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progetto antologia

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Created on May 3, 2021

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Transcript

Emily Dickinson"Non so ballare sulle punte"Umberto Saba "Il garzone con la carriola"

Ugolini Giorgia, Galli Elena

Indice

1. fabula

8. ipotassi

2. intreccio

9. analisi della poesia

3. denotazione e connotazione

10. Emily Dickinson biografia

4. parole chiave e campi semantici

11. Non so danzare sulle punte

12. Umberto Saba biografia

5. il registro stilistico

6. la sintassi

13. Il garzone con la cariola

7. paratassi

TURNE INDRÌ

Un autore può disporre il materiale narrativo, vale a dire la "storia", ordinando in vario modo i fatti fondamentali o nuclei narrativi intorno ai quali ruota la vicenda.Lo sviluppo temporale lineare dei fatti fondamentali costrituisce la FABULA. Si intende infatti per fabula la successione logico-cronologico degli avvenimenti essenziali per lo sviluppo della vicenda. La fabula è dunque una ricostruzione fatta dopo lalettura, è un'operazione personale del lettore che si basa sull'individuazione dei nuclei narrativi che egli ritiene più significativi.

TURNE INDRÌ

Intreccio

L'intreccio consiste nel modo in cui gli avvenimenti sono organizzati nel testo e fatti conoscere al lettore. L'intreccio corrisponde all'organizzazione e alla disposizione artificiale dei fatti data dalll'autore, che ne può alterare la concatenazione.

TURNE INDRÌ

Denotazione e connotazione

Ogni parola è dotata di un proprio significato, quello che il dizionario riposta per definirla, ovvero il significato denotativo. però allo stesso tempo esse possono ripostare a mente un insieme di concetti che si concentrano intorno alla parola stessa e che quindi definiscono il suo significato connotativo, ovvero il complesso di idee, impressioni, immagini che il termine evoca in noi al di là del suo significato principale.La connotazione di una parola può variare in base all'appartenenza culturale.

TURNE INDRÌ

Parole chiave e campi semantici

Quando si legge una poesia occorre dunque prestare molta attenzione ai termini attravero cui il poeta esprime il contenuto del testo; la loro vicinanza con altri simili crea reti e richiami: il calore di una parola deriva infatti dal legame con le parole chele stanno accanto.Il campo semantico è un insieme di vocaboli legati tra loro da affinità di significato. Tali parole, che per la loro importanza nel testo definiamo parole chiave, possono appartenere a diverse categorie grammaticali e non necessariamente si trovano l'una accanto all'altra, ma possono essere distribuite lungo tutto il testo.

TURNE INDRÌ

Il registro stilistico

Il registro stilistico è una varietà dello stile letterario e può essere essenzialmente:-elevato: anche detto alto, ricercato, prezioso, solenne -medio: o comune -basso: o popolare colloquiale gergale La scelta del registro stilistico dipende dall'intenzione comunicativa dell'autore. Il poeta cioè può proporsi di nobilitare l'argomento con una lingua ricercata e alta. La scelta lessicale è coerente con il messaggio che il poeta si propone di trasmettere. Quando il poeta accosta parole di registro stilistico molto diverso, ottiene il risultato di abbasare il termine più alto e prezioso.

A volte parole che appartengono a un registro medio acquisiscono una particolare forza poetica attraverso l'associazione originale con altre parole.

Il registro stilistico non è soltanto determinato dalla scelta delle parole (lessico), ma anche dalla loro disposizione nella frase (sintassi):un ordina non comune delle parole è, ad esempio, proprio di un registro stilistico alto e solenne

TURNE INDRÌ

La sintassi

In un testo poetico è possibile che la costruzione delle frasi sia lineare e semplice o che invece risulti articolata e difficile. Nel caso in cui il testo sia costiruito dalla successione di frasi indipendenti (separate da punti fermi) oppure da frasi coordinate tra loro, si parla di paratassi (o stile paratattico); quando invece le frasi sono subordinate tra loro e costituiscono periodi complessi si parla di ipotassi (o stile ipotattico).

