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PROGETTO UDA: TU DIVERSO COME ME

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Created on April 20, 2021

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Tu diverso come me:compito di realtà

Perché la diversità è una ricchezza e perché va preservata, in tutte le sue sfaccettatureProgetto di Chiara Genovese

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La diversità come ricchezza

La diversità è uno dei valori più importanti del nostro secolo; essa è colore, cultura, carattere, scambio, dialogo, crescita, parte stessa della storia dell'uomo. Spesso, però, la diversità appare come una barriera che non ci permette di avere rapporti con gli altri nè di essere noi stessi. Negare l'esistenza delle differenza, tuttavia, non ci rende più uguali. Basti guardare il colore della nostra pelle, dei capelli o degli occhi per capire che questa diversità è proprio da valorizzare. Non sempre le differenze degli altri piacciono a tutti, ma questo non ci autorizza a sminuirle o disprezzarle. Le differenze sono ciò che rende l'uomo unico e speciale ed il mondo più vario, e senza di esse non ci sarebbero un "io" o un "tu" con cui confrontarci e riscontrarci, cadendo così nella banalità della fotocopia. La diversità è identità, è ciò che siamo e quello che saremo, e costituisce il nostro modo di esprimerci in tutte le sfaccettature possibili. La constatazione della diversità propria e degli altri, inoltre, non fa che indurci a migliorare noi stessi e ad arricchirci, e questo ci fa capire che, qualsiasi strada scegliamo di prendere, è nella natura dell'essere umano imparare dall'altro. La diversità è anche coraggio, poiché per imparare ad accettare il "diverso" bisogna prima affrontare se stessi e guardare il mondo in tutta la sua integrità; solo allora capiremo che la diversità è la ricchezza dell'umanità.

La diversità nelle storie

Abbiamo visto che la diversità è un valore fondamentale che va rispettato ed apprezzato. E' bene insegnare, soprattutto ai ragazzi o ai bambini, che venendo a contatto con una persona di una differente etnia ci si arricchisce culturalmente. E' quello che vediamo accadere nelle storie "I tre Cosmonauti" di Umberto Eco e "La gabbianella e il gatto" di Luis Sepùlveda. I valori dominanti nei due racconti sono proprio la diversità, la lenta acquisizione della consapevolezza di essere uguali ma allo stesso tempo diversi e il comprendere che, nonstante ci siano differenze fisiche tra noi, possiamo considerarci tutti come una grande famiglia. Come le due storie ci lasciano capire, imparare ad accettare e ad amare qualcuno completamente diverso da noi è difficile, tant'è che non tutti ci riescono. Credo, tuttavia, che le persone disposte ad accettare quel "diverso" altrui siano quelle che non si lasciano intimidire dalle differenze, perché il loro amore (o affetto) è più forte. Dobbiamo imparare a rispettare gli altri per ciò che sono, come hanno fatto i tre Cosmonauti con l'alieno e i gatti con la piccola Fortunata.

"Che importava se parlavano una lingua diversa? Capirono di essere tutti e tre esseri umani."

"Devi volare. E quando ci sarai riuscita i nostri sentimenti saranno ancora più belli, perché sarà l'affetto tra esseri completamente diversi."

I conquistadores e gli indios

Tutti gli uomini, senza alcuna distinzione di genere, provenienza o "razza", devono godere di una propria identità. Questo è un principio che, nella Storia, ha fatto fatica ad affermarsi: a lungo, infatti, le classi sociali più povere sono state soggetto di discriminazioni razziali e sessiste a causa delle proprie condizioni economiche. E' proprio quello che avvenne quando gli Europei scoprirono dell'esistenza di popolazioni "primitive", arrivando addirittura a dubitare che queste fossero discendenti di Adamo. All'epoca la parola delle Sacre Scritture era incontestabile, e non essendoci nella Bibbia alcun riferimento a questi popoli, ciò porto gli spagnoli a pensare che non andassero bene a prescindere solo perchè erano diversi. Nell'incertezza più totale ognuno diede le risposte che riteneva più giuste o più convenienti, e si arrivò allo sfruttamento indiscriminato degli indigeni, ormai non considerati facenti parte dell'umanità stessa ma ritenuti scarti. Questa è stata un'ulteriore conferma del fatto che, per quanto la popolazione europea fosse ritenuta avanzata, progredita e moderna, la loro chiusura verso il diverso ha portato solo a tragedie e genocidi.

