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POESIE DI PASQUA E PRIMAVERA

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Created on March 29, 2021

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BUONA PASQUA

poesie

pasqua nel mondo

Albert Einstein

BUONA PASQUA

RACCOLTA DI POESIE E TRADIZIONI PASQUALI NEL MONDO

Se le immagini coprono le parole le puoi spostare col mouse!!

DALL’UOVO DI PASQUA

DALL’UOVO DI PASQUA È USCITO UN PULCINO DI GESSO ARANCIONE COL BECCO TURCHINO.

HA DETTO: “VADO, MI METTO IN VIAGGIO E PORTO A TUTTI UN GRANDE MESSAGGIO”

E VOLTEGGIANDO DI QUA E DI LÀ ATTRAVERSANDO PAESI E CITTÀ HA SCRITTO SUI MURI, NEL CIELO E PER TERRA:

DALL’UOVO DI PASQUA

“VIVA LA PACE, ABBASSO LA GUERRA”

Quando il cielo ritorna sereno come l'occhio di una bambina, la primavera si sveglia. E cammina per le mormoranti 1 foreste, sfiorando appena con la sua veste color del sole i bei teppeti di borracina. 2 ogni filo d'erba reca un diadema 3, ogni stilla 4 trema. Qualche gemma sboccia un po' timorosa, 5 e porge la boccuccia color di rosa per bere una goccia di rugiada...

Si sveglia la primavera

U. Betti, riduzione Il re pensieroso, Treves, Milano 1922

VIVA LA PRIMAVERA

LA PRIMAVERA

Quando la terra è giovane e fresca quando la testa è piena di festa, quando la terra ride contenta, quando di erba profuma il vento, quando di menta profuma la sera, è primavera. Roberto Piumini

Viva la primavera che viaggia liberamente di frontiera in frontiera senza passaporto con un seguito di primule, mughetti e ciclamini che attraversando i confini cambiano nome come passeggeri clandestini. Tutti i fiori del mondo son fratelli. Gianni Rodari

La primavera

FILASTROCCA DI PRIMAVERA

La primavera si desta, si veste corre leggera per prati e foreste. Guarda un giardino: ci nasce un fioretto. Guarda un boschetto: c’è già l’uccellino. Guarda la neve: già scorre un ruscello; viene l’agnello, si china e ne beve. Guarda il campetto già il grano germoglia. Tocca un rametto: (R.Pezzani) ci spunta una foglia.

Filastrocca di primavera più lungo è il giorno, più dolce la sera. Domani forse tra l'erbetta spunterà la prima violetta. O prima viola fresca e nuova beato il primo che ti trova, il tuo profumo gli dirà, la primavera è giunta, è qua. Gli altri signori non lo sanno e ancora in inverno si crederanno: magari persone di riguardo, ma il loro calendario va in ritardo.

Gianni Rodari

Ed ecco1 sul tronco si rompono gemme: 2un verde più nuovo dell'erba che il cuore riposa: il tronco pareva già morto, piegato sul botro 3. E tutto mi sa di miracolo; e sono quell'acqua di nube 4 che oggi rispecchia nei fossi più azzurro il suo pezzo di cielo 5, quel verde che spacca la scorza che pure stanotte non c'era 6. S. Quasimodo

Specchio

PRIMAVERA BRILLA NELL'ARIA

Primavera d'intorno brilla nell'aria, e per li campi esulta, sì che a mirarla intenerisce il core. Odi greggi belar, muggire armenti; gli altri augelli, contenti, a gara insieme, per lo libero ciel fan mille giri, pur festeggiando il lor tempo migliore. Giacomo Leopardi

Primavera e Farfalle

Sera d'Aprile

Bosco di primavera

Fiocchi di cielo alitano intorno alla chioma fiorita degli albicocchi: messaggeri del sole intessuti di seta.

Batte la luna soavemente di là dei vetri sul mio vaso di primule: senza vederla la penso come una grande primula anch'essa stupita sola nel prato azzurro del cielo.

