GEOGRAFIA I CAMPI FLEGREI
STATO: ITALIA
REGIONE: CAMPANIA
PROVINCIA: NAPOLI
ALTEZZA: 458 m SOPRA IL LIVELLO DEL MARE
Superficie: 200 Km2 Situato: ovest di Napoli Rilievi: vulcanici dell'Antiappennino che culminano al monte Camaldoli(458m) Colline: Campi Flegrei Comuni: Pozzuoli, Napoli, Bacoli e Monte di Procida Laghi: lago d'Averno, Fusaro, Lucrino e Miseno Aree protette: il Parco Naturale Regionale dei Campi Flegrei Abitanti: 500.000
settore primario settore secondario settore terziario
Presentazione
L'AREA FLEGREA
L'area flegrea ha da sempre attirato l'attenzione di visitatori di tutta Europa per il suo fascino leggendario dove si fonde il mito con la storia e la natura con l'archeologia.
La storia
Gli Eubei furono i primi ad insiedarsi a Cuma e i Campi Flegrei, divennero una colonia greca, poi furono occupati dai romani e la città prese il nome latino di Puteoli (piccoli pozzi). Successivamente fu teatro di guerra tra bizantini e goti e in seguito anche dei saraceni, longobardi normanni e svevi. Nel 1200 i campi flegrei passarono sotto la dinastia angioina e nel 1400 passarono sotto il doninio aragonese. Ma le numerose scosse del 1500 portarono allo spopolamento dell'area fino al 1538 quando ci fu l'importante eruzione che determinò la nascita del Monte Nuovo.
territorio e paesaggio
Il Parco Regionale dei Campi Flegrei protegge un'area vulcanica attiva del territorio della Campania, in continua evoluzione. L’area dei Campi Flegrei è compresa nei comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto Flegreo e alcune frazioni di Napoli. Ciò ha determinato, nel corso dei secoli e nell'interazione con gli insediamenti umani, il formarsi di un'incredibile varietà di valori, materiali e immateriali, unici al mondo, compresenti, in maniera inscindibile, in una porzione di territorio di limitata estensione. Il Parco dei Campi Flegrei punta alla valorizzazione e protezione della biodiversità e attraverso la realizzazione di un modello di sviluppo sostenibile, duraturo, e destagionalizzato, basato sulla valorizzazione dell'imponente Patrimonio Archeologico, Paesaggistico, Naturalistico, Storico e Termale inespresso.
Vulcani e colline
I Campi Flegrei dal greco flego che significa “brucio”, “ ardo” sono una vasta area di origine vulcanica situata a Nord-Ovest di Napoli. Questa area è conosciuta sin dall’antichità per la sua vivace attività vulcanica. Dal punto di vista geologico, l’area è una grande caldera in stato di quiescenza. Nel 1538 si è verificata l’ultima eruzione dopo circa 3000 anni e nel giro di pochi giorni ha dato origine al cono di Monte Nuovo alto 130 m. Da allora l’attività dei Campi Flegrei è caratterizzata da fenomeni di bradisismo, attività fumarolica ed idrotermale nell’ area della Solfatara. In tutta la zona sono visibili depositi di origine vulcanica come il tufo grigio campano o il tufo giallo. La forma dell’area è quella di un semicerchio bordato da molti coni e crateri. Molti crateri sono stati individuati nel golfo di Pozzuoli. I Campi Flegrei sono delimitati dalla collina di Posillipo, dalla collina dei Camaldoli che è il rilievo più alto della città, dai rilievi del cratere di Quarto, dalla collina di Sanseverino, dall’ acropoli di Cuma e dal Monte di Procida.
i laghi
il clima
Il lago d'Averno è circondato da colline boscose.
Per Virgilio era la Porta degli Inferi, dove Enea scese con la Sibilla Cumana per avere “consigli” su dove dirigersi per fondare la nuova patria, a causa del suo paesaggio austero e delle acque ferme. Lo stesso nome Avernus si faceva derivare dal greco aornon, cioè "senza uccelli", i quali fuggivano impauriti dalla bocca degli Inferi e perché si narra che un tempo che le acque del lago esalassero dei particolari gas che impedivano loro di vivere.
