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Giornalino Classe V D n.03

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Created on April 26, 2021

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Transcript

magazine

Uno sguardo sul mondo

03

Rivista della classe quinta D

ICS La Giustiniana - Roma

10 maggio 2021

Editoriale

Il mondo dell'energia

Indice dei contenuti

di Margherita e Riccardo

di Lucia, Luca e Sofia

Il sistema solare

A scuola con Minecraft

di Lucia e Maria Vittoria

di Riccardo

Il riciclo circolare

Il coding

di Francesca, Gabriel Luis e Maria Vittoria

di Alessia e Carlo

CodyTrip a Torino

Igiene insieme

di Gabriel e Leonardo

di Flavia, Giacomo e Giulia

La vita segreta delle piante

La pace nel mondo

di Margherita

di Ilenia, Rebecca e Gabriele

Curiosità sul mondo animale

Gallery

di Alice, Andrea e Tommaso

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DIRETTORE GENERALE: Anna Teresa DIRETTORE RESPONSABILE: Riccardo SEGRETARIO DI DIREZIONE: Gabriel CAPOREDATTORE: Margherita REDATTORI: Alice, Lucia, Maria Vittoria SEGRETARIA DI REDAZIONE: Giulia ART DIRECTOR: Sofia REDAZIONE GRAFICA E ARTISTICA: Alessia, Ilenia, Rebecca FOTOEDITOR: Giacomo FOTOGRAFO/VIDEOMAKER: Carlo GIORNALISTI: Andrea, Flavia, Francesca, Gabriel Luis, Gabriele, Leonardo, Luca, Tommaso

Sotto una lente

di Margherita e Riccardo

Cari lettori,in questo terzo numero parleremo di coding a scuola e giochi educativi. Ma come sempre anche di educazione ambientale e natura. Questo numero vuole proprio essere letto e vissuto così, come un viaggio: alla scoperta di cose nuove e di curiosità.

A proposito di viaggi, la destinazione di CodyTrip è Torino, con i suoi angoli più affascinanti, il Museo Egizio, il Palazzo Reale, il Duomo e qualcosa di ghiotto da bere: il bicerin. L'agenda 2030 è presente anche in questo numero con l'obiettivo n.16: Pace, giustizia e istituzioni forti. In più, ci sarà un nuovo argomento di cui non abbiamo ancora parlato e che è presente sempre tra gli obiettivi dell'Agenda 2030: l'igiene, che in questo momento è molto importante. Cerchiamo come sempre di raccontarvi qualcosa in più. Alla prossima.

Title 1

Dal display all’aula: come è andata?

A SCUOLA CON MINECRAFT

Sono passati dieci anni da quando lo svedese Markus Persson, ai tempi uno dei tanti  autori di video giochi in Svezia, creò la prima versione di Minecraft.  Proprio nel 2009, lo realizzò con pochi soldi e molta voglia di far entrare la creatività in un video game dove non si deve arrivare a un risultato definito e i vincitori non sono i più violenti“ spacca tutto”. Con una grafica semplice fatta di grossi cubi pixelati, il meccanismo si basa sull’azione “scava (Mine) e costruisci (Craft)” con blocchi 3D fatti di diversi materiali, all’interno di un grande mondo dove muoversi tra multiformi terreni e habitat da esplorare. In questo mondo il sole sorge e tramonta, si va al lavoro, si raccolgono materiali e si costruiscono utensili.

di Riccardo

Markus Persson - Designer di videogiochi

Il videogioco come mezzo educativo

A seconda della modalità in cui si sta giocando si può aver a che fare con animali da dover domare oppure allevare. Se arrivano uragani, tempeste di fulmini sarà necessario lottare per la sopravvivenza. Per fare tutto ciò il  giocatore può costruire qualsiasi cosa, con cubi  fatti di vari materiali, programmando il lavoro di un agent  che li cerca, li fa emergere anche scavando sottoterra. Questa possibilità di creare con assenza di limiti ha conquistato bambine e bambini in tutto il mondo (il target va dai 9 ai 15 anni di età)  per diventare presto un fenomeno di portata globale. Minecraft è tra i videogame più popolari di tutti i tempi, con sessanta milioni di giocatori al mese. Il gioco ha venduto oltre 144 milioni di copie (dato aggiornato al 2018), diventando il secondo video gioco più acquistato nella storia del gaming, dopo Tetris.

"Equivale a disporre di un Lego digitale col quale si possono costruire mondi ricreando strutture molecolari o impianti elettrici, figure geometriche o mappe geografiche e molto altro, senza limiti”.

Il videogame più giocato al mondo è diventato una risorsa didattica che si è diffusa in poco tempo dalla scuola primaria alla secondaria di primo e secondo grado. Minecraft, seconda parola cercata su YouTube (dopo musica),  è ormai una metodologia già molto usata per l’apprendimento. “È utilizzato e scelto dagli insegnanti come strumento didattico da almeno cinque anni in Italia, con l’obiettivo di coltivare negli studenti la creatività" sostiene Marco Vigelini, tra i primi dieci educatori mondiali con Minecraft..

