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Museo Archeologico di Taranto
Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto fu istituito nel 1887 ed occupa sin dalle origini l’ex Convento dei Frati Alcantarini, costruito poco dopo la metà del XVIII secolo.
La storia delle antichità a Taranto può essere fatta risalire al XV secolo, quando uno dei più antichi monasteri fu costruito dalla nobile famiglia dei Del Balzo Orsini.
Si era diffusa una carenza di patrimonio culturale nella legislazione, quindi la nuova Direzione Generale delle Antichità, guidata da Giuseppe Fiorelli, aveva inviato Luigi Viola a Taranto. Fu nominato ispettore del Ministero dell'Istruzione. Negli anni '80 e nei primi anni '90, Viola ha curato i lavori per la costruzione del Borgo Nuovo, acquisendo e proteggendo un gran numero di reperti, che sono stati temporaneamente custoditi nel Monastero Alcantarini.
Il re decise nel 1887 di istituire il nuovo Museo Nazionale di Taranto, che fu il primo museo "territoriale" della Puglia.
La sua storia:
MARTA DI TARANTO
Il Museo comprende due sale che sono dedicate alle sculture in marmo risalenti all'età ellenistica, tra cui figurano statue realizzate con il marmo bianco.
Un'altra sala espone sculture, mosaici ed epigrafi provenienti da edifici pubblici e privati, tra cui risalenti al periodo romano.
Le sale dedicate alla ceramica proveniente dalla necropoli sono organizzate secondo un percorso cronologico che va dal periodo della fondazione di Taranto fino all'età arcaica. Dalle necropoli di età arcaica provengono, invece, i vasi in argilla rosata con figurazioni in nero, con illustrazioni di personaggi e scene della mitologia.
Il MArTA è ricco di reperti che raccontano la storia della città e del suo territorio.
ecco alcuni reperti...
Zeus di Ugento:
La statua in bronzo di Zeus risale nel 1961 a Ugento, conservata nel Museo di Taranto. La statua misura 74 cm e poggia su un capitello dorico delle stesse dimensioni. Quest’opera raffigura Zeus nell’atto di scagliare il fulmine con la mano destra, mentre sulla mano sinistra posava gli artigli di un’aquila. Sul suo capo si trovano due corone: una di rosette e l’altra di foglie d’alloro.
Ori di Taranto
Gli artigiani orafi tarantini produce tra il IV e il I secolo a.C. gioielli di grande raffinatezza e qualità decorativa: i famosi “Ori di Taranto”. Per lo più rinvenuti nelle tombe, deposti come elementi di corredo, i preziosi costituivano per lo più oggetti personali del defunto, usati nella vita quotidiana o in particolari occasioni. Tra gli orecchini, elemento essenziale della donna tarantina e quindi rinvenuti numerosi nei corredi funerari, si distingue per diffusione il tipo a navicella, attestato in diverse varianti.
Testa di Eracle in marmo
L’eroe, figlio di Giove, è rappresentato con un volto maturo, caratterizzato da barba fluente e rughe pronunciate sulla fronte dell’uomo, sintomo delle numerose fatiche al quale il re di Argo Euristeo lo aveva sottoposto. La torsione del collo e l’atteggiamento del viso suggeriscono una ricostruzione del corpo elaborato.
Alcuni studiosi hanno suggerito un’ispirazione per questa scultura, databile nel I sec. a.C., legata al colosso realizzato per la città di Taranto dallo scultore Lisippo nei decenni finali del IV sec. a.C.
Altri reperti
Anfore panatenaiche
schiaccianoci
Metopa del Naiskos
prodotta dalla metà del VI sec. a.C.
Fine del IV - inizio del III sec. a.C.
III sec. a.C.
Il Museo Marta è ricco di eventi e mostre, infatti ogni settimana presentano molti eventi con approfondimenti del tema trattato. Con la situazione attuale del Covid19, il Marta ha creato il primo laboratorio digitale creativo all’interno di un Museo Nazionale, ovvero il MArTA Lab in diretta. L'evento che mi ha colpito è quello dedicato al paessagio, il quale mostrano dei capolavoli del Rinascimento italiano alle raffigurazioni su ceramiche e mosaici conservati all’interno del Museo.
