SER CIAPPELLETTO
Lavoro di Gaudino Giancarlo e Russo Aniello
inizio
1.
La figura di ser ciappelletto
Analizziamola insime
ser ciappelletto
Chi era?
Ser Ciappelletto è un personaggio nonchè il protagonista della prima novella del Decameron. Egli è un notaio e viene introdotto nel testo del Decameron quando Musciatto Franzesi gli affida il compito di gestire la liquidazione dei suoi affari in Borgogna.
ser ciappelletto
Introduzione della prima novella
La prima novella narra la storia di Ser Ciappelletto, presentato come "il peggior uomo che possa mai esistere". Egli dopo una vita spericolata si ritroverà in punto di morte in Francia dove rappresenterà un ostacolo per le persone che lo ospitano. Sarà la sua grande furbizia a risolvere questo impiccio.
ser ciappelletto
Come viene introdotto nella trama
Egli viene introdotto quando il ricchissimo mercante e usuraio Musciatto Franzesi, divenuto in Francia cavaliere fu chiamato da papa Bonifacio VIII, per il conferimento di una onorificenza. Per questo affidò a diverse persone la liquidazione dei suoi affari in Francia.
Gli rimase solo il dubbio su chi scegliere per la riscossione dei suoi crediti in Borgogna. Non trovava un uomo tanto malvagio che si potesse opporre alla malvagità degli abitanti della Borgogna.
Dopo lungo pensare, gli venne in mente ser Cepparello da Prato ,che spesso si rifugiava nella sua casa di Parigi.
ser ciappelletto
La sua descrizione
I francesi, poiché era piccolo e molto ricercato, da Cepparello, che significava “cappello”, lo chiamarono non “Ciappello” ma “ Ciappelletto” e con questo nome era conosciuto da tutti.
Ciappelletto era un notaio poco onesto. Egli non si faceva scrupoli nel falsificare atti notarili e testimonianze anche quando non gli veniva chiesto. Riusciva con questi inganni a vincere moltissime cause. Provocava inamicizie e scandali tra amici e parenti divertendosi molto. Correva volentieri ad un omicidio o misfatto ed uccideva con le proprie mani. Bestemmiava, non andava in chiesa e derideva i sacramenti. Amava le donne, beveva tanto e girava le spalle a Dio in ogni occasione
ser ciappelletto
Il suo arrivo in Borgogna
Appena ricevette la proposta di Musciatto Franzesi, Ciappelletto non esitò ad accettare. Arrivato in Borgogna si comportò benignamente e con mansuetudine senza adirarsi nello svolgere il suo compito. Mentre svolgeva il suo lavoro era ospitato, per rispetto a messer Musciatto, in casa di due fratelli fiorentini, che prestavano denaro ad usura, ma dopo non molto si ammalò gravemente.
ser ciappelletto
Ser Ciappelletto vicino alla morte
I due fratelli fecero di tutto per tenerlo in vita. Essi chiamarano anche un medico ma ormai c'era poco da fare, era destinato a morire. Iniziarono a chiedersi se fosse meglio lasciarlo morire per strada (rovinando la loro reputazione) oppure farlo confessare anche se probabilmente un uomo così malvagio non si sarebbe mai confidato con un frate. Ser Ciappelletto, che giaceva nella stanza accanto, ascoltò quello che dicevano per cui li fece chiamare e gli disse che non voleva recare loro dei danni e di far venire un frate con cui avrebbe risolto la situazione.
ser ciappelletto
La confessionene
Ser Ciappelletto decise di farsi confessare dal prete. Durante la confessione egli si dipinse come un vero è proprio santo: affermò di essere casto, di non bere, di fare beneficenza... Facendo il sornione finse di considerare il cibarsi dopo un lungo digiuno e il bere durante il pellegrinaggio come dei peccati gravi, al che il padre rimase senza parole. Infine chiese al monaco di portare da lui il Corpo di Cristo per l’estrema unzione, affinchè lui, che era vissuto come peccatore, potesse morire come un cristiano. Il frate, commosso, fece come gli era stato richiesto.
I due fratelli, che ascoltavano di nascosto, quasi scoppiavano dalle risate.
ser ciappelletto
L'onorevole funerale
Al termine della confessione di Ser Ciappelletto il frate restò senza parole. Non aveva mai incontrato in vita sua un uomo così bravo e senza peccati. Egli, ritenendo il morto un santo uomo, convinse il suo superiore a seppellire quel corpo con grande riverenza e devozione. Accompagnò il funerale con una marea di complimenti nei sui confronti verso la folla che diede poi il via ad una venerazione. Nella notte, fu seppellito in una cappella di marmo.
Il giorno seguente cominciarono ad arrivare le genti per adorarlo, per fare voti, per ottenere una grazia. Tanto crebbe la fama della sua santità, che la maggior parte degli abitanti della Borgogna fece voti a lui e lo chiamò San Ciappelletto.
ser ciappelletto
Il pensiero del narratore
Panfilo concluse la narrazione dicendo “ Non voglio negare che Dio, nella sua infinita misericordia,
abbia potuto riceverlo nel suo regno, ma ritengo che egli dovrebbe essere dannato nelle mani del diavolo,
piuttosto che in Paradiso. Ma il Signore, conoscendo la buona fede degli uomini, spero che abbia esaudito le preghiere dei borgognoni a lui rivolte,
attraverso quell’uomo falso e bugiardo. Anche noi, che siamo sani e salvi in questa lieta compagnia,
ci raccomanderemo a Dio, sicuri di essere ascoltati “
Grazie per l'attenzione
Gaudino Giancarlo e Russo Aniello
Ser Ciappelletto
DANIELRUSSO
Created on May 4, 2021
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SER CIAPPELLETTO
Lavoro di Gaudino Giancarlo e Russo Aniello
inizio
1.