Qualcosa di cui parlare a casa, con gli amici e anche a scuola. Durante le pause, gli studenti dibattevano sulle tante avventure, costruzione di castelli e immaginari ecosistemi. Il grado di coinvolgimento e passione con il quale i giovani studenti ne parlavano hanno smosso qualcosa negli insegnanti coinvolti in programmi di educazione digitale. Nel 2011 nasce MinecraftEdu, un sito che offriva una versione del gioco dedicata all’istruzione. Il successo della piattaforma ha attirato l’attenzione di Microsoft che ha acquisito la Mojang l’azienda fondata dall’inventore di Minecraft. Il 1 novembre 2016 è stato lanciato Minecraft Education Edition. Prima di allora docenti pionieri in Svezia, negli altri Paesi del Nord Europa e nel Regno Unito utilizzavano il programma per insegnare diverse materie. C’erano già prima del 2015 almeno 7.000 classi in oltre 40 Paesi che  lo usavano a scopo didattico. Attualmente la community Minecraft Education Edition ha superato i 35 milioni di iscritti in 115 Paesi.

Così Minecraft in versione scolastica si è affermato come strumento a supporto della  didattica, capace di stimolare la creatività, la collaborazione, il problem solving, e in grado di sostenere lo studio di materie che spaziano dalla matematica alla storia, arte e persino la chimica.

Title 1

Attualmente abbiamo appena terminato i lavori per la terza edizione del concorso ‘M9 Contest Urban Landscape. Il nostro compito era creare un ambiente Minecraft che avesse a che fare con uno dei tre seguenti temi: educazione ambientale, educazione civica e cittadinanza digitale. Io ho scelto il primo argomento e ho pensato un mondo in cui valorizzare le energie rinnovabili, in particolare l’energia eolica. Mi è sempre piaciuto fin da piccolissimo fare costruzioni con i Lego e ora ritrovo questa mia passione in un formato digitale che mi consente di sviluppare la mia creatività affrontando anche problematiche reali.

La nostra esperienza

Anche noi studenti della 5°D insieme alla Maestra Anna Teresa Fiori ci siamo specializzati nel mondo Minecraft for Education. Abbiamo mosso i primi passi lavorando con la pixel art in prima e seconda elementare, per passare al coding con gli strumenti messi a disposizione dal Professor Alessandro Bogliolo dell’Università ‘Carlo Bo’ di Urbino. Successivamente, durante il periodo di lockdown iniziato nel mese di marzo 2020, abbiamo fatto la nostra prima esperienza con Minecraft partecipando ad un concorso.

Title 1

Il pensiero computazionale viene definito una forma strutturata di pensiero volta alla risoluzione di problemi; ciò perché l’analisi e la strutturazione di un problema costituiscono passaggi logici fondamentali preliminari la creazione di procedure che un esecutore (macchina o umano) deve seguire per risolvere il problema stesso.

L’Italia è uno dei primi Paesi al mondo ad aver introdotto il coding a scuola, come attività per lo sviluppo del pensiero computazionale, ovvero, la capacità di risolvere problemi. Il coding nella didattica è, infatti, un efficace e divertente strumento che agevola e semplifica la comprensione e l’acquisizione dei contenuti, ma questa attività non può essere progettata e proposta dall’alto, dai docenti: essa va sperimentata, praticata e condivisa con gli studenti, nel tentativo di rendere il coding a scuola un’attività interdisciplinare.

Il coding favorisce una didattica che vede lo studente protagonista del processo di costruzione della conoscenza.Il coding non è disciplina a sé, da collocare sporadicamente nell’arco dell’anno scolastico, avulsa dai vari curricoli, ma un insieme di metodologie spendibili in diversi ambiti disciplinari (e in differenti ordini di scuola). Il coding può avere spazio anche all’interno di materie non scientifiche.

Coding nella Scuola Primaria: perché farlo?

di Alessia e Carlo

Title 1

Il Bicerin è una storica bevanda calda e analcolica tipica di Torino, servita in grandi bicchieri tondeggianti, composta da una mescola di caffè, cioccolato e crema di latte dolcificata con sciroppo. Inizialmente, il bicerin consisteva di tre varianti: pur e fior (l'odierno cappuccino), pur e barba (caffè e cioccolato), un pòch ëd tut (un po' di tutto), con tutti e tre gli ingredienti miscelati. L'ultima delle varianti ebbe più successo e a prevalse sulle altre.

Più di 40 mila studenti si sono collegati i giorni 22-23 aprile per partecipare al campo-scuola virtuale a Torino, accompagnati dal prof Alessandro Bogliolo, dal suo staff e dalle guide.Questa esperienza era rivolta soprattutto alle classi primarie secondarie di primo grado, ma disponibile anche per persone singole e alle famiglie. Questo progetto ha messo insieme tecnologia e creatività per gli studenti e per le loro famiglie, per vivere tutti insieme un'esperienza unica attraverso la visita virtuale al capoluogo piemontese, Torino. Il professor Bogliolo ci ha accolto nella Stazione Porta Nuova e siamo subito andati in giro con lui. In questa città si trovano diverse statue, tra cui due che rappresentano i fiumi che attraversano Torino, ovvero il Po e la Dora.

Prima di entrare al Museo Egizio, abbiamo fatto una breve sosta da Pepino, gelateria artigiana simbolo della grande pasticceria fredda a Torino.Molte volte nella nostra vita abbiamo mangiato gelati su stecco, ma credo che pochi di noi sappiano che il primo gelato su stecco, è stato creato a Torino nel 1939 proprio qui da Pepino. Qui abbiamo preso un bicerin, la tipica bevanda torinese.

CodyTrip a Torino

di Gabriel e Leonardofoto di Carlo

Title 1

PALAZZO REALE

MUSEO EGIZIO

Il Palazzo Reale di Torino fu la residenza di Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia. È collocato nel cuore della città, nella Piazzetta Reale adiacente alla centralissima Piazza Castello, da cui si dipartono le principali arterie del centro storico: via Po, via Roma, via Garibaldi e via Pietro Micca. Rappresenta il cuore della corte sabauda, simbolo del potere della dinastia.

