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GUERRA SECONDO LIBRO
martinamolon2005
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Transcript
Analisi secondo libro Eneide
ZEN PRESENTATION
W R I T E A S U B T I T L E H E R E
guerra e rovina: la tragica fine di Troia
01 lo stratagemma del cavallo di Troia
02 l'astuzia di Sinone
03 discorso di Enea
indice
04 sensazioni in battaglia
05 in guerra ogni scelta è lecita
06 importanza delle divinità in guerra
07 scontro a palazzo e morte di Priamo
Il tema principale del secondo libro dell’Eneide è la guerra e il grande stratagemma del cavallo di Troia, il quale ha portato alla distruzione della città.Virgilio, vedendo la guerra dal punto di vista dei troiani poiché il racconto è narrato da Enea, la descrive non come un momento di gloria, ma più un momento tragico, che porta solo rovina. Ecco che i troiani vedono la partenza dei greci come una liberazione:
35 E subito tutta la Troade esce dal lungo lutto.Spalanchiamo le porte: come ci piace andare liberi ovunque e vedere gli accampamenti dorici, la pianura deserta, la spiaggia abbandonata!
Lo stratagemma del Cavallo di Troia
Dopo dieci anni di guerra i greci fingono di rinunciare alla conquista di Troia, ritirandosi dalla spiaggia e lasciando indietro solo un cavallo di legno. Dentro il cavallo secondo la brillante idea di Ulisse si nascondono i migliori soldati greci tra cui Achille e Ulisse stessi. Secondo Ulisse, i troiani avrebbero portato il cavallo dentro le mura, poi la notte, dopo i festeggiamenti, mentre tutti dormivano, i soldati sarebbero usciti dal cavallo e avrebbero aperto le porte di Troia e fatto segno di entrare al resto dell’esercito che nel mentre si sarebbe riavvicinato col favore delle tenebre e del sonno dei nemici.
Appena il cavallo viene trovato fuori dalle mura di Troia, tra i presenti si formano due opposti pareri: alcuni sono favorevoli a condurlo all'interno delle mura, mentre altri sono spaventati e sono rappresentati da Laocoonte, il quale dice:
“ Miseri cittadini, quale follia è la vostra? Credete che i nemici sian partiti davvero e che i doni dei Greci non celino un inganno? Non conoscete Ulisse? O gli Achivi si celano in questo cavo legno, o la macchina è fatta per spiare oltre i muri e le difese fin dentro le nostre case e piombare dall'alto sulla città, o c'è sotto qualche altra diavoleria: diffidate del cavallo, o Troiani, sia quel che sia! Temo i Greci, anche se portano doni."
l'astuzia di Sinone
Sinone è amico di infanzia di Ulisse, che, come dice Gabriel Ponto, può essere considerato una prima versione della spia di guerra.
Dopo essersi fatto catturare da alcuni pastori, riesce ad entrare nelle mura di Troia e da lì inizia la sua storia.
Sinone fin da subito si dichiara di stirpe argolica, dicendo tra le lacrime che dirà tutta la verità riguardo a cosa gli era successo. Racconta di essere stato perseguitato dai greci poiché rimasto fedele a Palamade, un amico del padre che fu mandato ingiustamente a morte da Ulisse solo perché era contro la guerra, e narra che dopo la sua morte aveva giurato vendetta una volta tornato in patria. Ulisse allora, essendo venuto a conoscenza di questo fatto, gli avrebbe teso un inganno costringendo l’indovino Calcante a fare il suo nome come vittima sacrificale per un rito che avrebbe permesso il ritorno in patria degli Achei placando i venti che rendevano impossibile la ritirata delle navi.