Nel I secolo d.C. l'imperatore Augusto decise di realizzare in questa zona una base navale, il Portus Julius, collegando i due laghi con il mare per mezzo di canali. Ma il nuovo porto in breve s'insabbiò; e mentre la flotta si trasferiva a Miseno, le sponde dei laghi si popolarono di ville e terme.
Passeggiare sulle sue sponde regala emozioni molto particolari, soprattutto al tramonto, quando i colori del cielo si riflettono sul lago. Questo specchio d’acqua, detto anche Maremorto, è un antico cratere vulcanico invaso dall’acqua di mare.
Il lago deve il suo nome a Miseno, il mitico trombettiere che accompagna Enea ed annega nelle acque sotto il promontorio di Capo Miseno. Scopri Miseno, la terrazza sul Golfo di Napoli e i Campi Flegrei.
Qui si trovava il porto alle dipendenze dall’antica città di Cuma; mentre in epoca romana divenne sede della classis misenensis, la flotta navale romana che controllava tutto il Mediterraneo occidentale.
Il complesso portuale era composto da un doppio bacino naturale: quello più interno (detto Maremorto per l’aspetto stagnante delle sue acque) dedicato ai cantieri e alla manutenzione navale, nella parte piu esterna il porto vero e proprio. Tra i due cera un ampio passaggio (oggi interrato) con un ponte girevole.
Aneddoti: qui Nerone fece uccidere la madre Agrippina, e qui morì l’imperatore Tiberio di ritorno dalla vicina isola di Capri.
Questo lago costiero dalla forma trapezoidale in origine era un ampio golfo aperto sul mare; la duna sabbiosa che lo separa dal mare si forma a partire dal I secolo d.C.. Ha tre passaggi che assicurano il ricambio delle acque: la Foce Vecchia, scavata dai romani sotto la collinetta di Torregaveta; la Foce Nord, di epoca borbonica e la Foce Centrale, la più recente.
Nell’antichità era identificato con la mitica Acherusia palus, la palude infernale formata dal fiume Acheronte.
Lungo le sue sponde i romani costruirono numerose ville e stabilimenti termali. In età medievale il lago fu utilizzato per la macerazione della canapa e del lino diventando un infusarium (bagnare, o anche inzuppare d’acqua) da cui l’origine del nome.
E’ il più piccolo degli specchi d’acqua dei Campi Flegrei. In origine Lucrino era molto più grande ed era separato dal mare da una lunga e stretta lingua di terra sulla quale scorreva la via Herculanea; la leggendaria strada costruita dall’eroe Ercole. L’antico tracciato, che partiva dall’odierna Punta dell’Epitaffio fino a Punta Caruso a Pozzuoli, è oggi completamente sommerso per effetto del bradisismo. Lucrino, in epoca romana, ebbe la duplice funzione di allevamento ittico (sul lato sinistro) e insediamento militare (nella parte destra). Il nome Lucrino deriva infatti da lucrum (lucro, guadagno, profitto) per il redditizio allevamenti di pesci e ostriche che intorno all’anno 90 a.C. vi aveva installato il senatore romano Sergio Orata. Sempre in epoca romana, intorno al 37 a.C., il lago Lucrino, e il vicino lago d’Averno, vennero inglobati nella complessa struttura portuale di Portus Julius (oggi sommerso).
