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Lavoro di gruppo di educazione civica
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Transcript
KAMALA HARRIS
Lavoro di gruppo di educazione civica
Studenti: Calatè Alessandro, Carfora Fabrizia, Prato Sara, Senese Marialuisa
Biografia
Senese Marialuisa
"Sono stata cresciuta da una madre che mi diceva tutto il tempo: Kamala, potresti essere la prima a fare molte cose, assicurati di non essere l'ultima."
Kamala Harris
Biografia
Kamala Devi Harris è nata il 20 ottobre 1964, a Oakland, in California. Sua madre, Shyamala Gopalan, era un'oncologa specializzata nel cancro al seno, emigrata dal Tamil Nadu (India) nel 1960 per conseguire un dottorato in endocrinologia. Suo padre, Donald J. Harris, è professore emerito di economia presso la Stanford University, anche lui emigrato dalla Colonia della Giamaica nel 1961 per laurearsi in economia. In un articolo del 2018 in Jamaica Global, Donald Harris affermò di essere discendente dello schiavista Hamilton Brown. Avendo origini indiane tamil e giamaicane, Kamala Harris si identifica semplicemente come "americana". Harris crebbe assieme alla sorella minore Maya Harris Frequentò sia una chiesa battista per neri sia un tempio induista, e talora con la sorella faceva visita alla famiglia materna a Madras (oggi Chennai, India). Per questo motivo, Harris scrive nella sua biografia di capire qualche parola di lingua tamil. Gopalan, sua madre, insistette per dare alle figlie nomi associati alla cultura indiana per cercare di preservare la loro identità indiana. Kamala fu chiamata "Kamala Devi" per motivi religiosi, poiché sono entrambe parole derivate dalla mitologia induista. "Kamala" in sanscrito significa "loto" ed è un nome alternativo della dea Lakshmi, spesso rappresentata con tale fiore; "Devi" in sanscrito significa "dea" ed è pure il nome della divinità femminile che protegge i villaggi.
Infanzia
Harris iniziò la scuola dell'infanzia nel secondo anno, per la scuola di Berkeley, del programma di desegregation busing, che sfruttava il servizio di scuolabus per mitigare gli ostacoli razziali nelle scuole pubbliche della città; un autobus la accompagnava in una scuola che, due anni prima, aveva il 95% di alunni bianchi. I suoi genitori divorziarono quando lei aveva sette anni, quando con sua sorella si trovavano dal papà a Palo Alto nei weekend, i bambini dei vicini non potevano giocare con loro perché erano nere. Alla Howard University di Washington D.C., conseguì due specializzazioni in scienze politiche ed economia fece un tirocinio come impiegata all'ufficio posta del senatore californiano Alan Cranston, divenne membro della società economica, guidò la squadra del dibattito e si affiliò alla sorellanza Alpha Kappa Alpha. Superò l'esame di avvocato e ottenne l'ammissione allo State Bar of California il 14 giugno 1990.
Prima vicepresidentessa donna
Carfora Fabrizia
"Il tuo voto è la tua voce e la tua voce è il tuo potere. Non lasciare che nessuno ti tolga il potere. Ora è il momento di alzarsi. Ora è il momento di parlare. E ora è il momento di VOTARE".
Kamala Harris
Partiti politici
Negli Stati Uniti d’America i principali partiti politici sono due: ➤Il Partito Repubblicano, noto anche come GOP (Grand Old Party), fondato nel 1854, di ispirazione conservatrice, che ritrova i suoi valori nella “famiglia tradizionale” e in economia nel non interventismo statale. ➤Il Partito Democratico (Democratic Party), fondato da Thomas Jefferson nel 1792, ispirato al liberalismo americano e con un carattere più progressista, presta maggiore attenzione al problema della giustizia sociale, alle esigenze quindi delle persone che vivono in maniera meno agiata rispetto ai cosiddetti ricchi ed è dunque sostenitore del concetto di uguaglianza a livello sociale. Proprio questo partito ha portato il suo candidato Barack Obama alla vittoria durante le elezioni del 2008 e del 2012, che hanno segnato una svolta epocale nella storia delle elezioni presidenziali USA. Proprio a quest’ultimo partito appartiene l’attuale vicepresidente Kamala Harris, che per lanciare la sua campagna elettorale ha affermato: ”Il Dottor King mi ha sempre ispirato perchè era una figura gigante. Il suo modo di essere ha spronato ognuno di noi, e continua a farlo, a essere persone migliori, proprio come lo fa il nostro Paese. La Harris, 55 anni, di professione avvocato è stata la seconda donna afro-americana e la prima americana-asiatica ad essere stata nominata senatrice e ha raggiunto un grandissimo traguardo anche con la sola nomination alla vicepresidenza, infatti prima di lei solo un’altra donna fu candidata a questa carica, l’italo-americana Geraldine Ferraro, nel 1984, elezioni vinte poi, però, dal partito conservatore di Ronald Reagan.
