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LAB LINGUISTICO-ESPRESSIVO (Prof.ssa Ferrara)

alfonsinasantra.ferrara

Created on March 28, 2021

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Tutor coordinatoreFerrara Alfonsina Santra

Università degli Studi di Enna "Kore"

Facoltà di Studi classici, linguistici e della formazione. Corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria A.A. 2020-2021

Laboratorio linguistico espressivo

Tutor cordinatore:

Alfonsina Santra Ferrara

Uno spazio per la pensabilità

Vanessa Angela Regina Primo Sara Sharon Albachiara Chiara Maria Alessia Maria Lilli Roberta Claudia Alessia Maria Chiara Veronika

Giuseppina Federica Paola Clelia Gaia BarbaraMaria GiovannaElisa Alida Anna Chiara Francesco Emmanuela Francesca Angelica Ernesta Sebastiano

Quando ti metterai in viaggio per Itacadevi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, né nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro. Constantino Kavafis

primo impellizzeri

Tutto ha inizio da una fine. La fine non è mai realmente un abisso. Genericamente è solo un altro inizio, un cambiamento che stentiamo a riconoscere. Il presente prende vita in un periodo dove la costanza nell’avere prudenza, ci porta ad una scelta imprudente ma aggregativa, frequentare almeno i laboratori in presenza. Però gli eventi carichi di caos e imprevedibilità, nell’iperbole di una pandemia, costringono noi poveri ma ricchi studenti, ad abbondonare il nostro status di razionalità quotidiana costringendoci a <<tornare a casa>>. Nessuno ha colpe e nessuno poteva saperlo, altrimenti ci si sarebbe organizzati diversamente. Di nuovo ci troviamo teletrasportati nel 2020 ma è quasi il 2021 e tutto doveva finire. Quelle sicurezze, quei desideri di tornare a vivere in gruppo che, solo l’uomo di Neanderthal può confermare di avere, si trasformano in: insicurezze, indecisioni e fughe bendate prive di parole. Ma la vita deve andare avanti, e di mezzi ce ne sono. Per noi è stato semplice, abbiamo riacceso i computer e ci siamo presentati. Nel mio caso dall’altra parte dello schermo ho trovato e conosciuto per la prima volta il mio tutor del laboratorio linguistico espressivo, la Dott.ssa Alfonsina Santra Ferrara, persona dotta e di una spontanea simpatia. A questo punto si inizia, ed ha tutto un altro sapore. Il primo lavoro era di creare una storia, una fiaba, ristrutturarla e renderla visibile. La docente sin da subito mi ricorda, inquadrandomi con una facilità disarmate (mai nessuno ci era riuscito con tanta semplicità), di lasciare al di fuori il mio desiderio di rivoluzione e di cambiamento. Ricordo che scrivevo una storia su un ragazzo disabile che lottava per i suoi diritti e che privo di fantasia, mi ispiravo alla rivoluzione di ottobre. Lo scritto non era niente di che e tirate le somme neanche l’idea. Non credo di essere mai stato una persona estroversa, ma queste condizioni che oscillavano tra il dettato di un Dpcm e la clausura monacale, penso che ad un certo modo mi abbiamo tirato fuori qualcosa, probabilmente il desiderio profondo e dimenticato anni fa dell’altro luogo, l’utopia. Ce ne sono stati tanti nell’arco di un anno di lavori così.

continua

Descriverli tutti sarebbe una lotta punica contro me stesso. Alcuni mi hanno regalato attimi di riflessione, altri, invece, hanno fortificato in me l’idea che il limite fa parte dell’uomo e che quel limite va riconosciuto e eradicato da quella greve terra nella quale affonda le sue radici. Le lezioni vanno avanti puntuali e ad appuntamenti settimanali. La mole di conoscenze, di saperi e di abilità acquisiti crescono di pari passo alle attività. Un learnig by doing nella pratica. Si arriva quasi alla fine del laboratorio e tra le diverse attività multimediali proposte durante il percorso formativo, emerge l’esigenza di legare le esperienze di tutti i colleghi, passando dalla lettura. La lettura quella fonte di ispirazione, di creazione, di sentimento che un domani dovremmo utilizzare per dare un’impronta positiva agli alunni, per stimolare le loro capacita meta cognitive; in quel momento, credo, ci servisse solo a non farci sentire troppo distanti dalla realtà, per affiancare alla obbligata mancanza di confronto tra le parti un che di pragmatico. Presa la consegna mi cimento in quello che non ero mai stato, un lettore per gli altri. Alla presentazione mi accorgo sin da subito che, l’attività non era preposta a colmare la mancanza del compagnetto di banco ma, a fortificare la capacità valutativa singola e di gruppo. Il laboratorio in poche parole è stato una fucina, con l’unico scopo di formare aiutando, soprattutto, a pensare chi lo frequentava. Trasmettendo la sola idea d’insegnare si è riusciti, e di questo ho molta fiducia, a costruire gli insegnati di domani esclusivamente sedimentando in ognuno di noi la sola idea di essere insegnanti. Alla fine, tirate le somme, quello che ho acquisito è molto di più di quello che pensavo lontanamente di apprendere. È come se questa esperienza fosse articolata da una programmazione in vita, consapevole della sua capacità di farsi comprendere, di dare vita ad una idea. Complimenti, quelli come me in genere restano ad aspettare che il tutto diventi un letto di procuste, una omologazione del sapere; ho fatto sempre parte di quegli accidiosi fanatici del florilegio, invece, questa volta, povero me, mi è toccato trascinarmi cercando di volare in un’ esperienza che tutto avrai pensato tranne che, fosse coinvolgente, attraente e che mi facesse dimenticare l’oscurantismo sociale di oggi, per mezzo della didattica. Il laboratorio per come lo vedo oggi è una esperienza poliforme che dà vita a infiorescenze simili al rododendro, fiore dai mille petali colorati disposti in modo circolare e sovrapposto l’uno all’altro, insomma sono fortemente colpito.