L’area dei Campi Flegrei è caratterizzata da un clima mite, con precipitazioni relativamente modeste, generalmente attestate intorno agli 840 mm annui. Le precipitazioni più consistenti cadono generalmente in autunno, con un massimo mensile nel mese di novembre. La piovosità si mantiene pressoché costante fino alla fine dell’inverno. L’influenza mitigatrice del Mar Tirreno è apprezzabile anche se occasionalmente le temperature possono avvicinarsi allo zero: ciò accade nel caso spirino forti venti orientali o nord-orientali. Di seguito si riportano i dati dell'acqua caduta nell' area dei campi flegrei per stagione:
INVERNO (dicembre, gennaio, febbraio): 285 mm
PRIMAVERA (marzo, aprile, maggio): 192 mm
ESTATE (giugno, luglio, agosto): 55 mm
AUTUNNO (settembre, ottobre, novembre): 308mm
Amazing subtitle here
Durante l’anno le temperature variano tra i 5 ai 30 gradi. Da gennaio a marzo dai 5 ai 16 gradi
Da aprile a maggio dai 10 ai 23 gradi
Da giugno ad agosto dai 18 ai 30 gradi
Da settembre a dicembre dai 27 ai 6 gradi.
L'economia
TURISMO ED ECONOMIA
L'economia flegrea dopo il declino dell'attività industriale, attualmente, è caratterizzata dal: turismo, dalla pesca, dall'agricoltura e dal commercio. Il turismo è attratto dalle acque termali della zona ma anche dal patrimonio archeologico. L'agricoltura, basata sui metodi produttivi antichi, fornisce prodotti di prima qualità come: la fava, l' insalata, il mandarino, piselli di Santacroce e il pomodoro cannellino. Il suolo vulcanico ricco di minerali apporta un nutrimento particolare all'agricoltura che ne garantisce un ottimo sapore. Il mercato ittico fornisce pesce d'alta qualità come le alici puteolane e frutti di mare una gioia del palato per i turisti stranieri. Particolarmente importante la viticoltura dei vini D.O.C come il Falerno, la Falanghina e Père' e Palummo.
Industrie
Le più grandi industrie d'Europa sono sorte a Bagnoli come l'acciaieria e la siderurgia che hanno segnato la storia. La loro chiusura, infatti, è avvenuta dopo una fiorente e pluridecennale attività e rappresentano la deindustralizazione del Mezzogiorno di fine 900.
Luoghi di interesse
LE BELLEZZE DEI CAMPI FLEGREI
La Tomba di Agrippina Agrippina, madre di Nerone, fu uccisa su ordine del figlio nel 59 d.C. dopo che l’Imperatore capì che stava progettando il suo omicidio.
La leggenda vuole che Agrippina fosse stata sepolta in un mausoleo che si trova difronte al porto di Baia. Alcuni pescatori della zona sostengono che in alcune notti di luna piena, sul pelo dell’acqua del molo di Baia, si veda passeggiare il fantasma di Agrippina, vestita con una lunga tunica bianca.
Il Castello Aragonese fu costruito in un luogo strategicamente fondamentale per la tutela dell’intero golfo di Pozzuoli. Eretto sulla zona creata dai vulcani “Fondi di Baia”, il Castello è stato per anni una fortezza inespugnabile. La terrazza che si affaccia sul mare è uno dei migliori punti di osservazione di tutti i Campi Flegrei. Oggi il Castello è sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei in cui sono raccolti i magnifici reperti trovati nel Golfo di Pozzuoli.
Nel mare dei Campi Flegrei riposa un’antica città sommersa, la Città Sommersa di Baia un'area marina protetta localizzata sulle coste della città metropolitana a nord del Golfo di Napoli. Grazie ad un’imbarcazione con il fondo trasparente è possibile visitare sulla Città Sommersa per ammirare gli antichi resti. La Città Sommersa di Baia è uno spettacolo imperdibile per chi si trova a visitare i Campi Flegrei.
La Casina Vanvitelliana è una piccola villetta che sorge nel bel mezzo del lago Fusaro a Bacoli. La costruzione della Casina fu iniziata da Luigi Vanvitelli e finita dal figlio Carlo, ed è un bell’esempio dell’architettura settecentesca. Oggi non è possibile visitare l’interno della struttura ma solo l'esterno. Le credenze popolari dicono che nella Casina sia stata ricostruita l’abitazione della fata turchina per il film “Le avventure di Pinocchio”.