TURNE INDRÌ

Paratassi

Quando un testo è composto prevalentemente da frasi coordinate, si dice paratattico.La paratassi è quindi quel tipo di struttura sintattica in cui prevale la coordinazione. La paratassi è molto frequente nella lingua parlata ed ha la caratteristica che il periodo non può essere pianificato oltre un certo limite.La paratassi è uno strumento utile quando si vuole descrivere una sequenza di fatti o gli aspetti di una realtà in modo immediato, apparentemente neutrale, senza che vengano del tutto spiegati i legami logici che collegano una frase all’altra.Lo stile paratattico è più incisivo e conferisce un ritmo veloce ed incalzante al discorso. È utilizzato per raccontare fatti e circostanze con immediatezza e rapidità.

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Ipotassi

L’ipotassi è un tipo di struttura sintattica in cui prevale la subordinazione. L’ipotassi è usata nei discorsi strutturati e pianificati.Lo stile ipotattico, o stile coeso, è senz’altro più elegante ma anche più involuto. Tende a rallentare il ritmo del discorso. Richiede di una grande padronanza linguistica ed è spesso utilizzato per argomentare una tesi o per condurre una dimostrazione.

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Analizzare una poesia: Parafrasi

La parafrasi è una riscrittura in prosa del testo poetico. Poichè il linguaggio della poesia si avvale di frequenti alterazioni dell'ordine delle parole e di un lessico spesso diverso da quello rodinario, per essere certi di comprendere il contenuto del testo in tutte le sue parti è utile parafrasarlo, cioè: - disporre le parole secondo l'ordine consueto della prosa (ovvero rendere lineare la sintassi);- sostituire le parole più difficili con altre più frequenti e di significato simile (ovvero usare un lessico comune). la parafrasi è infatto un testo di servizio, che si pone come fine quello di riprodurre la poesia in una forma chiara e più comune, ed è quindi un esercizio preliminare rispetto all'interpretazione vera e propria.

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La parafrasi non deve contenere commenti e considerazioni del lettore, che saranno poi parte dell'interpretazione, cioè dell'analisi del testo. A volte si devono invece aggiungere parole o espressioni che restano sottintese nella poesia oche occorrono per renderla più vicina alla lingua d'uso.

Poichè l'obbiettivo della parafrasi è soltanto quello di rendere chiaro il testo parola per parola, bisogna limitarsi a cercare di esprimere lo stesso concett ocon altre parole. La parafrasi è tanto più necessaria quanto più il linguaggio scelto dal poeta è lontano dall'uso moderno.

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La sintesi del testo

Mentre la parafrasi è la puntuale riscrittura in prosa del testo, la sintesi del contenuto è un sommario, un riassunto, scritto in terza persona, che si avvicina all'analisi del testo in quanto può già contenere qualceh elemento interpretativo. La sintesi chiarisce maggiormente il testo rispetto alla parafrasi, perchè è un modo di appropriarsi già del contenuto, collegando tra loro le informazioni.

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L'analisi del testo

L'espressione analisi del testo indica non soltanto l'operazione di indagine sul testo, ma anche lo scritto che si produce alla fine di questo lavoro, con l'obbiettivo di proporre un'interpretazione, ovvero una lettura del significato. È ovvio però che una poesia risuterà particolarmente significativa soltanto per alcuni degli aspetti considerati, non per tutti contemporaneamente. Sta al lettore capire quali aspetti siano prevalenti e concentrare su di essi la propria analisi.

Scrittura, grafica e stile

Non tutte le osservazioni compiute su un testo troveranno spazio nella scrittura: occorre selezionare gli elementi significativi e far emergere una o più idee centrali, ovvero interpretazioni possibli del testo. L'ordine in cui disporre le idee è una scelta di chi scrive, ma può essere utile procedere dal genrale al particolare, badando sempre a collegare logicamente tra loro le idee. È buona norma, soprattutto nelle poesie lunghe, indicare il numero del verso citato. Per quanto riguarda lo stile, esso deve essere il più possibile oggettivo, perchè le osservazioni appaiano fondate e condivisibili da tutti i lettori; bisogna dunque evitare espressioni molto soggettive. È necessario citare i versi a cui ci si riferisce per sostenere la propria interpretazione L'interpretazione non deve mai essere arbitraria, ossia non deve contenere affermazioni non dimostrate o in contraddizione con le parole presenti nel testo.