Il museo egizio di Torino è il museo piú importante del mondo dopo quello del Cairo in Egitto. Entrando nel museo, in fondo al corridoio vedi una statua: la dea azzurra moglie di Osiride. La storia racconta che Osiride venne tagliato in 1000 pezzi. Sua moglie Iside, lo riportò in vita raccogliendo e ricomponendo tutti i pezzi e facendo di lui la divinità dei morti.​ Proseguendo la visita al museo egizio, ci hanno fatto vedere i fogli di papiro. Il più lungo misura 18 m, scritto con geroglifici e da sinistra a destra.

Nel primo piano, definito Piano Nobile, viveva il re e c'era la sala del trono.​ Nel secondo piano viveva il principe.​.Nell’ultimo piano viveva la servitù e nel sottotetto c'erano i servizi​.

Nell'antico Egitto si trasportavano i morti su slitte e la guida del museo ce ne ha fatta vedere una. Poi abbiamo visto le mummie. Ai defunti venivano tolti gli organi interni, che venivano posti in vasi d'argilla e messi vicino al morto in modo che non avesse più contatti con il mondo reale. Il corpo del defunto mummificato veniva pesato. Se pensava troppo veniva mangiato dal mostro di Anubi.​

Title 1

La sacra Sindone è un lenzuolo di lino, sul quale è visibile l'immagine di un uomo che porta segni interpretati come dovuti a maltrattamenti e torture, compatibili con quelli descritti nella passione di Gesù. Molte persone identificano l'uomo con Gesù e il lenzuolo con quello usato per avvolgerne il corpo nel sepolcro.Il termine "sindone" deriva dal greco (sindon) e indicava un ampio tessuto, come un lenzuolo​.

IL DUOMO E LA SINDONE

La cattedrale metropolitana di San Giovanni Battista è il principale luogo di culto cattolico di Torino, situato nell'omonima piazza, e sede vescovile dell'arcidiocesi di Torino. Edificato alla fine del XV secolo, è l'unico edificio religioso in stile rinascimentale della città. Dal 1578 ospita la Sacra Sindone.

Title 1

Per scoprire di più sulle piante non basta arrampicarsi in cima, ma anche sotto c’è un mondo da scoprire.

La vita segreta delle piante

di Margherita

Il faggio ci racconta

I faggi hanno tanto da raccontare, vediamo cosa ci dice Arturo il faggio. "Ciao a tutti, io sono Arturo e sono un albero, o meglio, un tronco d’albero, perché sono stato abbattuto più di cento anni fa, e apparentemente sembro morto, invece no. Anche senza la mia folta chioma verde sono riuscito a sopravvivere grazie ai miei amici alberi. Anche se non si vede, sottoterra le nostre radici si intrecciano e si toccano, cosi sono anche fonte di nutrimento per quelli come me in fin di vita. Noi alberi facciamo come quando qualcuno in casa vostra è malato, si prepara il cibo per lui o lei e si accudisce. Anche se non della stessa specie noi vegetali ci aiutiamo comunque. Se volete sentire una bella storia strana, sentite cosa ha da dire l'acacia".

L'acacia ci racconta

Le piante sono sempre ferme nello stesso posto, sanno solo crescere. E invece no, le piante sono molto intelligenti magari non sanno fare i problemi di matematica, ma riescono a comunicare tra di loro, sentono e reagiscono. Gli scienziati ancora non hanno finito di scoprire cose sugli esseri vegetali. Si è scoperto, per esempio, che quando il colore delle foglie in autunno è colorato, ricco di sfumature vuol dire che la pianta è in salute. Le piante non sanno parlare però se lo sapessero fare cosa ci racconterebbero?

Io devo pur difendermi, e comunque non sono l’unica, anzi, sono anche troppo buona visto che il fagiolo del Perù quando un acaro lo attacca emette una sostanza che attira un altro acaro carnivoro così mangia il primo. Comunque sono qui per parlare di me, non del malvagio fagiolo peruviano. Io e le mie amiche acacie, oltre a far diventare amare le nostre foglie, spruzziamo un gas per far capire alle nostre compagne che c’è del pericolo, in modo tale che anche loro fanno diventare le loro foglie amare. Ma se volete sapere di più su come comunichiamo noi piante dovete parlare con il fungo".

Anche le acacie sono interessanti, vediamo un po’ cosa ha da dirci Gigia l’acacia. "Ciao, io sono Gigia, mi avrete vista di sicuro in qualche documentario, di solito accanto a me c’è una giraffa che bruca le mie foglie. Volevo parlarvi proprio di questo, io sono molto intelligente e ho un sistema molto efficace per difendere. Per evitare che gli animali mi spoglino tutta, io produco una sostanza amara, così gli animali non esagerano.

Title 1

Le radici ci raccontano

La vite ci racconta

Il fungo ci racconta

I funghi hanno una loro vita, vediamo che ci dice Ugo il fungo. "Ciao a tutti, io sono Ugo, un fungo e no, non sono una pianta, io sono un Mycetae. Noi funghi sotto terra abbiamo una rete di filamenti più lunghi delle radici, anzi possono arrivare fino a un km, forse è anche poco. Questi filamenti si chiamano ife, a volte le ife entrano nelle radici delle piante e così riusciamo a comunicare. Proprio come internet per voi. Gli scienziati chiamano questo fenomeno ‘Wood-wide- web' (grande web del bosco). Le notizie viaggiano veloci e arrivano a piante che magari non riescono a comunicare".

