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L'EVOLUZIONE DELLE SCULTURE GRECHE

chimenti PAOLO

Created on April 17, 2021

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L'EVOLUZIONE DELLA SCULTURA GRECA

  • Ortoleva Edoardo "Periodo di formazione"
  • Randazzo Francesca "Periodo arcaico"
  • Grillo Fabrizio "Periodo severo"
  • Chimenti Paolo "Periodo classico"
  • Cristiano Davide Karol "Periodo ellenistico"

PERIODO DI FORMAZIONE

L'arte greca fiorisce per circa otto secoli dal X-IX secolo a. C. alla conquista dei Romani nel I secolo a. C.Comprende un complesso di manifestazioni artistiche prodotte dalle popolazioni delle singole città greche, organizzate in stati indipendenti sul modello della Polis. La periodizzazione e le fasi dello sviluppo degli stili sono conosciute e ordinate in base alle scoperte archeologiche, perciò sono soggette a continui aggiustamenti e precisazioni. Dal punto di vista geografico, l'arte greca conosce il suo primo sviluppo nel Peloponneso, nell'Attica, nelle isole egee e poi si espande con la colonizzazione nei territori dell'asia Minore e dell'Italia Meridionale.Nel suo insieme la civiltà greca si manifesta con una produzione artistica ricchissima e raggiunge livelli di qualità eccezionali. La Grecia antica era divisa in tanti piccoli stati in continua rivalità e spesso in conflitto tra loro, secondo la situazione che viene descritta da Omero. Nonostante la divisione politica i popoli greci trovano potenti elementi di coesione che finiscono per fondere insieme tante componenti in un'unica grande civiltà. Questi elementi sono: - la religione, anche se declinata dai differenti culti, - la lingua comune, variata nei dialetti locali, - l'arte, secondo un'estetica condivisa ma sviluppata nelle diverse fasi. Temi fondamentali dell'arte e della cultura greca sono l'Uomo e la Natura. La natura viene indagata in tutti i suoi aspetti, alla ricerca delle sue leggi essenziali. Nell'arte le forme naturali sono viste

come perfette e vengono tradotte con la geometria, applicando i suoi principi: la simmetria, la proporzione. L'uomo viene concepito come la più perfetta tra le forme della natura e forme umane vengono attribuite agli dei dell'Olimpo greco. Nell'arte come anche nella filosofia greca la figura dell'uomo è centrale e viene rappresentato secondo un canone, cioè un sistema ideale e razionale di rapporti proporzionali che diventa misura di ogni cosa. Dal canone, applicato a tutti i campi della produzione artistica, deriva un'estetica basata sull'armonia e sull'equilibrio. Accanto a questo aspetto, l'osservazione e lo studio della natura porta alla mimési, intesa come somiglianza visiva della forma artistica alla forma della natura. Se vogliamo tracciare una linea cronologica, sulla storia della civiltà greca conosciamo bene la fine, ma non siamo in grado di stabilire un inizio preciso. La battaglia di Azio, avvenuta nel 31 a. C., rappresenta notoriamente il termine della civiltà Greca, ma il momento d'inizio è tutt'ora difficile da definire, in quanto, oltre ad alcuni stanziamenti preesistenti, diversi popoli indoeuropei si insediarono a ondate successive nel corso dell'Età del Bronzo (3400-1075 a. C. circa) nella penisola greca. Alcuni ritrovamenti relativi all'età preistorica e protostorica nell'area territoriale in cui si è sviluppata la civiltà greca mostrano però alcuni aspetti della cultura materiale che andranno a confluire nella formazione e nell'evolversi degli stili artistici successivi. Uno dei più importanti "giacimenti" dell'archeologia greca si trova presso le coste occidentali del Peloponneso, nella splendida valle del fiume Alfeo, luogo indicato dall'antico oratore greco Lisia come il più bello della Grecia: a Olimpia.

PERIODO ARCAICO

Per periodo arcaico, in storia dell'arte è un'espressione che viene comunemente applicata all'arte greca (VII-VI secolo a.C.) per indicare il periodo che segue la fase primitiva o di formazione, ma precede la piena fioritura dell'età classica; in modo simile viene applicato anche ad altre culture antiche. L'arte greca arcaica comprende il VII e il VI secolo a.C. Il primo è un periodo di innovazioni ed esperimenti etichettato con il termine "orientalizzante" e comprendente fenomeni ed eventi di varia e complessa natura tra i quali la nascita della ceramica protocorinzia e il periodo che in scultura viene detto dedalico, ovvero la nascita della statuaria greca. Frequentemente intorno al 620 a.C. si pone l'inizio del periodo arcaico propriamente detto, fase durante la quale si consolidano e sviluppano le conquiste del periodo precedente e in cui, terminate le influenze orientali, l'arte greca inizia il proprio autonomo cammino. Convenzionalmente la fine dell'arte arcaica viene posta intorno al 480 a.C. Il cosiddetto Moscoforo "vitello" e "portare": "portatore di vitello" è una scultura greca in marmo dell'Imetto di età arcaica (570-560 a.C. circa), alta 162 cm e conservata nel Museo dell'Acropoli ad Atene. In questa scultura viene rappresentato un uomo, probabilmente lo stesso offerente, che porta sulle spalle un vitello, secondo uno schema noto sin dal Kriophoros cretese del VII secolo a.C. ora a Berlino.

