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CYBERBULLISMO

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Created on April 15, 2021

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Transcript

La sicurezza online e il cyberbullismo

Basic guide to create an awesome presentation

Argomenti

5. le regole basilari della comunicazione e del comportamento web

1. i rischi per la sicurezza in rete

2. il grooming

6.sicuri e connessi

3. il cyberbullismo

7. imparare ad autovalutarsi

4. le istituzioni contro il bullismo e il cyberbullismo

I rischi per la sicurezza in reteDove e in quale modo i minori trascorrono il loro tempo online? Come li proteggiamo dai predatori? Dal cyberbullismo e dai contenuti dannosi e inappropriati? La maggior parte dei minorenni e dei genitori ha una consapevolezza molto limitata, a volte nulla, della quantità di dati personali che inserisce in Internet, e dell’utilizzo che altri potrebbero farne. Internet è una grande risorsa ma allo stesso tempo però internet ha reso i non protetti ..

Il Grooming

Indica il tentativo di un adulto di avvicinare un minore in rete e, una volta ottenuta la sua fiducia, parlare con lui di sesso, ottenendo foto, video e cercando di arrivare ad un incontro reale. Quindi si intende l’adescamento di minori online. Ambienti digitali come le chat e i servizi di messaggistica istantanea, i social network, blog e forum ma anche i videogiochi possono trasformarsi, infatti, per l’adulto abusante in posti ideali dove stabilire con la vittima forme di intimità sessualizzata.

Il cyberbullismo

Il Cyberbullismo è una forma di bullismo che avviene tramite Internet.Con questo temine si fa riferimento a offese, molestie, ricatti o forme di pressione messe in atto, per un periodo più o meno lungo, da parte di una persona o gruppo di persone nei confronti di un altro soggetto o gruppo, utilizzando le tecnologie digitali.

COSA È IL CYBERBULLISMO?

Si parla di cyberbullismo quando si fa riferimento a un comportamento violento che avviene online, con l’aggressore o gli aggressori che insultano, minacciano e cercano volontariamente di provocare danno a un altro soggetto o gruppo, spesso non in grado di difendersi o percepito come più debole.

LE DIVERSE FORME DI CYBERBULLISMO

Cyberstalking: il cyberstalking è caratterizzato da molestie, denigrazioni, persecuzioni e minacce ripetute per impaurire e/o ferire la vittima, sfruttando Internet o altri mezzi digitali. In questo caso, l’aggressore può cercare di controllare la posizione di una persona e monitorare le sue attività online e offline. Per questo, spesso vengono installati dei dispositivi GPS sulle auto delle vittime o degli spyware di geolocalizzazione sui cellulari e vengono tracciate le attività sui social.

Flaming: dall’inglese “flame” che significa “fiamma”, il flaming è caratterizzato dall’uso di messaggi violenti e volgari per creare “battaglie verbali” e “risse virtuali”, promuove l’instabilità all’interno di gruppi o comunità online. È molto comune in ambienti come i social network e i forum.

Hate speech: l’espressione hate speech nel contesto della Rete è molto diffusa e viene utilizzata per far riferimento ai comportamenti (soprattutto verbali) online che incitano alla violenza, all’odio e a un atteggiamento di discriminazione nei confronti della vittima.

Segue le diverse forme di cyberbullismo...

Outing: si tratta di un termine ancora più specifico, ma sempre connesso alla pubblicazione di dati (foto, video o screenshot di messaggi per esempio), allo scopo di rendere pubblico l’orientamento sessuale di qualcuno, senza il suo consenso.

Revenge porn: con questa espressione si fa riferimento alla pubblicazione di immagini, video o altro materiale sessualmente esplicito senza il consenso del soggetto in essi raffigurato allo scopo di vendicarsi o minacciare.

Trickery o inganno: consiste nell’ottenere la fiducia dell’altro per poi pubblicare e divulgare le confidenze ascoltate.

Segue le diverse forme di cyberbullismo...

Rivelazioni, doxing e altri esempi di pubblicazione di informazioni e contenuti riservati: consistono nel pubblicare informazioni riservate e potenzialmente imbarazzanti che riguardano un’altra persona. Il termine “doxing” viene usato, in maniera più specifica, per far riferimento alla pubblicazione in Rete di dati personali di qualcuno senza il consenso (quindi indirizzo, numero di telefono, ecc.).

Denigrazione: riguarda l’atto del calunniare e infamare l’altro per provocare danni alla reputazione della vittima.

Sostituzione di persona: è l’appropriarsi dell’identità virtuale di qualcuno per spedire messaggi, pubblicare dei post o realizzare altro tipo di azioni online al posto suo.

Segue le diverse forme di cyberbullismo...

Esclusione: si riferisce all’escludere volontariamente la vittima dai gruppi online (come i forum, le chat di gruppo sulle piattaforme di messaggistica o i gruppi presenti sulle reti sociali), senza una giusta motivazione, allo scopo unico di ferirlo o di provocare un danno. Body shaming: è una pratica molto diffusa in Rete che consiste nel giudicare il corpo di qualcuno, dalla taglia alle differenti caratteristiche fisiche e “presunti difetti”, causando vergogna nella vittima

CHI SONO LE VITTIME E QUALI SONO LE CONSEGUENZE?

