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L'Odissea
FRANCESCA CELLI
Created on April 23, 2021
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Transcript
Odissea
Epica Omerica a cura di francesca celli 1g
Inizio
INTRODUZIONE
AVANTI
La struttura e l'argomento
L'Odissea è un poema epico che racconta le peripezie di Odisseo (Ulisse) durante il suo viaggio di ritorno da Troia per riconquistare la propria casa e il proprio regno. L'opera è divisa in 24 libri scritti in versi esametri.
Narrazione
La Storia
il tempo
Lo spazio
personaggi
I temi
Narratore
lo Stile
La storia di odisseo e il suo ritorno ad itaca
GALLERIA DEI PASSI STUDIATI
INDIETRO
IL PROEMIO
GALLERIA
L'Odissea si apre con l'invocazione alla Musa Calliope da cui il poeta vuole trarre ispirazione per raccontare la storia dell'eroe Odisseo che aveva sconfitto la città di Troia. Lui viene descritto come un uomo astuto che viaggiò molto, conobbe popoli e terre diverse, patì tanti dolori e lottò per salvare la sua vita e quella dei suoi compagni. Questi ultimi, purtroppo, furono distrutti dal Sole Ipèrione dopo aver trasgredito le sue regole.Quando gli altri eroi greci sono già tornati a casa, scampati dalla guerra e dal mare, solo Odisseo sospira il ritorno ad Itaca perché si trova prigioniero della ninfa Calipso sull'isola di Ogigia. Gli dei, impietositi dal suo dolore, decidono che è arrivato il momento per lui di ritornare a casa. Solo il dio Poseidone, signore del mare, è contrario al ritorno di Odisseo perché nutre profondo rancore nei suoi confronti per aver accecato il figlio Polifemo. Odisseo, una volta tornato ad Itaca, dovrà comunque superare tantissime prove per riuscire a riprendere il suo regno occupato dai Proci.
Le parole
"l'UOMO RICCO DI ASTUZIE... CHE A LUNGO ERRò DOPO CH'EBBE DISTRUTTO LA ROCCA SACRA DI TROIA"
ODISSEO E CALIPSO
GALLERIA
Zeus invia Ermes, messaggero degli dei, per annunciare a Calipso la volontà divina di lasciare andare Odisseo. La ninfa lo accoglie con stupore, gli offre nettare e ambrosia ma poi si arrabbia perché viene a sapere la volontà di Zeus. Inizia a dire che gli dei sono invidiosi dell'amore palese che unisce un dio con un mortale mentre non si fanno alcun problema ad avere avventure segrete con mortali. Inoltre, Calipso ricorda ad Ermes che lei ha salvato la vita ad Odisseo e questo dovrebbe essere importante agli occhi degli dei. Tuttavia, la ninfa accetta a malincuore la richiesta di Ermes: riconosce che deve rispettare il volere di Zeus perché lei è una dea minore.Così Calipso si presenta ad Odisseo per dargli la notizia che può partire, promettendogli cibo, bevande e l'aiuto di un vento favorevole alla navigazione. La ninfa propone ad Odisseo per l'ultima volta di rimanere lì con lei offrendogli l'immortalità, ma Odisseo rifiuta perché ha il desiderio di tornare a casa e rivedere Penelope.
Le parole
"al mare mai stanco guardava, lasciando scorrere le lacrime"
ODISSEO E NAUSICAA
GALLERIA
Odisseo viene travolto da una tremenda tempesta che Poseidone scatena contro di lui e riesce a salvarsi solo con l'aiuto della ninfa Ino. Approda sulla spiaggia dell'isola di Scheria e si addormenta tra i cespugli nei pressi di un fiume. Intanto, Atena appare in sogno a Nausicaa, figlia del re Alcinoo, per convincerla ad andare il giorno dopo al fiume per lavare i panni. L'indomani Nausicaa si reca al fiume con le sue ancelle e incontra Odisseo. L'eroe si sveglia per le urla delle ragazze e si fa vedere nel suo aspetto più pauroso, pieno di salsedine e senza vestiti. Tutte scappano tranne Nausicaa perché Atena le ha infuso coraggio nel cuore. Così Odisseo, in dubbio su come comportarsi, decide di parlare alla ragazza rimanendo lontano e inizia ad adularla riempiendola di complimenti. Il suo intento è quello di farsi guidare alla reggia dell'isola ed avere dei vestiti. La fanciulla esprime nei confronti dello straniero grande rispetto e fiducia, soprattutto perché gli stranieri sono doni di Zeus ed il suo popolo li ha sempre trattati con rispetto. Così la ragazza ordina alle sue ancelle di curare Odisseo, di lavarlo e dargli da mangiare e bere.
