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Il Purgatorio

gravaveronica

Created on April 10, 2021

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Transcript

IL PURGATORIO

Index

Il Purgatorio

Atmosfera delPurgatorio

Bonconte da Montefeltro

Descrizione del Purgatorio

La montagna

Jacopo del Cassero

I personaggi trattati in classe

Dante e Virgilio arrivano in Purgatorio

Pia De Tolomei

Il Purgatorio

I 3 mondi ultraterreni

Il Purgatorio

Dante e Virgilio arrivano in Purgatorio

Che atmosfera si respira in Purgatorio?

PURGATORIO

INFERNO

Voragine a forma di cono rovesciato

Montagna - Isola

Dante giunto sulla spiaggia vede le stelle e le sfumature dell'aurora. Tutt'intorno c'è il mare.

Ambiente buio, tetro, pauroso

Si sentono preghiere e canti. Le anime si dimostrano umili e speranzose.

Si odono lamenti, le grida, le bestemmie delle anime dannate.

Le pene hanno una durata precisa; le anime sanno che un giorno incontreranno Dio.

Le pene sono implacabili, eterne.

Catone

M. Porcio Catone (95-46 a.C.), detto il Giovane o l'Uticense, fu avversario di Cesare nella guerra civile e morì suicida a Utica dopo la sconfitta nella battaglia di Tapso (46 a.C.). Il personaggio era interpretato nel Medioevo cristiano come supremo esempio di difensore delle libertà politiche e repubblicane, al punto di sacrificare la propria vita per esse; era riconosciuto anche come modello di vita austera e dignitosa. Il personaggio appare nel Canto I del Purgatorio, subito dopo che Dante e Virgilio sono usciti dalla «natural burella» sulla spiaggia del secondo regno: è descritto come un vecchio che ispira autorevolezza e severità, dalla lunga barba e dai lunghi capelli brizzolati di cui scendono due trecce sul petto (ritratto simile a un patriarca biblico, che Dante ricavava sicuramente da Lucano). Catone rimprovera aspramente i due poeti, credendoli due dannati fuggiti dall'Inferno, ma Virgilio gli spiega che Dante è vivo e che lui risiede nel Limbo. Virgilio ricorda il suo suicidio a Utica, come una captatio benevolentiae, e accenna al fatto che Catone il giorno del Giudizio sarà ammesso in Paradiso. Fa riferimento anche alla moglie di Catone, Marzia, rimasta nel Limbo e alla quale il poeta latino parlerà bene del marito se lui li ammetterà in Purgatorio. Catone risponde che Marzia ormai risiede al di là dell'Acheronte e che non può più commuoverlo per una legge stabilita al momento della sua uscita dal I Cerchio infernale. Invita quindi Virgilio a lavare il viso di Dante prima di incontrare l'angelo che presiede la porta del Purgatorio, nonché a cingergli i fianchi con un un giunco liscio, simbolo di umiltà.

Canto I - descrizione di Catone

Vidi di fianco a me un vecchio ( veglio) solitario, degno allo sguardo (in vista) di tanto rispetto, quale nessun figliolo deve di più al padre.33 Portava la barba lunga e brizzolata come i suoi capelli, che gli cadevano sul petto in due ciocche. 36 I raggi delle quattro stelle (luci) sante illuminavano a tal punto il suo viso che io vedevo come se gli fosse davanti il sole. 39 «Chi siete voi, che percorrendo in senso contrario il fiume infernale siete fuggiti dalla prigione eterna?», disse egli, movendo la barba e i capelli. 42 «Chi vi ha guidati, o che cosa vi fece luce, per uscrire fuori dal buio profondo che rende sempretenebrosa la voragine infernale? 45 Sono state infrante le leggi dell'Inferno? oppure in cielo esiste un nuovo ordinamento per cui, pur essendo dannati, giungete ai piedi rocciosi della ontagna di cui sono custode?».

Vidi presso di me un veglio solo, degno di tanta reverenza in vista, che più non dee a padre alcun figliuolo. 33 Lunga la barba e di pel bianco mista portava, a’ suoi capelli simigliante, de’ quai cadeva al petto doppia lista. 36 Li raggi de le quattro luci sante fregiavan sì la sua faccia di lume, ch’i’ ’l vedea come ’l sol fosse davante. 39 «Chi siete voi che contro al cieco fiume fuggita avete la pregione etterna?», diss’el, movendo quelle oneste piume. 42 «Chi v’ha guidati, o che vi fu lucerna, uscendo fuor de la profonda notte che sempre nera fa la valle inferna? 45 Son le leggi d’abisso così rotte? o è mutato in ciel novo consiglio, che, dannati, venite a le mie grotte?».

Personaggi incontrati nel Purgatorio

Personaggi trattati in classe

I tre personaggi trattati in classe : Bonconte da Montefeltro: nacque nel 1250 ca. e nel 1287 prese parte alla cacciata dei Guelfi da Arezzo, per poi comandare i Ghibellini di quella città contro i Senesi nella battaglia di Pieve del Toppo, dove questi ultimi furono sconfitti. Combatté sempre con gli Aretini contro Firenze a Campaldino (1289), scontro cui partecipò anche Dante, e qui cadde sul campo anche se il suo cadavere non venne mai ritrovato. Questo fatto, unito alle molte malefatte da Bonconte compiute in vita, alimentarono la convinzione popolare che fosse finito all'Inferno. Il penitente lamenta il fatto che la vedova Giovanna e gli altri suoi parenti non si curano di pregare per lui, cosa che gli provoca vergogna. Dante gli chiede cosa abbia provocato la scomparsa del suo corpo a Campaldino e Bonconte spiega che in quello scontro giunse, con la gola squarciata, nel punto dove l'Archiano sfocia nell'Arno. Qui si pentì dei propri peccati e pronunciò il nome della Vergine, quindi la sua anima fu contesa da un angelo e da un diavolo, il diavolo aveva dovuto cedere e, per vendetta, aveva scatenato una terribile tempesta che aveva ingrossato il corso dei fiumi, per cui le acque dell'Archiano avevano trascinato il corpo di Bonconte nell'Arno e l'avevano disperso.

Personaggi trattati in classe

I tre personaggi trattati in classe : Jacopo del Cassero Figlio di Uguccione e membro di una nobile famiglia di Fano (che aveva tra i suoi membri il famoso giurista Martino, zio di Iacopo), nacque nel 1260 e fu valente uomo d'armi. Occupò varie cariche politiche e partecipò a molte guerre, combattendo con i Guelfi marchigiani negli scontri del 1288 tra Firenze e Arezzo. Nel 1296 fu podestà a Bologna e si oppose alle mire di Azzo VIII d'Este, signore di Ferrara, che gli giurò vendetta: chiamato come podestà a Milano nel 1298, Iacopo, per evitare di passare nel territorio estense, andò per mare a Venezia e di lì attraversò il padovano. Ad Oriago, sulle rive del Brenta, fu raggiunto dai sicari di Azzo e assassinato.

Personaggi trattati in classe

I tre personaggi trattati in classe : Pia De Tolomei Personaggio di identificazione assai incerta, anche se secondo molti degli antichi commentatori sarebbe stata della famiglia dei Tolomei di Siena: andata in sposa a Nello dei Pannocchieschi, podestà di Volterra e capitano della Taglia guelfa nel 1284, sarebbe stata uccisa dal marito che la fece precipitare dal balcone del suo castello della Pietra, in Maremma. La causa del delitto sarebbe, secondo alcuni, la punizione di un'infedeltà, secondo altri la volontà di lui di passare a seconde nozze.