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LE MASCHERE
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Created on April 6, 2021
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Transcript
LE MASCHERE
Ieri e oggi
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Maschere nell'antico Egitto
Introduzione
Maschere nell'antica Grecia
Il carnevale
Le maschere e Pirandello
-Introduzione
Cosa si intende per "maschere"?
Le maschere sono letteralmente indumenti che coprono il viso di una persona e ne fanno assumere sembianze diverse dalla realtà. Sono state spesso usate nella storia e riguardano molte popolazione, religioni e festività come ad esempio il Carnevale. Possono anche essere viste in maniera figurata e riguardare la personalità di un soggetto (ad esempio Pirandello ne coglie questo significato).
-Le maschere nell'Antico Egitto
la maschera funeraria di Tutankhamon
La maschera della mummia ubbidisce a due scopi: primo, deve essere una specie di ritratto del morto, pur sempre soggetto a certe convenzioni stilistiche (le maschere più antiche, e dapprima poco diffuse, dell'Antico Regno riproducono ancora i lineamenti individuali, mentre negli esemplari posteriori si può riconoscere la fabbricazione in serie, nei volti inespressivi e schematici ; in secondo luogo la maschera costituisce un mezzo di difesa contro la perdita della testa ed è spesso munita di una formula di scongiuro. La maschera funeraria di Tutankhamon, nota anche come maschera di Tutankhamon, è la maschera funeraria dell'antico faraone egizio Tutankhamon (1332-1323 a.C.). Fu scoperta dall'egittologo britannico Howard Carter nel 1922.
Secondo quanto ha scritto l'egittologo Nicholas Reeves, la maschera è "non solo l'immagine quintessenziale della tomba di Tutankhamon, ma probabilmente anche il più famoso oggetto proveniente dall'antico Egitto"
-Le maschere nell'Antica Grecia
Il teatro greco
Nel Teatro Greco le Maschere furono introdotte da Tespi, l’inventore della tragedia, che nel 530 a.C. cominciò a far usare agli attori maschere di lino, sughero e poi di legno. Prima di allora gli attori si erano limitati a pitturarsi il volto. Le Maschere greche, tipiche sia dei drammi che delle commedie del teatro antico, hanno varie funzioni e rappresentano personaggi o stati d’animo ogni volta diversi. Le facce tipiche rappresentate sulle maschere dell’epoca erano quelle tristi delle tragedie e quelle allegre della commedia. Entrambe rappresentano i due distinti caratteri di Dionisio ( il dio del risveglio), pieno di gioia e convivialità ma anche incline alla grande tristezza. La Maschera Greca ancora oggi continua a produrre e trasmettere grandi emozioni.
-Il Carnevale
Il carnevale è senza dubbio la festa più pazza e variopinta dell’anno, dove tutto è permesso e dove il gioco, lo scherzo e la finzione diventano, per un po’, una regola. Si tratta di una delle ricorrenze più diffuse e popolari del mondo. Si tratta, dunque, di una festa tipica dei Paesi a tradizione cattolica anche se, come spesso accade, la sua saga è stata “rielaborata” a partire da pratiche ben più antiche. Per esempio nell’Antico Egitto erano soliti tenersi periodi di festa in onore della dea Iside durate i quali si registrava la presenza di gruppi mascherati; una consuetudine simile a quelle delle feste in onore del dio Dioniso in Grecia e dei “saturnali” romani, che avevano in comune, oltre che l’uso del travestimento, il fatto di rappresentare un temporaneo “rovesciamento dell’ordine precostituito”. In Italia alla maggior parte delle maschere è attribuito un vero e proprio personaggio che fa parte di questa tradizione.
-Pirandello
la visione delle maschere da parte di Pirandello
Pirandello ci insegna che essere noi stessi implicherebbe accettare il peso del confronto, dibattere, affrontare conflitti e sperimentarne i danni, mettere in discussione le proprie idee con il pericolo che vengano demolite. Da ciò deriva che l’uomo trova più facile e meno rischioso occultare il proprio volto dietro una maschera, vivere ai margini della mediocrità, senza abbracciare apertamente alcuna posizione. Chi non si mostra non ha il pericolo di perdere, dato che appare inattaccabile su ogni fronte. Chi non si mette in gioco non può stabilire autentici legami con l’altro, ma allo stesso tempo è in grado di adagiarsi sulle piume della quiete quotidiana. Viviamo in un mondo in cui le maschere ci appaiono quasi necessarie per fronteggiare situazioni, in una realtà in cui l’estrema labilità delle relazioni non permette facilmente di acquisire la conoscenza di chi ci sta attorno e di contro nemmeno di noi stessi.