Le motivazioni per cui vennero sottomessi facilmente

Secondo diversi studiosi, le ragioni della così rapida sottomissione degli Indios trova una risposta anche nella cultura stessa delle popolazioni americane:

  • Le divisioni tra le popolazioni indigene e i problemi interni all'Impero azteco, che ormai dominava quasi interamente gli Indios; Cortès (conquistadores spagnolo), infatti, seppe approfittare della situazione per reclutare dalla sua parte numerosi indiani e tlaxcaltechi, rendendo così il suo esercito paragonabile a quello degli aztechi, che per i popoli locali erano il male maggiore;
  • La qualità dell'equipaggiamento degli spagnoli, che disponevano di armi da fuoco e cavalli; ciò causò anche un importante impatto psicologico sugli Indios, che erano del tutto impreprarati sia alla breve guerra di resistenza che fecero contro i conquistadores sia alle epidemie che questi ultimi portarono;
  • La concezione ciclica del tempo di maya e aztechi, che cercano risposte nel passato rimanendo così ancorati alla tradizione. Per loro il tempo non fa che ripetersi, per cui il futuro è scritto nel passato. Ciò li costringe a rimanere ancorati alle antiche usanze, motivo per cui non conobbero un'evoluzione come invece avvenne in Europa;
  • La conoscenza che gli spagnoli avevano delle altre popolazioni permise loro di elaborare strategie di confronto e comunicazione con il diverso, seppur non rispettandolo sempre; al contrario, gli Indios non avevano alcun contatto con il resto del mondo e questo li rese impotenti di fronte al manifestarsi del concetto stesso di civiltà straniera.

Diversi anche dal punto di vista scientifico

Siamo abituati ad osservare la diversità solo come caratteristiche esteriori, senza curarci della causa della nostra unicità: la scienza. La diversità, infatti, si manifesta attraverso la varietà di esseri viventi che abitano la Terra (biodiversità), in un insieme perfetto ed equilibrato detto ecosistema. E' proprio in questo caso che è importantissimo preservare l'irripetibilità dell'individuo con le sue caratteristiche, poichè è nella totalità dei biosistemi che ogni ruolo, anche il più insignificante, acquista una sua importanza. La biodiversità è quindi ciò che garantisce la sopravvivenza degli organismi e la ragione principale per cui l'uomo riesce a ricavare dalla natura cibo, acqua e risorse. L'evoluzione della specie è garantita dalla diversità genetica, che descrive l'esisitenza di molte versioni diverse dello stesso organismo. Essa è alla base della diversità fenotipica, ovvero l'insieme di tutte le caratteristiche fisiche dell'individuo. E' stato possibile, grazie all'analisi delle sequenze di DNA, arrivare alla conclusione che le razze umane non esistono. Il colore della pelle, dei capelli, degli occhi, i tratti somatici, l'altezza e le milioni di "combinazioni" possibili sono determinate semplicemente dalla zona in cui si vive, ma questo non classifica il genere umano in razze superiori e inferiori. L'evoluzione avviene in seguito all'azione di una serie di fattori, come le mutazioni genetiche e il processo di adattamento alle condizioni ambientali. I fototipi della pelle, per esempio, sono frutto delle variazioni del clima e, di conseguenza, dei geni. La pelle più scura è tipicamente delle zone equatoriali (con lo scopo di evitare ustioni), mentre quella più chiara sembra essersi sviluppata nelle zone poco esposte al sole. Le diversità nella pelle (che oggi rappresenta il tratto più attaccato in una persona, motivo stesso per cui esiste la discriminazione razziale) sono date solamente dalla quantità di melanociti presenti.

Identità biologica e di genere; come funzionano i sistemi nervosi maschile e femminile?