I cyberbulli sono delle persone che la vittima conosce personalmente. Gli aggressori cercano di ferire la vittima con molestie di ogni tipo, estendendo spesso questo comportamento anche alla sfera virtuale e facendo sì che il soggetto colpito si senta non protetto anche all’interno della propria abitazione. Gli adolescenti e in generale il pubblico più giovane tendono a essere particolarmente vulnerabili nei confronti di questo tipo di comportamenti, tuttavia il bullismo sul web, come quello “tradizionale”, può colpire individui di ogni età. La difficoltà da parte delle vittime di parlare dell’argomento o di denunciare gli aggressori per paura di ricatto fa sì che sia ancora più difficile identificare casi di cyberbullismo e proteggere i soggetti colpiti da questo tipo di condotta che tende a portare le vittime a uno stato di fragilità emotiva estrema. Queste ultime possono dunque pensare al suicidio, incorrere in forme di autolesionismo, depressione ed essere più propensi all’autoisolamento; di conseguenza aumenta la difficoltà nel chiedere aiuto. Chiaramente, le aggressioni verbali perpetrate dagli aggressori possono avere un impatto non solo sulla salute mentale ma anche indirettamente sulla salute fisica degli individui.

Segue come combattere il cybercullismo...

Queste ultime possono dunque pensare al suicidio, incorrere in forme di autolesionismo, depressione ed essere più propensi all’autoisolamento; di conseguenza aumenta la difficoltà nel chiedere aiuto. Chiaramente, le aggressioni verbali perpetrate dagli aggressori possono avere un impatto non solo sulla salute mentale ma anche indirettamente sulla salute fisica degli individui.Infatti, secondo la stessa ricerca il 49% ha ammesso di aver ridotto drasticamente il cibo, anche perché, in casi di body shaming per esempio, le offese tendono a concentrarsi proprio sull’aspetto fisico della vittima, facendo sì che esse non si sentano a proprio agio con il proprio corpo. Quasi il 60% degli intervistati ha ammesso invece di«tuffarsi in abbuffate talmente eccessive da indurre malessere», “abbuffate” che servirebbero «per colmare un vuoto emotivo». Si tratta di dati davvero preoccupanti che rivelano le conseguenze nefaste che il cyberbullismo può avere anche sulla vita offline.

Come combattere il cyberbullismo

1) Utilizzare delle password sicure e non rivelarle a nessuno. 2) Proteggere la propria sfera privata. Non divulgare dati e informazioni sensibili. 3) Sui social media accettare come amici soltanto le persone che si conoscono veramente. 5) Non postare foto o filmati imbarazzati. 6) Vietato il sexting (scambio di testi e/o immagini sessualmente espliciti in rete). 7)I genitori devono parlare apertamente con i propri figli sulle modalità di utilizzo dei nuovi media.

Le istituzioni contro il cyberbullismo

Se pensi di essere vittima di cyberbullismo o di percepire che qualcuno che conosci lo è, agisci subito: parlane con qualcuno. Se hai vergogna, rivolgiti a psicologi, associazioni: ne stanno nascendo moltissime e accolgono appelli e richieste di aiuto in modo anonimo e gratuito. Per essere davvero efficace, ma soprattutto per tutelare la tua sicurezza, ecco come ti consiglio di agire: Segnala post e contenuti inappropriati alla piattaforma social: l’anonimato è garantito; Se questo non basta, segnala alla Polizia di Stato, o alla Polizia Postale pagine, gruppi, persone che ti infastidiscono; Se credi di essere in pericolo reale contatta subito le forze dell’ordine. In molte regioni è già attivo il numero unico 112 che ti permette di fare solo quel numero per ogni necessità; Impara a usare anche tu gli screenshot (foto dello schermo, sia da PC che da smartphone) per tutelarti. Avrai un archivio storico che ti permetterà di avere traccia di contenuti che nel tempo potrebbero essere cancellati; Usa la tua sensibilità: se noti atteggiamenti e comportamenti online e offline strani nelle persone che conosci, cerca di capire cosa non va. Il web è relazione!

Segue le istituzioni contro il cybebullimo...

Non puoi vivere l’ambiente social senza avere sempre sotto controllo le pagine e i siti gestiti da persone che lavorano quotidianamente per tutelare le nostre identità digitali. Ecco l’elenco di quelli principali, attraverso i quali potrai anche denunciare contenuti e azioni violente. il sito o la pagina Facebook della Polizia di Stato; il sito della Polizia postale e delle comunicazioni; pagina Facebook della Polizia di Stato ‘Una vita da Social’ dedicata in modo più specifico ai social network; la pagina Facebook ‘Agente Lisa’: sempre gestita dalla Polizia Postale. L’agente Lisa è un avatar che personifica l’agente di Polizia che aiuta e dà consigli sul corretto comportamento online.

Come bisogna comportarsi nel web?