Vola un profumo lieve dal biancospin di neve; splendon rugiade d’oro sul mirto e sull’alloro. Canta la cinciallegra e il bosco si rallegra. Fa uno starnuto il riccio e la gazza il suo bisticcio, ma c’è un garofanino che sboccia lì vicino e cinguetta capinera: per dir che è primavera. M.L. Magni,

Appena c’è nell’aria odor di primavera ecco le margherite nevicare nei prati mettendo il loro fiorellino anche all’occhiello del ciuffo d’erba più meschino

La margherita

Primavera Ho visto due petali volare uniti rapidi e leggeri sull’aiuola fiorita ricca di colori profumati.. Erano due petali di un fiore senza stelo senza profumo, senza peso, due ali di farfalle che stuzzicavano i miei sogni ad occhi aperti!

Momento Rampicanti in fiore Giocano col vento Primaverile. Rondini si dondolano Nell’aria serale. (Wei Li Bo)

Primavera Dai verdi umidi margini La violetta odora, il mandorlo s’infiora trillan gli uccelli a vol. (G.Carducci da RIME NUOVE)

E' Pasqua! Sul mandorlo in fiore. il vento d'Aprile sussurra gentile la prima parola d'amore. E' Pasqua! Nei cuori sublime con Cristo risorto, rinasce il conforto che esalta, soccorre, redime.

E' Pasqua!Con garrulo grido, signora dell'aria la rondine svaria cercando la fronda e il nido. E' Pasqua! Tra candidi veli di nubi, giocando trasluce sul mondo lo smalto azzurrino dei cieli

La storia della Pasqua

Il termine Pasqua deriva dalla parola latina "pascha" e dall'ebraico "pesah," che significa probabilmente "passaggio." Con questo nome si indicano due feste, molto diverse tra loro, una ebraica, l'altra cristiana. La Pasqua più antica è quella ebraica, con la quale si celebra la liberazione del popolo di Mosè dalla schiavitù in Egitto e viene festeggiata in occasione del primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera. La Pasqua cristiana celebra, invece, la Resurrezione di Cristo e viene festeggiata la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio primaverile. La festa, oltre alle radicate motivazioni religiose, è legata al risveglio della natura. L'evento ha sempre avuto risonanze agresti e risale ad un'antica celebrazione con cui veniva festeggiato l'arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, tra cui le primizie del campo e dell'orto, e sacrifici di agnelli, la cui carne veniva consumata con un pasto rituale. Oggi come in passato si ritrovano sulla tavola le spighe di grano tramutate in pane, le erbe, le uova, l'agnello, irrinunciabili e caratteristici alimenti della Pasqua.

Le uova dai Persiani ad oggi L'uovo è il simbolo della vita e della rigenerazione ed è presente in molte culture antiche. Si pensa che i primi ad usare l’uovo come oggetto benaugurante siano stati i Persiani che festeggiavano l'arrivo della primavera con lo scambio di uova di gallina. In Occidente questa usanza risale al 1176, quando il capo dell'Abbazia di St. Germain-des-Près donò a re Luigi VII, appena rientrato a Parigi dalla II crociata, prodotti delle sue terre, incluse uova in gran quantità. L'uso di regalare uova è collegato al fatto che la Pasqua è festa della primavera, dunque anche della fecondità e del rifiorire della natura. L'uovo è appunto simbolo della vita che si rinnova ed auspicio di fecondità.

L'usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va molto indietro nel tempo e già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra risulta segnata una spesa per 450 uova rivestite d'oro e decorate da donare come regalo di Pasqua. Ma le uova più famose furono indubbiamente quelle di un maestro orafo, Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria. Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d'oro che a sua volta contenva un piccolo pulcino d'oro ed una miniatura della corona imperiale. Gli zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare tutta una serie di uova da donare tutti gli anni.