Le parole
"mA QUESTI è UN MISERO NAUFRAGO, CHE è CAPITATO, E DOBBIAMO CURARCENE"
NELL'ANTRO DI POLIFEMO
Le parole
GALLERIA
Odisseo arriva nella terra dei Ciclopi ed insieme ad alcuni compagni, giunge ad una grotta che è il rifugio di un Ciclope (Polifemo); essi approfittano dell'assenza del mostro per entrare. Lì trovano tantissime scorte di cibo e propongono ad Odisseo di rubare tutto e scappare. Odisseo decide invece di rimanere perché è curioso di conoscere il Ciclope. Quando Polifemo rientra nella grotta con le sue pecore, blocca l'entrata con un grande masso. Egli si accorge immediatamente della presenza degli intrusi e si informa sulla loro identità. Odisseo gli chiede ospitalità, ma Polifemo si dimostra violento e diffidente, così divora due compagni di Odisseo e si addormenta. Odisseo pensa che l'unico modo per sfuggire da quella grotta sia uccidere Polifemo però non può ucciderlo subito perché non ci sarebbe la possibilità di fuggire. Così escogita un piano e lo mette in atto il giorno dopo. Odisseo offre a Polifemo del vino che lo fa inebriare, il mostro gli chiede il suo nome e Odisseo gli risponde di chiamarsi Nessuno. Dopo che Polifemo si è addormentato, Odisseo ed i suoi uomini prendono un ramo di ulivo arroventato e lo conficcano nell'occhio del mostro. Polifemo urla dal dolore e chiede aiuto agli altri ciclopi; essi accorrono alla grotta e Polifemo dice loro che "Nessuno lo ha accecato". Con quest'inganno i Ciclopi vanno via senza aiutare Polifemo. All'alba, Odisseo lega i suoi compagni al ventre delle pecore e così, quando il Ciclope cieco le fa uscire dalla grotta, non si accorge che sta facendo uscire anche i suoi prigionieri. Una volta fuori, gli Achei raggiungono velocemente le navi per scappare e, dal mare, Odisseo urla a Polifemo il suo vero nome. Il mostro maledice l'uomo e chiede al padre Poseidone di ostacolare in tutti i modi il suo ritorno in patria.
"gettò un grido pauroso il ciclope, risuonò tutta la grotta"
CIRCE, L'INCANTATRICE
GALLERIA
I compagni di Odisseo, guidati da Euriloco, arrivano al palazzo di Circe e la sentono cantare mentre tesse la tela. I giovani la chiamano e lei li invita ad entrare dentro. Circe offre agli uomini il suo vino e, toccandoli con la bacchetta, li trasforma in maiali. La maga li fa prigionieri e solo Euriloco, scampato dalla trappola, ritorna da Odisseo e gli racconta l'accaduto. L'eroe si dirige dalla maga Circe e, durante il cammino, incontra Ermes che gli spiega come resistere alla magia della donna con l'antidoto per le sue pozioni magiche. Quando Ulisse arriva al palazzo della maga, lei lo fa entrare e gli offre la stessa bevanda che aveva offerto ai suoi compagni. Ulisse la beve ma non viene trasformato e si getta addosso alla donna per ucciderla. Circe, impaurita, lo riconosce e chiede ad Ulisse di riporre l'arma e salire nel letto con lei. Ulisse le fa giurare di non sottoporlo ad altri inganni di magia e, fatto questo, acconsente alla sua richiesta.In seguito, mentre Circe ed Ulisse stanno mangiando, la donna si accorge che lui è addolorato per la sorte dei suoi compagni, così, per allietarlo, li ritrasforma in uomini.