Le terme di Agnano sono una struttura termale riconducibile all’epoca greca. Negli anni 20 del 900, furono considerate un modello ideale di complesso termale. Il complesso è formato da varie fontane, giardini e fabbricati.
La Mostra d'Oltremare è una delle principali sedi fieristiche italiane, si estende su una superficie di 720000 m2 comprendente edifici di interesse storico-architettonico, e la monumentale Fontana dell’Esedra, un acquario tropicale, giardini con una grande varietà di specie arboree e un parco archeologico. La Mostra sorge nel quartiere napoletano di Fuorigrotta vicino alla stazione ferroviaria di Campi Flegrei.
AREE PROTETTE
La riserva naturale dell' Oasi WWF degli Astroni è un cuore verde e si trova nel comune di Pozzuoli in una zona a protezione speciale designata dalla communità europea, inoltre è inserita tra le aree protette del ministero dell'ambiente. Possiamo osservare la vegetazione tipica di zone lacustri come, canne giunchi, tife e salici.
Il Parco Urbano dei Camaldoli è collocato sulla collina omonima della città di Napoli e per questo motivo dona una suggestiva visuale dei Campi Flegrei. Un milione di metri quadri di macchia mediterranea con boschi, aree di gioco per bambini, aree di sosta e un anfiteatro.
La Solfatara di Pozzuoli è il più interessante vulcano dei Campi Flegrei, è un’oasi naturalistica che offre gli spunti per una interessante passeggiata con la presenza, oltre che dei noti fenomeni vulcanici, quali le fumarole, le mofete ed i vulcanetti di fango, anche di zone boschive e di zone di macchia mediterranea non che di alcune singolarità naturali, geologiche, botaniche e faunistiche.
Compito di realtà Classe 1°A di: Leandro De Sintas Emiliana Di Venuto Manuele Perrotti Anna Mattino
Compito di realtà di geografia
ldesintas
Created on April 17, 2021
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GEOGRAFIA I CAMPI FLEGREI
STATO: ITALIA REGIONE: CAMPANIA PROVINCIA: NAPOLI ALTEZZA: 458 m SOPRA IL LIVELLO DEL MARE
Superficie: 200 Km2 Situato: ovest di Napoli Rilievi: vulcanici dell'Antiappennino che culminano al monte Camaldoli(458m) Colline: Campi Flegrei Comuni: Pozzuoli, Napoli, Bacoli e Monte di Procida Laghi: lago d'Averno, Fusaro, Lucrino e Miseno Aree protette: il Parco Naturale Regionale dei Campi Flegrei Abitanti: 500.000
settore primario settore secondario settore terziario
Presentazione
L'AREA FLEGREA
L'area flegrea ha da sempre attirato l'attenzione di visitatori di tutta Europa per il suo fascino leggendario dove si fonde il mito con la storia e la natura con l'archeologia.
La storia
Gli Eubei furono i primi ad insiedarsi a Cuma e i Campi Flegrei, divennero una colonia greca, poi furono occupati dai romani e la città prese il nome latino di Puteoli (piccoli pozzi). Successivamente fu teatro di guerra tra bizantini e goti e in seguito anche dei saraceni, longobardi normanni e svevi. Nel 1200 i campi flegrei passarono sotto la dinastia angioina e nel 1400 passarono sotto il doninio aragonese. Ma le numerose scosse del 1500 portarono allo spopolamento dell'area fino al 1538 quando ci fu l'importante eruzione che determinò la nascita del Monte Nuovo.
territorio e paesaggio
Il Parco Regionale dei Campi Flegrei protegge un'area vulcanica attiva del territorio della Campania, in continua evoluzione. L’area dei Campi Flegrei è compresa nei comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto Flegreo e alcune frazioni di Napoli. Ciò ha determinato, nel corso dei secoli e nell'interazione con gli insediamenti umani, il formarsi di un'incredibile varietà di valori, materiali e immateriali, unici al mondo, compresenti, in maniera inscindibile, in una porzione di territorio di limitata estensione. Il Parco dei Campi Flegrei punta alla valorizzazione e protezione della biodiversità e attraverso la realizzazione di un modello di sviluppo sostenibile, duraturo, e destagionalizzato, basato sulla valorizzazione dell'imponente Patrimonio Archeologico, Paesaggistico, Naturalistico, Storico e Termale inespresso.
