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LA STANZA DEL LUPO 3E

carmela.rizzo

Created on April 3, 2021

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Transcript

Classe 3aE

quello che ci ha svelato la lettura ...

... un vaso di Pandora da cui tutto emerge...

amicizia

vittima

urlo

lutto

paura

amicizia

dolore

adolescenza

dolore

timidezza

rabbia

bianco

muro

Nel libro si narra di un lupo, un lupo contro cui si batte Nico. Un lupo interiore, immaginario.

Il libro, in generale, ci è molto piaciuto. Le pagine che hanno destato la nostra attenzione sono quelle in cui emerge la rabbia del protagonista verso la sua famiglia e i suoi amici. Il titolo del libro è indicativo è pervaso da questa emozione che il protagonista fa fatica a gestire tanto che, spesso, si ritrova a litigare con il padre o con coloro da cui pensa di doversi difendere. Disegnare sui muri, prima della sua stanza poi in spazi esterni, diventa una valvola di sfogo, da altri contrastata, per gestire questa energia distruttiva che non riesce a gestire e di cui diventa schiavo.

Noi pensiamo che l’autore con la storia di Nico voglia parlare al cuore di ognuno di noi. Voglia dire a tutti noi che, nonostante le difficoltà, le incomprensioni, questo nostro periodo di crescita, oltre che tanto disorientante, è anche ricco di momenti belli, di scoperte e di incontri. Ci invita a prendere coraggio nonostante tutto, ci dice di non avere mai paura, di essere capaci di superare la rabbia anche guardando dentro il nostro cuore e anche grazie confronto con l’altro ma soprattutto ci invita ad amare le persone che ci amano.

Nico siamo noi

Il protagonista del racconto alberga in ognuno di noi nel bene e nel male

Il lupo assale Nico nei momenti più vulnerabili prendendolo alla sprovvista. In molti episodi si trova costretto a scappare perchè impaurito. L’ultima volta che Nico si trova davanti al lupo, riesce a prendere coraggio e ad affrontarlo, avventandosi contro. Dopo questo scontro capirà che il lupo è dentro di lui. Il lupo è Nico, frutto della sua rabbia e della sua ira.

“Non lo guardo' perche' mentre stendeva il bianco sopra il suo disegno, Nico pensava gia' a cosa avrebbe disegnato dopo.”

Bianco

Disegnare è, infatti, il modo in cui Nico si esprime, si sente sicuro e lo fa stare bene. Quando però vede ogni suo disegno svanire, come se non significasse nulla, non ci rinuncia ma continua imperterrito a disegnare con i suoi colori, forse per mandare un messaggio di richiesta d’aiuto.

Il bianco è un elemento presente nel racconto, ma a mio avviso, con valore negativo. Il colore bianco, generalmente, è considerato simbolo di luce, di una nuova vita o di speranza. Nel racconto, invece, Nico nutre disprezzo, quasi di paura verso il bianco. Forse perché tutti i suoi disegni vengono cancellati, regolarmente, dalla vernice bianca, che annulla il suo lavoro e nega il messaggio che sta dietro quei vasti disegni che gridano il sentimento di rabbia del protagonista.

Noi pensiamo che su quel muro Nico metteva tutti i colori del suo mondo interiore

Ciò che emerge dalle pagine di questo libro è l’emozione della rabbia, un qualcosa che accomuna tutti. Chi non è mai stato arrabbiato? Ma qui, il protagonista ne resta schiacciato tanto da rivolgerla verso la sua famiglia e i suoi amici. Talvolta non è nemmeno consapevole e cerca di dominarla disegnando sui muri della sua camera. Ma ciò viene interpretato dal padre come provocazione e in quanto tale dovrà essere risolta, lo farà l’imbianchino che sbiancherà più e più volte quella parete, prima che le cose trovino la giusta conclusione.

"Non mi importa se gli altri dicono che è matto! Lo amo!"

Amicizia

Nel testo è presente il sentimento dell'amicizia.“Nico, lo aveva fatto solo per Claudia, per quella promessa fatta quel giorno alla chiesetta”. Da questa frase possiamo notare quanto per Nico sia importante mantenere la promessa che aveva fatto alla sua amica mettendola al primo posto su tutto. L’amicizia è pure questo.

L'amicizia è molto importante per Nico. Lui seleziona i suoi amici. Lui parla solo con alcuni dei suoi amici, come Leo, un amico con cui si confida, si sfoga.

