Cappella Di San Severo
Via Francesco de Sanctis,Napoli
(detta anche chiesa di Santa Maria della Pietà o Pietatella) è tra i più importanti musei di Napoli. Situata nelle vicinanze della piazza San Domenico Maggiore.
Le origini della Cappella Sansevero sono legate a un episodio leggendario. Narra, infatti, Cesare d’Engenio Caracciolo nella Napoli Sacra del 1623 che, intorno al 1590, un uomo innocente, trascinato in catene per essere condotto in carcere, passando dinanzi ad un giardino nei pressi della piazza, vide crollare una parte del muro di cinta del suddetto giardino e apparire un’immagine della Madonna. Egli promise alla Vergine di donarle una lampada d’argento e un’iscrizione, qualora fosse stata riconosciuta la propria innocenza: scarcerato, l’uomo tenne fede al voto. L’immagine sacra divenne allora meta di pellegrinaggio, dispensando molte altre grazie.
Poco dopo, anche il duca di Torremaggiore Giovan Francesco di Sangro, gravemente ammalato, si rivolse a questa Madonna per ottenere la guarigione: miracolato, per gratitudine fece innalzare, lì dove era apparsa per la prima volta la venerabile effigie (oggi visibile in alto sull’Altare maggiore), una “picciola cappella” denominata Santa Maria della Pietà o Pietatella.
La cappella di san severo
I lavori edili per la costruzione della chiesetta gentilizia iniziarono nel 1593, come si deduce da alcune polizze in possesso del Banco di Napoli. Già venti anni più tardi Alessandro di Sansevero (figlio di Giovan Francesco), Patriarca di Alessandria e Arcivescovo di Benevento, decise di ampliare la preesistente, piccola costruzione, per renderla degna di accogliere le spoglie di tutti i di Sangro, come testimoniato dalla lapide marmorea datata 1613 posta sopra l'ingresso principale dell'edificio.
L'interno della cappella: Le statue, il pavimento e gli affreschi
Le statue presenti all'interno, realizzate da Francesco Queirolo, Antonio Corradini , Francesco Celebrano, Paolo Persico, e da Fortunato Onelli furono volute dal principe Raimondo nel 700 rappresentano le tappe del processo interiore in grado di portare l'uomo alla felicità e alla completezza. Altre statue sono presenti all'interno oltre a quelle della virtù e ognuna di esse rappresenta un membro della famiglia dei Sangro. Un altro elemento molto importante della cappella è il pavimento stesso che con la sua trama geometrica andava a rappresentare le difficoltà del percorso che l'uomo doveva seguire per raggiungere la conoscenza. Parlo al passato perchè nel 1889 un grave crollo danneggiò il pavimento a tal punto che questo dovette essere sostituito con cotto napoletano. La volta fu invece dipinta da Francesco Maria Russo nel 1749 e rappresenta con colori vivi e sgargianti un impianto illusionistico con squarci che sembrano aprirsi verso il cielo e architetture dal fare onirico. La cavea sotterranea doveva essere un tempietto ipogeico dall'alto valore simbolico; di forma ovale, avrebbe dovuto ospitare le spoglie dei suoi discendenti e al suo centro sarebbe stato collocato il Cristo Velato, rischiarato da lampade perpetue.
Il progetto non fu mai portato a termine, ed oggi la cavea ospita due Macchine anatomiche: gli scheletri di un uomo e di una donna incinta, completamente scarnificati, con il sistema arterio-venoso completamente integro e visibile realizzati sempre dallo stesso principe Raimondo, responsabile anche della realizzazione della pittura usata nella volta e dello schema per il pavimento.
La pianta della cappella
La pianta della cappella è costituita da una navata unica rettangolare, con otto cappelle laterali: queste erano riservate ciascuna ad un antenato, e ciascuna possiede una statua rappresentante la virtù della sposa, sepolta in corrispondenza dei pilastri. Al centro dei lati lunghi della navata, due porte: sulla sinistra, un accesso laterale, e sulla destra l'ingresso alla cripta, voluta dal principe Raimondo accanto al suo sepolcro.