Vulcani e colline
I Campi Flegrei dal greco flego che significa “brucio”, “ ardo” sono una vasta area di origine vulcanica situata a Nord-Ovest di Napoli. Questa area è conosciuta sin dall’antichità per la sua vivace attività vulcanica. Dal punto di vista geologico, l’area è una grande caldera in stato di quiescenza. Nel 1538 si è verificata l’ultima eruzione dopo circa 3000 anni e nel giro di pochi giorni ha dato origine al cono di Monte Nuovo alto 130 m. Da allora l’attività dei Campi Flegrei è caratterizzata da fenomeni di bradisismo, attività fumarolica ed idrotermale nell’ area della Solfatara. In tutta la zona sono visibili depositi di origine vulcanica come il tufo grigio campano o il tufo giallo. La forma dell’area è quella di un semicerchio bordato da molti coni e crateri. Molti crateri sono stati individuati nel golfo di Pozzuoli. I Campi Flegrei sono delimitati dalla collina di Posillipo, dalla collina dei Camaldoli che è il rilievo più alto della città, dai rilievi del cratere di Quarto, dalla collina di Sanseverino, dall’ acropoli di Cuma e dal Monte di Procida.
i laghi
il clima
Il lago d'Averno è circondato da colline boscose. Per Virgilio era la Porta degli Inferi, dove Enea scese con la Sibilla Cumana per avere “consigli” su dove dirigersi per fondare la nuova patria, a causa del suo paesaggio austero e delle acque ferme. Lo stesso nome Avernus si faceva derivare dal greco aornon, cioè "senza uccelli", i quali fuggivano impauriti dalla bocca degli Inferi e perché si narra che un tempo che le acque del lago esalassero dei particolari gas che impedivano loro di vivere. Nel I secolo d.C. l'imperatore Augusto decise di realizzare in questa zona una base navale, il Portus Julius, collegando i due laghi con il mare per mezzo di canali. Ma il nuovo porto in breve s'insabbiò; e mentre la flotta si trasferiva a Miseno, le sponde dei laghi si popolarono di ville e terme.
Passeggiare sulle sue sponde regala emozioni molto particolari, soprattutto al tramonto, quando i colori del cielo si riflettono sul lago. Questo specchio d’acqua, detto anche Maremorto, è un antico cratere vulcanico invaso dall’acqua di mare. Il lago deve il suo nome a Miseno, il mitico trombettiere che accompagna Enea ed annega nelle acque sotto il promontorio di Capo Miseno. Scopri Miseno, la terrazza sul Golfo di Napoli e i Campi Flegrei. Qui si trovava il porto alle dipendenze dall’antica città di Cuma; mentre in epoca romana divenne sede della classis misenensis, la flotta navale romana che controllava tutto il Mediterraneo occidentale. Il complesso portuale era composto da un doppio bacino naturale: quello più interno (detto Maremorto per l’aspetto stagnante delle sue acque) dedicato ai cantieri e alla manutenzione navale, nella parte piu esterna il porto vero e proprio. Tra i due cera un ampio passaggio (oggi interrato) con un ponte girevole. Aneddoti: qui Nerone fece uccidere la madre Agrippina, e qui morì l’imperatore Tiberio di ritorno dalla vicina isola di Capri.