Vediamo che segreti ci può svelar Viola la vite. "Ciao a tutti, io sono Viola la vite. E con me gli scienziati hanno fatto un esperimento, mi fanno crescere ascoltando la musica. Il risultato, dopo attenti studi, è che sono cresciuta meglio e ho prodotto un vino migliore. In più la musica, oltre a farmi crescere bene, ha tenuto gli insetti lontano da me".

Le radici sono molto importanti per la vita delle piante vediamo che ci dice Otto la radice. "Ciao a tutti, io sono Otto la radice di Gino il pino. Io sono il cervello del mio amico Gino. Infatti io e le mie colleghe andiamo dove vogliamo, oltrepassiamo gli ostacoli, in un certo senso decidiamo da sole quel che dobbiamo fare, e senza le nostre decisioni la vita di Gino il pino e le altre piante sarebbe molto dura. La vita segreta delle piante è ricchissima, così tanto che già 150 anni fa Charles Darwin capì l’importanza di noi radici. Oggi però i botanici hanno scoperto molte più cose di quanto aveva immaginato". Queste storie hanno messo alla luce molti segreti che non si sapevano sulle piante. La comunicazione tra le piante, il cervello, il tatto, l’udito, come si aiutano i vegetali e come si proteggono sono tutte cose che abbiamo scoperto grazie ai racconti delle nostre amiche piante (o funghi visto che Ugo ci tiene tanto).

La mimosa ci racconta

Anche Mimma la mimosa ha molto da dirci su di lei. "Buongiorno a tutti, io sono Mimma e sono una mimosa pudica, mi chiamo così perché se qualcuno o qualcosa mi tocca io ripiego le foglie. Però, è vero che sono pudica, ma non di certo stupida. Infatti la seconda volta che qualcuno mi tocca, se non è pericoloso, mi faccio toccare. Gli scienziati dicono che è perché ho una certa memoria. Come succede a chi ha un vero cervello".

Title 1

Cattiva reputazione

Gli animali e le piante

Lavorare nel verde

Sapevate che le piante non danno solo il cibo agli animali, ma anche una casa, però non un albero per ogni animale ma sembra un vero e proprio condominio naturale. Per esempio sotto terra vicino alle radici ci sono i vermi, i mammiferi come tasso, istrice e volpe usano i buchi naturali che si creano tra le radici per scavare le loro tane sotterranee, sotto la corteccia formiche o pipistrelli, nell’albero buchi di gufi e picchi e nella chioma nidi di uccelli. È sbalorditivo quanto gli animali e le piante vadano d’accordo e collaborino. Gli alberi sono anche un modo efficace per grattarsi, soprattutto i cinghiali e gli orsi li usano, e se si presta attenzione si possono vedere macchie di fango ormai asciutto con in mezzo dei peli. Di solito gli alberi usati per grattarsi sono vicino ai corsi d’acqua o agli insogli che sono pozzanghere di fango dove gli animali vanno a rotolarsi per poi grattarsi.

Di solito si dice “piantala” per dire di smetterla anche se non si dovrebbe visto che come adesso sai le piante non stanno solo ferme. Ma si dice anche “testa di rapa” e “non vali un fico”.

Oltre le guardie forestali c’è anche un altro lavoro che si svolge nei boschi: il treeclimbing. In pratica ci si arrampica sugli alberi senza danneggiarli e non si fa solo per sport ma anche come lavoro per studiarli, curarli e potare in modo ecologico. Con questo sport o lavoro si può abbracciare la pianta essere abbracciati dai suoi rami. Ovviamente non è il solo lavoro che si svolge nel verde, ci sono anche i tagliaboschi, i pastori… Le piante come abbiamo visto sono nostre amiche ci danno aria e sono fonte di cibo per animali erbivori, dobbiamo quindi proteggerle e non ucciderle per comodità di cui possiamo fare a meno.

Impostori

Bisogna stare molto attenti a non confondersi, alcuni vegetali si possono confondere in piante. Per esempio la carota o la patata sono radici e non piante, e come Ugo vuole ricordare lui e i suoi amici funghi sono mycetae e non piante.

Fonti: Focus Junior

Title 1

Che sonno!

Che maiale!

Sembra che stia sbadigliando, vero? In realtà, i babbuini maschi mostrano i denti e le gengive agli altri maschi del gruppo in segno di aggressività.

Per dire che una persona è sporca, spesso la paragoniamo al maiale. In realtà questi animali non lo sono per nulla. Sudando poco devono rotolarsi nel fango per rinfrescarsi e combattere i parassiti.

Che pigro!

Il bradipo (sopra) non è pigro: semplicemente ha un metabolismo che lo obbliga a muoversi molto lentamente..

Che ridere!

Curiosità sul mondo animale

Sia con la bocca chiusa che con la bocca aperta il delfino sembra sempre ridere felice. Ma non è cos! Ha quest'espressione fissa perché gli mancano i muscoli facciali.

Che tenero!

Alice, Andrea e Tommaso

Forse lo è, ma il motivo per cui il koala abbraccia così i tronchi più freschi è difendersi dal caldo torrido. I koala sono infatti incapaci di sudare.

Fonti: Focus Junior

Title 1

L’energia solare è semplicemente l’energia che proviene dal sole. La stella madre del nostro sistema solare è una potente fonte di energia. Senza di essa, non sarebbe mai esistita nessuna forma di vita sulla Terra.Attraverso gli impianti fotovoltaici l'energia del sole viene trasformata in energia elettrica, con grande riduzione di emissioni inquinanti nell'atmosfera e produzione di energia pulita.