Infine chiede esilio presso Priamo, ma prima gli viene chiesto di rivelare cosa si celi dietro il cavallo di legno e così spiega che si tratta di un dono per ripagare al danno fatto alla statua di Minerva. Specifica inoltre che è stato costruito appositamente più alto delle mura affinché non possa essere introdotto in città, ma se decidessero di prendere questo dono allora vincerebbero la guerra. Così i troiani, esaltati dal suo discorso, lo accolgono, firmando la propria condanna a morte.
discorso di Enea
"O guerrieri inutilmente eroici, se davvero volete seguire un uomo pronto a tutto, considerate la situazione: è tragica. Tutti gli Dei sui quali si fondava l'impero frigio ci hanno lasciato, abbandonando i templi e gli altari; ora voi accorrete in aiuto di una città incendiata. Su, moriamo, scagliamoci nel pieno della mischia! C'è una sola salvezza per i vinti, non sperare in alcuna salvezza.”
Prima dell’inizio della battaglia Enea pronuncia un discorso per incoraggiare i suoi soldati, ma da questo traspare che i Troiani sono quasi certi di perdere contro gli Achei perchè dalla loro parte non hanno le divinità, poichè esse li hanno abbandonati a loro destino.
( Dalle parole di Enea emerge quanto le divinità fossero una parte importante e quanto si affidassero a loro per l’esito di una battaglia).
sensazioni in battaglia
Come lupi rapaci che una tremenda fameha spinto fuori alla cieca nella nebbia (e nel covo li aspettano i lupicini abbandonati, secche le fauci), ce ne andiamo attraverso le frecce, attraverso i nemici verso morte sicura passando proprio in mezzo alla città. La notte oscura ci circonda con la cava sua ombra. Chi potrebbe narrare con parole la strage di quella notte; e le morti? Chi potrebbe trovare tutte le lagrime, quante ne occorrerebbero ai nostri dolori? La città antica che aveva regnato per tanti anni rovina; qua e là giacciono senza vita corpi infiniti, lungo le strade, nelle case, sulla soglia dei templi. Ma non sono soltanto i Troiani a pagare col sangue le loro colpe; talvolta anche nel cuore dei vinti torna il coraggio, e i Greci vittoriosi cadono. Ovunque il lutto più atroce, dovunque terrore innumerevoli spettacoli di morte.
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in guerra ogni scelta è lecita
"Compagni, la sorte ci si dimostra amica e ci addita la stradadella salvezza: seguiamola! Cambiamo scudi, adottiamo insegne argive. Inganno o valore? Che importa, contro il nemico tutto è buono! Loro stessi ci daranno le armi." Subito mette l'elmo
In guerra ogni scelta è lecita, anche se si parla di perdita dei valori e di ingannare il nemico: infatti in questi versi alcuni Troiani, trovando un gruppo di soldati greci staccati dall’esercito, decidono di attaccarli e rubare loro gli scudi. Facendo questo, si travestono da greci così da poter scappare e rientrare nella città inosservati, nonostante sia un gesto tanto vantaggioso per la salvezza quanto vile. La mossa, in seguito, si ritorge contro ad alcuni soldati Troiani, che, non essendo riconosciuti, vengono uccisi dai loro stessi compagni.
l'importanza delle divinità in guerra
La guerra tira fuori la parte umana e imperfetta delle divinità che, come gli uomini, sono vulnerabili al richiamo della guerra e si allontanano dall’idea di divinità come creatura perfetta. Con lo svolgersi degli eventi si creano due fazioni di uomini che combattono in terra e altre due di divinità che combattono ad un livello superiore. Questa immagine rappresenta l’inutilità e la piccolezza degli uomini che devono subire le volontà delle divinità, infatti esse pilotano ogni avvenimento dall'alto cossichè loro tengano sempre i "fili delle marionette".
scontro a palazzo e morte di Priamo
Dal verso 540 inizia una descrizione accurata della battaglia che si svolge all’interno del palazzo del re Priamo. Lo scontro, secondo ciò che racconta Enea, è ancora più tremendo di quello che si sviluppa fuori in città. Forse perché il palazzo reale era il cuore della città, perciò attaccare un punto così centrale significa attaccare il cuore di ogni troiano, che si sente richiamato ad aiutare il re e la sua famiglia.
versi dal 677 - 682
versi dal 650 - 665
versi dal 620 -630
REALIZZATO DA:
Martina MOLON, Giulia VERNELL, Lucrezia CURLETTO, Luca BORTOLONI, Ilaria CARAMELLINO , Tommaso PAPI e Simone FABBRICATORE