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il binomio fantastico

Nunziamarina ciuffre

Created on April 15, 2021

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Transcript

Un maestro della fantasia: Gianni Rodari

Secondo Gianni Rodari, il binomio fantastico è l'accostamento di due parole insolite in grado di innescare un corto circuito nella fantasia di grandi e piccini per creare una storia.Secondo la sua opinione, non esistono storie giuste o sbagliate, storie belle o brutte, ma durante questa esperienza ognuno è libero di abbandonare razionalità e coerenza per approdare a territori inesporati. In questo esercizio, le parole perdono il loro significato quotidiano e i piccoli giocatori, a fronte di un iniziale spaesamento, cominciano a farne "materia prima" per narrazioni divertenti e paradossali.

Il binomio fantatico: il giorno in cui un cavaliere andò ad abitare su un asteroide

Inventare storie a partire da associazioni fantastiche

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Cosa fare?

Non basta un polo elettrico a suscitare una scintilla, ce ne vogliono due. La parola singola <<agisce>> solo quando ne incontra una seconda che la provoca, la costringe a scoprirsi nuove capacità di significare. Una storia può nascere solo da un <<binomio fantastico>>. Ma deve essere un binomio stimolante, che non lascia indifferente, un accostamento insolito perchè l’immaginazione sia costretta a mettersi in moto per trovare tra loro una parentela.

gIANNI RODARI

Pensa a due parole distanti...poi falle "interagire"!

Cerca due cose che non hanno nulla a che vedere tra loro o che non hanno un immediato collegamento. Ad esempio:BOTTONE-ELEFANTE SCARPA-BAMBINA Cosa succederebbe se un elefante trovasse un bottone in una foresta? E se una bambina andasse ad abitare in una scarpa?

Come trovare le parole?

1. Scegli un aggettivo tra quelli proposti: EFFIMERO - MELLIFLUO - SERAFICO 2. Affiancalo ad un nome che sia molto distante per significato dall’aggettivo che hai scelto 3.Inizia a cercare nella tua immaginazione la storia che illustrerà il modo in cui le due parole possono stare insieme. 4.Un suggerimento: trova a caso il tuo nome. Apri il dizionario e ad occhi chiusi punta il dito sulla pagina...se non sei soddisfatto ripeti l’operazione su altre pagine fino a quando non avrai trovato il nome più stimolante per te ! 5. Puoi anche sfogliare una rivista, un fumetto...

Ricorda che...

.- GLI OGGETTI POSSONO PROVARE SENTIMENTI (Una forchetta abbandonata dal suo borsone)- LE PAROLE POSSONO ANCHE ESSERE PIU' DI DUE (forchetta effimera - coniglio) -

Pensa ad una storia in poche parole

ECCO UN CELEBRE ESEMPIO DI G. RODARI

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Giacomo di cristallo Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca. Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie. Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale. Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca. Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava «Giacomo di cristallo», e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.

Giacomo di cristallo

Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi. La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze. Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza. Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione. Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.