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OLIMPIADI E PARALIMPIADI

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Created on April 30, 2021

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PRESENTATION

OLIMPIADI E PARALIMPIADI

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OLIMPIADI

Le Olimpiadi sono un'evento quadriennale che prevede la competizione tra i migliori atleti del mondo su gran parte delle discipline praticate nei cinque continenti.

La bandiera olimpica è il simbolo più riconosciuto al mondo quando si pensa alle Olimpiadi. Raffigura cinque anelli intrecciati, che simboleggiano i cinque continenti. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni mentre l'intreccio degli anelli rappresenta lo spirito olimpico.

LA STORIA

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I primi giochi olimpici si svolsero nel 776 a.C. ad Olimpia, in Grecia. Inizialmente era una semplice festa locale e veniva disputata solamente un'antica gara di corsa. Solo in seguito si aggiunsero altri sport e i Giochi arrivarono a comprendere corsa, pugilato, lotta e pentathlon. Le Olimpiadi avevano anche un'importanza religiosa, poichè erano svolte in onore di Zeus. Potevano partecipare solo gli uomini liberi, il numero di gare crebbe e le celebrazioni si estensero su più giorni. I Giochi si tenevano ogni quattro anni e il periodo della celebrazione divenne noto come Olimpiade. I Giochi persero gradualmente importanza con l'aumentare del potere Romano in Grecia. Ed inoltre sorsero problemi legati alla corruzione e alla sicurezza delle manifestazioni. L'avvento del cristianesimo ebbe un'influenza determinante sul declino dei Giochi ed infine la loro estinzione. La memoria di questi giochi negli anni a venire era sempre presente e in molti cercarono di ricostituire le famosi Olimpiadi, soprattutto in seguito alla scoperta dell’antica Olimpia. Il 23 giugno 1894 durante un congresso a Parigi venne deciso, grazie a De Coubertin, che chiese il rilancio delle Olimpiadi, che i primi Giochi olimpici dell'era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene. Fu fondato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per organizzare l'evento.

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Le PARALIMPIADI

I Giochi paralimpici sono l'equivalente delle Olimpiadi per atleti con disabilità fisiche. È una competizione sportiva quadriennale che vede fronteggiarsi i migliori atleti disabili del mondo in molteplici sport per disabili che si praticano nei cinque continenti. Sono la massima espressione di ciò che per uno sportivo significa “superare i propri limiti”. I primi giochi paralimpici riconosciuti come tali si disputarono nel 1960 in Italia.

LA STORIA

Le Paralimpiadi hanno origine nel 1948 con il lavoro di Ludwig Guttman, un neurochirurgo tedesco che introdusse lo sport come parte integrante della riabilitazione dei suoi pazienti nell'Unità spinale di Stoke Mandeville. Nel 1948 il dottore organizzò la prima competizione sportiva delle Paralimpiadi, chiamati giochi di Stoke Mandeville, evento che cadde in concomitanza con le Olimpiadi di Londra. Nei primi giochi del 1948 vi furono solo 16 partecipanti. Divennero per la prima volta internazionali nel 1952 quando partecipò anche una delegazione olandese. È nell’edizione del 1960 che nascono le Paralimpiadi moderne, che, grazie al contributo del medico italiano Antonio Maglio, furono disputate nella capitale italiana: Roma. Si tratta della prima volta nella storia che i giochi olimpici e paralimpici si svolgono nella stessa città. I Giochi Paralimpici estivi ,dal 1988, si svolgono regolarmente nella stessa città che ospita le Olimpiadi.

Doping

Il doping consiste nella somministrazione o assunzione di una sostanza, di una droga o di una pratica medica finalizzato al miglioramento dell'efficienza psico-fisica durante una prestazione sportiva, sia agonistica che non, da parte di un atleta. II ricorso al doping avviene spesso in vista o in occasione di una competizione agonistica ed è un'infrazione sia dell'etica dello sport, sia dei regolamenti dei Comitati Olimpici sia della legislazione penale italiana, oltre ad esporre l’atleta ad effetti nocivi alla salute, addirittura mortali. Esse permettono di aumentare la massa e la forza muscolare, l'apporto di ossigeno ai tessuti oppure di ridurre la percezione del dolore o di variare il peso corporeo. Infine possono anche consentire all'atleta che ne fa uso di risultare negativo ai controlli antidoping. La storia del doping inizia già nell'antichità, all'epoca delle prime Olimpiadi nella Grecia classica. Il caso più eclatante di utilizzo di doping nelle gare olimpiche sicuramente è riconducibile alla Russia. La Commissione della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, ha presentato un report nel quale la Russia avrebbe praticato negli ultimi anni un vero e proprio "doping di Stato" creando una organizzazione interamente votata alla manipolazione dei risultati.

CASI DI DOPING

HANS LILJENWALL

KNUD ENEMARK JENSEN

BEN JOHNSON

La prima squalifica per il doping invece avviene a Città del Messico: sarà lo svedese Hans LilJenwall ad essere ricordato come il primo atleta nella storia dei Giochi olimpici ad essere escluso per uso di sostanze illegali. Gareggiava nel pentathlon e fu trovato con una quantità eccessiva di alcol nel corpo. Lui si giustificò dicendo che aveva bevuto due birre per stemperare la tensione, ma dovette comunque restituire la medaglia.

La lotta contro il doping degli atleti di alto livello iniziò con la morte del ciclista danese Knud Enemark Jensen il quale, durante le Olimpiadi di Roma del 1960, cade durante la 100 chilometri a squadre ed entra in coma. All’inizio si pensa ad un malore causato dal caldo estivo ma l’autopsia chiarirà che il ciclista danese aveva fatto uso di sostanze dopanti. Qualche anno, nel 1967, il Comitato olimpico (CIO) decide di istituire una commissione medica e di iniziare i controlli antidoping.