REGINA IMPELLIZZERI

Il mio viaggio: Il primo viaggio che tutti facciamo è insieme alla nostra mamma la quale ci accompagna e ci protegge per molti mesi. Poi col tempo i viaggi proseguono da soli. Quando parliamo di viaggio non deve essere per forza un luogo reale lontano dal paese natio o deve per forza indicare un luogo. Si può viaggiare con la fantasia, con il cuore. I viaggi veri sono quelli che ti fanno sentire a casa e felice sennò non si chiamerebbero cosi. I viaggi devono trasmettere emozioni, curiosità, ma soprattutto devono essere d'insegnamento, devono lasciarti qualcosa dentro. Ognuno di noi sceglie i viaggi che vorrebbe fare nella propria vita, dove andare, con chi andare, quale luogo visitare ecc. Nella mia vita ho fatto pochi viaggi , anche se, uno in particolare mi ha cambiato la vita, ogni luogo era diverso con emozioni diverse. In ciascun viaggio che ho fatto ho imparato qualcosa, ho avuto emozioni che non avrei mai pensato di avere nonostante sia consapevole della persona che sono. Uno dei viaggi che mi porto dentro è il laboratorio che ho iniziato quest'anno con la Professoressa Alfonsina Santra Ferrarra. Docente molto alla mano, simpatica,amichevole , molto paziente e se ti deve comunicare qualcosa di importante o farti capire che hai sbagliato lo fa attraverso l'ironia. E'una docente che cerca di fare il proprio lavoro al meglio e dando sempre l'esempio a noi giovani. Nonostante la conosca da un anno l'ammiro tanto per la sua grinta e spero che un giorno da insegnante possa essere quasi come lei. Per essere il mio primo anno di laboratorio non mi posso lamentare, sono capitata in un Team meraviglioso, molto disponibili ed affettuosi. Pensavo che fosse più difficile, infatti, ho trovato molte difficoltà in certi momenti , alcune volte in certi esercizi od addirittura alla semplice esposizione per paura di sbagliare. In questo laboratorio ho conosciuto ed imparato a sfruttare al meglio la tecnologia come per esempio Story jumper e genial.ly. Ho imparato dei nuovi approcci con i bambini e dei metodi da utilizzare con loro. Inizialmente avevo sottovalutato il laboratorio pensando che era tutto semplice, poi era tutta una salita. Ho sottovalutato me stessa, le mie capacità le quali non sempre mi hanno permesso di svolgere al meglio il mio lavoro da studentessa. Durante il tirocinio ho potuto mettere in atto quello che ho imparato in questo laboratorio ed attraverso questi metodi ho potuto imparare al meglio ciascun bambino. Spero tanto di proseguire e concludere questo percorso con la Professoressa Alfonsina Santra Ferrara.

LILLINA MARIA PIA LA GRECA

La fine di un percorso è sempre un momento colmo di tristezza, ma anche di gioia e di bilanci. Il Laboratorio Linguistico Espressivo fa parte di quelle poche certezze che quest’anno sospeso e malcerto ci ha donato. Nonostante la distanza fisica, questa esperienza ha influito tanto sulla mia crescita. Mi ha permesso di conoscere il volto dei miei colleghi, di cui prima scorgevo solamente lo sguardo. Ha fatto sì che mi mettessi alla prova, che mi confrontassi con gli altri, che sfidassi i miei limiti e prendessi consapevolezza delle mie capacità attraverso le attività svolte. Ricordo ancora molto bene una delle prime attività, la composizione di una mia fiaba, attraverso l’app “Story Jumper”, che ho intitolato “Il magico mondo di Sally”. Molte di queste applicazioni, sono state una piacevole scoperta e mi hanno permesso di ampliare le mie conoscenze informatiche. Quello che all’inizio mi sembrava impossibile realizzare, diventa facile, scorrevole e mi permette di scoprire che amo scrivere fiabe e animarle a computer. Il Laboratorio, insieme al tirocinio, mi ha permesso di iniziare a pensarmi concretamente come insegnante. Mi sono sentita maestra quando abbiamo svolto l’attività di microteaching e, in particolare, quando ci siamo cimentati nella lettura. La nostra tutor ci ha fatto comprendere l’importanza e i benefici del leggere ad alta voce. La lettura, rappresenta l’essenza della nostra identità ed è capace di modificare il nostro modo di pensare, esprimerci, relazionarci con l’altro e comprendere il mondo intorno a noi. Durante questo percorso, abbiamo coltivato il valore della lentezza, apprendendo tutti insieme. E’ bello voltarsi indietro e far caso a come questo laboratorio ci ha resi, in parte, gli insegnanti che un giorno saremo. Un grazie, in particolare, lo si deve alla fantastica tutor che con estremo entusiasmo occupava i nostri pomeriggi: la dottoressa Ferrara. Una docente di vita e di esperienze, prima che di compiti e di doveri. Attraverso il suo modo di fare, la professoressa, ci ha trasmesso un insegnamento importante: basta crederci e metterci il cuore nelle cose, così nella lettura/scrittura, come nel rapportarsi con i bambini all’interno della classe. I suoi preziosi consigli resteranno per sempre incisi nella mia memoria. Così si conclude il Laboratorio Linguistico Espressivo, un’esperienza che ricorderò per sempre come ore piacevoli di un anno non proprio leggero.

SABINA LOREFICE

Da qualche anno avevo meditato questa scelta, quella di iscrivermi al corso di Scienze di Formazione Primaria. Questa scelta è scaturita dalla decisione di voler insegnare a scuola. Per far ciò, dopo una prima laurea triennale in Scienze sociali, che mi sta permettendo di lavorare da Assistente Sociale, qualche anno fa decisi di prendere la laurea magistrale in scienze pedagogiche. Il mondo dei bambini e della pedagogia in generale, mi ha subito affascinato per cui ho sentito la necessità di andare oltre. Quindi, nell’autunno 2020, tentai la selezione all’Unikore di Enna superandola egregiamente. Cominciò un nuovo mondo fatto di sacrifici, studio, impegni da conciliare con il lavoro e la famiglia e seppur, spesso, allo stremo delle forze e stanchissima, dicevo tra me e me di mollare tutto, c’è stato qualcosa di affascinante e trainante che mi ha fatto continuare. Quel qualcosa è il fatto di aver trovato una facoltà che ti prepara direttamente al lavoro, che ti dà gli strumenti idonei per essere pronta ad affrontare la classe e le problematiche ad essa associate, che ti fa lavorare sul campo e ti fa mettere in gioco, per cui, da subito, capisci se sei idonea a questo percorso avvincente. Tutto ciò è possibile grazie ai tirocini, ai laboratori e quelle attività che ti permettono, appunto, di lavorare sul campo, ma soprattutto su te stessa. Il laboratorio linguistico-espressivo ha dato a ciascun allievo, questa dimensione, cioè il confronto, la costruzione, il lavoro interpersonale. La costruzione di una lezione non è per niente facile e scontata, anzi bisogna poter prevedere e organizzare nei minimi particolari le attività. Un buon insegnante deve poter coinvolgere tutti gli alunni, deve stimolarli a interagire e lavorare con il resto della classe. É quello che la nostra cara tutor Santra ha fatto con tutti noi, facendoci mettere in gioco, sperimentandoci come gruppo classe, condividendo le nostre idee, le nostre perplessità.

continua

Con molta pazienza, e a tratti, un po’ di severità, la tutor è riuscita a tirar fuori il meglio di noi stessi e a stimolare delle riflessioni sul mondo dell’insegnamento. Non sono mancati i momenti di ironia e scherzo che sono serviti a farci entrare sempre più in un contesto familiare. L’unica nota negativa è stata quella di aver svolto i laboratori a distanza, quando penso che questo tipo di attività debba essere svolta in presenza perchè è importante cogliere tutti i vari linguaggi dei componenti del gruppo, linguaggio non verbale, del corpo, gli sguardi, i sorrisi. Un ringraziamento va ai colleghi per la disponibilità dimostratami in ogni momento, anche quando, per lavoro, non riuscivo bene a seguire il laboratorio, ma mi venivano passate le varie informazioni per aiutarmi a non rimanere indietro. Con la speranza che si possa ritornare presto alla normalità e che si torni ad assistere di presenza alle lezioni, laboratori ecc, mi complimento comunque per l’organizzazione e la gestione delle varie attività. A me personalmente questo laboratorio mi ha dato tantissimo, mi ha allargato gli orizzonti riguardo il mio modo di pensare la scuola. Molto di quello appreso nei laboratori, mi rivedo di metterlo in atto anche nella vita di tutti i giorni, a lavoro, in famiglia, con gli amici, perchè non si finisce mai di imparare e di crescere.