TURNE INDRÌ

Emily Dickinson

Nata il 10 dicembre 1830 ad Amherst (Massachusetts) Emily Elizabeth Dickinson, secondogenita di Edward Dickinson, stimato avvocato destinato a diventare deputato del Congresso, e di Emily Norcross, donna dalla personalità fragile, ricevette dalla famiglia un'educazione piuttosto libera e completa per la sua epoca. Dal 1840 al 1947 frequenta la Amherst Academy e successivamente si iscrive alle scuole superiori di South Hadley da cui viene ritirata dal padre dopo un anno. Manifesta un carattere contraddittorio e complesso, venato da una fierezza irriducibile. Per motivi tuttora non chiari a soli ventitrè anni decide di scegliere una vita solitaria e appartata.

Gli studi della grande poetessa si svolgono per lo più come autodidatta, orientata nelle letture anche da un assistente del padre, Benjamin Newton, con il quale resterà in seguito in corrispondenza. Scrivere lettere sarà un'attività fondamentale per la poetessa, un modo per entrare in contatto con il mondo: non a caso molte delle sue poesie verranno allegate ad esse.

Il 1860 è l'anno del furore poetico e sentimentale. Compone qualcosa come circa quattrocento liriche e si strugge vanamente per un amore che gli storici della letteratura identificano con Bowles. Nello stesso anno avvia una corrispondenza con il colonnello-scrittore Thomas W. Higginson, a cui si affida per un giudizio letterario: egli rimarrà impressionato dall'eccezionalità dello spirito, dell'intelligenza e del genio della poetessa, pur ritenendo "impubblicabili" le sue opere. D'altronde ella non intese mai dare alle stampe i propri versi.

Tra il 1864 e il 1865 Emily Dickinson trascorre alcuni mesi a Cambridge, Massachusetts, ospite delle cugine Norcross, per curare una malattia agli occhi. La tendenza ad autorecludersi si acuisce sempre di più, diminuendo i contatti umani, soprattutto quelli meramente superficiali.

Intanto continua a scrivere poesie. La sua produzione, pur non raggiungendo la quantità del 1862, rimane cospicua. Nel 1870 riceve la prima visita, molto attesa, di Higginson, che tornerà a trovarla nel 1873.A partire dall'anno successivo inizia un periodo durissimo. Vede infatti scomparire nel giro di pochi anni prima il padre, poi l'amato Bowles. verso la fine del 1879, Emily si riprende grazie ad un nuovo amore, quello per Otis Lord, un anziano giudice, vedovo, amico del padre. Però poco dopo muoiono la madre a Wadsworth (1882), l'amatissimo nipotino Gilbert ed il giudice Lord.Emily è prostrata. Nel 1885 si ammala; muore il 15 maggio 1886.

Poetica

L’amore, la natura, la morte, l’eternità sono i temi della sua poesia, che l’autrice sviluppa creando un rapporto di opposti: amore/morte; natura magica/natura distruttrice; quotidiano/eterno; egocentrismo/altruismo.Le sue descrizioni sono precise, esatte nei particolari, e attraverso esse Emily Dickinson esprime non la semplice realtà oggettiva, ma la sua percezione e il proprio modo di essere. Il suo stile è fortemente innovativo rispetto alla tradizione poetica anglosassone del secondo Ottocento; nei suoi componimenti Emily Dickinson sovrappone ritmi diversi, riduce la punteggiatura, costruisce una sintassi volutamente complessa.