Tradizioni pasquali Bulgaria Nei giorni precedenti la Pasqua si fanno grandi pulizie nelle case, si cucinano i "kozunak" e si colorano uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua

Tradizioni pasquali Francia Le campane della chiesa sono silenziose dal venerdì fino a Pasqua, un segno di dolore per il Cristo crocifisso. Ai bambini francesi si dice che le campane sono volate via a Roma. La mattina di Pasqua i bambini corrono veloci all'esterno per guardare le campane che volano nuovamente verso casa. Intanto che i piccoli sono occupati a guardare il cielo per scoprire se riescono a vedere le campane, i genitori nascondono le uova di cioccolato, affinché i bambini le trovino più tardi.

Tradizioni pasquali Germania Per i bambini il simbolo della Pasqua è rappresentato da un coniglietto. Le finestre vengono abbellite con disegni di coniglietti, uova e altri motivi. Nei vasi si mettono alcuni rami che vengono poi addobbati. La domenica di Pasqua è il giorno in cui i bambini vanno alla ricerca delle uova (I genitori nascondono nel giardino o in casa delle uova di cioccolato). Altra tradizione sono i fuochi di Pasqua, il cui costume vive ancora specialmente nella Germania settentrionale, e che offrono uno spettacolo notturno veramente affascinante. Particolare curioso è che il fuoco di Pasqua deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno, o con una grossa lente; qualche volta i lumi delle chiese vengono spenti e poi riaccesi con la fiamma di questo "fuoco sacro".

Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà soprannaturali: esse vengono sparse dai contadini per i campi per propiziare il buon raccolto e simboleggiano la fine dell'inverno e la venuta della primavera. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.I tedeschi decorano i loro alberi con uova colorate dando vita a vere e proprie piante pasquali, o « Osterstrauch », che riempiono le strade e i giardini di colori annunciando l’arrivo della primavera.

Tradizioni pasquali Grecia In Grecia nella notte di Pasqua vengono suonate le campane. I fedeli si recano in chiesa, che è tenuta al buio, ed accendono la candela che recano con sé e che poi porteranno a casa. Dopo giorni di rigoroso digiuno, si pranza con la "soupa mayeritsa" accompagnata da riso alla greca, con le uova colorate di rosso, con il pane pasquale e la tipica "maghiritsa", una zuppa fatta con le interiora dell'agnello

Tradizioni pasquali Danimarca

In Danimarca le case vengono ornate con rami fioriti e uova dipinte, la domenica di Pasqua l’intera famiglia si riunisce per un buffet freddo e ai bambini viene regalato il coniglio di cioccolato. Durante la Pasqua è tradizione addobbare la casa e la tavola con fiori e decorazioni di colore giallo. Per questo i danesi chiamano i narcisi "Fiori di Pasqua". Altra usanza molto particolare è quella si scrivere un gækkebrev a un familiare o ad un amico. I gækkebreve sono poemetti o testi in rima senza, però la firma dell'autore che deve essere indovinato da chi riceve il poemetto. Se il destinatario non riesce a smascherare l'autore, gli deve regalare un Uovo di Pasqua.

Tradizioni pasquali Inghilterra Nel Regno Unito, una delle cerimonie più vive è quella del Giovedì Santo, giorno dedicato all'attività caritativa. Il Venerdì Santo vive ancora l'usanza dei dolci, di antichissima tradizione, che un tempo si usava mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato "Il Figlio della Vedova" si conservano quasi duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: "Una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli "hot-cross buns".

Questi dolcetti sono delle brioches fatte con la cannella e uvetta. Sopra a questi dolci vi è una croce di glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo. Un'usanza curiosa è quella di far rotolare le uova colorate su di un prato o lungo una strada, fino a quando tutti i gusci non siano stati spezzati; questo avviene a Preston, dove le uova rotolano su un pendio erboso. Un'altra tradizione divertente è quella di contendersi le uova e le torte con battaglie, combattute principalmente da ragazzi.

