Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

presentazione d'arte

mariannadimarco04

Created on April 18, 2021

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Smart Presentation

Practical Presentation

Essential Presentation

Akihabara Presentation

Pastel Color Presentation

Visual Presentation

Relaxing Presentation

Transcript

statua equestre di Marco Aurelio

-epoca classica -bronzo dorato -altezza 424 cm -autore ignoto -Roma -Musei Capitolini, palazzo dei Conservatori -ritrae l’imperatore a cavallo

DESCRIZIONE Il cavallo poggia sul basamento ed è rappresentato in un particolare movimento che si verifica quando il trotto del cavallo viene fermato. È una posa riprodotta frequentemente nelle statue equestri proprio per l’aspetto dinamico e solenne. La zampa anteriore destra è piegata e sollevata, quella sinistra è tesa a terra; delle zampe posteriori, quella sinistra è più avanzata della destra ed entrambe poggiano a terra. L’artista ha curato nel dettaglio la muscolatura del cavallo che risulta ben definita e piuttosto massiccia. Si può inoltre notare una grande accuratezza di realizzazione delle arterie in corrispondenza del basso ventre, dei glutei e del muso; ben delineati anche i tendini delle zampe. La testa del cavallo presenta una bardatura costituita da doppie stringhe di cuoio che la avvolgono, è leggermente ruotata a destra e piegata verso il basso, la bocca semi aperta mostra i denti e la lingua perché è tirata dalla barra del morso; anche le orecchie, gli occhi e le narici dell’animale sono definiti nel dettaglio. La criniera e la coda sono rappresentati in maniera molto realistica ed è possibile immaginare la morbidezza del pelo. La sella su cui poggia l’imperatore non è una vera e propria sella con i bordi rigidi, ma è formata da diversi strati di stoffa sovrapposti che scendono fino al basso ventre del cavallo. Lo strato di stoffa su cui siede direttamente l’imperatore ha l’orlo dritto, mentre i tre strati sottostanti presentano frange tagliate a forma di virgole, di rettangoli con un lato a scaletta e di triangoli: si tratta di motivi ornamentali presumibilmente di tradizione persiana che alludono simbolicamente alle vittorie di Marco Aurelio contro i Parti. L’imperatore è raffigurato in sella al cavallo, la testa è leggermente ruotata verso destra, in direzione del braccio alzato, il viso è ovale e i particolari fisionomici sono resi a bassorilievo. La capigliatura è folta e riccia, due rughe parallele tagliano la fronte molto vicino all’attaccatura dei capelli, le sopracciglia sono incise con delicati tratti che disegnano un arco, le palpebre e gli occhi risultano leggermente sporgenti, il naso è dritto e proporzionato e la bocca è piuttosto stretta, se ne distingue solo il labbro inferiore perché quello superiore è ricoperto dai baffi. Anche la barba è folta e riccia, ricopre parte delle guance e scende oltre il mento con lunghe ciocche mosse. L’espressione è quieta e imperturbabile, quasi di distacco. Il braccio sinistro è piegato verso il basso, il palmo della mano è quasi chiuso e rivolto verso l’alto, con il pollice e il medio teneva le redini, oggi perdute. Il braccio destro è sollevato fino all’altezza della spalla, le dita della mano sono aperte ma non tese: questo atteggiamento restituisce l’immagine di trionfo e assume il significato di pace universale.

INTERPRETAZIONE E SIMBOLOGIA Temi centrali della statua sono il potere e la grandezza divina. Nel braccio teso dell'imperatore alcuni vedono un atto di clemenza: una teoria, difesa da alcuni storici si avvale della testimonianza di alcuni scritti di epoca medioevale che parlano di una statua di un prigioniero barbaro, posta con la testa sotto la zampa del cavallo che ora risulta sospesa in aria. Un’altra teoria ipotizza che nella mano vi fosse in precedenza un rotolo di pergamena, scomparso durante il medioevo. Tuttavia l’assenza di armi e armatura dà una sensazione di pace, forse legata alla prosperità dell’Impero Romano durante il regno di Marco Aurelio.

Storia dell'opera

La Statua equestre di Marco Aurelio è l’unico esemplare di scultura equestre di epoca classica integra che rimane oggi. Non vi sono fonti scritte antiche che documentano la presenza dell’opera. Forse la realizzazione della statua fu un atto celebrativo dei successi di conquista sulle popolazioni germaniche. La statua dell’imperatore fu risparmiata dalla pratica medievale di riutilizzo del bronzo scultoreo tramite fusione. Infatti fu considerata la raffigurazione dell’Imperatore Costantino, il primo imperatore di fede cristiana e detta caballus constantini, cioè in latino medievale, il cavallo di Costantino.

collocazione

La statua che riproduce l’imperatore a cavallo fu esposta al pubblico nel 176 d.C. La prima collocazione della scultura non è nota e gli storici avanzano alcune ipotesi. Secondo alcuni si trovava nel foro romano secondo altri invece era collocata in piazza Colonna. La statua nell’VIII secolo dopo Cristo trovò posto sul Laterano. Papa Paolo III fece poi spostare la Statua equestre di Marco Aurelio nel 1538 sul Campidoglio. Il papa inoltre in seguito alla nuova collocazione della scultura istituì una carica onorifica di “custode del cavallo“, assegnata di volta in volta ad un nobile diverso, il custode riceveva in cambio generi di varia natura. Michelangelo nel 1539 la ricollocò al centro della piazza così come si trova ancora oggi. Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1940, la scultura fu rimossa e custodita in un luogo sicuro per proteggerla dai bombardamenti e tornò al suo posto alla fine del conflitto ma nel 1979 fu sostituita con una copia. L’originale si trova oggi presso il Palazzo dei Conservatori.