Questo lago costiero dalla forma trapezoidale in origine era un ampio golfo aperto sul mare; la duna sabbiosa che lo separa dal mare si forma a partire dal I secolo d.C.. Ha tre passaggi che assicurano il ricambio delle acque: la Foce Vecchia, scavata dai romani sotto la collinetta di Torregaveta; la Foce Nord, di epoca borbonica e la Foce Centrale, la più recente. Nell’antichità era identificato con la mitica Acherusia palus, la palude infernale formata dal fiume Acheronte. Lungo le sue sponde i romani costruirono numerose ville e stabilimenti termali. In età medievale il lago fu utilizzato per la macerazione della canapa e del lino diventando un infusarium (bagnare, o anche inzuppare d’acqua) da cui l’origine del nome.
E’ il più piccolo degli specchi d’acqua dei Campi Flegrei. In origine Lucrino era molto più grande ed era separato dal mare da una lunga e stretta lingua di terra sulla quale scorreva la via Herculanea; la leggendaria strada costruita dall’eroe Ercole. L’antico tracciato, che partiva dall’odierna Punta dell’Epitaffio fino a Punta Caruso a Pozzuoli, è oggi completamente sommerso per effetto del bradisismo. Lucrino, in epoca romana, ebbe la duplice funzione di allevamento ittico (sul lato sinistro) e insediamento militare (nella parte destra). Il nome Lucrino deriva infatti da lucrum (lucro, guadagno, profitto) per il redditizio allevamenti di pesci e ostriche che intorno all’anno 90 a.C. vi aveva installato il senatore romano Sergio Orata. Sempre in epoca romana, intorno al 37 a.C., il lago Lucrino, e il vicino lago d’Averno, vennero inglobati nella complessa struttura portuale di Portus Julius (oggi sommerso).
L’area dei Campi Flegrei è caratterizzata da un clima mite, con precipitazioni relativamente modeste, generalmente attestate intorno agli 840 mm annui. Le precipitazioni più consistenti cadono generalmente in autunno, con un massimo mensile nel mese di novembre. La piovosità si mantiene pressoché costante fino alla fine dell’inverno. L’influenza mitigatrice del Mar Tirreno è apprezzabile anche se occasionalmente le temperature possono avvicinarsi allo zero: ciò accade nel caso spirino forti venti orientali o nord-orientali. Di seguito si riportano i dati dell'acqua caduta nell' area dei campi flegrei per stagione: INVERNO (dicembre, gennaio, febbraio): 285 mm PRIMAVERA (marzo, aprile, maggio): 192 mm ESTATE (giugno, luglio, agosto): 55 mm AUTUNNO (settembre, ottobre, novembre): 308mm
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Durante l’anno le temperature variano tra i 5 ai 30 gradi. Da gennaio a marzo dai 5 ai 16 gradi Da aprile a maggio dai 10 ai 23 gradi Da giugno ad agosto dai 18 ai 30 gradi Da settembre a dicembre dai 27 ai 6 gradi.
L'economia
TURISMO ED ECONOMIA
L'economia flegrea dopo il declino dell'attività industriale, attualmente, è caratterizzata dal: turismo, dalla pesca, dall'agricoltura e dal commercio. Il turismo è attratto dalle acque termali della zona ma anche dal patrimonio archeologico. L'agricoltura, basata sui metodi produttivi antichi, fornisce prodotti di prima qualità come: la fava, l' insalata, il mandarino, piselli di Santacroce e il pomodoro cannellino. Il suolo vulcanico ricco di minerali apporta un nutrimento particolare all'agricoltura che ne garantisce un ottimo sapore. Il mercato ittico fornisce pesce d'alta qualità come le alici puteolane e frutti di mare una gioia del palato per i turisti stranieri. Particolarmente importante la viticoltura dei vini D.O.C come il Falerno, la Falanghina e Père' e Palummo.
Industrie
Le più grandi industrie d'Europa sono sorte a Bagnoli come l'acciaieria e la siderurgia che hanno segnato la storia. La loro chiusura, infatti, è avvenuta dopo una fiorente e pluridecennale attività e rappresentano la deindustralizazione del Mezzogiorno di fine 900.