Il mondo dell'energia

di Lucia, Luca e Sofia

A volte mi chiedo come sarebbe il mondo senza energia elettrica.E mi sembra impossibile pensare che molti anni fa, non esisteva l'elettricità nelle nostre case e nelle nostre città. Un semplice blackout anche di un'ora sospende le nostre vite E ci impedisce quasi ogni attività. L'energia ci ha reso la vita più comoda e ci ha consentito di fare molte più cose in meno tempo. Se infatti mi guardo intorno tutto funziona con l'elettricità, gli elettrodomestici, il telefono, senza elettricità non avremo in casa l'acqua corrente, le nostre case non sarebbero riscaldate, non potremmo prendere l'ascensore, non potremmo conservare il cibo in frigorifero eccetera eccetera. Di energia in realtà ne sprechiamo troppa, dovremmo utilizzarla meglio per rispettare maggiormente l'ambiente. Dovremmo soprattutto utilizzare le cosiddette fonti rinnovabili, come per esempio l'energia solare.

L’energia solare è una concetto che abbiamo inseguito negli ultimi anni, se non altro per cercare di trovare un modo migliore per affrontare il problema dell’approvvigionamento energetico mondiale senza danneggiare l’ambiente.Per chi ne sa davvero poco su questa fonte di energia, è fondamentalmente quella che si ottiene dal sole e che si può convertire in energia che possiamo utilizzare, e cioè in elettricità o energia termica per il riscaldamento o il raffreddamento degli ambienti.

Title 1

Il vento fa girare le pale: queste ultime, a loro volta, fanno girare il generatore che trasforma, grazie ad una dinamo, l'energia meccanica in energia elettrica.In base alla sua collocazione, la centrale eolica può essere on-shore oppure off-shore. Gli impianti eolici on shore sono installati sulla terraferma, nelle zone in cui di norma è presente un moto ventoso di una certa entità. Gli impianti eolici off shore, invece, si collocano direttamente sul mare: in considerazione del fatto che la velocità e la costanza del vento lontano dalla costa forniscono le ottimali condizioni per la conversione dell'energia, questi impianti consentono di ottenere la maggior parte di energia ricavabile dall'eolico. Esistono anche i cosiddetti impianti near-shore, posti sulla costa entro dieci chilometri di distanza dal mare. Pertanto è importante che il progresso che vedi sempre di meno le fonti di energia non rinnovabili ( quali gas naturale, il carbone, il petrolio ed anche l'energia nucleare) e sviluppi sempre più le fonti rinnovabili.

Anche l'energia eolica è un'energia pulita, in cui delle enormi pale trasformano in energia la forza del vento.Fonte di energia pulita, rinnovabile ed inesauribile, l'energia eolica altro non è che l'energia cinetica prodotta dal movimento dell'aria sulla superficie terrestre, tra zone di alta e di bassa pressione.

In grado di contribuire in modo significativo alla creazione di un futuro carbon neutral, l'eolico è in costante sviluppo: se fossero confermati gli attuali trend di crescita, questa energia verde potrebbe entro il 2030 coprire il 20% della domanda elettrica a livello globale, con una conseguente riduzione delle emissioni di CO2 di oltre 3 miliardi di tonnellate annue. Ecco una breve guida per meglio conoscere la tecnologia eolica e i numerosi vantaggi che fanno da cornice allo sfruttamento della forza dell'aria per produrre elettricità. Come funziona l'energia eolica? Un impianto eolico è composto da un sistema di pale costruite con forme aerodinamiche, un rotore, un albero e un generatore elettrico. Le pale sono collegate al rotore: il rotore, a sua volta, è collegato all'albero posto nel palo, il quale invia l'energia di rotazione al generatore elettrico collocato alla base della struttura.

Oltre al sole dal vento, anche l'acqua con l'energia idroelettrica, ed è addirittura i nostri rifiuti che attraverso combustione producono la cosiddetta energia da biomasse, possono essere utilizzati. Ebbene nessuno vorrebbe tornare a lavare i panni nei fiumi o andare a raccogliere la legna per accendere un fuoco e riscaldarsi, ma il progresso deve portarci ad utilizzare l'energia di cui abbiamo sempre più bisogno rispettando al contempo il nostro pianeta.

Oltre Marte, si trova la fascia di asteroidi, una regione di spazio popolato dai milioni di oggetti di roccia, residui della formazione dei pianeti avvenuta 4,5 miliardi di anni fa.Ci sono poi gli asteroidi e le comete, che sono gigantesche palle di neve ghiacciate, che vediamo brillare nel cielo come una lunga “coda” luminosa. All'estremità remota della fascia di asteroidi si trovano i quattro giganti gassosi: Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Questi pianeti sono molto più grandi della Terra, ma molto leggeri rispetto alla loro grandezza. Infatti, sono costituiti soprattutto da idrogeno e da elio. Fino a poco tempo fa, il più lontano pianeta conosciuto era il piccolo mondo ghiacciato di Plutone però, visto che Plutone è molto più piccolo persino della nostra luna, molti astronomi credono che non possa essere considerato un pianeta vero e proprio.

Qualche tempo fa è diventato una vera star quando la sonda spaziale americana New Horizons ha raggiunto Plutone e ha inviato a Terra le prime, bellissime, fotografie! Ancora più lontano, si trovano le comete della nube di Oort. Sono così lontane da non essere visibili neanche con i telescopi più potenti. Ogni tanto una di queste comete viene disturbata sul suo percorso e si dirige verso il sole, diventando, così, visibile nel cielo di notte.

