe giorni festosi ospitando letterati e artisti tra i più noti dell’epoca come Petrarca e Giotto. Dopo Roberto I d’Angiò terminò il momento aulico del castello e iniziò un lungo e duro periodo di incertezze, di guerre e lotte che durò lungo tutto il regno di Giovanna I d’Angiò e dei sovrani di casa Durazzo. La facciata del castello ha ai due termini due pilastri, un bellissimo portale rinascimentale in marmo, una Natività e una Vergine con gli Angeli scolpita di Andrea dell’Aquila e nella nicchia in alto un’altra Vergine scolpita da Francesco Laurana nel 1474. Importante anche lo stupendo rosone, lavoro delicatissimo di artisti catalani. Di epoca Angioina anche la cappella chiamata "Major" un tempo affrescata da Giotto oggi nota come Cappella Palatina, col suo magnifico rosone.
dagli Aragonesi ai Borbone...
- Quando Alfonso d’Aragona trionfò sugli angioini il castello era pressoché distrutto: il nuovo sovrano ne intraprese subito l’opera di ricostruzione e lo rifece come oggi lo vediamo, con le cinque robuste torri.
- Sotto i Borbone con Ferdinando IV il forte fu nuovamente abbellito, col restauro della cinta bastionata e delle torri che furono chiamate “la maestra”di San Ferdinando la “San Giorgio” di Sant’Alfonso, quella “dell’Oro” di San Luigi e quella “della Guardia” di San Carlo.
Il teatro San Carlino...
dai Normanni agli Aragonesi...
Castel Sant'Elmo
- Il castello domina il golfo dall'alto della collina del Vomero e data l'importanza strategica del sito probabilmente doveva esserci una torre da tempi molto antichi: nel 1170 questa torre esisteva e si chiamava Belforte. Probabilmente già in epoca normanna fu costruita a difesa della chiesetta di Sant'Erasmo, poi trasformata in castello.
- Le prime notizie storiche risalgono al 1329 anno in cui Roberto D'Angiò ordinò di costruire un palatium castrum sulla collina di Sant'Erasmo, terminato sotto il regno di Giovanna I. Contribuì alla sua realizzazione anche lo scultore senese Tino da Camaino.
- Nel 1343 fu subito teatro di scontri per la difesa di Napoli dall'esercito di Ludovico D'Ungheria.
- Il vecchio castello passò di assedio in assedio da Angioini a Aragonesi e fu persino venduto dalla regina Giovanna II D'Angiò che lo cedette per 10.000 ducati ad Alfonso D'Aragona.
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il progetto di Escrivà...
- L’aspetto odierno del castello è stato determinato tra il 1537 e il 1547, quando il nome della fortezza era cambiato, passando da Castel Sant’Erasmo a Castel Sant’Ermo e, poi infine a Sant’Elmo. Questo cambio di nome è da ricondursi a chi fece eseguire i nuovi lavori: il Vicerè Don Pedro de Toledo, che affidò la ricostruzione a Pedro Luis Escrivá, uno dei più importanti architetti spagnoli del tempo, che aveva grandi capacità, proprio per ciò che riguardava le fortificazioni ed assunse l'attuale pianta stellare a sei punte. Il progetto di Escrivà, in effetti, fu talmente estremo da essere criticato da molti ingegneri militari dell’epoca: le sei punte permettevano ai cannoni di mirare agevolmente in qualsiasi direzione; le mura erano talmente spesse da essere impossibili da abbattere; era presente un profondo fossato con ponte levatoio; c’erano immensi magazzini d’acqua, armi e di cibo.
da carcere a complesso monumentale...
- Dopo il crollo della repubblica, fu ancora prigione, dove furono rinchiusi Giustino Fortunato, Domenico Cirillo e Luisa Sanfelice, e restò carcere militare fino al 1952.
- Solo negli anni ’80 del Novecento Castel Sant’Elmo diventò una struttura di interessa culturale e museale e dal 1982 l’intero complesso monumentale è stato affidato alla custodia della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli, aperto al pubblico nel 1988.
- 1538 viene posta sul portale di ingresso l'epigrafe, sormontata dallo stemma di Carlo V con l'aquila bicipite asburgica.
- Nel 1587 un fulmine colpì il castello distruggendo le dimore di castellani e militari e la chiesa interna. L’edificio fu quindi ricostruito negli anni successivi dall’architetto Domenico Fontana.
- Tra Seicento e Settecento il castello diventò un carcere, dove fu prigioniero anche il filosofo Tommaso Campanella, e fu sede di moti rivoluzionari nel 1799.
Castello del Carmine
dagli Angioini agli Aragonesi...
- Fu costruito nel 1382 per volere di Carlo III di Durazzo, sovrano angioino del tempo, che necessitava di un baluardo difensivo, sia marino che terrestre, nella zona sud-orientale della città. Il progetto originale prevedeva due grandi torri cilindriche, un torrione più grande e delle mura merlate rinforzate da grossi blocchi di piperno. Inoltre, essendo destinato al solo uso militare, era privo di abbellimenti, affreschi, arazzi, saloni e appartamenti reali.