Le parole
"Scioglili, che li veda con gli occhi, i fedeli compagni"
L'INCONTRO CON I MORTI
GALLERIA
Odisseo è spinto dalla maga Circe ad andare nell'Ade, l'oltretomba dei greci, per incontrare l'indovino Tiresia e farsi predire il futuro. Lì incontra la madre Anticlea, a cui chiede come è morta e notizie del padre Laerte e del figlio Telemaco. La madre risponde che Penelope è ancora ad Itaca che lo aspetta, Telemaco amministra le sue terre e il padre è rimasto in campagna ad aspettare il suo ritorno. Anticlea racconta ad Odisseo di essere morta a causa della nostalgia per la sua assenza. Per tre volte Odisseo tenta di abbracciare la madre, ma non ci riesce perché lei è solo un'ombra; la madre gli spiega che quando l'uomo muore perde la carne e le ossa e l'anima se ne va via come un sogno.Dopo Anticlea, Odisseo incontra Agamennone che gli racconta di essere morto non in guerra ma a causa della sua sposa malvagia. Questa, insieme all'amante Egisto, aveva organizzato un banchetto in cui era stato colpito con la spada e fatto morire senza neanche la gioia di vedere il figlio per un'ultima volta. L'ultima anima che Odisseo incontra è quella di Achille e Odisseo prova per lui un senso di ammirazione perché lo considera beato per aver ottenuto l'onore e la gloria prima tra i vivi ed ora tra i morti. Achille, tuttavia, gli risponde che ora, da morto, preferirebbe barattare la sua condizione pur di ritornare in vita perché la gloria ha un senso solo nella luce della vita.
Le parole
"L'anima se ne vola via come un sogno. Ma tu torna presto alla luce"
IL CANTO DELLE SIRENE
GALLERIA
Circe dà ad Odisseo le istruzioni per affrontare le Sirene, creature mitiche che con il loro canto ingannano gli uomini portandoli alla morte. Così Odisseo decide di tappare le orecchie ai suoi compagni con la cera per evitare che essi sentano il canto. Lui, invece, si fa legare all'albero maestro, così, pur sentendo il canto, non potrà liberarsi né correre alcun pericolo. Quando la nave di Odisseo arriva di fronte alle Sirene, queste iniziano a cantare e chiamarlo per nome, offrendogli la gioia e la conoscenza. Di fronte a quest'offerta Odisseo vorrebbe cedere alla tentazione e slegarsi, ma i compagni lo stringono meglio per evitare che si sciolga. Così la nave riesce a superare le Sirene e il pericolo viene scampato.
Le parole
"QUI, PRESTO, VIENI... FERMA LA NAVE, LA NOSTRA VOCE A SENTIRE"
ODISSEO NELL'ARTE
GALLERIA
madrepore e coralli, ebani e ambre, voluttuosi aromi d'ogni sorta, quanti più puoi voluttuosi aromi. Recati in molte città dell'Egitto, a imparare dai sapienti. Itaca tieni sempre nella mente. La tua sorte ti segna a quell'approdo. Ma non precipitare il tuo viaggio. Meglio che duri molti anni, che vecchio tu finalmente attracchi all'isoletta, ricco di quanto guadagnasti in via, senza aspettare che ti dia ricchezze. Itaca t'ha donato il bel viaggio. Senza di lei non ti mettevi in via. Nulla ha da darti più. E se la ritrovi povera, Itaca non t'ha illuso. Reduce così saggio, così esperto, avrai capito che vuol dire un'Itaca.
Se per Itaca volgi il tuo viaggio, fa voti che ti sia lunga la via, e colma di vicende e conoscenze. Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi o Poseidone incollerito: mai troverai tali mostri sulla via, se resta il tuo pensiero alto e squisita è l'emozione che ci tocca il cuore e il corpo. Né Lestrigoni o Ciclopi né Poseidone asprigno incontrerai, se non li rechi dentro, nel tuo cuore, se non li drizza il cuore innanzi a te. Fa voti che ti sia lunga la via. E siano tanti i mattini d'estate che ti vedano entrare (e con che gioia allegra) in porti sconosciuti prima. Fa scalo negli empori dei Fenici per acquistare bella mercanzia,
commento
Il quadro è di francesco primaticcio e rappresenta ulisse e penelope
Fine