La prima donna ad essere eletta vicepresidente
Il percorso di Kamala Harris, che l’ha condotta da sostituto procuratore a diventare prima donna nella storia degli Stati Uniti vicepresidente è un percorso chiaro e tutto nel segno della giustizia, perchè negli anni si è occupata di migranti e razzismo, tutela dei bambini e crisi immobiliare, violenza contro le donne e istruzione. Nello scorrere la sua autobiografia ci si trova dinanzi ad uno spaccato del paese in cui è nata, tra discriminazioni mai superate e opportunità sempre concesse. Gli anni infuocati delle marce per i diritti civili e delle proteste contro la guerra in Vietnam, sono gli anni in cui si sposano i suoi genitori e nasce la futura vicepresidente. La Harris cresce con l’esempio di una madre che lavora e instilla nelle figlie il senso del dovere, l’obiettivo di migliorarsi sempre, di non abbattersi se qualcosa non va. Questi ricordi saranno sempre presenti nella futura vicepresidente e le permetteranno di raggiungere risultati clamorosi, come quando fu eletta procuratore capo nel distretto di San Francisco (il 95% dei procuratori era bianco e il 79% erano uomini).
La prima donna ad essere eletta vicepresidente
Nell’amministrazione della giustizia si distinse per il programma Back on Track, così lungimirante da essere adottato poi a livello nazionale dall’amministrazione Obama. Era un programma di reinserimento per chi usciva dal carcere, fatto di formazione professionale, corsi per il diploma, test e terapia antidroga e alfabetizzazione. Tutto ciò che serve insomma, per una seconda possibilità. (solo il 10% dei diplomati Back on Track continuò a commettere reati). La Harris è stata sempre attenta anche al problema dei comportamenti violenti e alla prevenzione degli abusi degli agenti di polizia nei confronti dei fermati ,infatti è stata la prima ad introdurre le cosiddette bodycam. Questo è un tema oggi molto influente dopo l’uccisione di George Floyd. La sua elezione a vicepresidente è avvenuta dunque, anche in un clima diverso, che attraversa l’America attuale (come il movimento Black Lives Matter, gli attacchi al Capitol Hill…), ma soprattutto grazie alla sua determinazione, alla sua preparazione, al suo essere profondamente legata ai valori di tolleranza, rispetto ed all’orgoglio di appartenenza alle minoranze etniche. Di lei dice Obama “Conosco la senatrice Kamala Harris da lungo tempo. È più che preparata per l’incarico. Ha trascorso la sua carriera a difendere la Costituzione. È una bella giornata per il nostro paese”.
Discorso della vittoria di Kamala Harris
Donne al potere
Calatè Alessandro
"Chiunque affermi di essere un leader deve parlare come un leader. Ciò significa parlare con integrità e verità."
Kamala Harris
Donne al potere
Oltre Kamala Harris ci sono e ci sono state anche altre donne al potere le quali hanno lasciato il segno. Un esempio che può venire in mente è Angela Merkel, che è stata cancelliera federale della Germania per quattro mandati di fila. Un altro nome importante è quello Erna Solberg, primo ministro della Norvegia dal 2013. Nel maggio 2018, Solberg ha superato Kåre Willoch divenendo il primo ministro norvegese più longevo del Partito conservatore. Tra i nomi importanti c’è anche quello di Mette Frederiksen è una politica danese, dal 27 giugno 2019 Ministro di Stato della Danimarca. Dal 2011 al 2014 è stata ministro del lavoro nel Governo Thorning-Schmidt I, e dal 2014 al 2015 ministro della giustizia. Dal 28 giugno 2014 è leader dei Socialdemocratici. Una donna importante per la politica italiana nel passato è stata Nilde Iotti, fu la prima donna nella storia dell'Italia repubblicana a ricoprire una delle tre massime cariche dello Stato, la presidenza della Camera dei deputati, incarico che detenne per quasi 13 anni e per ben tre legislature, dal 20 giugno 1979 al 22 aprile 1992, che rappresenta il più lungo mandato come presidente della Camera dall'istituzione della Repubblica.