- Dopo aver sopportate la battaglia tra Luigi II d’Angiò e Ladislao di Durazzo e l’assedio di Alfonso d’Aragona, Ferdinando I decise poi di apportare alcune modifiche, affidando i lavori all’ingegner Francesco Spinelli, che ampliò soprattutto le mura. Nel 1512 un’alluvione danneggiò il torrione principale che fu ricostruito a base quadrata.
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la rivolta di Masaniello...
- Il castello fu teatro di alcuni avvenimenti che hanno segnato il passato della città, come tra il 1647 e il 1648, durante la rivolta di Masaniello, quando vi fu proclamata la Reale Repubblica Napoletana e fu scelto come dimora da Gennaro Annese, diventato punto di riferimento degli insorti dopo la morte dello stesso Masaniello, oppure, come nel 1707, quando i Nobili Napoletani tentarono di prendere il potere ideando la “Congiura di Macchia”. Ma nonostante la sua importanza, non gli fu risparmiata la demolizione nel 1906 per consentire la costruzione dell’ultimo tratto di corso Garibaldi. Al giorno d’oggi, della struttura sono rimasti visibili due torri e una parte di cinta muraria lungo via Nuova Marina.
una piccola isola e una grande storia...
Castello di Nisida
Questa piccola isola il cui nome deriva dal greco nesis, isoletta, è un cratere vulcanico quasi circolare: il piccolo porto al suo interno è chiamato Paone. Su quest’isola Bruto, che vi aveva una villa, congiurò con Cassio contro Cesare e più volte ricevette la visita di Cicerone. Sulla sommità di Nisida vi era una villa angioina edificata dalla regina Giovanna d’Angiò della casata Durazzo, pian piano fortificata e trasformata in castello per contrastare i continui attacchi di Luigi II d’Angiò della casata Davalos. Fu poi successivamente trasformata in prigione dai sovrani borbonici ed oggi sede di un carcere minorile.
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Forte di Vigliena
il castello dimenticato...
Il Forte di Vigliena, di cui sono visibili solo alcuni resti, si trova in Via Marina dei Gigli. La sua costruzione risale agli inizi del XVIII secolo, probabilmente intorno al 1706, per volere dell’allora vicerè Juan Manuel Fernández Pacheco, marchese di Villena, da cui prese anche il nome. Alto solo 6 metri per evitare i bombardamenti dal mare, fu parzialmente distrutto durante il conflitto tra i sostenitori della Repubblica Partenopea e le forze sanfediste del cardinale Ruffo, nel 1799. I primi, a difesa della struttura, accerchiati e impossibilitati a scappare, decisero di far esplodere l’arsenale per causare il maggior numero di danni nelle fila della fazione opposta. Così, la fortezza fu abbandonata finchè, nel 1891, fu dichiarata Monumento Nazionale e restaurata. Tuttavia, nel 1906, una parte di essa fu demolita per lasciare spazio al panificio militare.
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In origine il forte, realizzato in tufo e pietra vesuviana, era di forma pentagonale, circondato da un fossato largo 9 metri e profondo 5, sui cui lati frontali erano posti i cannoni, a difesa del porto della città, e numerose feritoie dietro le quali si posizionavano i fucilieri. Dal cortile, inoltre, era possibile entrare nei bastioni, dotati di tunnel sotterranei per il trasporto di armi e munizioni.
"Da quanto si dica, si narri, o si dipinga, Napoli supera tutto: la riva, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate… Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi!"JOHANN WOLFGANG VON GOETHE
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conosci i 7 castelli di napoli?
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Conosci i 7 castelli di napoli?
01
Quale castello fu teatro durante la rivolta di Masaniello?
Castello del Carmine
Castel Nuovo
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02
In quale castello Bruto ricevette più volte la visita di Cicerone?
Castel dell'Ovo
Castello di Nisida
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03
Quale scultore senese contribuì alla costruzione del Castel Sant'Elmo?
Tino da Camaino
Simone Martini
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04
Quale castello divenne sede del governo e dell'amministrazione giudiziaria?
Castel Capuano
Castello del Carmine
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05
Quale castello fu costruito fuori le mura cittadine ai limiti con il Castrum Lucullanum?
Castel dell'Ovo
Castel Nuovo
conosci i 7 castelli di napoli?
06
Qual è il castello più antico di Napoli?
Castel dell'Ovo
Castel Nuovo
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07
Quale famoso filosofo fu imprigionato nel Castel dell'Ovo?
Giordano Bruno
Tommaso Campanella
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08
A quale dominazione dobbiamo la versione attuale con le 5 torri del Castel Nuovo?
Aragonese
Angioina
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09
Quale castello è oggi sede di un carcere minorile?
Castello di Nisida
Castel Sant'Elmo
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10
Quale castello era alto solo sei metri per evitare attacchi dal mare?
Forte di Vigliena
Castello del Carmine
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