La figura di ser ciappelletto
Analizziamola insime
ser ciappelletto
Chi era?
Ser Ciappelletto è un personaggio nonchè il protagonista della prima novella del Decameron. Egli è un notaio e viene introdotto nel testo del Decameron quando Musciatto Franzesi gli affida il compito di gestire la liquidazione dei suoi affari in Borgogna.
ser ciappelletto
Introduzione della prima novella
La prima novella narra la storia di Ser Ciappelletto, presentato come "il peggior uomo che possa mai esistere". Egli dopo una vita spericolata si ritroverà in punto di morte in Francia dove rappresenterà un ostacolo per le persone che lo ospitano. Sarà la sua grande furbizia a risolvere questo impiccio.
ser ciappelletto
Come viene introdotto nella trama
Egli viene introdotto quando il ricchissimo mercante e usuraio Musciatto Franzesi, divenuto in Francia cavaliere fu chiamato da papa Bonifacio VIII, per il conferimento di una onorificenza. Per questo affidò a diverse persone la liquidazione dei suoi affari in Francia. Gli rimase solo il dubbio su chi scegliere per la riscossione dei suoi crediti in Borgogna. Non trovava un uomo tanto malvagio che si potesse opporre alla malvagità degli abitanti della Borgogna. Dopo lungo pensare, gli venne in mente ser Cepparello da Prato ,che spesso si rifugiava nella sua casa di Parigi.
ser ciappelletto
La sua descrizione
I francesi, poiché era piccolo e molto ricercato, da Cepparello, che significava “cappello”, lo chiamarono non “Ciappello” ma “ Ciappelletto” e con questo nome era conosciuto da tutti. Ciappelletto era un notaio poco onesto. Egli non si faceva scrupoli nel falsificare atti notarili e testimonianze anche quando non gli veniva chiesto. Riusciva con questi inganni a vincere moltissime cause. Provocava inamicizie e scandali tra amici e parenti divertendosi molto. Correva volentieri ad un omicidio o misfatto ed uccideva con le proprie mani. Bestemmiava, non andava in chiesa e derideva i sacramenti. Amava le donne, beveva tanto e girava le spalle a Dio in ogni occasione
ser ciappelletto
Il suo arrivo in Borgogna
Appena ricevette la proposta di Musciatto Franzesi, Ciappelletto non esitò ad accettare. Arrivato in Borgogna si comportò benignamente e con mansuetudine senza adirarsi nello svolgere il suo compito. Mentre svolgeva il suo lavoro era ospitato, per rispetto a messer Musciatto, in casa di due fratelli fiorentini, che prestavano denaro ad usura, ma dopo non molto si ammalò gravemente.
ser ciappelletto
Ser Ciappelletto vicino alla morte
I due fratelli fecero di tutto per tenerlo in vita. Essi chiamarano anche un medico ma ormai c'era poco da fare, era destinato a morire. Iniziarono a chiedersi se fosse meglio lasciarlo morire per strada (rovinando la loro reputazione) oppure farlo confessare anche se probabilmente un uomo così malvagio non si sarebbe mai confidato con un frate. Ser Ciappelletto, che giaceva nella stanza accanto, ascoltò quello che dicevano per cui li fece chiamare e gli disse che non voleva recare loro dei danni e di far venire un frate con cui avrebbe risolto la situazione.
ser ciappelletto
La confessionene
Ser Ciappelletto decise di farsi confessare dal prete. Durante la confessione egli si dipinse come un vero è proprio santo: affermò di essere casto, di non bere, di fare beneficenza... Facendo il sornione finse di considerare il cibarsi dopo un lungo digiuno e il bere durante il pellegrinaggio come dei peccati gravi, al che il padre rimase senza parole. Infine chiese al monaco di portare da lui il Corpo di Cristo per l’estrema unzione, affinchè lui, che era vissuto come peccatore, potesse morire come un cristiano. Il frate, commosso, fece come gli era stato richiesto. I due fratelli, che ascoltavano di nascosto, quasi scoppiavano dalle risate.
ser ciappelletto
L'onorevole funerale
Al termine della confessione di Ser Ciappelletto il frate restò senza parole. Non aveva mai incontrato in vita sua un uomo così bravo e senza peccati. Egli, ritenendo il morto un santo uomo, convinse il suo superiore a seppellire quel corpo con grande riverenza e devozione. Accompagnò il funerale con una marea di complimenti nei sui confronti verso la folla che diede poi il via ad una venerazione. Nella notte, fu seppellito in una cappella di marmo. Il giorno seguente cominciarono ad arrivare le genti per adorarlo, per fare voti, per ottenere una grazia. Tanto crebbe la fama della sua santità, che la maggior parte degli abitanti della Borgogna fece voti a lui e lo chiamò San Ciappelletto.
ser ciappelletto
Il pensiero del narratore
Panfilo concluse la narrazione dicendo “ Non voglio negare che Dio, nella sua infinita misericordia, abbia potuto riceverlo nel suo regno, ma ritengo che egli dovrebbe essere dannato nelle mani del diavolo, piuttosto che in Paradiso. Ma il Signore, conoscendo la buona fede degli uomini, spero che abbia esaudito le preghiere dei borgognoni a lui rivolte, attraverso quell’uomo falso e bugiardo. Anche noi, che siamo sani e salvi in questa lieta compagnia, ci raccomanderemo a Dio, sicuri di essere ascoltati “
Grazie per l'attenzione
Gaudino Giancarlo e Russo Aniello