SARA INGRASCIOTTA

Il mio percorso all’università si sta ampliando sempre più. Quest’anno ho iniziato il percorso dei laboratori. L’anno accademico era iniziato in presenza, ma man mano quell’equilibrio stava sgretolandosi sempre più. presenza, dad, dad, presenza e infine dad nuovamente. Questo è il ritmo sostenuto da noi alunni in cerca di certezze speranzosi di costruire il nostro futuro. Siamo tornati a guardare dei quadratini con dei pallini colorati e qualche volta la parvenza di un volto multimediale. Il momento del laboratorio è stato uno dei più belli della dad in generale. il mio gruppo l’ho conosciuto solo da poco tempo perché inizialmente ero in presenza. Fin dal primo giorno la professoressa Ferrara mi ha spiazzata con la sua allegria. il mio gruppo è un ambiente fresco e allegro; valore indispensabile, per me, per un apprendimento sano. Abbiamo avuto il piacere di svolgere parecchi lavori che ci hanno consentito di lavorare con degli occhi bambini, smontare e rimontare fiabe, renderle moderne, stravolgerle. Questi lavori danno un senso a quello che tutti noi aspiriamo: essere maestri e maestre degni di questo titolo. Porterò con me tutto quello che ho appreso in questi mesi, il calore e il sorriso della professoressa Ferrara, l’iniziale disperazione dell’usare un nuovo programma e tutti i consigli che i miei colleghi e la professoressa mi hanno donato nel tempo.

ANGELA IMPELLIZZERI

Grazie a questa esperienza di laboratorio mi sono avvicinata al mondo dell’insegnante… Mi sono interrogata sulle mie capacità e aspettative , esplorando , creando e personalizzando. Ho imparato ad utilizzare nuove applicazioni molto utili e divertenti per progettare e creare materiale didattico, ma in questo , il tempo è stato mio nemico, perché spesso non sono riuscita a completare il lavoro come avrei voluto. Purtroppo dietro ad un computer per me non è stato semplice lavorare , ma siamo stati a casa e al sicuro, ma mi auguro che presto saremo al sicuro anche in facoltà , per continuare il nostro percorso nella normalità. Nonostante tutto, questo laboratorio mi è stato molto d’aiuto, ho avuto modo di riflettere sulle possibili attività e sui possibili alunni che avrò in futuro. All’inizio del laboratorio mi sentivo confusa e disorientata perché nella teoria è “facile” sapere le cose, ma applicare e mettere in pratica è diverso , è “difficile”, adesso , che ho concluso questa prima esperienza di laboratorio mi sento arricchita , non mi sento disorientata come all’inizio, ho già una via da percorrere, so qualcosa e so anche metterla in pratica, proprio grazie al laboratorio e alla tutor Ferrara che ha saputo unire all’utile il dilettevole. https://view.genial.ly/60478596a444c60db26dc91d/interactive-content-gatto-e-topo-in-societa https://www.storyjumper.com/book/read/92369876/5fb3b6c65483f

MARIA CHIARA LA PORTA

All’inizio di questo laboratorio, non avevo molte aspettative, probabilmente perché era la prima volta che intraprendevo un cammino del genere e non sapevo di cosa si trattasse, anche perché, data la situazione, ero “obbligata” a stare 4 ore davanti a un computer. Sono una persona molto timida, ma stare in mezzo alla gente mi piace, mi mette felicità e, nonostante la DAD sia stato il vantaggio di questo 2020/21, il contatto umano è imbattibile, motivo per cui penso che quest’anno sia stato particolare un pò per tutti. Sarò banale, ma contro le mie aspettative, in questo laboratorio ho trovato qualcosa di speciale, quella spinta che mi aiutava ad affrontarlo con piacere e interesse. Penso che questo sia dovuto alla nostra tutor, che con la sua simpatia e leggerezza, oltre che intelligenza, ha saputo rendere questi laboratori piacevoli, ricchi di umanità, comprensione e al tempo stesso ci ha permesso di avvicinarci al mondo della scuola, quello a cui tutti quelli che frequentano la mia stessa facoltà aspirano. Ho imparato che quello che studiamo è importante, perché ci apre mondi in cui non pensavamo ci fosse tanto da sapere; perché ci arricchisce, ma al tempo stesso ho imparato che nel momento in cui ci troveremo seduti di fronte a dei bambini cui dovremo trasmettere le nostre conoscenze, la prova più ardua sarà semplificare il tutto e renderlo alla portata di essi, assumere in un certo senso il loro punto di vista e rispettare i tempi di cui ha bisogno ognuno di loro. Abbiamo avuto l’occasione di sperimentare tantissimi strumenti, programmi, che in un futuro ci potranno servire per insegnare e trasmettere in maniera diversa, ai nostri alunni. E’ stato un vero e proprio percorso di crescita, non solo a livello formativo, ma anche a livello umano. Nonostante fossimo stati distanti gli uni dagli altri, si è creato un certo legame tra i colleghi e con la tutor stessa; un clima di collaborazione e partecipazione da parte di tutti, in cui la tutor ci permetteva di esprimerci al 100% e come ritenevamo meglio, senza giudicarci, ma correggendo quegli aspetti, che in base alla sua esperienza, dobbiamo attenzionare e migliorare. Infine dico che da ogni singolo laboratorio ho imparato qualcosa e in ogni attività ho cercato di mettere tutto l’impegno possibile, anche se ancora ho molto da imparare.

EMMANUELA LICITRA

Inizialmente ho svolto il seguente laboratorio in presenza, ma dopo, a causa della ripresa della pandemia il tutto è stato sospeso ed è stato portato in modalità online. I mie dubbi a riguardo erano tanti poiché non credevo che tramite un pc, un laboratorio, così importante, potesse essere svolto al meglio, sembrava di rivivere un déjà-vu. I miei dubbi, stavolta, si sono dimostrati infondati perché nonostante il periodo difficile che stiamo vivendo, la professoressa Ferrara Santra Alfonsina, che ci ha seguiti, non ci ha fatto pesare nulla, anzi ogni nuova attività è stata sempre più coinvolgente. Prima di parlare del laboratorio svolto, soffermiamoci su cosa esso sia. Un percorso laboratoriale, è di stimolo per comprendere i testi, raccontare le proprie esperienze e adottare un approccio linguistico appropriato alle diverse situazioni, specialmente durante l’infanzia. Un laboratorio linguistico espressivo, può essere anche visto come un ambiente di arricchimento che, attraverso la costruzione di ogni elemento costitutivo della lingua, ha la capacità di sviluppare negli alunni attitudini di espressione e creatività. Il primo incontro? Non è stato facile. Ci siamo seduti alla scrivania, abbiamo acceso il pc e cominciamo con il giro di presentazioni. Uno dei primi lavori (di una lunga serie) consisteva nella stesura di una storia, una fiaba e ridimensionarla per dei bambini. In quel momento non avevo ben chiaro cosa fare, allora ho deciso di buttare giù qualche idea, il risultato finale è stato una storia incentrata su una principessa che in realtà era una fatina. Durante il corso del laboratorio ci sono state molte attività multimediali di questo genere. Tutta questa serie di progetti ha fatto sì che mi esprimessi al meglio, suscitandomi tante di riflessioni, tante “sforzi cognitivi” ma pregni di felicità per la realizzazione.