Movimento culturale del periodo

Il Decadentismo nasce come reazione alla crisi del Positivismo e del pensiero scientifico. La sfiducia nella ragione, tanto esaltata prima nel Positivismo, determinò nel campo morale la crisi dei valori tradizionali (libertà, patria, progresso…) generando insicurezza, scetticismo e un senso di angoscia esistenziale. Con il termine realismo si intende appunto latendenza al reale che caratterizzò in modo diverso le correnti letterarie in questo periodo, ma che non rappresentò di per sè un movimento univoco, dotato di caratteristiche proprie.L’amore, la natura, la morte, l’eternità sono i temi della sua poesia, che l’autrice sviluppa creando un rapporto di opposti: amore/morte; natura magica/natura distruttrice; quotidiano/eterno; egocentrismo/altruismo. Le sue descrizioni sono precise, esatte nei particolari, e attraverso esse Emily Dickinson esprime non la semplice realtà oggettiva, ma la sua percezione e il proprio modo di essere. Il suo stile è fortemente innovativo rispetto alla tradizione poetica anglosassone del secondo Ottocento; nei suoi componimenti Emily Dickinson sovrappone ritmi diversi, riduce la punteggiatura, costruisce una sintassi volutamente complessa.

Non so danzare sulle punte

TURNE INDRÌ

e non mi slancio in vortici di piume, né volteggio con ruote di neve fino a uscire di scena, nella musica, con l'intero teatro che applaude- e anche se nessuno sa che conosco l'arte che menziono-semplicemente-qui- e nessuno manifesto si esalta- è tutto esaurito come all'opera-

Non so danzare sulle Punte — Nessuno mi istruì — Ma molte volte, nella mente, un'allegria mi prende,se conoscessi il balletto, esploderebbe in piroette da far impallidire la troupe- o infuriare, la primadonna, e anche se non ho il tulle- né boccoli ai capelli, né balzi per il pubblico- come gli uccelli una zampetta sospesa in aria,

Analisi poesia

Parafrasi: L'autrice afferma di non possedere la capacità di ballare come una ballerina, perché non ha seguito le lezioni necessarie. Tuttavia, a volte prova una tale gioia nella sua anima. Questa gioia che crede possa essere paragonata alla gioia che trasuda dal balletto. L'autrice rivela che se in verità possedesse la capacità di ballare come fanno i ballerini sarebbe sufficiente per permetterle di brillare più brillante anche del miglior ballerino. La prima ballerina si vergognerebbe. L'intero balletto "Troupe" potrebbe essere sorpreso dalla sua abilità sorprendente. La terza quartina scopre che l'autice rivela di non possedere nessun abito con il tulle. Non può vestirsi con abiti eleganti come fanno gli artisti di scena; né può farsi pettinare i capelli dai truccatori: "No Ringlet, to my Hair". E ovviamente, perché lei non è, infatti, una ballerina e non vive quell'arte in particolare. Non ha mai sperimentato quello che hanno i ballerini quando "saltavano davanti al pubblico, come Birds, / One Claw on the Air". L'autrice offre più immagini di esperienze che non ha avuto e che probabilmente non avrà mai. Al posto degli elaborati costumi indossati da ballerine e cantanti d'opera, si adorna con semplicità. Non ha mai completato un'esibizione di ballo fuori dalla vista e poi è stata richiamata dal pubblico entusiasta che continua ad applaudire.

Emily vive lontano dal mondo del ballerino. Dubita che qualcuno che conosce possa sospettare di essere mai stata a conoscenza di quell'arte ma capisce intuitivamente che il suo lavoro e il suo valore sono uguali, se non superiori, alle prestazioni che hanno ottenuto riconoscimenti. I suoi riconoscimenti esistono in paradiso. Metrica e aspetto grafico: Sono cinque quartine di versi che vanno dal settenario a ildecasillabo. campi semantici: balletto(parola chiave): piroette, troupe, tulle,"fino a uscire di scena, nella musica",vortici di piume, ruote di neve, con l'intero teatro che appalude. Ruota tutto intorno al balletto e alla danza stessa. Sintassi e registro: la sintassi è di tipo paratattica con la maggioranza di proposizioni coordinate descrivendo una sequenza di fatti o gli aspetti di una realtà in modo immediato, apparentemente neutrale, senza che vengano del tutto spiegati i legami logici che collegano una frase all’altra. Registro medio-alto dato l'utilizzo di termini tecnici tipici della danza.