L'appello di Kamala Harris per l'America
Futuro
Prato Sara
"Il membro del Congresso John Lewis, prima della sua morte ha scritto: La democrazia non è uno stato. È un atto. E quello che voleva dire era che la democrazia americana non è garantita. È forte solo quanto la nostra volontà di lottare per essa. Proteggerla e non darla mai per scontata. E proteggere la nostra democrazia richiede lotta. Ci vuole sacrificio. Ma c'è gioia".
Kamala Harris
Il futuro si chiama Kamala
Kamala Harris ha riscattato le speranze di milioni di donne con la sua nomina a prima vicepresidente USA di colore. Ma è solo il primo passo. La sua storia personale non basta come garanzia: ora ci si aspetta da lei che diventi una leader in grado di traghettare l'America verso nuovi diritti.
Una speranza per la nuova generazione
La vicepresidente non dovrà deludere le aspettative di una sinistra divisa tra moderati e radicali. Lee, studentessa della Pennsylvania, ha scritto a Kamala una lettera in cui spiega che né lei né Biden erano la sua prima scelta. Crede che servano leader davvero progressisti per guarire «un Paese che ama definirsi grande ma è costruito sulle spalle degli schiavi». Ma vedere una donna nera, indiana e figlia di immigrati parlare da vicepresidente le ha restituito quel senso di speranza che non provava dalle elementari, quando fu eletto Obama e lei scoprì che un nero può arrivare alla Casa Bianca. Lee comprò un libro da un dollaro su “come diventare la prima donna presidente”, ma Donald Trump la convinse che fosse impossibile. Ora non lo è più. «We shall overcome», conclude, ce la faremo. Così le ragazzine guardano Kamala e vedono se stesse.
Il suo futuro sarà "rainbow"
La vicepresidente degli Stati Uniti d’America è sempre stata una paladina dei diritti gay e la sua elezione potrà portare solo dei miglioramenti alla causa. Qui vi spieghiamo il perché: Kamala Harris, una donna che nella sua carriera, da quando faceva la procuratrice distrettuale a San Francisco, si è sempre battuta per la tutela dei diritti delle minoranze, soprattutto della comunità LGBT+. In molti la ricordano quando, il primo luglio del 2019, partecipò al Gay Pride cittadino in qualità di senatrice indossando una giacca di paillettes con i colori dell’arcobaleno, percorrendo le vie della città tra migliaia di partecipanti al corteo che gridavano il suo nome fino ad arrivare a prendere lei stessa la parola una volta sul palco. Quella fu solo una delle tante volte in cui la Harris ha dimostrato di essere una paladina della comunità gay e di battersi per la tutela dei loro diritti.
Il suo futuro sarà "rainbow"
Proposition 8
Anni fa, in qualità di procuratore generale della California, la Harris avrebbe dovuto difendere in tribunale la contestata “Proposition 8” - il divieto statale nei confronti del matrimonio egualitario – ma si rifiutò di farlo e poco dopo officiò il primo matrimonio gay dopo la sentenza della Corte Suprema che aveva annullato il divieto stesso. Divenuta senatrice, poi, ha continuato a sostenere la libertà delle persone trans di scegliere il bagno che sentivano più vicino alla loro identità co-sponsorizzando “l’Equality Act”, il provvedimento contro ogni tipo di discriminazione che estenderebbe le protezioni dei diritti civili alle persone LGBT+, dicendo che lo avrebbe approvato al suo primo giorno alla Casa Bianca, promettendo anche di porre fine alle violenze contro le donne trans di colore, ribadendo che ci devono essere “gravi conseguenze e responsabilità”.
Grazie per l'attenzione!