La discriminazione avviene anche quando si percepisce qualcuno diverso, non tanto per le proprie caratteristiche ma per il suo modo di essere. Uno dei fattori più "criticati" è l'identità di genere, ben diversa da quella biologica: l'identità biologica si riferisce al sesso dell'individuo, cioè al fatto che si è anatomicamente maschio o femmina; l'identità di genere è il senso di appartenenza a uno dei due sessi, che non deve per forza corrispondere al genere biologico. Al giorno d'oggi ci sono moltissimi pregiudizi legati all'identità di genere, secondo i quali le donne dovrebbero seguire gusti e atteggiamenti più "femminili", imparare a cucinare o volere una famiglia, oppure che impongono agli uomini di guardare le partite di calcio o la Formula 1. Ogni volta che un individuo non si adatta a questi stereotipi viene giudicato strano, non conforme alla normalità. E' importante capire anche che le differenze tra uomo e donna dipendono interamente dal funzionamento del sistema nervoso, molto diverso nei due generi. Per esempio, nelle donne la vista della bellezza (quadri, opere d'arti, paesaggi ecc.) attiva entrambe le aree parietali, mentre nell'uomo si accende soltanto la parte destra della corteccia. Proprio a causa della fisiologia cerebrale le donne hanno miglior memoria verbale e un eloquio più fluente del sesso maschile, in cui è più diffusa la balbuzia. Nemmeno i cinque sensi funzionano allo stesso modo tra uomini e donne: i primi hanno un udito più fine e più sensibile ai toni acuti, mentre le seconde sono dotate di vista, olfatto, gusto e tatto più sviluppati. Inoltre, le donne prestano più attenzione alle facce per riconoscerle, soprattutto se familiari, mentre per gli uomini non c'è differenza. Questi ultimi, tuttavia, usufruiscono di un sistema di orientamento detto memoria vettoriale, secondo cui riescono a ricordare la direzione vero la quale si sono mossi o le direzioni meglio di quanto facciano le donne, che si orientano soprattutto grazie ai punti di riferimento che incontrano lungo la strada. Ancora, le donne hanno una sicurezza e una responsibilità per cui sono portate per la guida più prudente; gli uomini si lasciano andare a comportamenti più pericolosi in strada. Nonostante le enormi differenze nella fisiologia dei due sistemi nervosi, essi sono diversamente connessi ma magnificamente complementari: quello di lui ottimizzato per una connessione interna agli emisferi più efficace, quello di lei più forte nell'interazione tra i due emisferi. Il sessimo è infondato proprio perchè uomo e donna, sebbene non ragionando allo stesso modo, sono dotati di capacità diverse ma ugualmente funzionali.

Diversity

The Britain of nowadays is considered a multicultural country with many different traditions. London includes more ethnic minorities than any other city in the UK. It's important to understand that we are all the same in rights but, at the same time, we're all different for skin tone, age, sex, passions or handicaps. Our differences only depend on where we live or what we think about the world. One of the most effective solutions against discrimination (that starts when people hold prejudices without any reason) is prosecute, because it's an illegal act. Diversity means that I have my identity, and other people have to respect it, even if they don't like me. Everyone has their own story, their traditions and their opinions about the society where we live, but this doesn't define a persone for who he is. Diversity is the richness of our world, and we have to take care of it.

Le probléme du racisme

Non au racisme pur un monde meilleur

La France a toujours été un pays cosmopolite, mais c'est pour cette raison qu' il y le probléme du racisme. Il est un délit pour le code pénal français. La France est ouverte surtout aux immigrés venus de l'Afrique, mais s'adapter aux lois et au mode de vie des français n'a pas été simple pour ces population. L'effritement de la puissance industrielle, l'affaiblissement de l'état-providence et diverses outres raisons ont apporté en France une nouvelle vague de racisme, tallement que le français disent que les étrangers "volent leur pain". Aujourd'hui dans plusieurs écoles on fait apprendre une vieille chanson, , que parle des difficultes des populations immigrées en France. Il est important de comprendre que la couleur de la peau ne fait pas la differénce et que nous sommes tous égaux.