ViDEO
Giusy Serino
Museo Archeologico di Taranto
giusy.serino
Created on April 22, 2021
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Museo Archeologico di Taranto
Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto fu istituito nel 1887 ed occupa sin dalle origini l’ex Convento dei Frati Alcantarini, costruito poco dopo la metà del XVIII secolo. La storia delle antichità a Taranto può essere fatta risalire al XV secolo, quando uno dei più antichi monasteri fu costruito dalla nobile famiglia dei Del Balzo Orsini. Si era diffusa una carenza di patrimonio culturale nella legislazione, quindi la nuova Direzione Generale delle Antichità, guidata da Giuseppe Fiorelli, aveva inviato Luigi Viola a Taranto. Fu nominato ispettore del Ministero dell'Istruzione. Negli anni '80 e nei primi anni '90, Viola ha curato i lavori per la costruzione del Borgo Nuovo, acquisendo e proteggendo un gran numero di reperti, che sono stati temporaneamente custoditi nel Monastero Alcantarini. Il re decise nel 1887 di istituire il nuovo Museo Nazionale di Taranto, che fu il primo museo "territoriale" della Puglia.
La sua storia:
MARTA DI TARANTO
Il Museo comprende due sale che sono dedicate alle sculture in marmo risalenti all'età ellenistica, tra cui figurano statue realizzate con il marmo bianco. Un'altra sala espone sculture, mosaici ed epigrafi provenienti da edifici pubblici e privati, tra cui risalenti al periodo romano. Le sale dedicate alla ceramica proveniente dalla necropoli sono organizzate secondo un percorso cronologico che va dal periodo della fondazione di Taranto fino all'età arcaica. Dalle necropoli di età arcaica provengono, invece, i vasi in argilla rosata con figurazioni in nero, con illustrazioni di personaggi e scene della mitologia.
Il MArTA è ricco di reperti che raccontano la storia della città e del suo territorio.
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Zeus di Ugento:
La statua in bronzo di Zeus risale nel 1961 a Ugento, conservata nel Museo di Taranto. La statua misura 74 cm e poggia su un capitello dorico delle stesse dimensioni. Quest’opera raffigura Zeus nell’atto di scagliare il fulmine con la mano destra, mentre sulla mano sinistra posava gli artigli di un’aquila. Sul suo capo si trovano due corone: una di rosette e l’altra di foglie d’alloro.
Ori di Taranto
Gli artigiani orafi tarantini produce tra il IV e il I secolo a.C. gioielli di grande raffinatezza e qualità decorativa: i famosi “Ori di Taranto”. Per lo più rinvenuti nelle tombe, deposti come elementi di corredo, i preziosi costituivano per lo più oggetti personali del defunto, usati nella vita quotidiana o in particolari occasioni. Tra gli orecchini, elemento essenziale della donna tarantina e quindi rinvenuti numerosi nei corredi funerari, si distingue per diffusione il tipo a navicella, attestato in diverse varianti.
Testa di Eracle in marmo
L’eroe, figlio di Giove, è rappresentato con un volto maturo, caratterizzato da barba fluente e rughe pronunciate sulla fronte dell’uomo, sintomo delle numerose fatiche al quale il re di Argo Euristeo lo aveva sottoposto. La torsione del collo e l’atteggiamento del viso suggeriscono una ricostruzione del corpo elaborato. Alcuni studiosi hanno suggerito un’ispirazione per questa scultura, databile nel I sec. a.C., legata al colosso realizzato per la città di Taranto dallo scultore Lisippo nei decenni finali del IV sec. a.C.
Altri reperti
Anfore panatenaiche
schiaccianoci
Metopa del Naiskos
prodotta dalla metà del VI sec. a.C.
Fine del IV - inizio del III sec. a.C.
III sec. a.C.
Il Museo Marta è ricco di eventi e mostre, infatti ogni settimana presentano molti eventi con approfondimenti del tema trattato. Con la situazione attuale del Covid19, il Marta ha creato il primo laboratorio digitale creativo all’interno di un Museo Nazionale, ovvero il MArTA Lab in diretta. L'evento che mi ha colpito è quello dedicato al paessagio, il quale mostrano dei capolavoli del Rinascimento italiano alle raffigurazioni su ceramiche e mosaici conservati all’interno del Museo.
ViDEO
Giusy Serino