Tradizioni pasquali Russia A Pasqua, in Russia, tutti gli occhi sono puntati sulla cittadina di Sagorsk, dove risiede il pope di Mosca e di tutta la Russia. Il rito pasquale incomincia a mezzanotte di sabato con una processione attorno alla cattedrale. La mattina del giorno di Pasqua la famiglia russa si reca sulla tomba di un parente e lì consuma un picnic.

Alla sera si fa un banchetto con diversi tipi di carne, pesce e funghi, dove non manca il ,"pabcha" un piatto sostanzioso a base di quark e il panettone pasquale chiamato "kulitch" accompagnato dalla ricotta dolce. In Russia le uova sode vengono colorate di rosso, simbolo di nuova vita ottenuta mediante il sacrificio di Cristo.

Tradizioni pasquali Spagna La tradizione pasquale a Barcellona è sentita soprattutto durante la domenica delle Palme, in cui si ricorda l'ingresso di Gesù nella città di Gerusalemme, dove fu accolto con palme e rami d'ulivo. Una volta i rami di palma venivano tagliati, le foglie intrecciate e conservate lontano dalla luce, quindi veniva mantenuto il loro originale colore bianco con lo zolfo, l'oscurità e l'umidità. Le palme sono rami intrecciati, ma ci sono anche i "palmons" cioè i rami interi. Questi vengono portati dai bambini in chiesa perché siano benedetti. Le palme vengono decorate con un rosario di zucchero e dolci.

E' usanza appendere alle porte e alle finestre palme e "palmons" per proteggere la casa da streghe e spiriti maligni. In Catalogna, è tradizione mangiare una torta pasquale, chiamata "Mona" decorata con uova di cioccolato, piume e una piccola figura di cioccolato che rappresenti o un personaggio noto ai bambini o uno proveniente dal mondo delle fiabe. Questo dolce viene tradizionalmente dato al proprio figlioccio dal padrino.

Tradizioni pasquali Finlandia

In Finlandia un rito ,che ha origini mediaveli, è quello che i bambini compiono la settimana prima della Pasqua: si vestono da streghe e distribuiscono le loro letterine in cambio di caramelle. Invece, il cibo caratteristico delle festività pasquali è il "Pasha" a base di formaggio e il "Mammi", un budino di segale. La domenica delle Palme,come in Svezia, si benedicono dei rami di pioppo bianco con le gemme

Romania. Tradizioni pasquali

Qui, la tradizione pasquale più sentita è senza dubbio la “battaglia delle uova”, un campionato al quale tutta la famiglia e gli amici prendono parte. Il gioco consiste nel colpire due uova sode una contro l’altra: l’uovo con il guscio più duro vince, e il perdente deve mangiarsi tutte le uova che vengono rotte! Il mattino di Pasqua poi, la tradizione vuole che ci si lavi la faccia con l’acqua nella quale sono stati messi a mollo un uovo dipinto di rosso e una moneta d’argento: l’uovo rosso simbolizza la salute e la moneta la purezza.

Campionato di uova dipinte in Romania I rumeni normalmente festeggiano la Pasqua con la famiglia. Se mai vi capiterà di essere invitati a un pranzo di Pasqua in Romania, potrà ricordarvi il giorno del Ringraziamento in America. Il menù tradizionale è composto da 4 o 5 piatti e comprende normalmente una zuppa acida chiamata “ciorba”, insalata, sottaceti, agnello al forno, una torta fatta di carne di fegato d’agnello e molto prezzemolo, chiamata “drob” e infine molte uova dipinte.

Tradizioni pasquali Repubblica Ceca,

Qualcuna però non cede al “ricatto” e reagisce versando loro acqua fredda sulla testa. In realtà i colpi di frusta non vogliono essere un atto di violenza, ma al contrario regalare alle donne bellezza e giovinezza per tutto l’anno, o almeno così vuole la tradizione. Un’altra usanza, ancora molto diffusa in certe regioni, è quella dei sonagli di legno. Dal giovedì al sabato Santo i ragazzi girano per le strade facendoli suonare per richiamare la gente in chiesa, così come si faceva quando mancavano le campane, trasferite a Roma.