"La chanson de Lili"

La Bosnia-Erzegovina come Paese di confine

Viene detto "paese di confine" qualsiasi nazione che abbia subito, in passato o attualmente, l'influenza di diverse culture e che sia stato punto di incontro di varie etnie. E' proprio ciò che è accaduto in Bosnia-Erzegovina, che fu una repubblica della Iugoslavia fino al 1992. In quell'anno, con la proclamazione dell'indipendenza del Paese, le tensioni tra i principali gruppi etnici (serbi, croati e bosgnacchi) sfociarono in una violenta guerra, sviluppatasi in una serie di episodi di pulizia etnica. Le ostilità hanno raggiunto il culmine, in particolare, con l'assedio di Sarajevo e il genocidio di Srebrenica. La Bosnia può essere considerata ancora oggi un paese di confine, sebbene, fortunatamente, tutte le minoranze etniche siano in grado di vivere pacificamente dopo la fine delle ostilità, avvenuta nel 1995 a seguito della stipulazione dell'accordo di Dayton.

I momenti più tragici nella storia della Bosnia-Erzegovina

Assedio di Sarajevo

Fu dalla morte di del presidente della Repubblica Federale di Iugoslavia, il dittatore Tito (1980) che i rapporti tra serbi, croati e bosgnacchi iniziarono ad acuirsi. Uno dei maggiori responsabili del tragico avvenimento fu Milosevic, presidente della repubblica serba, denunciato in seguito per crimini contro l'umanità, venendo poi arrestato con l'accusa di essere sempre stato fautore di una campagna di terrore e violenza verso i civili. A partire dal 1990, nel periodo della caduta dell'URSS, alcuni dei Paesi dell'ex Iugoslavia iniziarono a dichiararsi indipendenti, come la Slovenia, la Croazia, la Macedonia e la Bosnia stessa. Lo scontro vero e proprio avvene quando i combattimenti tra esercito iugoslavo unitario ed esercito delle diverse milizie delle etnie si fecero più violenti; Croazia e Serbia, infatti, volevano riportare all'obbedienza la Bosnia multiculturale, e l'episodio centrale del conflitto fu proprio l'assedio di Sarajevo, consumato per mano delle forze serbo-bosniache dal 1992 al 1996. La città venne bombardata con artiglieria pesante e attaccata anche da numerosi carri armati. Le vittime furono più di 12.000 tra uomini, donne e bambini. L'assedio di Sarajevo viene considerato lo scontro più tragico della storia bellica del XX secolo.

Genocidio di Srebrenica

Durante la guerra in Bosnia furono perpetrati diversi massacri, tra cui quello di Srebrenica, aggravato dal fatto che la popolazione si trovava sotto la protezione delle Nazioni Unite. E' stato un genocidio di oltre 8.000 musulmani bosniaci (prevalentemente uomini e ragazzi) avvenuto l'11 luglio 1995 nell'omonima città, attaccata ferocemente dalle truppe serbo-bosniache con lo stesso intento che stavano avendo durante l'assedio di Sarajevo: distruggere lo Stato neo-indipendente. I fatti avvenuti in quei giorni a Srebrenica diedero una svolta decisiva all'andamento del conflitto, perchè permisero alla Corta Internazionale di Giustizia di constatare che il massacro, essendo stato commesso con la specifica intenzione di eliminare i gruppi etnici del luogo, costituiva un vero e proprio genocidio. Fu a seguito del genocidio di Srebrenica che venne stipulato l'accordo di Dayton, al quale seguì una fragile stabilità.

Articolo 11 della Costituzione Italiana: perché si ricollega alla situazione della Bosnia-Erzegovina?

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

Con questo articolo l'Italia ripudia la guerra come strumento di attacco, non di difesa; la guerra, infatti, è prima di tutto uno strumento con cui si violano la pace e i diritti umani. Al rifiuto della guerra (sempre secondo la Costituzione Italiana), si associa la disponibilità nel limitare la propria sovranità, in modo da non imporsi su altri Paesi. Questa pace viene generalmente garantita tramite l'O.N.U. (Organizzazione delle Nazioni Unite) e da altre associazioni che pongono la pace come bene supremo. E' stato proprio ciò che non è accaduto in Bosnia-Erzegovina, dove si sono perpetrati due massacri di notevole gravità. I diritti umani inviolabili sono stati completamente cancellati, a partire da quello più importante: il diritto alla vita. E' andata persa l'uguaglianza tanto cercata nell'articolo 11 della Costituzione, perché vivere in una condizione di pace implica il fatto che, seppure le discriminazioni continuino ad essere presenti, vi sia anche un certo equilibrio tra le varie etnie o gruppi sociali. Ancora, troviamo il diritto alla libertà di culto e di espressione, in tutte le sue forme; questo diritto, in particolare, è il fulcro stesso della questione della guerra in Bosnia-Erzegovina, poichè durante i conflitti le forze serbo-bosniache hanno attaccato proprio l'identità della popolazione, abbattendola anche iniziando a privarla della libertà di distinguersi da altri popoli.