Il sistema solare

Il sistema solare è l'insieme dei corpi celesti ed è costituito dal Sole e da tanti altri oggetti più piccoli che gli ruotano attorno. A parte il sole, i componenti più grandi del sistema solare sono gli 8 pianeti principali. Più vicini al sole ci sono quattro pianeti relativamente piccoli ovvero: Mercurio, Venere, Terra e Marte. Oltre ai pianeti e al sole ci sono satelliti (come la luna il nostro unico satellite naturale).

di Lucia e Maria Vittoria

Title 1

VENERE

MERCURIO

TERRA

Se fate bene attenzione, la vedrete brillare come la prima stella della sera, poco dopo il tramonto. È l'oggetto più luminoso nel cielo notturno dopo la Luna, grazie al denso strato di nuvole della sua atmosfera che riflette la luce solare e rende la superficie del pianeta ancora più calda di quella di Mercurio, e l'aria irrespirabile, colma di anidride carbonica. Grande più o meno quanto la Terra, Venere è tenuta d'occhio da una piccola navicella spaziale senza equipaggio, la sonda europea Venus Express, che osserva il pianeta dal 2006.

Tra tutti i pianeti finora conosciuti, è l'unico che si sa con certezza poter ospitare la vita. Questo anche grazie agli oceani che coprono sette decimi della sua superficie, rendendola molto simile, da lontano, a una gigantesca biglia blu. La sua atmosfera è ricca di ossigeno da respirare, e il fatto di trovarsi alla giusta distanza dal Sole (è il terzo pianeta da esso) rende la sua temperatura ottimale. Anche se non ce ne accorgiamo, la Terra ruota intorno a sé stessa come una trottola, offrendo al Sole ogni volta metà della sua superficie - da qui il giorno e la notte - e contemporaneamente orbita intorno al Sole: per completare un'orbita (una traiettoria completa) impiega 365 giorni, un anno.

È il più vicino al Sole e ha una superficie "butterata", piena di crateri che somiglia a quella della Luna. Si muove molto velocemente nel cielo: un anno su Mercurio dura appena 88 giorni terrestri. Forse proprio per questo è stato chiamato come il messaggero alato e velocissimo degli dei dell'Olimpo! La sua superficie misura quanto l'Oceano Atlantico, e la Terra potrebbe contenerlo 18 volte. In compenso ha temperature che neanche il più inospitale deserto terrestre potrebbe raggiungere: fino a 450 °C di giorno, e anche -180 °C di notte.

La lieve inclinazione del suo asse, la linea immaginaria che unisce il Polo Nord al Polo Sud, garantisce l'alternarsi delle stagioni. Quando il Polo Nord è diretto verso il Sole, è estate nei paesi dell'emisfero nord, e viceversa. Anche la sua fedele "compare", la Luna, fa naturalmente parte del Sistema Solare.

Title 1

MARTE

GIOVE

SATURNO

URANO

I minerali ferrosi che lo compongono gli donano un bel colore rossastro. Per questo lo sentirete spesso chiamare "Pianeta Rosso". Un tempo doveva ospitare l'acqua, come testimoniano i profondi canali visibili sulla sua superficie, ma oggi è un luogo arido, deserto e inospitale, con temperature fino a 254 °C, un'atmosfera a base di anidride carbonica e violente tempeste di sabbia sollevate dai venti. A causa della sua vicinanza alla Terra (si fa per dire: per raggiungerlo occorrono mesi) l'uomo sta progettando di raggiungerlo con future missioni e addirittura di fermarcisi in pianta stabile. Ma per ora il suo abitante più famoso è il rover della Nasa Curiosity, un robottino che dal 2012 gira per Marte studiandone il suolo e inviandoci meravigliosi scorci del suo panorama.

Urano si trova a più di 2.800 milioni di km dal Sole. A questa distanza, la temperatura in cima alle sue nuvole è di -214 gradi C. Si muove abbastanza lentamente e ha un lungo cammino da percorrere, quindi, per compiere una sola orbita intorno al Sole, impiega 84 anni. Urano è un mondo gigante. È il terzo pianeta più grande del Sistema solare e potrebbe contenere 64 Terre. Nonostante le sue enormi dimensioni, ruota su sé stesso rapidamente: un giorno su Urano, infatti, dura solo 17 ore e 14 minuti. Urano gira come una trottola caduta su un lato.

Giove è cinque volte più distante dal Sole rispetto alla Terra, perciò la temperatura sulla sua superficie è molto bassa, attorno ai –145 gradi C. Ogni 13 mesi circa si avvicina alla Terra e diventa molto luminoso nel cielo notturno. Giove è una gigantesca palla di gas e non ha una superficie solida. È composto principalmente di idrogeno ed elio, due gas molto leggeri. Al telescopio, la sua atmosfera appare come una nuvola con strisce e macchie colorate. La formazione colorata più grande, chiamata Grande Macchia Rossa, è una gigantesca tempesta, grandi diverse volte più della Terra, che si manifesta ininterrottamente da più di 300 anni.