Luoghi di interesse
LE BELLEZZE DEI CAMPI FLEGREI
La Tomba di Agrippina Agrippina, madre di Nerone, fu uccisa su ordine del figlio nel 59 d.C. dopo che l’Imperatore capì che stava progettando il suo omicidio. La leggenda vuole che Agrippina fosse stata sepolta in un mausoleo che si trova difronte al porto di Baia. Alcuni pescatori della zona sostengono che in alcune notti di luna piena, sul pelo dell’acqua del molo di Baia, si veda passeggiare il fantasma di Agrippina, vestita con una lunga tunica bianca.
Il Castello Aragonese fu costruito in un luogo strategicamente fondamentale per la tutela dell’intero golfo di Pozzuoli. Eretto sulla zona creata dai vulcani “Fondi di Baia”, il Castello è stato per anni una fortezza inespugnabile. La terrazza che si affaccia sul mare è uno dei migliori punti di osservazione di tutti i Campi Flegrei. Oggi il Castello è sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei in cui sono raccolti i magnifici reperti trovati nel Golfo di Pozzuoli.
Nel mare dei Campi Flegrei riposa un’antica città sommersa, la Città Sommersa di Baia un'area marina protetta localizzata sulle coste della città metropolitana a nord del Golfo di Napoli. Grazie ad un’imbarcazione con il fondo trasparente è possibile visitare sulla Città Sommersa per ammirare gli antichi resti. La Città Sommersa di Baia è uno spettacolo imperdibile per chi si trova a visitare i Campi Flegrei.
La Casina Vanvitelliana è una piccola villetta che sorge nel bel mezzo del lago Fusaro a Bacoli. La costruzione della Casina fu iniziata da Luigi Vanvitelli e finita dal figlio Carlo, ed è un bell’esempio dell’architettura settecentesca. Oggi non è possibile visitare l’interno della struttura ma solo l'esterno. Le credenze popolari dicono che nella Casina sia stata ricostruita l’abitazione della fata turchina per il film “Le avventure di Pinocchio”.
Le terme di Agnano sono una struttura termale riconducibile all’epoca greca. Negli anni 20 del 900, furono considerate un modello ideale di complesso termale. Il complesso è formato da varie fontane, giardini e fabbricati.
La Mostra d'Oltremare è una delle principali sedi fieristiche italiane, si estende su una superficie di 720000 m2 comprendente edifici di interesse storico-architettonico, e la monumentale Fontana dell’Esedra, un acquario tropicale, giardini con una grande varietà di specie arboree e un parco archeologico. La Mostra sorge nel quartiere napoletano di Fuorigrotta vicino alla stazione ferroviaria di Campi Flegrei.
AREE PROTETTE
La riserva naturale dell' Oasi WWF degli Astroni è un cuore verde e si trova nel comune di Pozzuoli in una zona a protezione speciale designata dalla communità europea, inoltre è inserita tra le aree protette del ministero dell'ambiente. Possiamo osservare la vegetazione tipica di zone lacustri come, canne giunchi, tife e salici.
Il Parco Urbano dei Camaldoli è collocato sulla collina omonima della città di Napoli e per questo motivo dona una suggestiva visuale dei Campi Flegrei. Un milione di metri quadri di macchia mediterranea con boschi, aree di gioco per bambini, aree di sosta e un anfiteatro.
La Solfatara di Pozzuoli è il più interessante vulcano dei Campi Flegrei, è un’oasi naturalistica che offre gli spunti per una interessante passeggiata con la presenza, oltre che dei noti fenomeni vulcanici, quali le fumarole, le mofete ed i vulcanetti di fango, anche di zone boschive e di zone di macchia mediterranea non che di alcune singolarità naturali, geologiche, botaniche e faunistiche.
Compito di realtà Classe 1°A di: Leandro De Sintas Emiliana Di Venuto Manuele Perrotti Anna Mattino