A Pasqua ce n’è davvero per tutti i gusti in Repubblica Ceca, ma è sempre la tradizione a farla da padrona. Le radici cristiane si mescolano a riti e usanze popolari. Oggetti-simbolo della Pasqua ceca sono le uova colorate ma soprattutto la tipica frusta intrecciata con ramoscelli di salice e nastri variopinti, chiamata pomlazka, e realizzata in diverse misure. La tradizione vuole che il lunedì di Pasqua i ragazzi e gli uomini adulti vadano di casa in casa a chiedere un’offerta e colpiscano scherzosamente con la frusta ragazze e donne che, per indurli a smettere, li omaggiano con uova colorate.

Tradizioni pasquali Olanda

Pasen o Pasen Zontag In tutta la nazione la Pasqua viene celebrata come una festa primaverile. La maggior parte della gente appende una corona decorata alla porta di casa. Si pitturano le uova che poi vengono appese ad un albero nel giardino. In casa si mettono dei fiori gialli. Il coniglietto pasquale nasconde in giardino le uova sode colorate che poi i bambini cercheranno per tutta la mattinata! Per quel che riguarda la cucina una delle specialità è il "Paasbrod", un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

Battere le uova sode una contro l'altra è una tipica usanza olandese. Funziona così: due persone afferrano un uovo sodo ciascuna e battono le estremità appuntite una contro l'altra. La persona il cui uovo si rompe per primo perde. Questa usanza pasquale è talmente diffusa che persino su Internet si trovano suggerimenti utili per vincere. Eccone uno: "Avvicinati molto velocemente all'avversario, ma poi fermati in modo che all'ultimo momento l'uovo del rivale colpisca il tuo con la massima forza. Vi sono buone probabilità che l'uovo dell'avversario si rompa".

Tradizioni pasquali Albania

In Albania come in altre località si è soliti compiere particolari riti di benedizione, per esempio dell'acqua, del pane, del vino, dell'olio, di altri cibi o cose che talora i fedeli portano da benedire a motivo di devozione, sia in occasione di una festa o di un tempo dell'anno liturgico, sia in onore della beata Vergine Maria o dei Santi . Sulla tavola pasquale di un “vero” cristiano le pietanze servono ad uscire dal digiuno: sono le uova benedette.

Nel giorno di Sabato Santo, nelle chiese possiamo assistere ad un vero “via-vai” di gente con contenitori di varie forme e materiali, che portano a benedire le pietanze che verranno mangiate dopo la celebrazione della Festa di Pasqua. Veniva, e viene, preferito preparare le pietanze, che verranno consumate la notte ed il giorno di Pasqua, all' alba del Sabato Santo.

In Albania è uso colorare le uova da portare a benedire. Nei giorni prima di Pasqua, nei negozi è possibile trovare colori naturali e “stickers” per decorare le uova, con immagini da apporre sopra. Oltre a questi, non è tramontata la vecchia moda di colorare le uova con la buccia esterna, quella secca, della cipolla. Fatta bollire con le uova, rilascia un colorante naturale al guscio, con variazioni dall’ocra scuro al terra di Siena bruciato, a seconda della concentrazione delle bucce e dal colore del guscio.

Si possano ottenere variazioni applicando fili, reti, chicchi di riso, foglie, così da lasciare “disegni” sul guscio, che poi verrà unto con olio così da risultare lucido. Altra usanza importante, è l’usanza di scambiarsi gli “auguri Pasquali” annunciando che “Cristo è risorto” e sentendosi rispondere “che Cristo è veramente risorto”. Lo scambio di auguri spesso era, ed è unito col regalare le uova benedette. A volte prima di mangiarle si usa far cozzare le uova, ciascuna nella mano dei due auguranti, una contro l’altra fino alla rottura del guscio di una delle due, segno di buon augurio.