Secondo per dimensioni solo a Giove, Saturno è composto principalmente dai soli gas leggeri idrogeno ed elio. Il volume di Saturno permetterebbe di contenere sino a 764 pianeti Terra, ma il gigante di gas ha un peso solo 95 volte superiore a quello del nostro pianeta roccioso. Se si potessero buttare tutti i pianeti in uno specchio d'acqua, Saturno sarebbe l'unico a galleggiare. Nonostante le sue dimensioni, Saturno ruota su sé stesso in poco più di 10 ore. La sua rotazione è così rapida che si espande verso l'esterno all'equatore, fatto che lo fa somigliare a un pallone schiacciato.

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NETTUNO

Nettuno si rivelò praticamente un gemello di Urano. È 57 volte più grande della Terra, ma gira piuttosto velocemente, considerando che un giorno dura solo 16 ore e 7 minuti. La sua distanza media dal Sole è di circa 4.500 milioni di km e un anno di Nettuno equivale a quasi 165 anni della Terra. Come Urano, anche l'atmosfera di Nettuno è costituita di idrogeno, elio e metano. Il suo interno è invece composto di ghiacci, con un nucleo probabilmente roccioso. Sebbene l'atmosfera sia molto fredda (-220 gradi C), sul pianeta blu soffiano venti molto forti e si scatenano violente tempeste. La sonda Voyager 2 è riuscita a catturare immagini di un'enorme macchia grande quanto la Terra. Nettuno ha almeno cinque anelli scuri e sottili, che prendono il nome da Galle, Le Verrier, Adams e altri che hanno contribuito alla scoperta del pianeta.

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Il riciclo circolare

di Francesca, Gabriel Luis e Maria Vittoria

Curiosità sul riciclo del vetro

Ma tutto questo è in pericolo: ogni anno tra i 5 e i 13 milioni di tonnellate di plastica finiscono per terra, provocando danni inestimabili agli animali e agli ecosistemi. Continuando così, entro il 2050 ci sarà più plastica che animali sulla terra. Ridurre il consumo di plastica mono-uso, aumentare la quota di riciclaggio dei rifiuti e promuovere una rapida transizione verso sistemi di economia circolare sono questioni più che mai urgenti.

Riciclare vetro è un grande gesto d’affetto verso il pianeta. Pensa che questa operazione limita l’apertura di nuove cave d’estrazione e, quindi, salvaguarda il territorio. Non solo: riutilizzare questo materiale diminuisce del 20% l’inquinamento atmosferico e del 50% quello idrico.

Il vetro può avere infinite vite: il suo riciclo, infatti, non vede mai fine. Questo materiale può essere rielaborato numerose volte diventando di volta in volta un oggetto diverso. Un giorno una bottiglia di profumo, un giorno una lampadina e il giorno seguente una bottiglia d’acqua.

Gli oceani e i mari ricoprono oltre i tre quarti del nostro pianeta e sono un patrimonio essenziale per la vita dell’uomo: ospitano numerose forme di vita, influiscono in maniera determinata sul clima, sono un’importante fonte di cibo, prosperità economica, benessere sociale e culturale.

Curiosità sul riciclo della carta

La plastica

Esistono numerose tipologie di questo materiale: il PET è in grado di trattenere l’anidride carbonica e quindi si usa per le bevande gassate, col PVC si fanno tubi e nastri isolanti, col PP si producono siringhe e vaschette per il formaggio, mentre col PE sono fabbricati i sacchetti.

Curiosità sul riciclo della plastica

Plastica e calore, tasto dolente. Questo è, di sicuro, il materiale più nocivo in assoluto, e non solo per l’ambiente. Le bottiglie di plastica non devono mai essere esposte al sole: il calore rilascia sostanze tossiche nella bevanda che esse contengono. Anche bruciare questo materiale non è una buona idea visto che la diossina, una delle sostanze cancerogene prodotte dalla combustione e rilasciate nell’aria, fa male all’organismo e permane su frutta e verdura anche dopo essere state lavate. Anche l’inchiostro sulle buste di plastica è pericoloso se bruciato visto che è altamente tossico. Insomma, se puoi, scegli sempre una soluzione alternativa alla plastica.

Ti sei mai chiesto quanto costi al pianeta produrre i fogli di carta che ogni giorno usi e, magari, butti via con una certa facilità? Ecco qualche dato: per produrre una tonnellata di carta occorrono 15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 7600 chilowattora di energia elettrica. Tutt’altra storia, invece, se parliamo di carta riciclata: 0 alberi, 1.800 litri di acqua, 2700 chilowattora di energia elettrica. Una bella differenza, vero?

In Italia si consumano circa 800 mila tonnellate di carta di giornale all’anno… per fortuna il 90% dei periodici è stampato su carta riciclata!

Curiosità sul riciclo dell’alluminio

Da 800 lattine è possibile ricavare una bicicletta accessoriata, con 360 una bici da corsa, con 37 una caffettiera e con 3 un paio di occhiali. Hai idea di cosa sarebbe potuto venir fuori da tutte le lattine di Coca Cola che hai bevuto in questi anni? Con 640 lattine avresti cambiato i cerchioni all’auto! • La quantità di energia che si risparmia riciclando una lattina d’alluminio basterebbe a tenere acceso un televisore per 3 ore e un computer per 4.

Soltanto con una attenta condotta ed uno stile di vita ecologico riusciremo a salvare il nostro pianeta e tutto il suo ecosistema. Adesso potete cimentarvi e imparare molte cose cliccando qui:

Prova tu

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L’Agenda 2030 è un programma di azione per le persone e il pianeta e prevede il raggiungimento di alcuni obiettivi, quali la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e la lotta al cambiamento climatico. Il punto 6 di questa Agenda riguarda l’acqua pulita e i servizi igienico-sanitari per tutte le persone del mondo.

