San Giorgio dei Greci a Venezia, scrigno dorato di tesori nascosti, ponte tra oriente e occidente
Aurora Cannistrà Teresa D'Amico Alessandra Tommasini
IV B, liceo classico Maurolico
La costruzione della chiesa iniziò nel 1539 e si concluse nel 1573; la sua costruzione fu possibile grazie ai contributi della potente confraternita dei Greci .Il progetto fu affidato a Sante Lombardo, membro di una nota famiglia di scultori e architetti, vhe diresse i lavori fino al 1548, quando venne sostituito da Giannantonio Chiona. Fu consacrata nel 1561, anche se incompleta. La chiesa è un perfetto equilibrio di forme latine e spazialità greco-bizantine.
Lo storico veneziano Flaminio Corner attribuisce il progetto a Jacopo Sansovino
L'edificio semplice ed imponente, rivela nell'impostazione generale e negli elementi archittetonici il legame ai canoni del primo rinascimento ma anche l'evoluzione verso i gusti del tardo rinascimento. La chiesa è a navata unica con volta a botte e cupola centrale emisferica poggiata su tamburo. L'aula è conclusa da un presbiterio triabsidato.
Ricercato è il disegno della facciata principale, impostato secondo uno schema a due ordini, tripartito verticalmente e sormontato da un attico. Il semplice succedersi delle linee architettoniche che inquadrano la facciata, il nitido candore della pietra d’istria che la riveste e l’utilizzo di elementi decorativi desunti dalla classicità (nicchie con timpani, volute, edicole...), gli conferisce un ritmo geometrico di grande equilibrio di chiara matrice sansoviniana.
l'idea archittettonica presenta affinità con una facciata di chiesa del IV libro del trattato "I sette libri dell'archittet-tura di Sebastiano Serlio che diffuse le tendenze manieriste in tutta Europa
L'imponente spazialità dell'aula le cui pareti sono adornate da elementi architettonici come timpani triangolari e curvilineai,cornici,paraste,affreschi, grandi icone e mosaici dei più importanti artisti greci del XVI e XVII sec., raccoltisi qui grazie alla devozione e alla sensibilità della Confraternita di Venezia. Accanto alla porta del diaconicon si trovano un seggio sacerdotale ed un pulpito.
Giovanni Cipriota 1589-1593 , grande artista greco dell'epoca, ha affrescato la cupola sotto la direzione del Tintoretto
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Messina città dall'anima greca
Messina ha rappresentato da sempre un avamposto della presenza greca in Oc- cidente. Dopo la caduta di Costantinopoli Messina insieme a Venezia, Napoli e Roma fu tra le principali comunità diasporiche.
Molti umanisti studiarono in riva allo stretto e definirono la città un "altra Atene". Nel 1569, attirato dalla committenza della fiorente comunità Greca giunge in città da Venezia Michele Damasceno; realizza importanti opere nelle 2 chiese del quatiere dei greci nel piano di San Giovanni Gerosolimitano.
È uno dei tre campanili pendenti del centro storico di Venezia.
E' ben visibile dal ponte sul rio dei Greci vicino al ponte dei Sospiri
L'ARCHITETTURA ORTODOSSA.
L'architettura della chiesa ortodossa orientale è molto riconoscibile tra i vari stili di architettura ecclesiastica.Pur condividendo molte tradizioni il cristianesimo orientale e occidentale si cominciarono a diversificare riguardo la concezione archittettonica degli edifici di culto. In occidente prevalse la tipologia della basilica; in oriente una spazialità centralizzata e compatta, ricca di significati (tra cui la Chiesa come Arca della Salvezza). La maggior parte delle chiese ortodosse hanno forma rettangolare oppure cruciforme, sono divise in tre parti : il nartece (vestibolo), il naos (o navata), il presbiterio (o santuario). La tripartizione è simbolo del dogma della trinità.