Tradizioni pasquali Svezia

In Svezia, i bambini si vestono da påskkärringar (streghe di Pasqua): si dipingono il viso, trasportano una scopa e vanno a bussare alle porte dei vicini per riempire il loro sacchetto di caramelle e cioccolato, un po’ come fanno i bambini nordamericani per Halloween. A Pasqua, gli svedesi decorano le loro case con rami di salice o di betulla e mangiano uno smörgåsbord, una specie di buffet composto da vari piatti come aringa, salmone, patate, uova, polpette, salsicce.

Durante il giorno delle Palme vengono benedetti i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto), mentre nei giorni che precedono la Pasqua, i bimbi si travestono da streghe e vanno in giro per la città. Queste usanze risalgono al medioevo, quando si aveva il terrore delle streghe. Durante il pranzo pasquale si mangiano uova sode con il guscio colorato

Storia dell’uovo di Pasqua

A Torino nel 1725, in una bottega di via Roma, la titolare riempì alcuni gusci vuoti con del cioccolato liquido. Il risultato? Alcune magnifiche uova di Pasqua, esposte in vetrina al fianco di una gallina ruspante. Chi è stato il primo a mettere queste ultime sul mercato? Già dall’Ottocento vi era l’usanza di associare le uova di cioccolato alla Pasqua: apparvero per la prima volta in Germania e soprattutto in Francia ma erano piene e dure da mangiare.

Nel 1875 un’azienda dolciaria inglese ancora oggi esistente, la Cadbury, creò il primo uovo di cioccolata vuoto con all’interno una sorpresa. Successivamente l’azienda iniziò a produrre ben 19 tipi diversi di uova di Pasqua e nel 1905 introdusse le uova al cioccolato al latte. In Italia uno dei più grandi produttori di uova al cioccolato è la ditta Ferrero famosa per l’ovetto Kinder….chi non lo conosce???

L’usanza di dipingere uova sode con colori vivaci e farne dono agli amici è comune a quasi tutti i paesi europei. La tradizione di regalare uova di Pasqua è antichissima: già dal Medioevo venivano donate ai servitori. Le uova di gallina sode dipinte o le confezioni ovali d’oro contenenti gioielli preziosi, sono le madri delle attuali uova di cioccolato contenenti un piccolo regalo all’interno.

Sempre a Torino a inizio ‘900 venne brevettata la produzione seriale delle uova di Pasqua di cioccolato grazie ai pasticceri di Casa Sartorio che idearono uno stampo a cerniera chiuso che, messo in un’apposita macchina capace di ruotare velocemente, poteva distribuire il cioccolato uniformemente creando due mezze uova complementari che, una volta raffreddate, potevano essere decorate a piacere prima di essere assemblate creando il vero e proprio uovo di Pasqua. Questo consentiva anche di inserire nell’uovo una sorpresa, usanza che si diffuse molto velocemente fino al boom dal Dopoguerra in poi. In origine le sorprese all’interno delle uova di Pasqua furono animaletti in zucchero e confetti per poi diventare veri e propri regali più o meno preziosi e ricercati.

La sorpresa nell’uovo di Pasqua

Diversi libri riportano la storia della vedova Giambone, titolare di una cioccolateria nell’attuale centralissima via Roma di Torino: attorno al 1725 la signora ebbe l’idea di presentare ai suoi nipotini un cestino pieno di paglia e uova di cacao ottenute riempiendo i gusci vuoti delle uova di gallina con cioccolato liquido e miele. Li propose poi nella sua bottega e le neonate uova di Pasqua ebbero talmente tanto successo che man mano diventarono una tradizione destinata ad espandersi a macchia d’olio in tutto il mondo. Torino, del resto, fu la prima città d’Italia in cui arrivò il cioccolato nel ‘500 portato dalla spagnola duchessa Caterina, moglie del duca Emanuele Filiberto di Savoia, dopo la scoperta dell’America.