Ritmo: Il ritmo della narrazione viene spezzato dai trattini presenti nel testo che quindi conferiscono alla lettura una separazione. L'autrice utilizza spesso il trattino al posto degli altri segnid ipunteggiatura. Figure retoriche: metafora: "-come gli uccelli una zampetta sospesa in aria,". metafora: "è tutto esaurito come all'Opera".

Umberto Saba

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Umberto Poli nasce a Trieste il 9 marzo 1883. La madre, Rachele Cohen, è di origini ebraiche e appartiene a una famiglia di commercianti che opera nel ghetto di Trieste. Il padre Ugo Edoardo Poli, agente di commercio di nobile famiglia veneziana, si era inizialmente convertito alla religione ebraica per sposare Rachele, ma l'abbandona quando lei in attesa del figlio. Il futuro poeta cresce quindi in un contesto malinconico per la mancanza della figura paterna. Per tre anni viene allevato da Peppa Sabaz, la sua balia slovena. Percorre un’irregolare carriera scolastica, finché non si impiega come praticante in un’azienda commerciale. Nel 1903 pubblica a proprie spese la raccolta di versi Il mio primo libro di poesia. L'anno seguente a causa di una lite con il suo amico Ugo Chiesa, conosciuto a suola, cade in una forte depressione che gli fa decidere di tornare a Trieste. Nell'aprile del 1907 parte per il servizio militare nel quale nasceranno i suoi "Versi militari".

Nel 1909 Umberto Saba sposa Carolina Wöfler, compagna di tutta la vita, che canta nei suoi versi con il diminutivo di Lina, l’anno seguente nasce la figlia Linuccia. Nel 1911 pubblica a Firenze la raccolta Poesie, nella quale usa per la prima volta lo pseudonimo Saba, che in ebraico significa “pane”, ma è anche un omaggio alla balia che lo ha allevato nei primi anni di vita e che portava il cognome Saba.

Nel 1918 apre nella città natale una piccola libreria antiquaria, che diventa luogo d’incontro di scrittori e artisti. Nel 1921 Umberto Saba pubblica tutta la sua produzione poetica in un volume intitolato Canzoniere. Allo scoppio della Prima guerra mondiale viene richiamato alle armi e terminata torna a Trieste poi nel 1938 poco prima dell'inizio del secondo conflitto mondiale, a causa delle leggi razziali Saba viene costretto a lasciare l’Italia ed emigrare a Parigi.

Torna in Italia alla fine del 1939 rifugiandosi a Roma poi va nuovamente a Trieste. Nel dopoguerra Saba vive a Roma per un periodo di nove mesi, poi si trasferisce a Milano dove rimane per dieci anni. Dal 1950 in poi la sua salute peggiora ed è costretto a frequenti ricoveri. Negli anni successivi Umberto Saba perde completamente l’uso delle gambe e la situazione familiare è aggravata dalla malattia della moglie Lina, che muore nove mesi prima di lui, lasciandolo terribilmente solo e demotivato nei confronti della vita, tanto che non scriverà più neppure un verso. Muore infine in una clinica di Gorizia il 25 agosto 1957 all’età di 74 anni.

Umberto Saba poetica

Il pensiero e le opere di Umberto Saba possiedono come caratteristiche l’uso del linguaggio facile, quotidiano, parlando della condizione umana in maniera sincera, mettendo in luce le problematiche che il poeta ha dovuto patire per via delle crisi nevrotiche e depressioni. Uno dei temi che legano a Saba è relativo alla sua città natale Trieste, dove le dedicò pure un titolo, descrivendo l’amore e odio in contemporaneo, influenzando la scrittura. Per quanto riguarda lo stile, possiamo dire che Umberto Saba usava quello conservatore e preferiva utilizzare le strutture tradizionali.