continua

Questo percorso laboratoriale è stato molto utile, perché mi ha dato le basi per esprimermi meglio e per capire come poter rendere protagonisti dell’agire educativo i miei futuri alunni. E’ stato uno scoprire più a fondo la tecnologia. Prima non mi ero mai cimentata a pieno con essa e solo così ho avuto la possibilità di conoscere tante nuove applicazioni, molto utili per la creazione di piccoli libri digitali. Giunti, sfortunatamente, al termine di questo laboratorio, posso dire che è stato molto utile per la formazione completa di un futuro insegnante soprattutto in questo periodo di DAD. Il laboratorio è stato ben strutturato poiché e stato ricco di input e argomenti riguardante l’apprendimento e l’ente scolastico. Concludo ringraziando la professoressa Ferrara per questo magnifico viaggio che ci ha fatto percorrere in totale spensieratezza e voglia di arricchire sempre più il nostro bagaglio culturale. Lezione dopo lezione, ha aggiunto con estrema facilità, un tassello in più per la nostra futura formazione di insegnanti.

GIUSEPPINA LIO

Tutto inizia come una scommessa con me stessa: supererò il test d’ingresso? Un test al quanto difficile e ambito da tanti... . Eh si, il 16 settembre 2021, mi metto in fila per l’identificazione e prendo posto in aula. Il 21 settembre mi collego con il pc dall’ufficio dove lavoro e inizio a controllare se il mio codice fiscale è all’interno di quell’elenco tanto atteso. Controllo per ben 3 volte e non vedo nulla che appartenga a ciò che cerco. Sicuramente accecata dall’emozione e dal desiderio di vedere le lettere del mio codice fiscale, tralascio un'osservazione attenta. Dopo qualche minuto il mio sguardo si ferma impietrito: il mio sogno sta per iniziare. Nello stesso tempo, però, un’altra emozione giungeva: “la paura” di ricominciare a studiare dopo 14 lunghi anni. Le lezioni iniziano in piena pandemia. E’ novembre e con la consapevolezza che sarà un anno difficile ci mettiamo di fronte ai pc e iniziamo a seguire il laboratorio linguistico espressivo. In questo laboratorio ho: -Sviluppato la creatività, stimolando l’immaginazione e la fantasia. -Esposto le mie idee ed ascoltato quelle degli altri. -Sviluppato il piacere di raccontare. -Imparato ad interagire con i colleghi durante una discussione. -Sviluppato le mie capacità linguistico-espressive. Da qui sono partite tutte le attività che hanno accompagnato il gruppo fino alla fine del laboratorio e che hanno portato all’elaborazione del nostro libro attraverso il racconto delle nostre storie. Durante il percorso il gruppo della professoressa Alfonsina Santra Ferrara, ha instaurato anche rapporti di amicizia e tra un incontro e l’altro, e si è fortificato nel tempo. Tutti abbiamo partecipato con enorme interesse e in modo adeguato alle attività proposte, dapprima in modo timoroso e via via sempre più entusiasta prendendo dimestichezza col lavoro richiesto e provando soddisfazione e gratificazione dal buon risultato ottenuto attraverso la collaborazione con i colleghi, ma soprattutto con l’entusiasmo, la professionalità e l’amore che ci ha trasmesso la prof. Alfonsina Santra Ferrara, il quale ricordo porteremo nel cuore per ogni singolo incontro diverso l’uno dall’altro ma sempre coinvolgente e interessante.

FRANCESCO LIARDO

In questo laboratorio abbiamo avuto modo di riflettere sull'importanza della lettura sin dall'inizio del percorso di formazione dell' alunno, ed esistono diversi modi per introdurli a questo mondo ormai messo quasi totalmente in disparte. Ho trovato le attività proposte molto stimolanti, in quanto mi hanno permesso di venire a contatto con un nuovo mondo e un modo diverso di fare scuola. L'attività che mi ha messo in gioco più di tutte è stata una tra le ultime, ovvero registrare la mia voce mentre leggo una storia. Avendo un carattere molto introverso e chiuso, ero un pò spaventato all'idea di leggere e di venire poi ascoltato dalla tutor e dai miei colleghi, ma sono riuscito a terminare il lavoro e, anche se non è stato perfetto, sono rimasto abbastanza soddisfatto del risultato. Devo ringrazie i miei colleghi che hanno reso questo percorso più intenso e la nostra tutor che con la sua simpatia, la sua voglia di fare e la sua puntigliosità è riuscita a coinvolgerci e a farci apprezzare le attività. Questo laboratorio è stata una fantastica esperienza e mi ha dato la possibilità di espormi e creare attività, mi sono dovuto impegnare e ne sono uscito soddisfatto del risultato, anche se c'è ancora molto lavoro da fare per diventare un bravo insegnate.

VANESSA CACOPARDO

Potrebbe sembrare una riflessione un pò eccessiva, ma lo scorso ottobre rappresenta per me l’inizio di un importante percorso formativo ed emblematico che mi ha permesso sia l’apprendimento di nuove conoscenze pratico-teoriche che il riaffiorare, in me, di alcune preziose risorse, che hanno alimentato la mia motivazione allo studio e al lavoro, ma anche alla socializzazione e al sano confronto con gli altri. Il laboratorio linguistico espressivo si è esplicitato come un’avventura conoscitiva in tutti i sensi, avvenuta in piena pandemia “epocale”, dove la finestra sociale si materializza nello schermo di un computer. Qui nasce il nostro team laboratoriale. Noi studenti “attori” siamo stati supportati dalla tutor Ferrara che dispensando input riflessivi e linee guida sul da farsi, ha permesso ad ognuno di noi di raccontare e raccontarsi nella nostra irripetibile unicità. Il Learning by Doing, è stata la metodologia principale del nostro laboratorio. Credo che imparare facendo sia una delle forme più efficaci e gratificanti poichè sin da subito, si ha l’opportunità di mettersi alla prova, utilizzando le proprie risorse, conoscenze pregresse e appena acquisite. Il pensiero vola verso i veri protagonisti e destinatari di questo percorso, che stanno a cuore a tutti noi: i bambini, i nostri futuri alunni che nascono in uno scenario più complesso e più complicato di quello che è stato il nostro… Ogni bambino, dunque, ha il diritto di crescere in armonia sociale attraverso la costruzione di competenze necessarie per affrontare il mondo e per costruire una solida personalità critica e creativa che dia spazio ai personali talenti.