PERIODO SEVERO

Il “periodo severo” si colloca tra il periodo arcaico e il periodo classico, cioè tra la fine del VI secolo e la conclusione delle guerre persiane. Esso dura circa un ventennio e porta ad un mutamento dello stile nella statuaria. Questo periodo si chiama così perchè dalle statue scompare il sorriso che aveva caratterizzato le statue del periodo arcaico. Notiamo però altre caratteristiche che lo differenziano dal periodo arcaico: 1) la posa non è più statica e non assomiglia più a quella delle statue egizie: gli scultori cercano di rappresentare il movimento; 2) il materiale preferito dagli scultori è il bronzo e non più il marmo; in questo filmato possiamo comprendere la tecnica della fusione a cera persa, che serviva a realizzare le statue in bronzo: 3) la testa è più piccola e tondeggiante, non ci sono più i capelli lunghi acconciati a treccine, ma i capelli sono corti e ricci; spesso compare la barba; la bocca diventa più piccola e carnosa, mentre le palpebre diventano consistenti; 4) le spalle diventano più larghe, anche il busto è largo ed esprime grande potenza, le proporzioni complessive sono più slanciate ed anche i muscoli sono posti più in evidenza. Esempi principali della statuaria del periodo severo sono: Zeus o Poseidone del Capo Artemisio La Statua del Capo Artemisio fu ritrovata nel mare dell’Eubea nei pressi del Capo Artemisio a partire dal 1926 e definitivamente recuperata nel 1928. Oggi è conservata al Museo archeologico nazionale di Atene, è datata tra il 470-460 a.C., è in bronzo ed è alta 209 cm. E’ attribuita a Calamide. Il soggetto è incerto: potrebbe trattarsi di Zeus che scaglia un fulmine oppure di Poseidone che lancia il tridente. L’artista ha voluto rappresentare il momento che precede il lancio dell’arma, protendendo in avanti la mano sinistra per prendere la mira e scaricando il peso del corpo sulla gamba sinistra immobile. L’effetto del gesto non è dunque casuale, ma perfettamente studiato. Per apprezzare al meglio l’opera bisogna guardarla frontalmente, con un minimo spostamento che permettesse all’osservatore di cogliere il terribile sguardo del dio. Ecco un’audio-descrizione qui sotto: Auriga di Delfi Bronzi di Riace Queste due famose statue vennero ritrovate nel 1972 nel mare al largo di Riace, in Calabria. Fu un ritrovamento eccezionale, perchè le statue non erano una copia romana dell’originale greco, come sarà per moltissime altre opere che si studieranno, ma erano proprio gli originali. Probabilmente facevano parte di un carico destinato per il popolo etrusco, che, come già si è visto per la pittura vascolare arcaica, commerciava con quello greco. La nave che li portava affondò e le due statue non arrivarono mai a destinazione. Sono due poderose statue di bronzo, chiamate “Bronzo A” e “Bronzo B”, alte rispettivamente 198 cm e 197 cm, ed oggi si trovano al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Sia l’attribuzione che il soggetto sono ancora incerti: si pensa che le statue siano state realizzate non proprio nello stesso periodo, intorno al 450 a.C. il Bronzo A, mentre un po’ più tardi il Bronzo B. Per quanto riguarda gli autori, il Bronzo A viene attribuito ad Agelada il Giovane, mentre il Bronzo B ad Alcamene il Vecchio. Agelada il Giovane fu un importante scultore di Argo, maestro di Fidia, Mirone e Policleto, che saranno i principali scultori della prima età classica. Per quanto riguarda il soggetto, è stata avanzata l’ipotesi che le due statue possano essere i due guerrieri Tideo ed Anfiarao, facenti parte della spedizione dei Sette contro Tebe, di cui parla Eschilo nella sua tragedia. La posizione delle due statue suggerisce che essi portavano probabilmente uno scudo nella mano sinistra ed una lancia nella mano destra. Il Bronzo A presenta una lunga capigliatura e una barba arricciata; esso presenta spalle larghe e busto eretto, saldamente poggiato a terra con le due piante dei piedi. Mentre il braccio destro è disteso lungo il fianco, quello sinistro è piegato e la testa si gira verso destra. E’ l’unica statua dell’antichità a presentare i denti, che sono in argento. Il Bronzo B presenta la stessa posizione dell’altra statua, ma la testa è meno girata. La sua posizione è però meno rigida e la curvatura del bacno è più marcata. Entrambe le statue presentano gli occhi in pietra e avorio e le labbra e i capezzoli di rame rosso. Entrambe le statue erano probabilmente colorate.