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Il Cristo velato
Tra le statue presenti all'interno della cappella questa è quella che spicca di più; ogni anno attira milioni di visitatori ed ha un importanza tale da meritarsi una presentazione dedicata
Clicca qui per la presentazione
cappella di san severo a napoli
grigolettonicola54
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Cappella Di San Severo
Via Francesco de Sanctis,Napoli
(detta anche chiesa di Santa Maria della Pietà o Pietatella) è tra i più importanti musei di Napoli. Situata nelle vicinanze della piazza San Domenico Maggiore.
Le origini della Cappella Sansevero sono legate a un episodio leggendario. Narra, infatti, Cesare d’Engenio Caracciolo nella Napoli Sacra del 1623 che, intorno al 1590, un uomo innocente, trascinato in catene per essere condotto in carcere, passando dinanzi ad un giardino nei pressi della piazza, vide crollare una parte del muro di cinta del suddetto giardino e apparire un’immagine della Madonna. Egli promise alla Vergine di donarle una lampada d’argento e un’iscrizione, qualora fosse stata riconosciuta la propria innocenza: scarcerato, l’uomo tenne fede al voto. L’immagine sacra divenne allora meta di pellegrinaggio, dispensando molte altre grazie. Poco dopo, anche il duca di Torremaggiore Giovan Francesco di Sangro, gravemente ammalato, si rivolse a questa Madonna per ottenere la guarigione: miracolato, per gratitudine fece innalzare, lì dove era apparsa per la prima volta la venerabile effigie (oggi visibile in alto sull’Altare maggiore), una “picciola cappella” denominata Santa Maria della Pietà o Pietatella.
La cappella di san severo
I lavori edili per la costruzione della chiesetta gentilizia iniziarono nel 1593, come si deduce da alcune polizze in possesso del Banco di Napoli. Già venti anni più tardi Alessandro di Sansevero (figlio di Giovan Francesco), Patriarca di Alessandria e Arcivescovo di Benevento, decise di ampliare la preesistente, piccola costruzione, per renderla degna di accogliere le spoglie di tutti i di Sangro, come testimoniato dalla lapide marmorea datata 1613 posta sopra l'ingresso principale dell'edificio.
L'interno della cappella: Le statue, il pavimento e gli affreschi
Le statue presenti all'interno, realizzate da Francesco Queirolo, Antonio Corradini , Francesco Celebrano, Paolo Persico, e da Fortunato Onelli furono volute dal principe Raimondo nel 700 rappresentano le tappe del processo interiore in grado di portare l'uomo alla felicità e alla completezza. Altre statue sono presenti all'interno oltre a quelle della virtù e ognuna di esse rappresenta un membro della famiglia dei Sangro. Un altro elemento molto importante della cappella è il pavimento stesso che con la sua trama geometrica andava a rappresentare le difficoltà del percorso che l'uomo doveva seguire per raggiungere la conoscenza. Parlo al passato perchè nel 1889 un grave crollo danneggiò il pavimento a tal punto che questo dovette essere sostituito con cotto napoletano. La volta fu invece dipinta da Francesco Maria Russo nel 1749 e rappresenta con colori vivi e sgargianti un impianto illusionistico con squarci che sembrano aprirsi verso il cielo e architetture dal fare onirico. La cavea sotterranea doveva essere un tempietto ipogeico dall'alto valore simbolico; di forma ovale, avrebbe dovuto ospitare le spoglie dei suoi discendenti e al suo centro sarebbe stato collocato il Cristo Velato, rischiarato da lampade perpetue. Il progetto non fu mai portato a termine, ed oggi la cavea ospita due Macchine anatomiche: gli scheletri di un uomo e di una donna incinta, completamente scarnificati, con il sistema arterio-venoso completamente integro e visibile realizzati sempre dallo stesso principe Raimondo, responsabile anche della realizzazione della pittura usata nella volta e dello schema per il pavimento.
La pianta della cappella
La pianta della cappella è costituita da una navata unica rettangolare, con otto cappelle laterali: queste erano riservate ciascuna ad un antenato, e ciascuna possiede una statua rappresentante la virtù della sposa, sepolta in corrispondenza dei pilastri. Al centro dei lati lunghi della navata, due porte: sulla sinistra, un accesso laterale, e sulla destra l'ingresso alla cripta, voluta dal principe Raimondo accanto al suo sepolcro.
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