FEDERICA LA ROCCA

Il laboratorio linguistico non è solo un laboratorio, è molto di più. Grazie ad esso ho ampliato le mie conoscenze avendo accanto o meglio dentro uno schermo, persone che sono stati colleghi e compagni di viaggio. Incontro dopo incontro, grazie alla nostra tutor la prof.ssa Ferrara, che con diligenza e passione ha saputo aiutarci a costruire mattoncino dopo mattoncino un pezzo della nostra formazione professionale. Abbiamo creato molte attività e attraverso ciò siamo tornati bambini avventurandoci nel mondo della fantasia, all’insegna del gioco e del divertimento facendoci pesare di meno le ore di laboratorio. In questa esperienza non abbiamo costruito materialmente qualcosa poiché abbiamo usufruito delle numerose tecnologie però abbiamo anche appreso metodologie e nozioni fondamentali per far parte del mondo delle insegnanti. Sono speranzosa nel pensare che il prossimo laboratorio si attuerà in presenza e finalmente poter sconfiggere questo periodo pieno di ansie e paure. Link di rifermento attività: -https://unikorefad.it/mod/forum/discuss.php?d=5894#p51490 -https://unikorefad.it/mod/forum/discuss.php?d=6117#p54038 -https://unikorefad.it/mod/forum/discuss.php?d=5135#p42052 -https://unikorefad.it/mod/forum/discuss.php?d=6900#p62928

SEBASTIANO LUCCA

L’attività del laboratorio linguistico-espressivo è stata molto interessante in quanto ha approfondito delle tematiche che saranno fondamentali per lo svolgimento delle funzioni di futuri insegnanti. Personalmente mi sono trovato molto bene nelle varie attività che via via abbiamo affrontato, supportati e sopportati dalla nostra Tutor Ferrara che si è resa, sin da subito, disponibile e, grazie alla sua pazienza, ci ha aiutato nelle nostre difficoltà. Oggi la scuola è protesa verso tutto quello che ruota attorno al mondo multimediale e noi, futuri insegnanti, ci troveremo a confrontarci con i Digital Natives, ovvero bambini e ragazzi cresciuti con le tecnologie digitali e multimediali. Nelle varie attività mi sono trovato molto a mio agio grazie, anche, alla mia buona conoscenza del mondo delle app che avevo usato a scopo didattico per precedenti esperienze; infatti, molte di esse le ho impiegate per la creazione delle attività multimediali proposte: Powtoon, Wordwall o Canva, ma ho avuto modo di conoscerne altre , suggerite nei vari incontri, come Story-jumper, Book-creator e per ultimo Genial.ly. Purtroppo tutto il laboratorio è stato svolto a distanza: la pandemia Covid , ci ha tenuti lontani. Secondo la mia personale opinione, il laboratorio sarebbe stato molto più interessante se svolto in presenza e per me sarebbe stata una ulteriore sfida perché, a distanza di anni, ritornare studente e rimettermi a confronto con colleghi molto più giovani di me è stato per me impegnativo, ma come si dice “never give up”. Lavori eseguiti: https://wordwall.net/play/12292/505/729 https://wordwall.net/play/11035/860/237

ELISA LENTINI

Ripercorrendo questa esperienza di laboratorio linguistico espressivo, posso affermare che ha lasciato una traccia importante dentro me non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano, per la forte complicità e collaborazione che si è creata con il gruppo e la tutor, nonostante la distanza imposta dal Coronavirus. In questo percorso ho avuto la prima esperienza di progettare, realizzare tanti percorsi didattici per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria e ho conosciuto nuovi software didattici. In generale, posso esprimere un giudizio positivo in quanto ho potuto acquisire nuove conoscenze e nuovi stimoli ed esempi da poter utilizzare in futuro. La Tutor Ferrara mi ha colpito molto per la sua professionalità e bagaglio culturale, per quella capacità di approcciarsi alla conoscenza, stimolando in noi il desiderio di ricerca e di scoperta. In questo percorso ho incontrato tante persone con cui ho stretto una bella amicizia: persone che mi hanno trasmesso tanta forza e determinazione. Porterò sicuramente questa bellissima esperienza formativa dentro il cuore per tutta la vita.

ALBACHIARA INTURRI

Fin dall’inizio, mi sono trovata molto bene con la tutor e con i colleghi simpatici e disponibili. Abbiamo fatto molte attività che mi hanno permesso di scoprire un mondo a me sconosciuto e di formarmi sia personalmente che professionalmente. Nonostante la situazione in cui ci troviamo e che ci costringe a vivere qualsiasi attività online, ho vissuto questo laboratorio linguistico-espressivo in maniera positiva e l’ho trovato molto interessante. Ho sempre ambito al ruolo d’insegnante, ma quest’attività mi ha motivato ancora di più nel fare ciò che desidero. Mi ha trasmesso molti insegnamenti in quanto abbiamo fatto tante attività riguardo la fantasia, l’espressività, la creazione di fiabe e favole, su come raccontarle ai bambini per attirare al massimo la loro attenzione. Considero il laboratorio linguistico-espressivo un’attività fondamentale per questo corso di studi perché ti immerge nel vero ruolo d’insegnante che non è solo “insegnare”, ma è un ruolo che t’investe anche emotivamente perché bisogna approcciarsi con empatia verso gli alunni. Empatia che non significa solo “mettersi nei panni degli altri”, ma saper comunicare e trasmettere gli insegnamenti nel giusto modo. Ringrazio la mia tutor per aver fatto riemergere il lato creativo e fantasioso che avevo da bambina e avevo ormai quasi dimenticato.

ALESSIA ISGRÒ

Vorrei iniziare la mia personale considerazione partendo dalla definizione di laboratorio. Esso è un luogo mentale, una pratica che valorizza la centralità dell’allievo, mette in relazione l’attività sperimentale degli allievi con le competenze del docente. Il laboratorio è, quindi, uno spazio di comunicazione, personalizzazione, esplorazione , creatività e socializzazione. Posso affermare che il percorso affrontato racchiude in sé tutti gli elementi sopraindicati. È stato un laboratorio molto interessante e costruttivo in cui tutte le tematiche sono state affrontate in maniera completa. L’esperienza di questo laboratorio è stata per me molto formativa; ha arricchito il mio bagaglio di conoscenze sia a livello teorico che pratico. Alla fine di ogni incontro abbiamo realizzato dei lavori molto utili. Il punto di forza del laboratorio a mio parere è stato proprio l’utilizzo di diversi strumenti ed app come Genially che supportano l’insegnamento. Nonostante il distacco dovuto al Covid e anche se davanti ad un computer, mi sono sentita parte di un gruppo e questo è avvenuto non solo grazie ai miei colleghi ma soprattutto alla tutor Dott.ssa Alfonsina Santra Ferrara. Tutor professionale che con la sua simpatia ha reso più stimolanti e leggere le lezioni. Vorrei concludere con un desiderio: nonostante l’esperienza positiva del laboratorio a distanza, mi auguro che il prossimo possa essere svolto in presenza in modo da instaurare quelle relazioni significative e umane che a distanza è difficile espletare quali parole, gesti, sguardi, sorrisi, ma anche affrontare e superare le difficoltà insieme ai colleghi e docenti.

