Date
La guerra dei trent'anni
una delle guerre più lunghe e distruttive della storia europea
23 maggio 1618 - 15 maggio 1648
“In un solo momento può accadere ciò che non si sperava accadesse neppure in un anno.” Ferdinando I d'Asburgo
Esito
Evento scatenante
Teresa Maria Ferraro, Classe III C
Pace di Westfalia
Defenestrazione di Praga
Tre cicli di guerre, tutti e tre legati a problemi di stabilizzazione del potere di tre importanti monarchie (Spagna, Francia e Impero degli Asburgo d'Austria) sconvolgono l'Europa centro-occidentale per 97 anni. Essi presentano alcuni tratti comuni, come le opposizioni tra diverse confessioni religiose.
Il sovrano diventa signore della guerra
In questo periodo, questo aspetto si accentua ancora di più.
E' un attributo al quale molti re ambiscono per ottenere prestigio, rispetto e obbedienza dai sudditi. Nessun re si sente tale se non è in grado di allestire eserciti e tentare la conquista di nuovi territori.
2. Spagna
1. Francia
1562/1598
Nel 1571, Filippo II guida una Lega Santa, che sconfigge i Turchi a Lepanto. Alla morte del re del Portogallo, Enrico, Filippo II riesce ad unire Spagna e Portogallo sotto il suo controllo. I Paesi Bassi si ribellano: nel 1581 le Province del Nord (calviniste) proclamano l'indipendenza della Spagna e la nascita delle Province Unite. Nel 1588, infine, Filippo II allestisce una grande flotta (la Invencible Armada) che aggredisce l'Inghilterra di Elisabetta II; essa viene completamente distrutta.
Guerre civili affliggono il regno di Francia, dovute all'instabilità interna (morte di Enrico II) e ai contrasti religiosi tra cattolici e calvinisti. Il momento più cruciale è durante la notte di San Bartolomeo, quando migliaia di ugonotti vengono sterminati. Gli scontri terminano quando Enrico di Borbone, erede al trono, rinuncia alla fede calvinista e si converte al cattolicesimo. Diventa quindi re di Francia col nome di Enrico IV.
3. La guerra dei trent'anni
La scintilla scatenante si ha quando nel 1559 Ferdinando I d'Asburgo, re di Boemia e di Ungheria, costringe le due Diete a riconoscere alla Dinastia Asburgica il diritto ereditario alle corone dei due paesi. In questo modo, a Ferdinando I succede il figlio Massimiliano II e a quest'ultimo il figlio Rodolfo II. Si aggiungono poi i contrasti religiosi: per mantenere la pace, Massimiliano II e Rodolfo II fanno ampie concessioni ai protestanti, sancite con la Lettera di maestà emanata nel 1609, con la quale viene riconosciuta la libertà di confessione religiosa in Boemia. Alla morte di Rodolfo, il suo successore (Mattia) disattende alla Lettera e proibisce anche la costruzione di alcuni edifici di culto protestante. Quindi, il 23 maggio 1618 alcuni protestanti boemi si recano al castello di Praga e gettano dalla finestra dei rappresentanti dell'Imperatore: è la cosiddetta defenestrazione di Praga.
Molti stati europei (Francia, Danimarca, Svezia) diventano per molto tempo teatro di guerra e le ragioni che spiegano l'estensione del conflitto sono:
- il desiderio di fermare una possibile rivincita cattolica
- le ambizioni di espansione territoriale e di egemonia geopolitica
Alla morte di Mattia, la Dieta boema si rifiuta di accettare Ferdinando II d'Asburgo-Austria come successore ed elegge Federico V, un calvinista. La rivolta diventa una guerra, inizialmente combattuta solo su suolo boemo. Nel 1620, nella battaglia della Montagna Bianca i boemi sono sconfitti, il cattolicesimo viene imposto e Federico II perde il titolo, che viene attribuito invece a Massimiliano di Baviera.
La sconfitta degli Asburgo viene sancita dalla firma alla pace di Westfalia il 24 ottobre del 1648.
La pace di Westfalia estende a tutte le confessioni religiose le norme della pace di Augusta, che prevedeva che la confessione ufficiale di uno Stato fosse quella determinata dalle autorità politiche locali. Diversamente dalla pace emanata nel 1555, questa consente però di professare anche culti privati. La guerra continua però ad impegnare Francia e Spagna, il cui conflitto si concluderà con la Pace dei Pirenei (1659). La Svezia acquisisce il diritto a sedere nella Dieta imperiale; la Danimarca aumenta il suo potere acquistando territori mentre la Francia esce rafforzata grazie al declino spagnolo e alla frammentazione dell'Impero. La guerra dei Trent’anni si conclude con la costituzione di un equilibrio religioso destinato a restare immutato per tanto tempo. Il prezzo è stato però altissimo: dalle invasioni barbariche non si era vista una simile devastazione sul suolo europeo.