L'ICONA: TEOFANIA DI DIO
Il compito delle icone è quello di insegnare le verità cristiane attraverso il linguaggio dei colori, delle forme e dell'espressione dei volti; per questo motivo non si dice dipingere un'icona ma scrivere un'icona.Sono segni tangibili della presenza del divino e della real tà trasfigurata in Cristo; finestre spalancate sul mistero; un mezzo per avvicinarsi alla conoscenza di Dio.
san Giorgio dei greci a Venezia
aletomma.38
Created on May 2, 2021
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San Giorgio dei Greci a Venezia, scrigno dorato di tesori nascosti, ponte tra oriente e occidente
Aurora Cannistrà Teresa D'Amico Alessandra Tommasini
IV B, liceo classico Maurolico
La costruzione della chiesa iniziò nel 1539 e si concluse nel 1573; la sua costruzione fu possibile grazie ai contributi della potente confraternita dei Greci .Il progetto fu affidato a Sante Lombardo, membro di una nota famiglia di scultori e architetti, vhe diresse i lavori fino al 1548, quando venne sostituito da Giannantonio Chiona. Fu consacrata nel 1561, anche se incompleta. La chiesa è un perfetto equilibrio di forme latine e spazialità greco-bizantine.
Lo storico veneziano Flaminio Corner attribuisce il progetto a Jacopo Sansovino
L'edificio semplice ed imponente, rivela nell'impostazione generale e negli elementi archittetonici il legame ai canoni del primo rinascimento ma anche l'evoluzione verso i gusti del tardo rinascimento. La chiesa è a navata unica con volta a botte e cupola centrale emisferica poggiata su tamburo. L'aula è conclusa da un presbiterio triabsidato.
Ricercato è il disegno della facciata principale, impostato secondo uno schema a due ordini, tripartito verticalmente e sormontato da un attico. Il semplice succedersi delle linee architettoniche che inquadrano la facciata, il nitido candore della pietra d’istria che la riveste e l’utilizzo di elementi decorativi desunti dalla classicità (nicchie con timpani, volute, edicole...), gli conferisce un ritmo geometrico di grande equilibrio di chiara matrice sansoviniana.
l'idea archittettonica presenta affinità con una facciata di chiesa del IV libro del trattato "I sette libri dell'archittet-tura di Sebastiano Serlio che diffuse le tendenze manieriste in tutta Europa
L'imponente spazialità dell'aula le cui pareti sono adornate da elementi architettonici come timpani triangolari e curvilineai,cornici,paraste,affreschi, grandi icone e mosaici dei più importanti artisti greci del XVI e XVII sec., raccoltisi qui grazie alla devozione e alla sensibilità della Confraternita di Venezia. Accanto alla porta del diaconicon si trovano un seggio sacerdotale ed un pulpito.
Giovanni Cipriota 1589-1593 , grande artista greco dell'epoca, ha affrescato la cupola sotto la direzione del Tintoretto
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Messina città dall'anima greca
Messina ha rappresentato da sempre un avamposto della presenza greca in Oc- cidente. Dopo la caduta di Costantinopoli Messina insieme a Venezia, Napoli e Roma fu tra le principali comunità diasporiche.
Molti umanisti studiarono in riva allo stretto e definirono la città un "altra Atene". Nel 1569, attirato dalla committenza della fiorente comunità Greca giunge in città da Venezia Michele Damasceno; realizza importanti opere nelle 2 chiese del quatiere dei greci nel piano di San Giovanni Gerosolimitano.
È uno dei tre campanili pendenti del centro storico di Venezia.
E' ben visibile dal ponte sul rio dei Greci vicino al ponte dei Sospiri
L'ARCHITETTURA ORTODOSSA.
L'architettura della chiesa ortodossa orientale è molto riconoscibile tra i vari stili di architettura ecclesiastica.Pur condividendo molte tradizioni il cristianesimo orientale e occidentale si cominciarono a diversificare riguardo la concezione archittettonica degli edifici di culto. In occidente prevalse la tipologia della basilica; in oriente una spazialità centralizzata e compatta, ricca di significati (tra cui la Chiesa come Arca della Salvezza). La maggior parte delle chiese ortodosse hanno forma rettangolare oppure cruciforme, sono divise in tre parti : il nartece (vestibolo), il naos (o navata), il presbiterio (o santuario). La tripartizione è simbolo del dogma della trinità.
L'ICONA: TEOFANIA DI DIO
Il compito delle icone è quello di insegnare le verità cristiane attraverso il linguaggio dei colori, delle forme e dell'espressione dei volti; per questo motivo non si dice dipingere un'icona ma scrivere un'icona.Sono segni tangibili della presenza del divino e della real tà trasfigurata in Cristo; finestre spalancate sul mistero; un mezzo per avvicinarsi alla conoscenza di Dio.