VERONIKA LOPAREVYCH

Questo percorso è stato molto utile e significativo per me. I lavori svolti durante gli incontri laboratoriali, mi hanno permesso di ampliare ed approfondire le conoscenze, soprattutto, in campo digitale. Spero di riuscire ad applicare e sperimentare “sul campo” tutto ciò che ho appreso. Durante le ore di attività ho ricavato spunti di riflessione sulle metodologie di insegnamento e sui nuovi strumenti da utilizzare per la comunicazione con i bambini nella scuola di oggi. Da un punto di vista generale è stato molto interessante mettermi alla prova con nuove tecnologie e ampia scelta di metodi di insegnamento. Nonostante le difficoltà iniziali, attraverso la pratica costante e il continuo confronto tra colleghi, è stato possibile raggiungere risultati soddisfacenti e cercare nuove soluzioni per perfezionare l'utilizzo delle varie applicazioni. Ho migliorato soprattutto le mie abilità informatiche ed ho imparato a confrontarmi con alcune novità che contribuiranno a diversificare l'insegnamento (senza mai trascurare gli apporti tradizionali). I programmi e applicazioni che ho particolarmente apprezzato sono: https://www.genial.ly/ https://www.storyjumper.com/ https://www.simcaa.it/presentazione/index.html https://bookcreator.com/ Nei momenti come questi, dovuti all’emergenza ancora in corso, vorrei ringraziare l’Università con l’organizzazione efficace, e in particolar modo ringrazio la tutor Alfonsina Santra Ferrara che ci ha seguito ed aiutato passo passo in questo percorso, mostrando sempre la sua professionalità, cortesia e incoraggiamento.

BARBARA LEMMA

Ricordo benissimo il primo giorno di Laboratorio linguistico espressivo, era il 27 ottobre 2020. L’ansia di iniziare questo nuovo percorso era fortissima dentro di me, soprattutto per la modalità online con cui si sarebbe svolto. È tutto strano, certamente diverso, ma sapevo che era indispensabile impegnarsi al massimo. Inizia la lezione e mi sento catapultata in un mondo nuovo, sento parlare di campi di esperienza, traguardi, obiettivi, Indicazioni nazionali. È inutile negare che il primo approccio con applicazioni e funzionalità mai usate è stato sicuramente difficile. Mi ritrovo davanti un bel gruppo di compagni: c’è chi segue la lezione in pigiama, chi invece è ben preparato, chi beve un caffè, chi sbadiglia e chi prende appunti; e poi ci sono io che quel giorno indossavo una maglietta con una fantasia leopardata; la Professoressa Ferrara mi dice subito: tu sei una ragazza determinata lo si evince dal tuo modo di vestire. Da lì ha avuto inizio tutto. Chi l’ha detto che solo perché siamo dietro ad uno schermo non si possono provare emozioni? Noi in questo laboratorio abbiamo provato di tutto: gioie, ansie, paure, abbiamo anche pianto e festeggiato compleanni, tutti insieme come un gruppo consolidato che si conosceva da tempo. Iniziamo a realizzare i primi lavori, piano piano tutto prende forma, impariamo a conoscerci, e a scoprire anche le debolezze degli altri. Credo che questo sia stato possibile grazie al carattere della Prof.ssa, che con la sua simpatia, seguita sempre da un’ottima dose di professionalità è riuscita a creare tutto questo, trasformando le lezioni in veri e propri momenti di crescita e non in monologhi. Tutto prosegue per il meglio, fino alla fine di questo laboratorio. Cosa mi è mancato? Un abbraccio, una chiacchierata tra i banchi, il contatto diretto, il poter toccare con mano i progetti realizzati dagli altri colleghi, ma ci siamo ripromessi che finito questo periodo ci aspetta una grandissima tavola rotonda attorno alla quale ci ritroveremo per festeggiare insieme un nuovo inizio.

MARIA GIOVANNA LENTINI

La scuola italiana, probabilmente, non dà ai ragazzi molte opportunità di espressione e per questo sono stata sempre una persona poco creativa, o forse una creativa che non è mai riuscita a dar voce alla sua inventiva. Ho apprezzato particolarmente quest'esperienza perché mi ha permesso di mettermi in gioco, mostrando agli altri un po' chi sono e soprattutto ciò che vorrò diventare. Non me la cavo molto bene ai fornelli, sono una distratta seriale, emotiva, timida e in molti casi insicura e poco determinata... Ciò che so fare meglio? Aiutare le persone, accompagnare i bambini alla conoscenza attraverso il gioco, la piacevolezza; per questo credo di poter essere una brava maestra, che forse non riuscirà a cambiare il mondo, ma nel suo piccolo darà sempre un parte di sé ai propri alunni.Questo laboratorio mi ha sicuramente dato una marcia in più e mi ha aperto un mondo su attività da svolgere in modo alternativo e creativo; mi ha insegnato quanto sia importante a volte mettere da parte il tradizionalismo e i tecnicismi per reinventare e reinventarsi, per e con i bambini. Ringrazio la dottoressa e nostra tutor universitaria Alfonsina Santra Ferrara che ci ha accompagnati in questo percorso con professionalità e soprattutto leggerezza, cosa di cui un po' tutti noi nutrivamo il desiderio dato il periodo poco sereno. Non so se i laboratori precedenti lo prevedessero, ma sicuramente una pecca quest'anno è stata non poter lavorare in gruppo per condividere idee e emozioni nella realizzazione di prodotti dove ognuno avrebbe raccontato un po' di sé.

continua

Nonostante gli impedimenti, la necessità di adattarci ad una didattica del tutto nuova, ad un modo inusuale di vedere l'apprendimento e la quotidianità in generale, la modernità è venuta in nostro soccorso ed è riuscita ad accorciare le distanze e a farci sentire parte di un gruppo. Ringrazio i miei colleghi con cui, tra una risata e l'altra, ho trascorso buona parte del mio tempo, e ringrazio chi “dietro le quinte” lavora per garantirci apprendimento, crescita morale e professionale e opportunità di esprimerci. https://view.genial.ly/604793c19aa3bc0dbe94fabe/interactive-content-untitled-genially https://www.storyjumper.com/book/read/92372516/5fb3bc6a4aedd

ROBERTA LA LUCE

C’era una volta... ah no, questa è la realtà! È proprio così che è iniziato il mio laboratorio linguistico espressivo, con una fiaba e, nonostante le avversità, si è concluso con un lieto fine. Tra un “non riesco a registrare la presenza...” ed infiniti “professoressa, mi scusi...” si è concretizzata l’idea di cosa fosse il laboratorio. Catapultati inizialmente per 4 ore dietro ad uno schermo, io ed altri miei 34 colleghi, a me sconosciuti, grazie alla preparazione e alla competenza professionale della nostra tutor, all’inizio visivamente emozionata e preoccupata data la sua prima esperienza, abbiamo svolto attività didattiche che hanno permesso, oltre la sperimentazione, la riflessione, l’analisi delle azioni di insegnamento/apprendimento e la capacità di sviluppare, in noi studenti, attitudini di espressione e creatività. Ho vissuto il “laboratorio” come un ambiente di arricchimento, seppur con mille difficoltà, mi è stato da stimolo al fine di comprendere testi, raccontare esperienze personali e adottare un approccio linguistico appropriato alle diverse situazioni. Ho trovato nel laboratorio uno strumento efficace per rafforzare il rapporto tra scuola ed Università, entrambe preoccupate per la formazione e la professionalizzazione degli insegnanti, i quali rivestono, nel sistema educativo, una funzione essenziale.