Fu campione olimpico dei 100 piani a Seul 1988 per una manciata di giorni, per poi venire squalificato perché trovato positivo agli steroidi in un controllo antidoping effettuato su un campione di urina poco dopo la gara. Gli venne ritirata la medaglia d’oro e il record del mondo di 9.67. Cercò di ripartecipare alle olimpiadi del 1987 e di 1993 per poi trovarlo nuovamente sotto uso di stupefacenti ed essere radiato a vita.

CASI DI DOPING

ANDREAS KRIEGER

KENTERIS E THANOU

ALEX SCHWAZER

Kenteris vinse nei 200 metri a Sydney 2000, diventando un eroe in Grecia, tanto da essere scelto come alfiere della nazionale padrona di casa ai Giochi di Atene 2004. Lui però non prese parte né alla cerimonia di apertura né alle gare poichè finse di aver avuto un incidente in moto insieme alla connazionale Ekaterini Thanou, argento a Sydney nei 100 m, pochi giorni prima dell’inizio dei Giochi, per giustificare il loro non essersi presentati ai controlli antidoping di rito. Riceveranno tutti e due, in seguito, una squalifica per violazione delle procedure antidoping.

Dopo essere risultato positivo ad un controllo anti-doping alla vigilia dei Giochi olimpici di Londra 2012, venne squalificato dal Tribunale Nazionale Antidoping fino all’aprile 2016. Rientrato in attività vince la 50 km ottenendo la qualificazione per i Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016. Lo stesso anno Schwazer risulta nuovamente positivo ad un controllo anti-doping su un campione di urine prelevatogli in un controllo a sorpresa. Per questo venne deciso di sospenderlo in attesa della decisione finale. In seguito verrà squalificato per 8 anni.

Andreas Krieger fino al 1997 era una donna: Heidi Krieger. Come donna ha gareggiato agli europei di atletica del 1986 e ai Giochi olimpici del 1988 con la nazionale della Germania Est. Come molti atleti suoi connazionali, Krieger era pesantemente dopata. Cominciò ad assumere steroidi all’età di 16 anni arrivando ad assumere una quantità tale di steroidi da trasformare il suo corpo. Questi le diedero grandi problemi di salute, tanto da costringerla a sottoporsi a un intervento chirurgico, cambiare sesso e diventare uomo. Oggi esiste un premio “Heidi Krieger” che viene assegnato ogni anno in Germania a chi si batte contro il doping.

BOICOTTAGGI

MONTREAL 1976

Questo è quanto accadde ai Giochi di Montreal 1976 al pentatleta sovietico Borys Onishchenko. Nel primo incontro di scherma, vinse. Ma c'era qualcosa in quella sfida che non aveva convinto gli inglesi, i quali invitarono la giuria a controllare con maggiore attenzione il seguente match di Onishenko. Il sovietico vinse ancora, ma in molti notarono che i suoi colpi andavano a segno pur finendo decisamente lontani dal bersaglio. La sua spada fu così confiscata e all'interno del manico fu rinvenuto un rudimentale pulsante che faceva accendere il segnalatore della stoccata "a richiesta". Boris venne squalificato mentre la squadra sovietica si salvò, riuscendo a dimostrare l'estraneità dai fatti.

L’antefatto fu, in quel caso, un tour che la nazionale neozelandese di rugby aveva fatto in Sudafrica qualche mese prima dell’evento olimpico. Il paese africano era stato escluso nel 1964 dal Movimento olimpico a causa delle sue leggi razziali, e l’iniziativa dei neozelandesi provocò presto le proteste di alcuni paesi africani i quali, in risposta a ciò, decisero di non presentarsi all’Olimpiade di Montreal. La questione si chiuse definitivamente solo una ventina di anni più tardi, quando, abbandonato orma il regime di Apartheid, il Sudafrica fu riammesso dal Comitato Olimpico. Era il 1992.

boicottaggi

BOICOTTAGGIO DI MOSCA 1980

BOICOTTAGGIO DI LOS ANGELES 1984

Quattro anni dopo, la storia si ripetè a parti invertite. La dichiarazione di boicottaggio da parte dell'URSS alle Olimpiadi in terra statunitense arrivò l'8 maggio 1984, a meno di tre mesi dalla cerimonia d'apertura, anche se in precedenza erano arrivati diversi segnali. La motivazione ufficiale furono i "motivi di sicurezza nazionale" imputabili alla Guerra Fredda, ma era chiaro che fosse una risposta allo schiaffo ricevuto nel 1980. Come successo nell'edizione precedente, l'URSS fu seguita nel boicottaggio di altri . Un'adesione dunque minore, ma che influì in alcune discipline come nuoto e atletica. Da sottolineare che l'Unione Sovietica decise di organizzare una manifestazione parallela: i Giochi dell'Amicizia.

Nel 1980 i Giochi olimpici si tennero a Mosca, tra il 19 luglio e il 3 agosto. Ma la storia che portò al clamoroso boicottaggio da parte degli Stati Uniti di quella rassegna cominciò sette mesi prima. In piena Guerra Fredda era iniziata l'invasione sovietica dell'Afghanistan che sarebbe durata per un decennio e avrebbe segnato la fine dello stato sovietico. Con il loro forfait, gli americani furono imitati da altre 61 nazioni. Altri Paesi del blocco occidentale, invece, permisero ai propri atleti di gareggiare ma senza esporre le bandiere nazionali e senza partecipare alla cerimonia d'apertura. Il livello delle competizioni si abbassò per forza di cose e qualcuno definì Mosca 1980 come "Le Olimpiadi dimezzate".

the end