Il nostro pianeta possiede sufficiente acqua potabile per raggiungere questo obiettivo. Ma a causa di infrastrutture (acquedotti e altre strutture che portano l’acqua nelle città, nei paesi e nei villaggi) scadenti e per questioni economiche, ogni anno milioni di persone, soprattutto bambini, muoiono per malattie dovute alla carenza d’acqua, ai servizi sanitari e ai livelli d’igiene inadeguati.

AGENDA 2030 - Obiettivo 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie

IGIENE E POvertÀnel mondo

dI Flavia, Giulia e Giacomo

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Anche l’inquinamento contribuisce a diminuire l’acqua potabile a disposizione del mondo. I mari sono pieni di plastica ed è impossibile per i paesi più poveri depurare l’acqua per poterla utilizzare. I paesi del terzo mondo non possiedono i depuratori per l’acqua e questo comporta il diffondersi di malattie, perché la popolazione non può lavarsi e non può lavare gli alimenti, né le proprie case.

Per questi motivi entro il 2030 ci si prefigge di garantire l’acqua potabile per tutti e impianti sanitari (bagni) per tutti. È fondamentale migliorare la qualità dell’acqua eliminando le discariche, riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici, dimezzando la quantità di acque sporche non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro. È anche importante per ottenere tutto ciò ripulire gli ecosistemi legati all’acqua, comprese le montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, le falde acquifere e i laghi. Ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa per migliorare l’igiene nel mondo e diminuire gli sprechi. Ad esempio, sarebbe sufficiente utilizzare solo l’acqua che serve, senza sprecarla. Quando facciamo la doccia o ci laviamo i denti, dovremmo chiudere il rubinetto e non lasciare che l’acqua scorra inutilmente.

La mancanza di acqua porta alla carenza di igiene personale e questo favorisce gravi malattie. Anche gli ospedali dei paesi più poveri hanno condizioni igieniche scarse ed è quindi difficile per i medici curare al meglio i pazienti. Le persone che non hanno i servizi igienici nella propria abitazione o che non hanno una casa e vivono per strada devono utilizzare l’acqua dei fiumi, dei laghi o del mare, ma spesso questi corsi di acqua sono molto lontani, sono inquinati o sono utilizzati da troppe persone.

Inoltre, non dovremmo mai buttare l’olio esausto (cioè utilizzato) nello scarico dei sanitari, perché ogni litro di olio è capace di inquinare decine di litri di acqua del mare. Per noi avere l’acqua pulita in casa, è normale. Ci sono popolazioni in Africa e nei paesi più poveri del mondo che non hanno acqua a disposizione, neanche per bere. Molti bambini africani devono camminare ogni giorno per tanti chilometri per potersi procurare un po' di acqua potabile.

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Pensare che alcuni bambini nascono per strada o in ospedali di fortuna e che crescono tra sporcizia e insetti, avendo aspettative di vita minime, fa riflettere su quanto siamo fortunati noi che abbiamo acqua pulita e possibilità di igiene massima.

Anche nella nostra città capita di vedere persone che vivono per strada perché non hanno una casa, che utilizzano le fontane o le fontanelle per lavarsi. Vedere certe immagini è molto triste perché nessuno dovrebbe vivere in queste condizioni di povertà, ed inoltre questi comportamenti sono poco igienici.

Proprio per questo dobbiamo impegnarci al massimo per evitare gli sprechi e diminuire le fonti di inquinamento. È un ottimo e vitale obiettivo da raggiungere entro il 2030.

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Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti umani. Per la prima volta nella storia era stato prodotto un documento che riguardava tutti gli individui del mondo, senza distinzioni. Venivano riconosciuti pertanto diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo.

Obiettivo 16: Pace, giustizia e istituzioni forti

di Ilenia, Rebecca e Gabriele

Nel mondo non c’è mai stata pace per motivi politici, religiosi e culturali. È stato istituito, il 30 novembre dal 1981 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite, un giorno per celebrare la Giornata Mondiale della Pace, il 21 settembre. Questa giornata sta cominciando ad essere sempre più diffusa, soprattutto nelle scuole. Questa giornata ha lo scopo di far luce sulle guerre nel mondo perché il primo passo per la fine delle ostilità risiede nella consapevolezza comune che la guerra è sempre ingiusta.Molti paesi hanno vinto il premio Nobel per la pace e fra queste c’è anche l’Unione Europea, che è stata premiata per aver contribuito per sei decenni alla pace, alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani. Il tema del 2020 ha rispecchiato la situazione attuale, ed è stato proprio scelto perché il nemico che dobbiamo affrontare è uguale per tutti e solo uniti possiamo sconfiggerlo.

L'obiettivo 16 mira a ottenere società pacifiche e inclusive entro il 2030.Per raggiungere tale scopo l'obiettivo 16 chiede di ridurre tutte le forme di violenza, fermare la tortura e combattere tutte le forme di criminalità organizzata. La parola “pace” non si definisce solamente attraverso il suo contrario, ovvero “assenza di guerra”: associamo a essa, infatti, l’esistenza di alcuni diritti fondamentali della persona umana, approvati dall’Assemblea generale dell’ONU nella Dichiarazione universale dei diritti umani (1948), alla quale si sono ispirate altre dichiarazioni o convenzioni a carattere regionale. Tra questi diritti, si ricordano il diritto alla vita, alla sicurezza, a soddisfare i bisogni primari, a manifestare i propri pensieri e le proprie idee.

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thank you!

photography: Thought Catalog