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Copy - I neuroni specchio - studio

Lorenzo Suman

Created on April 21, 2021

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Transcript

i NEURONI SPECCHIO

Giacomo Rizzolatti e i neuroni specchio

  • Nello stesso anno della nascita (28 aprile 1937 a Kiev) è stato espulso dall'Unione Sovietica e costretto a rimpatriare in Friuli, a Clauzetto, a causa di una normativa fascista in quanto paese di origine del bisnonno di Giacomo, emigrato a Kiev verso la fine dell'ottocento..
  • Si è diplomato presso il Liceo Classico Jacopo Stellini di Udine.
  • Nel 1961 si è laureato in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Padova, dove ha anche ottenuto nel 1964 la specializzazione in Neurologia.
  • Dal 2002 è direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Parma.
  • Dal 2012, insegna Basi neurofisiologiche delle funzioni cognitive presso la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
  • È il coordinatore del gruppo di scienziati che nel 1992 ha scoperto l'esistenza dei neuroni specchio, e nel 1995 la risonanza motoria nell'uomo.
  • È membro onorario della Società Italiana di Neuroscienze di cui è stato presidente.

La scoperta

Tra gli anni '80 e '90 del 1900 un gruppo di ricercatori dell'Università di Parma (coordinato da Giacomo Rizzolatti e composto da Luciano Fadiga, Leonardo Fogassi, Vittorio Gallese e Giuseppe di Pellegrino) iniziò a svolgere degli esperimenti sui macachi relativi al sistema nervoso. Durante questi registrarono il comportamento dei singoli neuroni nel cervello della scimmia mentre le si permetteva di accedere a frammenti di cibo, in modo da misurare la risposta neuronale a specifici movimenti.

Si accorsero successivamente che quando gli scienziati prendevano degli oggetti si attivavano nell'animale gli stessi neuroni attivati da loro stessi per prendere l'oggetto. All'inizio credettero che si trattasse di un errore perchè si pensava che quei neuroni si attivassero soltanto relativamente a delle funzioni motorie, ma dopo altre prove si convisero della scoperta che pubblicarono due anni dopo.Gli scienziati individuarono che lo stesso programma motorio si attiva anche negli uomini e in alcuni uccelli.

I NEURONI SPECCHIO e l'empatia

I neuroni specchio sono dei neuroni particolari che rispondono involontariamente quando un individuo compie o vede una azione. Uniscono la funzione visiva e esecutiva. Gli esseri umani e gli animali vedendo gli altri svolgere una determinata azione la ripetono nel loro sistema nervoso, come se l'azione fosse svolta da loro stessi, così comprendendola immediamente. Questa attività precede la consapevolezza cognitiva. La capacita di porsi in uno stato d'animo o in una situazione altrui viene definta empatia ( da «en-pathos», “sentire dentro".)

L'Empatia nei rapporti sociali...

Fin dal primo giorno di vita i neonati sembrano in grado di percepire lo stato d’animo della mamma o delle persone che stanno vicino loro. Il canale di comunicazione ha due componenti, una emotiva e una cognitiva quindi siamo in grado di percepire le emozioni sia in modo automatico, sia in modo razionale, riconoscendole con un ragionamento. Gli indizi che sappiamo cogliere, e che ci permettono di comprendere immediatamente lo stato d'animo di una persona sono un insieme di segnali sottili, che includono i gesti, la postura, l’espressione del viso, il tono della voce. È probabile che gran parte delle interazioni sociali umane coinvolgano processi empatici (quando due persone fanno gli stessi gesti, parlano nello stesso modo, o si trasmettono sbadigli l’un l’altra, ciò che avviene è una sincronizzazione automatica e inconsapevole dei gesti e dei movimenti, che è associata all’empatia). L’empatia è generalmente più comune fra le femmine che fra i maschi, ma la dotazione di ciascun individuo è variabile. Inoltre la capacità di immedesimarsi nelle emozioni degli altri non è fissa, ma muta a seconda di quante cose abbiamo in comune con la persona con la quale comunchiamo e in base alle circostanze. L'empatia si ritrova anche negli animali che hanno rapporti sociali.

E quando manca l'empatia?

Il quoziente di empatia è una caratteristica in parte ereditaria, dovuta alla particolare conformazione che assumono i circuiti di neuroni coinvolti nei processi empatici. Questa dotazione genetica e anatomica non è statica, ma dopo la nascita continua a essere plasmata e riconfigurata a seconda di ciò che ogni individuo sperimenta durante lo sviluppo (l'affetto e l'attenzione della propria famiglia sembrano essere particolari considerevoli). Nel libro "Zero degrees of empathy" di Simon Baron-Cohen, uno psicologo inglese fra i massimi esperti al mondo di sindromi autistiche, si evince che la mancanza parziale o totale di empatia può causare varie tipologie di sindromi autistiche. Per Baron-Cohen le varie forme di crudeltà umana (serial killer, kapò nazista...) sono spiegate da un’erosione dell’empatia che si può produrre quando i circuiti nervosi dedicati a questo processo sono alterati. Ciò porterebbe le persone che ne sono affette a ignorare l’umanità altrui e la mancanza di empatia come se fosse una sorta di cecità emozionale.

Nonostante la difficoltà a interagire con il mondo esterno ci sono diversi esempi di persone affette da sindromi autistiche che hanno doti di attenzione e di precisione fuori dall’ordinario, in grado di produrre talenti eccezionali in campi come la matematica (come nel caso di Albert Einsten) o l’arte.

Inside out

Inside Out è un film d'animazione del 2015.All'interno della mente di una ragazzina di nome Riley, vivono cinque emozioni: Gioia, Disgusto, Paura, Rabbia e Tristezza. Le cinque emozioni dirigono la mente di Riley all'interno di un quartier generale, agendo su una console piena di comandi. Nel film in particolare Tristezza ha un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’empatia: il personaggio di Tristezza si rivela il più adatto e l’unico in grado di identificarsi nello stato d’animo di Bing bong, l’amico immaginario di Riley (video).

Grazie Per l'attenzione!