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LUISA SPAGNOLI

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Created on April 7, 2021

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LuisaSpagnoli

Abbiamo fatto questa scelta perchè dopo aver individuato varie opzioni ed averne ricercato la storia, quella di Luisa Spagnoli ci ha affascinato particolarmente.

Perchè questa scelta?

Perchè questa scelta?

Luisa Spagnoli è nata il 30 ottobre 1877 a Perugia da una famiglia di origini modeste. Il cognome da nubile era Sargentini. All’età di ventuno anni sposa Annibale Spagnoli, con cui rileva una drogheria e iniziano a produrre confetti. In seguito allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e con il richiamo alle armi degli uomini, Luisa Spagnoli si ritrova da sola a dover mandare avanti l’azienda e lo fa nel migliore dei modi possibili: porta delle donne in fabbrica e al termine del conflitto l’azienda Perugina conta più di cento dipendenti , il marchio si è affermato a livello nazionale.

Sarà la stessa Luisa, nel 1922, a dare vita al famoso Bacio Perugina, uno dei prodotti più famosi dell’azienda umbra. Luisa muore all'età di 58 anni il giorno 21 settembre 1935, a causa di un tumore alla gola che l'aveva indotta a spostarsi a Parigi per provare a ricevere le migliori cure possibili. La sua azienda, successivamente alla sua morte, diventerà un'attività industriale a tutti gli effetti.

La storia del Bacio, va di pari passo con l’avvicendarsi di un amore irresistibile: quello che ha portato Luisa, negli anni ’20, a oltrepassare gli allora invalicabili vincoli del matrimonio e ad anticipare i tempi sulla promozione del lavoro e dei diritti femminili. Dopo le nozze con Annibale Spagnoli, inizia a produrre confetti e caramelle. La vera e propria svolta però, arriva nel 1907 quando la coppia, affiancata da Francesco Andreani, Leone Ascoli e Francesco Buitoni, proprietario dell’omonima azienda alimentare italiana produttrice di pasta, fondano in centro a Perugia “La Società Perugina per la Fabbricazione dei Confetti”, gestita da Luisa, dai suoi figli, Aldo e Mario e da altri soli quindici dipendenti.

Per contenere i costi di produzione, Luisa iniziò ad impastare la granella di nocciola, gettata durante la lavorazione dei dolci, con altro cioccolato, aggiungendo poi una nocciola in cima, anch’essa ricoperta di cioccolato fondente. Nasce così il “Cazzotto”, chiamato così per la sua forma simile alla nocca di una mano, poi ribattezzato “Bacio” da Giovanni (figlio del socio), che cercava un nome più accattivante.

Però, il vero decollo dell'azienda inizierà circa quattro anni dopo, sotto la guida del figlio Mario, poiché le fu diagnosticato un tumore alla gola. Luisa voleva soprattutto che i suoi dipendenti lavorassero con tutte le comodità possibili per questo lo stabilimento Angora Spagnoli, di Santa Lucia aveva una piscina per i dipendenti.

Verso la fine degli anni ’20 Luisa Spagnoli decidedi imbarcarsi in una nuova impresa: l'allevamento del pollame e dei conigli d'angora. Lei non voleva che i conigli venissero uccisi e neanche tosati, ma amorevolmente pettinati per ricavare la lana d'angora per i filati. Nacque così nel sobborgo di Santa Lucia "L'Angora Spagnoli" per le creazioni di scialli, boleri e indumenti alla moda.

Fece costruire, inoltre, delle casette a schiera (tuttora esistenti) per i propri dipendenti, e si organizzarono asili nido per i figli, oltre a balli, partite di calcio, gare e feste. Dopo la sua morte,con il figlio Mario nel 1937, l'azienda voluta da Luisa passò da attività artigianale a industriale. Proprio a lui si deve l'invenzione, nel 1942, di due oggetti brevettati, ossia: un pettine per la raccolta della lana e una pinza per tatuare i conigli d'Angora. Mario costruì, nel 1947, il nuovo stabilimento della "Città dell'angora", attorno a cui nacque una comunità autosufficiente. Fondò inoltre negli anni sessanta il parco giochi della "Città della Domenica", originariamente chiamato "Spagnolia" e ancor oggi meta di visitatori, dove all'ingresso campeggia un grande ritratto di Luisa. Con il figlio Annibale, la produzione si diversificò ancor di più, fino alla nascita della rete commerciale dei negozi "Luisa Spagnoli" e outlet store, ancora oggi presenti in tutto il mondo, sempre con base a Perugia.

Negli anni Sessanta i punti vendita Luisa Spagnoli erano già 60 e si produceva principalmente alta maglieria. Nello stesso periodo, in seguito alla morte di Lino, il nipote di Luisa Spagnoli, il brand fu preso in mano da Nicoletta Spagnoli, ancora oggi a capo dell’azienda, la quale è riuscita a far diventare il marchio una delle maison di moda più celebri e importanti al mondo. Con l’innovazione, la cura dei dettagli, l’attenzione al design e alle materie prime, il brand Luisa Spagnoli mette in vendita abiti di alta classe, borse, accessori, profumi e occhiali.

L’azienda comprende 150 negozi su tutto il territorio nazionale. Altri 50 punti vendita sono sparsi per il globo, con l’aggiunta di ulteriori 80 boutique multimarca presenti in svariati paesi del mondo. La casa madre resta a Perugia e il fatturato 2018, anno in cui si festeggiava il 90esimo dalla fondazione, è ammontato a quasi 130 milioni di euro. Il fatturato aziendale è comunque fatto ancora per quasi il 90% di vendite sul territorio italiano, ma anche l’estero è in grande ascesa, principalmente in Russia che è il secondo mercato più sviluppato della maison.

A fine 2018 è stato aperto il terzo negozio a Mosca, a inizio 2019 si sono inaugurati i negozi di Sidney e Melbourne, il marco si è espanso al Cairo fino ad arrivare addirittura in Siberia. I nuovi punti vendita previsti per l’anno 2019/2020 sono stati ben 30, tutti con uno stile moderno e accogliente, con interni in marmo, toni tenui e il classico lampadario ormai icona delle boutique di Luisa Spagnoli.

La Rai ha dedicato una fiction di due puntate alla storia di Luisa Spagnoli. La miniserie è andata in onda su Raiuno, è ancora visibile in streaming su Raiplay ed è stata un vero e proprio successo. Questo è anche un ulteriore segnale che indica quanto la storia di questa donna, capace e innovativa, sia ancora fortemente sentita nel nostro Paese.

Grazie dell'attenzione!

Canale Giorgia, Guarino Emanuela, Filo Roberta e Fabozzi Chiara.