Atleti di seconda generazione: chi sono?

Lo sport è sempre stato forma di integrazione nel mondo, capace di unire persone delle più disparate etnie col suo spirito di fratellanza e competizione. Un punto stesso del decalogo dello sportivo, infatti, afferma che quando si parla di sport siamo tutti uguali, poiché l'unità della squadra è più forte delle singole differenze. E' in questo ambito che è stata molto discussa la situazione degli altleti di seconda generazione, figli di immigrati ma italiani a tutti gli effetti, che spesso, sebbene abbiano vissuto in Italia per tutta la loro vita, non vengono riconosciuti come veri e propri cittadini. Ce ne sono alcuni che, malgrado tutte le difficoltà a cui sono dovuti andare contro, sono riusciti ad affermarsi come atleti di nazionalità italiana. Tra i più famosi ci sono Larissa Iapichino (lunghista), Andrew Howe (velocista) e Moise Kean (calciatore).

Eseosa Fostine Desalu

Atleta di seconda generazione italiano

Fausto Desalu (questa è la traduzione letterale del suo nome africano) è un velocista italiano di seconda generazione di orginine nigeriana. Nonostante fosse nato e cresciuto in Italia, ha ottenuto la cittadinanza solo una volta maggiorenne. Nel 2007, per un breve periodo, si è dedicato anche al calcio prima di capire che la sua passione era, in realtà, la velocità. Nel 2011, pur ancora nigeriano, vstabilì il primato allievi dei 60 osatcoli indoor in 7.89, vincendo poi i campionati tricolori ad Ancona come "italiano". La sua strada era quella della velocità senza barriere, e si è rivelato come grande prospetto dei 200 metri. Nel 2016 è diventato il terzo italiano campione sulla distanza. dietro Pietro Mennea e Andrew Howe, correndo agli Assoluti di Rieti in 20.31. Più recentemente, nel 2018, è sceso a 20.13 agli Europei di Berlino, secondo azzurro di sempre. Al giorno d'oggi è uno dei velocisti italiani più giovani e promettenti della sua generazione.

Cos'è il cyberbullismo?

Grazie ad Internet e ai social è possibile interagire, ricercare informazioni, condividere contenuti o socializzare con il resto del mondo. Spesso, purtroppo, viene anche usato per aggredire, insultare, umiliare, perseguitare o molestare altre persone. E' qui che si verifica il cyberbullismo.

Il cyberbullismo è una violenza psicologica a tutti gli effetti, che può avere forti ripercussioni sulle persone prese di mira, causando, oltre che disagio, anche veri e propri problemi fisici. Il cyberbullismo, però, a differenza del "normale" bullismo, può avvenire anche tra persone di tutto il mondo, che non devono necessariamente conoscersi. A volte questi bulli sono anonimi, e ciò li spinge a osare cose che, nella realtà, non avrebbero il coraggio di fare o dire. Gli atteggiamenti di cyberbullismo avvengono costantemente, 24 ore su 24, tutti i giorni. Inoltre, il punto "forte" di questa pratica è proprio il fatto che il materiale cyberbullistico può viaggiare in modo molto rapido, coinvolgendo migliaia di persone in un clic. Può manifestarsi con intimidazioni, insulti, esclusione dai gruppi online, condivisione di foto o video imbarazzanti, o in generale qualsiasi azione che possa compromettere la reputazione dell'altro o far sentire sbagliata una persona per ciò che è o per il suo modo di fare.

Perché avviene il cyberbullismo?