continua

In una pandemia di bei volti e in una crisi di cuori veri stavo andando avanti solo ed esclusivamente per inerzia con la speranza ormai esaurita ma, grazie al laboratorio, e ad alcune persone che ne fanno parte, grazie a questo “spazio aperto”, ho capito che è arrivato il momento di abituarmi a stare bene, anche se fa strano, perché mi aspetto sempre di cadere quando tutto va bene. Potrei urlare per ore, mesi, persino anni… ma nessuno mi ridarà indietro la felicità perduta. Sta a me, quindi, trovare una nuova motivazione per essere felice, perché ne vale la pena. Con il suo essere genuina, schietta, con la sua personalità forte, decisa, regolare e mai banale ho imparato che siamo noi la nostra felicità e come dice sempre lei, la nostra cara professoressa, la felicità devi metterla in ogni cosa che fai. Mi rammarica pensare che questo percorso è giunto al capolinea e che, probabilmente, le nostre strade, nel percorso universitario, difficilmente si incontreranno di nuovo ma, di una cosa sono certa, io non smetterò mai di cercare un po’ di lei negli altri.

federica li puma

Quando mi è stato comunicato il tema conclusivo da sviluppare per l’ultima attività del laboratorio linguistico espressivo, la confusione ha pervaso la mia mente. Mi sono detta: “ posso menzionare cosa si intende per il fare scuola, potrei inserire le famosissime linee guida riproposte in tutte le salse, si potrebbe parlare dell’autonomia scolastica, degli obiettivi di apprendimento e delle competenze che ogni bambino deve acquisire, del coinvolgimento attivo dello studente, o perché no, ripresentare il Cooperative learning con il quale non si sbaglia mai”. Ma solo dopo tipiche lunghe riflessioni da studente oramai datato, ho capito che questa era un’altra storia. Dovevo solo viaggiare nei miei ricordi, metterci del personale, far uscire le mie emozioni e ragionare su cosa questo percorso mi avesse lasciato dentro. Immediatamente, penso al particolare anno vissuto, a come nonostante le difficoltà, abbia scelto di intraprendere questa strada, ritrovandomi a percorrere luoghi nuovi, belli e inaspettati. Ho incontrato virtualmente, è questa forse l’unica cosa che mi ha lasciato l’amaro in bocca, persone interessanti, e chi più chi meno mi ha arricchito, mi ha fatto riflettere su come sia possibile sperimentare, condividere, ricercare e perché no, emozionarsi in modi sempre nuovi… e poi, c’è chi mi è rimasto nel cuore. Quindi, tra un’applicazione di teoria alla pratica, tra un’attività e l’altra svolta con l’ansia di non riuscire a caricare il file sul form, tra una richiesta di feedback indietro per verificare la nostra comprensione sull’argomento trattato, tra una presentazione interattiva e tra un … “Lo studente dopo aver visionato i due video svolga”… non mi resta che concludere affermando con fermezza che: “Insegnare è toccare una vita per sempre”, e Lei c’è sicuramente riuscita Grazie Prof.

GAIA LAURICELLA

In questa relazione, espongo le impressioni avute in merito al laboratorio linguistico espressivo svolto durante il secondo anno universitario della facoltà di scienze della fromazione primaria. Sono stata colpita dalle attività svolte in quanto ci proiettavano direttamante in modo pratico e concreto quasi all'interno di un' aula, simulando una lezione, utilizzando app come bookcreator, simcaa, genil.ly che ci permettono di costruire nel migliore dei modi lezioni con i bambini. Vorrei citare un'attività in particolare che mi è piaciuta, consisteva nel creare una fiaba affidandomi alla mia immaginazione. Nonostante io abbia molte difficoltà nell'utilizzare determinati strumenti tecnologici con l'aiuto dei miei colleghi e della nostra tutor ho svolto il lavoro nel mgliore dei modi. Considerando la situazione in cui ci troviamo non è stato per niente facile in lontananza riuscire anche a lavorare in gruppo e riuscire a venirne a capo. Quasi al termine di questo primo dei tanti step inerenti ai laboratori che dovrò svolgere durante il mio percorso formativo, sento di aver recepito al meglio le informazioni che mi aiuteranno per raggiungere il completamento della mia formazione professionale.

SHARON INSALACO

Il laboratorio Linguistico Espressivo ha come finalità lo sviluppo delle competenze metodologico-didattiche utili alla formazione di noi futuri insegnanti. E’ stato utile perché oltre a sviluppare una formazione teorica, ci ha dato modo di cimentarci nell’uso di nuovi programmi informatici per la progettazione di attività. Nonostante non sia stato possibile assistere fisicamente in aula, siamo stati in grado di dar vita ad un team virtuale che ci ha permesso di lavorare in maniera serena e in perfetta sinergia. Siamo stati guidati da una tutor preparata, disposta a chiarire ogni nostro dubbio ,capace di creare un armonia di classe anche se dietro ad un pc. Sono tornata bambina quando trattando l’argomento fiaba mi sono cimentata nello scriverne una di mia fantasia, mi sono sentita insegnante quando ho presentato a tutti il mio lavoro, e a casa quando ho potuto esternare le mie perplessità senza timore. Nessuno di noi è stato in gamba quanto noi tutti messi insieme… cit. Roy Kroc, fondatore di Mc Donald’s.

mARIA KARRA

Lo chiamerei l’anno della mia svolta personale. L‘anno in cui ho deciso che qualcosa doveva cambiare. Frequentavo un corso di laurea che non mi dava più stimoli e alla soglia degli ultimi esami da sostenere, ho deciso di provare il test di ammissione all'Unikore. Risultato: idonea. All’inizio l’ansia, le paure, il rimettersi di nuovo in gioco in un altro percorso universitario; con l’inizio delle attività, però, prendeva sempre più forma la consapevolezza di cosa voler diventare da grande. A 30 anni hai più maturità, anche se i dubbi ti perseguitano sempre. Il percorso del laboratorio ha suscitato in me un grande entusiasmo, ha sviluppato la mia creatività attraverso le attività proposte nei vari incontri. Non è stato sempre facile, ma piano piano ci sono riuscita. L’apporto più grande è stato l’aiuto e il sostegno della mia tutor la dottoressa Santra Ferrara, che con grinta, semplicità e diligenza ha sempre tenuto un clima di serenità all’interno del gruppo e ci ha sempre seguiti, nonostante i dubbi e le incertezze che si presentavano. All’interno di questo gruppo ho conosciute persone con cui ho instaurato un’amicizia che tende a mantenersi anche al di fuori da quello che è il contesto universitario, ma in generale mi sono trovata in un gruppo dove ognuno mi ha dato tanto, dalle piccole condivisioni dei lavori svolti alle piccole esperienze di vita che ognuno di noi affronta ogni giorno. Il laboratorio ha suscitato in me, sin dall’inizio, una profonda curiosità che pian piano ha sempre fondato le sue radici, lo sviluppo di tecnologie, la creatività delle attività da proporre, la conoscenza che hai di determinati saperi e soprattutto di come metterle in pratica. il laboratorio è un esperienza che abbraccia e lega vari campi di sapere, che arrivano tutte in un'unica direzione, la professionalità del saper insegnare, mettendo un po' di te stesso in quello che è l’attività da proporre.