Le regole da rispettare per un corretto comportamento nel web:

1-Rispetta sempre gli altri. La vita online è come la vita reale e rispetta il pensiero di tutti.Il tuo comportamento può influenzare la vita degli altri nel bene e nel male. 2-Considera che non è lo stesso. Fa attenzione a fidarti quando conosci qualcuno solo online:non importa per quanto tempo chattate, sono persone che possono non averti detto tutto di loro o aver mentito ulla propria identità. 3-Non dare troppe informazioni. Prima di condividere informazioni personali, pensa sempre a chi può leggerle. Se usi un profilo pubblico o chatti con persone sconosciute non condividere mai dati privati, come l’indirizzo di casa o di scuola. 4-Non fare nulla che ti metta a disagio. Se qualcuno o qualcuna ti spinge a fare cose online che ti fanno sentire a disagio, anche se ti fidi, rinuncia sempre. Puoi sempre scegliere. 5-Una foto online è per sempre. Quando pubblichi foto online o in chat private, ne perdi il controllo, non sono più solo tue. Chiunque può usarle come vuole. Pensaci prima di condividere immagini intime o offensive tue o degli altri. 6-Un appuntamento?Pensaci bene!. Incontrare dal vivo una persona conosciuta online è un po’ rischioso. Domandati sempre: mi posso fidare? voglio farlo davvero? cosa posso fare per non mettermi in pericolo? 7-Dillo ai tuoi genitori. … a un adulto di fiducia, un fratello o una sorella maggiore. Se vuoi incontrare qualcuno conosciuto online non andare da solo. Proponi di incontrarvi in un luogo pubblico e affollato. 8-Fai la differenza. Se succede qualcosa di brutto online, la responsabilità non è mai di una persona sola. Anche se non succede a te, anche tu puoi chiedere aiuto a un adulto di riferimento per aiutare chi si trova in difficoltà. 9-La tua privacy è importante. App e social network ti permettono di selezionare il tuo livello di privacy: trova le impostazioni che ti fanno sentire a tuo agio. Scegli a chi mostrare ciò che pubblichi online ed evita contatti indesiderati. 10-Vivi bene con i social network. Usali per comunicare con i tuoi amici e rispetta la tua e la loro privacy, ad esempio chiedendo loro prima di “taggare” i tuoi compagni se le immagini li riguardano o non caricando video che potrebbero creare imbarazzo o vergogna, anche se ti sembrano divertenti.

Il grooming

Quando si parla di grooming si fa riferimento a una relazione tra due o più persone di cui almeno una si trovi in posizione di inferiorità, sottomissione, dipendenza anche emotiva.

Per Grooming o, meglio, online child grooming si intende l’adescamento di minori online. Ambienti digitali come le chat e i servizi di messaggistica istantanea, i social network, blog e forum ma anche i videogiochi possono trasformarsi, infatti, per l’adulto abusante in posti ideali dove stabilire con la vittima forme di intimità sessualizzata.

la prima fase, detta relationship forming stage (RFS), è quella in cui l’adulto prova a stabilire un rapporto di amicizia con il bambino, spesso parlandogli di scuola, sport o altri passatempi tra i suoi preferiti e dimostrandosi già in questa fase conscio dei bisogni emotivi più pregnanti per l’età prepuberale; c’è una seconda fase, detta di risk-assessment (RAS), in cui l’adulto si assicura che il bambino chatti o utilizzi da solo Facebook e simili, senza il controllo di genitori o altre figure adulte di riferimento, e che il dispositivo che utilizza sia di uso altrettanto esclusivo; superata con esito positivo questa fase, parte quella di costruzione di un rapporto fiduciario, fatto di appuntamenti online sempre alla solita ora, di confessioni intime, anche non di natura sessuale, e di scambio di confidenze; segue una fase di esclusività, detta non a caso exclusivity stage (ES), in cui l’adulto può tanto chiedere esplicitamente al bambino di tacere rispetto alle attività che li vedono impegnati insieme, quanto giocare su una linea più sottile fatta di promesse di gratificazioni anche materiali nel caso in cui il bambino sappia mantenere un segreto; solo infine, nel cosiddetto sexual stage (SS), la relazione diventa sessualizzata: l’abuso può consistere, come già si accennava, nell’invio di materiale foto e video esplicito mentre si è in video-chat con il bambino e nel chiedergli di fare altrettanto o, ancora, nel proporgli un incontro dal vivo.

Anche quando avviene al di fuori degli ambienti digitali, comunque, l’adescamento di minori è un reato complesso e per certi versi di non immediata comprensione. La letteratura in merito concorda nell’individuare cinque fasi tipiche dell’adescamento del minore

Più chiaro è invece, almeno da un punto di vista anagrafico, il profilo della vittima di adescamento online: ha quasi sempre tra i 10 e i 13 anni e, più raramente, tra i 14 e i 17. Questo spiega anche perché è sistematicamente chiesto più impegno, più responsabilità alle piattaforme per evitare situazioni di rischio per utenti, come gli under 13 appunto, che, formalmente e stando alle clausole di iscrizione, su molte piattaforme non dovrebbero nemmeno avere possibilità di aprire un profilo.