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SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO

Emanuele Cosentino

Created on April 8, 2021

Progetto di arte

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Transcript

SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO

La finzione di un'abside: l'illusione prospettica di Bramante

VITA DI BRAMANTE

Per comprendere al meglio le opere dell'autore, occorre conoscere prima la sua vita. Andiamo quindi alla scoperta di Donato "Donnino" di Angelo di Pascuccio, detto "Bramante", uno tra i maggiori architetti e pittori del Rinascimento.

1502-1503

1444, Fermignano

1482

Bramante realizza alcune delle opere più importanti a Roma.

Bramante si trasferisce a Milano, nella corte di Ludovico il Moro

Nasce Bramante, all'interrno del ducato di Urbino

11 aprile 1514

Fino al 1476

1499

Ludovico il Moro abbandona MIlano; Bramante si trasferisce a Roma

Muore Bramante, all'eta di 70 anni.

Bramante si forma nella bottega di Fra' Carnevale come pittore.

"Come el tempo se muta in un momento, se muta el mio pensier che gli è sequace."Bramante

SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO

La chiesa di Santa Maria presso San Satiro è situata a Milano. È stata costruita da Bramante tra il 1482 e il 1486 per volere di Ludovico Sforza, detto "Il Moro", duca di Milano in quel periodo. Bramante rinnova il battistero di Santa Maria, ma il suo lavoro più importante è quello che riguarda la chiesa, che precedentemente era un antico oratorio, di epoca carolingia, dalla forma stretta e allungata, adiacente al Sacello di San Satiro. Oltre alla chiesa e al battistero, fanno parte dello stesso complesso anche il campanile e delle case, tutte adiacenti alla Chiesa. In foto, la facciata della Chiesa.

immagini

IL SACELLO DI SAN SATIRO

IL CAMPANILE DELLA CHIESA

Situato, come si può notare, di fianco al Sacello

CHIESA DI SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO

Concentriamoci ora sulla struttura interna della chiesa. L'edificio ha una pianta a croce commissa costituito da tre navate, una centrale più grande e due laterali più piccole: la prima presenta una copertura costituita dalla successione di volte a botte decorate, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera. La pianta si sviluppa poi in un ampio transetto da cui partono, ad angolo retto, le navatelle laterali, e sopra cui è situata la cupola. Nell'elemento interattivo in alto è possibile osservare la Chiesa in 3D da una veduta interna, per capire meglio l'edificio di cui si sta parlando.

IL PROBLEMA DELL'ABSIDE DI SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO

Come abbiamo precedentemente detto, la chiesa di San Satiro è a croce commissa: questo faceva risultare la chiesa sbilanciata, poiché non era stato possibile costruire una cavità absidale sufficientemente profonda per la presenza di una strada, via del Falcone, che corre all’esterno e impediva lo sviluppo in lunghezza dell’abside. La terminazione improvvisa dello sviluppo della chiesa, con un muro pieno dietro all’altare senza coro e senza una vera abside, creava un effetto sgradevole di interruzione troppo brusca.

SOLUZIONE: LA FINZIONE DI UN'ABSIDE

Il problema viene risolto da Bramante con un finto coro in un sottile strato di stucco dipinto, al fine di riequilibrare l'intera struttura. Infatti, secondo le normali regole costruttive, una cupola ha bisogno di ampie strutture tutt’attorno, per contrastare le tensioni che genera. Inoltre, il finto coro ricompone visivamente il dilatazione spaziale di cui la cupola è il centro e che il muro pieno avrebbe arrestato troppo bruscamente. Questo intervento di Bramante si gioca tutto in soli 90 cm, eppure l'architetto riesce a creare l’immagine di un’abside monumentale, profonda e coperta da volte a botte con cassettoni. Attraverso la prospettiva quindi, Bramante riesce a creare un coro illusionistico per sopperire alla mancanza di spazio.

IL FINTO CORO

Osservando l'abside da un'altra prospettiva, infatti, si nota subito come il coro sia solo uno spazio fittizio, non reale, dipinto, ampio solo 90 cm. A conferire maggiore realtà alla finzione contribuiscono, oltre al sapiente uso della prospettiva da parte dell'autore, anche la sapiente decorazione dello stucco, con ori luminosi e fregi azzurri olte al cotto e alla profusione di decorazione, in una perfetta trompe-l'oile. Attraverso il suo ingegno Bramante fa sì che trovandosi nel punto di vista giusto, l’illusione sia perfetta, creando un effetto spettacolare. L'illusione dell'abside mostra inoltre che in questa fase Bramante vede ancora l’architettura con gli occhi del pittore.

L'USO RIVOLUZIONARIO DELLA PROSPETTIVA

Il coro di Santa Maria presso San Satiro è un elemento che segna un passaggio importante in architettura. Accade infatti per la prima volta che la prospettiva, nata per misurare lo spazio, diventa un mezzo per creare uno spazio illusioro, che in realtà non esiste: la prospettiva viene piegata alle esigenze dell'invenzione per creare spazi virtuali. Probabilmente a far maturare l'esigenza in Bramante di creare forme architettoniche organiche e armoniche che lo porta poi a realizzare l'illusione prospettica del coro furono l'approfondito studio di Vitruvio, e i rapporti che l'artista sviluppò con Leonardo, avvenuti proprio negli anni della realizzazione della chiesa di Santa Maria.

SPAZIO REALE

Si può notare da questa immagine come lo spazio reale della chiesa sia in realtà molto ridotto (la finta abside si trova in uno spazio di 90mc).

SPAZIO VIRTUALE

Lo spazio che invece l'autore crea è molto ampio, e denota un ingegnoso e sapiente uso della prospettiva, ricreando una spettacolare illusione prospettica.

Progetto realizzato da:

Emanuele Cosentino

Classe 3A, a.s. 2020/2021Liceo scientifico opz. scienze applicate