Spesso e volentieri i bulli sono proprio le vittime di bullismo nella vita reale, e in questi casi compiere le stesse azioni subite può essere una strategia di superamento del dolore, in maniera di avere il proprio riscatto, o un modo per annullare la paura e dimostrare di essere coraggiosi. I motivi per cui avviene questo fenomeno dipendono principalmente dal carattere del singolo, dal suo vissuto familiare o esterno alla famiglia. Alcuni sono cyberbulli solo per vendetta o divertimento, per una loro immensa frustrazione riguardante la vita sociale o perché sono nel "giro sbagliato", e quindi costretti da una terza persona: Credo, personalmente, che il lato più brutto del cyberbullismo non siano tanto coloro che lo praticano sugli altri a causa di traumi che hanno subito precedentemente, quanto le persone che lo fanno per pura soddisfazione personale. Non c'è divertimento nell'attaccare qualcuno nel suo essere diverso.

Come la diversità diventa arte

La diversità non si limita ad essere solo parola, ma è l'insieme di caratteristiche che ci differenzia gli uni dagli altri e ci rende speciali. L'arte è una delle forme più dirette per arrivare alla massima espressione di diversità, perché è emozione tramutata in immagine. E' importante comprendere che ogni cultura ha la propria forma d'arte e i propri tratti caratteristici, ma questo non vuol dire che siano da disprezzare o da sottovalutare. Ogni colore è bello nella sua unicià così come ogni uomo o donna è speciale per quello che è. Nel mio disegno ho voluto rappresentare le tante sfaccettature della diversità tramite i colori, che spiccano sullo sfondo bianco.

I pregiudizi nella cultura musicale

Spesso ci capita di ascoltare melodie di culture differenti dalla nostra, e quasi sempre non riusciamo a comprendere quel modo diverso di fare musica. Ciò dipende innanzitutto dal sistema a cui appartiene quella gamma di suoni; oggi, al mondo, esistono due principali tipi di sistemi, quali quello occidentale (europeo, diretto derivato della cultura greca) e orientale (quello tipico dell'India, della Cina e in generale ciò che, in passato, è stato frutto dell'evoluzione della cultura asiatica). Le differenze consistono soprattutto nei tipi di intervalli utilizzati, in quanto nel nostro sistema quelli più usati sono il tono e il semitono, mentre quelli usati nel sistema orientale sono principalmente il quarto di tono e l'ottavo di tono. Queste differenze tra culture sono racchiuse in quella che si definisce "lingua musicale materna", ovvero l'insieme di tradizioni musicali alle quali ognuno di noi è stato abituato fin da piccolo. E' proprio per questo motivo che si fa tanta fatica a comprendere la musica degli altri popoli: le altre etnie vengono giudicate in modo superficiale senza essere state studiate per le loro diversità, ed è questo che porta ai pregiudizi. Criticare senza conoscere è un atto spregevole, poichè non viene data nemmeno la possibilità alle altre culture di essere riconosciute come particolari e speciali.

Cos'è la diversità religiosa?

Il mondo di oggi si è certamente evolut dagli anni in cui la religione portava a guerre, persecuzioni e a ingiustizie di vario tipo. Nessuna fede, per quanto restrittiva possa essere, consente e giustifica l'uccisione di uomini, il bruciare una chiesa o il disonorare un'altra divinità in nome del proprio Dio. Uomini di diverse culture e credenze dovrebbero, al contrario, cercare di comprendersi e di stimolare il dialogo e la conoscenza dell'altro, per fondare un rapporto basato sul rispetto. Per arrivare a ciò, è fondamentale che ognuno di noi rispetti i diritti fondamentali dell'uomo, quali:-Nessuno ha il diritto di torturare altri -Ognuno ha il diritto di lavorare e di scegliere per la sua vita -Ognuno ha il diritto di professare la sua religione e di essere fedeli nei confronti della propria cultura, senza avere paura di essere attaccato per questo -Nessuno può toglierti i tuoi diritti umani

"Le differenze sono ciò che rendono l'uomo crudo, primordiale, sé stesso; se vedi una persona che annega il tuo primo istinto è quello di salvarla, a prescindere dal suo colore, dalla sua razza, dalla sua lingua, dalla sua persona."

Davide Enia

Grazie dell'attenzione