la guerra dei trent'anni
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La guerra dei trent'anni
una delle guerre più lunghe e distruttive della storia europea
23 maggio 1618 - 15 maggio 1648
“In un solo momento può accadere ciò che non si sperava accadesse neppure in un anno.” Ferdinando I d'Asburgo
Esito
Evento scatenante
Teresa Maria Ferraro, Classe III C
Pace di Westfalia
Defenestrazione di Praga
Tre cicli di guerre, tutti e tre legati a problemi di stabilizzazione del potere di tre importanti monarchie (Spagna, Francia e Impero degli Asburgo d'Austria) sconvolgono l'Europa centro-occidentale per 97 anni. Essi presentano alcuni tratti comuni, come le opposizioni tra diverse confessioni religiose.
Il sovrano diventa signore della guerra
In questo periodo, questo aspetto si accentua ancora di più.
E' un attributo al quale molti re ambiscono per ottenere prestigio, rispetto e obbedienza dai sudditi. Nessun re si sente tale se non è in grado di allestire eserciti e tentare la conquista di nuovi territori.
2. Spagna
1. Francia
1562/1598
Nel 1571, Filippo II guida una Lega Santa, che sconfigge i Turchi a Lepanto. Alla morte del re del Portogallo, Enrico, Filippo II riesce ad unire Spagna e Portogallo sotto il suo controllo. I Paesi Bassi si ribellano: nel 1581 le Province del Nord (calviniste) proclamano l'indipendenza della Spagna e la nascita delle Province Unite. Nel 1588, infine, Filippo II allestisce una grande flotta (la Invencible Armada) che aggredisce l'Inghilterra di Elisabetta II; essa viene completamente distrutta.
Guerre civili affliggono il regno di Francia, dovute all'instabilità interna (morte di Enrico II) e ai contrasti religiosi tra cattolici e calvinisti. Il momento più cruciale è durante la notte di San Bartolomeo, quando migliaia di ugonotti vengono sterminati. Gli scontri terminano quando Enrico di Borbone, erede al trono, rinuncia alla fede calvinista e si converte al cattolicesimo. Diventa quindi re di Francia col nome di Enrico IV.
3. La guerra dei trent'anni
La scintilla scatenante si ha quando nel 1559 Ferdinando I d'Asburgo, re di Boemia e di Ungheria, costringe le due Diete a riconoscere alla Dinastia Asburgica il diritto ereditario alle corone dei due paesi. In questo modo, a Ferdinando I succede il figlio Massimiliano II e a quest'ultimo il figlio Rodolfo II. Si aggiungono poi i contrasti religiosi: per mantenere la pace, Massimiliano II e Rodolfo II fanno ampie concessioni ai protestanti, sancite con la Lettera di maestà emanata nel 1609, con la quale viene riconosciuta la libertà di confessione religiosa in Boemia. Alla morte di Rodolfo, il suo successore (Mattia) disattende alla Lettera e proibisce anche la costruzione di alcuni edifici di culto protestante. Quindi, il 23 maggio 1618 alcuni protestanti boemi si recano al castello di Praga e gettano dalla finestra dei rappresentanti dell'Imperatore: è la cosiddetta defenestrazione di Praga.
Molti stati europei (Francia, Danimarca, Svezia) diventano per molto tempo teatro di guerra e le ragioni che spiegano l'estensione del conflitto sono:
Alla morte di Mattia, la Dieta boema si rifiuta di accettare Ferdinando II d'Asburgo-Austria come successore ed elegge Federico V, un calvinista. La rivolta diventa una guerra, inizialmente combattuta solo su suolo boemo. Nel 1620, nella battaglia della Montagna Bianca i boemi sono sconfitti, il cattolicesimo viene imposto e Federico II perde il titolo, che viene attribuito invece a Massimiliano di Baviera.
La sconfitta degli Asburgo viene sancita dalla firma alla pace di Westfalia il 24 ottobre del 1648.
La pace di Westfalia estende a tutte le confessioni religiose le norme della pace di Augusta, che prevedeva che la confessione ufficiale di uno Stato fosse quella determinata dalle autorità politiche locali. Diversamente dalla pace emanata nel 1555, questa consente però di professare anche culti privati. La guerra continua però ad impegnare Francia e Spagna, il cui conflitto si concluderà con la Pace dei Pirenei (1659). La Svezia acquisisce il diritto a sedere nella Dieta imperiale; la Danimarca aumenta il suo potere acquistando territori mentre la Francia esce rafforzata grazie al declino spagnolo e alla frammentazione dell'Impero. La guerra dei Trent’anni si conclude con la costituzione di un equilibrio religioso destinato a restare immutato per tanto tempo. Il prezzo è stato però altissimo: dalle invasioni barbariche non si era vista una simile devastazione sul suolo europeo.