PERIODO CLASSICO

Doriforo E’ la prima statua di Policleto che segue il Canone, l'atleta è rappresentato con la gamba destra gravante del peso del corpo, la gamba sinistra spinta molto indietro. Il braccio destro flesso lungo la gamba e il sinistro piegato per reggere la lancia. La testa è inclinata verso destra. Le parti in tensione e quelle in riposo si corrispondono, corrispondenza ad 'X' o 'chiasmo'. Diadumeno: rappresenta un giovane colto nel momento in cui si cinge sul capo una benda della vittoria. Le braccia sono sollevate e le gambe nella stessa posizione Dorifero. Torace più corto e motivo a braccia sollevate rende la composizione più ampia.

ARTE GRECA: PERIODO CLASSICO Il periodo che viene generalmente indicato come Grecia classica durò circa 200 anni, dal V al IV secolo a.C. il periodo classico in Grecia caratterizzato soprattutto dalla scultura architettonica e dall'arte statuaria. SCULTURA GRECA CLASSICA Le statue greche con lo stile classico si rivoluzionano: la testa si rimpicciolisce e diventa perlopiù sferica; di conseguenza gli occhi e la bocca trovano il giusto posizionamento; le palpebre diventano più consistenti, i capelli non sono più raccolti in trecce, ma sono raffigurati con ciocche ricciolute. La massa muscolare viene ben distribuita su tutto il corpo, si allargano le spalle e si arrotonda il busto; le gambe sono slanciate. Alcuni esempi. Mirone e il Discobolo Veniva definito vicino alla perfetta imitazione della natura con la quale per Cicerone coincide la bellezza. Il suo Discobolo è colto nel momento della massima contrazione che precede il lancio. La sua posizione è tale da suggerirci l'intera sequenza della dinamica dell'azione richiamandoci alla memoria sia i movimenti che hanno preceduto l'attimo raffigurato dall'artista, sia quelli che lo seguiranno. Li busto si mostra frontale, il braccio destro sollevato e lanciato indietro. Le spalle, il braccio sinistro e la gamba arretrata formano un arco grande. Un effetto molla è dato da sporgenze e rientranze della parte sinistra.

Auriga di Delfi. E’ stata realizzata intorno al 475 a.C. da Sotade, uno scultore proveniente da Tespie. E’ stato scolpito per commemorare la vittoria di Hieron ai Giochi Pitici; la statua è stata donata al santuario di Apollo Delfico da Polizelo. La scultura possiede un chitone fittamente pieghettato, con una cintura sul busto. I capelli sono cesellati, i quali si arricciolano e si gonfiano sulle tempie; è cinto da una benda, il premio di ogni gara agonistica. Esso da un senso di staticità anche se bisogna tener conto che la parte inferiore del corpo era nascosta dal carro.

Uso del bronzo. L’uso del bronzo consente grande libertà compositiva: soprattutto non servivano sostegni esterni (che servivano invece nelle statue in marmo).

PERIODO ELLENISTICO

Il periodo ellenistico va dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) alla battaglia di Azio (31 a.C.), che segnò il definitivo sopravvento di Roma sull'ultimo stato ellenistico ancora indipendente. Durante il periodo ellenistico la scultura diventa molto più naturalistica, abbandonando in un certo modo gli ideali di bellezza e perfezione fisica caratteristici del periodo classico. La gente comune, donne, bambini, animali e scene domestiche, accanto a soggetti esotici divennero soggetti comuni nella produzione scultorea, commissionata da famiglie abbienti per l'ornamento di ville e giardini. Alla scultura decorativa tipica delle scuole Rodia ed Alessandrina, fa riscontro quella più classicista delle opere destinate ai templi ed ai luoghi pubblici. Ma anche in questo caso ad una certa standardizzazione della produzione scultorea verso formule di pura imitazione delle opere di Skopas, Lisippo e Prassitele, si evidenzia una ricerca per l'effetto drammatico e plastico inusuale per i canoni estetici dell'arte greca.Alcune delle più conosciute sculture ellenistiche come la Nike di Samotracia, la Venere di Milo, il Galata morente ed il gruppo del Laocoonte raffigurano temi classici, ma il loro trattamento è molto più sensuale, emotivo e ricco di pathos o drammaticità, lontano dalla bellezza austera tipica di soggetti analoghi della scultura del periodo classico.