Movimento culturale del periodo

La poetica dell'Ermetismo si afferma negli anni che precedono il secondo conflitto mondiale e cominciò ad usarsi intorno al 1920 e venne chiarendosi nelle sue ragioni di cultura e di poetica fra il 1930 e il 1940 è destinato a divenire sinonimo di oscurità e di indecifrabilità.La parte comune tra i poeti ermetici è il contrasto tra il mondo reale e quello che l’artista sente pulsare dentro di se. Il carattere costante è la ricerca di una poesia essenziale, nella quale la parola abbia una sua assolutezza e l’espressione rifugga da ogni abbandono alla retorica, alla discorsività, al sentimentalismo. La poesia non deve ne descrivere ne rappresentare, non importa l’immediata comprensibilità del messaggio, quanto il valore dell’esperienza dell’atto poetico, che sarà comunicativo solo quando capace di suscitare una simile esperienza nel lettore.

Il garzone con la carriola

TURNE INDRÌ

È bene ritrovare in noi gli amori perduti, conciliare in noi l'offesa; ma se la vita all'interno ti pesatu la porti al di fuori.Spalanchi le finestre o scendi tu tra la folla: vedrai che basta poco a rallegrarti: un animale, un gioco o, vestito di blu,

un garzone con una carriola,che a gran voce si tien la strada aperta,e se appena in discesa trova un'ertanon corre più, ma vola.La gente che per via a quell'ora è tanta non tace, dopo che indietro si tira. Egli più grande fa il fracasso e l'ira, più si dimena e canta.

Analisi

Parafrasi: E' bene ritrovare dentro di noi il senso dell'amore che abbiamo perduto; perdonare le offese; ma se ti senti oppresso da ciò che hai dentro di te, esternalo/buttalo fuori. Apri le finestre oppure scendi tra la gente: ti accorgerai che basterà poco a farti sentire più allegro: un animale, un bambino che gioca, o un ragazzo di bottega (garzone) vestito di blu che tenendo una carriola si fa strada urlando fra la gente e se in una discesa trova una salita, ecco che invece di correre sembra volare. C'è tanta gente a quell'ora per strada e si lamenta al passaggio del garzone. Lui invece, più le persone inveiscono si arrabbiano, più è felice e si dimena.analisi metrica: La lirica composta da 16 versi (endecasillabi e settenari) divisi in 4 strofe con rime incrociate.

Registro stilistico: medio con l'utilizzo di termini quotidiani per il periodo, quindi lunguaggio medio-basso.Figure retoriche: Enjambement: v. 1 "amori/perduti" - v. 5 "scendi tu/tra la folla" - v. 6 "basta poco/ a rallegrarti" - v. 16 "è tanta/non tace" Metonimia: v. 7 "gioco" Il poeta qui usa la parola gioco per alludere ai bambini (Consiste nel trasferimento di significato da una parola all'altra in base a una relazione di vicinanza, mettendo in essere una specie di trasferimento di significato). Antitesi: vv. 3-4 "all'interno-al di fuori" (figura retorica di accostamento di due parole o frasi di significato opposto). Anastrofe: vv. 8-9 "o, vestito di blu, un garzone" (L’anastrofe consiste nell’inversione dell’ordine naturale delle parti del discorso per dare maggiore rilievo ad una parte sull’altra). Iperbole: v. 12 "non corre più, ma vola" (L'iperbole è una figura retorica che consiste nell'esagerare la descrizione della realtà).

Sintassi: sintassi di tipo ipotattico con frasi subordinate tra loro volte a formare periodi complessi.Campi semantici: Parla di vari aspetti della vita (amori perduti, offese), delle distrazioni...

Bibliografia e sitografia

"Letture in un respiro (antologia pe ril primo biennio)" di:P. Biglia P. Manfredi A. Terrile (pearson) volume A e B ripassofacile.blogspot.com www.skuola.net Owlcation.com aforismi.meglio.it