Frasi che ci hanno colpito

Disegnò il mare e la panchina in cima al molo. Aveva bisogno d'aria, di spazio, aveva bisogno di gridarli i suoi disegni. Lo aveva scritto sul diario, no Ti amo. Lo avevascritto su quella maledetta pagina, Non mi importa se dicono che è matto.

Nessun altro poteva chiamarlo tramontana. Solo lei.Nico l'aveva portata alla chiesetta, quel giorno. Perchè a Claudia quel posto piaceva da morire. Nico lo aveva fatto solo per Claudia, per quella promessa fatta quel giorno alla chiesetta.

Frasi che ci hanno colpito

Nessun altro poteva chiamarlo Tramontana. Solo Claudia. Perchè quel nome glielo aveva dato lei, al mare, l’altr’anno, su quella panchina in cima al molo con le onde spazzate dal vento che si frangevano sui sassi, e gli spruzzi che si arrampicavano lungo gli alberi delle barche scoppiando come fuochi d’artificio. E lo aveva guardato, il vento, lo aveva guardato brutto per fargli capire che se voleva poteva soffiare anche più forte, tanto lui Claudia non l’avrebbe lasciata andare mai.

Era lì,il lupo, era lì, da qualche parte,nelle luci,nella pioggia,negli sguardi che si riflettevano dentro alle vetrine e che lo fissavano taglienti, in quel riflesso che nel vetro si spezzava e gli rimandava,deformate,mille immagini di sè. E mentre il prof rimette in piedi il tavolino, Nico continua a guardare qulla tela, e il rosso, che le ha scagliato contro, e che spacca il nero in due, il nero che c'è sotto, e che adesso non si muove più.

Riflessioni su alcune frasi

Più passa il tempo e più tutto attorno a lui si fa “buio”. E il “lupo” diventa più forte.Leo non è, di certo, una buona compagnia per Nico. Leo sembra il più forte tra i due, ma, in realtà, è la persona più debole e non ce la fa. E ancora nelle orecchie di Nico risuona il “boato” del treno. E’ l’ultimo atto e Nico riesce a trovare la forza di sconfiggere il lupo. L’amore di Claudia lo aiuta in questo. Ed è come “rinascere”,“una seconda volta”. “Rinascere” come ha fatto Nico nella “gentilezza” per amore di Claudia, la personificazione di questa qualità. Non più la forza bruta, non più sciocchezze, ma d’ora in avanti Nico è deciso a seguire le proprie passioni, a dipingere sul serio col professor Dalì, il suo prof. preferito per poter costruire il suo futuro.

Nico si sente come in gabbia. Ha bisogno di respirare ed egli è come quel pesciolino:“tra le alghe…uno solo, dentro a quella foresta fitta e nera che faceva paura anche solo a immaginarla”. Per Nico la sua compagnia è formata da Claudia, la sua fidanzata e Leo, il suo migliore amico. Egli continua a disegnare, sente un bisogno irrefrenabile: ”ma più la mano correva libera sulla parete, più i segni si stratificavano, e i neri si sovrapponevano, i neri del bosco, degli alberi, del cielo che scuriva e diventava notte”.

Riflessioni su alcune frasi

"Quello che vorresti essere, non quello che gli altri pretendono da te" Questa frase vuol dire che noi tutti spesso indossiamo una maschera e così facendo nascondiamo noi stessi. Questo solo per piacere agli altri o perchè magari quella parte del nostro carattere o aspetto non ci piace e di conseguenza tendiamo a nasconderlo solo perchè abbiamo paura di venire esclusi. In realtà dovremmo solo accettarci per come siamo, fregarcene del giudizio altrui e lasciare che pensino quello che vogliono.

"Quello che vedo dentro, dentro di me. Quello che penso, quello che sogno, quello che voglio che gli altri sappiano...o non sappiano" Secondo me Nico intende dire che per lui l’arte è una forma di espressione attraverso cui esprime la sua fantasia o quello che desidera fare, ma gli viene negato. Per lui l’arte è un modo per distrarsi, sentirsi bene con se stesso e esporsi al mondo disegnando cose che magari non riesce a dire o non desidera.

Nico alberga in ognuno di noi

Dobbiamo imparare a fare luce dentro di noi e saper dosare sentimenti e ragione. Affidarci completamente alle emozioni senza saperle gestire può essere l'inizio della nostra distruzione. Abbiamo imparato che solo CON GLI ALTRI possiamo farcela. L'amicizia e l'amore saranno la nostra SALVEZZA.