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Filippo battezza l'etiope - Tappa 5

Ana Pertile

Created on April 26, 2021

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Transcript

filippo battezza l'etiope

tappa 5

INDice

Filippo e il funzionario etiope

Chi è Filippo?

Capitolo 1

La regina Candace e il funzionario etiope

Introduzione

Capitolo 2

Il gesto dell'imersione

L'elemento dell'acqua

Capitolo 3

Chi è filippo?

l'apostolo filippo

E' uno uomo a servizio della carità, servitore della Parola ed Su ordine dell'angelo si reca su una strada deserta...ma perchè proprio su una strada e non in una città? Perchè su una via deserta e non davanti alle folle? Si tratta, per Filippo, di un momento in cui trovare la verità uscendo dai propri schemi. L'incontro con l'etiope è di certo motivo di conversione per quest'ultimo, ma lo è altrettanto (se non di più) per Filippo.

evangelizzatore.

Quando sulla via percorsa da Filippo passa un carro, l'angelo stesso gli dice di accostarvici: sul carro vi era un funzionario etiope intento a leggere la Scrittura, proprio dal libro di Isaia, la quale narrava dell'agnello senza voce condotto al macello, dell'umiliazione del giudizio non giusto e della discendenza negata. A quel punto Filippo gli chiede se comprende ciò che sta leggendo e gli propone di farlo assieme per svelare il mistero del testo.

L'etiope intuisce che le parole che sta ascoltando in un qualche modo lo riguardano e si sta chiedendo in realtà se il brano parla anche di lui. Questo per l'etiope è il "primo annuncio" del Vangelo. Filippo gli ha narrato la vicenda di Gesù fino ad arrivare al Risorto che incarica i suoi di andare ad annunciare, a guarire e a battezzare. Per questo l'etiope chiede il battesimo e comprende che questo gesto lo introdurrà nella famiglia di Gesù.

La regina Candace e l'etiope

Ora ascolteremo un dialogo tra la regina Candace e il funzionario etiope, il quale, di ritorno da Gerusalemme incontra Filippo e riceve il battesimo. Questo dialogo ci permetterà di mettere in luce le conseguenze del battesimo, più che l'episodio in sé.

In particolare si gioca sul significato del "vedere": alla regina che gli chiede se ha visto qualcosa di bello durante il suo viaggio, l'etiope risponde che non si tratta di ammirare monumenti importanti, ma di intuire il senso profondo della vita.

CANDACE: Oh eccoti, finalmente sei tornato! ETIOPE: Mia regina, sempre al tuo servizio. CANDACE: Suvvia, raccontami…com’è andato il viaggio? Hai trovato ciò che cercavi? Hai fatto ciò che dovevi? In tua assenza ho dovuto sbrigare io stessa importanti questioni, qui a palazzo. E tuttavia la tua richiesta sembrava così urgente che non ho saputo dirti di no. ETIOPE: Te ne sono grato, regina Candace. Sono consapevole delle fatiche che la mia assenza ti ha causato, ma sentivo il bisogno di compiere questo viaggio, di vedere con i miei occhi Gerusalemme, la città di David, la città cantata nei salmi, la città del Messia che i miei padri mi hanno insegnato ad attendere. CANDACE: Ebbene, com’è questa città? È davvero così splendente com’è scritto nei tuoi libri?

ETIOPE: Tutt’altro regina. Anch’io all’inizio credevo parlassero di ricchezze esteriori, di splendori appariscenti… sì, forse un tempo, quando regnava il saggio Salomone, la città può aver conosciuto un periodo di successo…ora non è più così a causa del peccato degli uomini che si sono allontanati da Dio. E tuttavia… CANDACE: Tuttavia cosa? Mio caro non capisco proprio dove tu voglia arrivare. ETIOPE: Certo mia regina, è difficile vedere se non si hanno occhi adeguati per farlo. CANDACE: Che cosa intendi? Spiegati meglio…è vero che ho una certa età, ma ci vedo ancora benissimo! ETIOPE: Guardami! Non noti qualche cosa di strano? CANDACE: No, sei sempre il solito…certo la tunica è un po’ sgualcita, i capelli da accorciare, tra poco dovrai fare un bel bagno…nulla di strano…anzi no! Aspetta: gli occhi! Gli occhi hanno una luce che non vedevo da tempo.

ETIOPE: L’ho incontrato e ha guarito la mia cecità. CANDACE: Hai incontrato chi? ETIOPE: Il Messia! CANDACE: Chi?! ETIOPE: Colui di cui parla la Scrittura: «Come una pecora fu condotto al macello e come un agnello egli non aprì la sua bocca» e ancora: «Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi». CANDACE: Continuo a non capire. ETIOPE: Non sei la sola. Per secoli noi Ebrei abbiamo atteso un Messia che ci liberasse da ogni nostra schiavitù e povertà. Guarda alla mia vita: per anni ho domandato a Dio la possibilità di diventare padre, di generare dalla mia carne qualcuno che prolungasse il mio nome sulla terra. CANDACE: Ma…sei da sempre il mio fedele servitore…non ti bastava avere in mano tutto il mio regno?

ETIOPE: No, mia regina, ma non avertene a male. Non mi bastava…fino a un mese fa, quando sulla via per Gaza ho incontrato un uomo che mi ha parlato di Gesù di Nazaret. CANDACE: Nazaret? Gesù? Non ho mai sentito questo nome…chi sarebbe quest’uomo? ETIOPE: È l’uomo di cui Isaia parlava nelle sue profezie: «Il mio giusto servo salverà molti, perché prenderà su di sé le loro ingiustizie e cattiverie». CANDACE: E dunque? ETIOPE: Filippo, l’uomo che ho incontrato a Gaza, mi ha annunciato che Gesù è il Messia, colui che attendevamo da secoli. Non un re violento che sbaragli i nemici, ma un sovrano mite, che paga per noi, che prende su di sé le nostre povertà. CANDACE: E gli occhi? ETIOPE: Me li ha aperti lui, Filippo. CANDACE: Dunque è un medico…

ETIOPE: No, è uno dei diaconi della Chiesa di Gerusalemme. È lui che mi ha parlato di come Gesù abbia comandato di far conoscere a tutti la Buona notizia che Dio è Padre di tutti gli uomini e che noi siamo suoi figli amati. Non conta anzitutto quello che la vita ci dà, quanto il sentire che Dio ha uno sguardo di amore per ciascuno di noi. CANDACE: E come hai capito questo? Che cosa ti ha fatto? ETIOPE: Giunti in un luogo in cui c’era dell’acqua mi ha battezzato… CANDACE: «Battezzato»…che cosa significa? ETIOPE: Mi ha immerso nell’acqua, invocando il nome di Gesù. Da allora, la mia vita che era rinsecchita, sta fiorendo come quando nel deserto piove dopo la stagione secca. CANDACE: E cos’altro ti ha detto Filippo? ETIOPE: Che Cristo è morto per tutti, perché ciascuno sappia che Dio è dalla sua parte. Anche per te, mia regina, anche per te!

L'IMMERSIONE e l'elemento "ACQUA"

l'immersione nell'acqua

Il gesto dell’immersione nell’acqua costituisce il cuore del rito battesimale. Nell'immagine qui a fianco l’etiope è raffigurato mentre riemerge dall’acqua: sul suo volto si leggono chiaramente la soddisfazione e la gioia profonda che sta provando.

L'elemento "acqua"

Nel battesimo è simbolo di morte e di vita: quando siamo immersi nell'acqua, muore il peccato e noi rinasciamo a vita nuova.

Diventiamo come Gesù e siamo figli amati di Dio, pronti a vivere come discepoli!