CHIARA IRACI SARERI

Il laboratorio è uno spazio di esplorazione e di creatività ,non deve essere fine a se stesso ma permette di ampliare le conoscenze e promuovere lo stare insieme e il lavoro di gruppo. Causa pandemia, nell’anno 2020/2021, siamo stati costretti ad iniziare il nostro laboratorio Linguistico Espressivo in Dad e a conoscere virtualmente quelli che sono stati miei compagni di “viaggio”. Premetto che non è stato facile rimanere seduta per diverse ore davanti un computer , ma grazie il supporto della mia Tutor Alfonsina Santra Ferrara, che riusciva a trasmettere tanta leggerezza e dotata di estrema simpatia , le attività laboratoriali riuscivamo a svolgerle al meglio. Il laboratorio ha permesso di sviluppare in me una creatività che da un anno a questa parte era stata accantonata, utilizzando diverse App (Mindomo,Book Creator, Genial.ly), a me sconosciute, per realizzare delle attività formative. Ricordo ancora il primo lavoro svolto , ovvero creare una storia, una fiaba, modificarla e renderla nostra , perché ogni fiaba , come sosteneva Bettelheim , è uno specchio magico che riflette alcuni aspetti del nostro mondo interiore e i passi necessari per la nostra evoluzione dall’immaturità alla maturità. Il laboratorio mi ha permesso di realizzare anche attività non solo per i bambini di scuola elementare ma anche per l’infanzia, sentendomi e tornando un po’ bambina anche io , proiettandomi in un’altra dimensione, realizzando ,tramite PowerPoint , dei puzzle oppure un’attività di MicroTeaching. Tirando le somme, dopo diversi incontri e soprattutto senza rendermene conto siamo arrivati alla fine di questo Laboratorio , che inaspettatamente si è rivelato molto di più di ciò che pensavo e adesso guardandoci negli occhi , quei ragazzi tanto timidi e spaesati che eravamo all’inizio , si ritrovano con tanta grinta e mille idee da dimostrare e trasmettere.

FRANCESCA LICOSI

Quest’anno ho frequentato il laboratorio linguistico espressivo, essendo il primo anno di laboratorio non sapevo cosa aspettarmi. Sono rimasta piacevolmente sorpresa perché questo laboratorio e le attività che sono state proposte, hanno permesso di sviluppare la mia creatività e fantasia; nel momento in cui le svolgevo, immaginavo di poterle poi un giorno condividerle e utilizzarle nel mio futuro lavoro di insegnante. Le attività prevedevano spesso l’utilizzo di applicazioni specifiche, come genially, book creator, che personalmente non conoscevo e che avevano fatto nascere in me delle perplessità, che però sono riuscita a superare; questo mi ha permesso di accrescere le mie conoscenze e capacità. Sono contenta di aver avuto l’opportunità di poter utilizzare queste applicazioni, perché sono convinta che in futuro mi potranno essere utili e cercherò di sfruttarle al meglio. Nonostante il tempo che ci costringe alla distanza fisica, siamo riusciti a vivere allo stesso modo la dimensione del gruppo, ciò è stato reso possibile soprattutto dalla presenza discreta, attenta e colta della professoressa Alfonsina Santra Ferrara, che ci ha accompagnati in questo percorso, ed è riuscita volta per volta a creare un clima sereno e disteso che ci consentisse di raccontarci fra di noi, ma di predisporci anche all’ascolto delle sue esperienze di vita e professionali. Desidero, quindi, ringraziarLa perché questo bagaglio fatto di storie, incontri, metodi, consigli e domande, sarà un bagaglio prezioso che tutti ci porteremo nella nostra futura vita professionale. Desidero, inoltre e ancora, ringraziarla perché ha rafforzato in me la consapevolezza di ciò che sono e di ciò che vorrò essere, a servizio dei più piccoli.

PAOLA LANDOLINA

Con la fine della stagione estiva ho deciso che la mia vita doveva intraprendere una nuova via, quella del sapere, della conoscenza, della sperimentazione. Ho deciso di crederci di dar spazio alle mie potenzialità, di scorgere un mondo nuovo che mi impauriva ma che in realtà mi ha dato la possibilità di mettermi realmente in gioco. La prima esperienza significativa è stata l’inizio del Laboratorio Linguistico Espressivo. Questo cosi come gli altri laboratori è finalizzato all’acquisizione di strumenti per imparare ad osservare, al fine di allenare lo sguardo, la capacità di ascolto in situazione, l’analisi della comunicazione in classe. Il laboratorio diventa uno spazio dove viene chiesto agli studenti di “mettersi in gioco” di “mettersi alla prova” perché l’esperienza sia significativa e produca cambiamento. Il laboratorio è il luogo del pensare facendo…, è un luogo dove si pensa e si discute. Tante sono state le attività svolte, le App utilizzate con successo, altre con qualche difficoltà. Ma sicuramente un punto di forza è stata la coesione del gruppo, la capacità di confrontarci, di modificare le nostre idee, di contribuire ad un progetto condiviso e comune. Un ringraziamento speciale va alla nostra guida, la nostra tutor Santra Ferrara. Questi mesi sono trascorsi in fretta!!!! E’ riuscita ad esserci vicino anche da lontano, ha compreso le nostre difficoltà. Grazie per i sorrisi, per gli abbracci anche se virtuali ma soprattutto per i suoi preziosi insegnamenti. Dedico questa mia esperienza al piccolo Pietro e a tutti i bambini che un domani avrò la fortuna di incontrare.

ERNESTA LAMBUSTA

Tutto inizia così…. Che cos’è il laboratorio Linguistico Espressivo? Chi sarà la nostra tutor? Che cosa si farà? Di cosa si parlerà? Il laboratorio avvenuto durante l’emergenza COVID – 19 è stato espressione dei nostri incontri e lavori, caratterizzato dalla visione online dei nostri volti sotto forma di riquadri e dalla condivisione dei nostri elaborati multimediali. Nonostante questa interazione virtuale che poteva essere motivo e causa di sterilità e asocialità, ha invece rivelato un percorso che per me è stato “ tra alti e bassi” chiarificatore dei miei obiettivi e traguardi diventando così “ Percorso di trasformazione e crescita”. La nostra tutor, la prof.ssa Ferrara, ci ha fatto vivere il laboratorio come uno spazio di collaborazione e comunicazione e nonostante la DAD di socializzazione perché ogni incontro è stato occasione di creatività e apprendimento. Abbiamo conosciuto tecniche multimediali d’insegnamento ( Mindomo, StoryJumper, Genial.ly, etc..) che ci permetteranno di promuovere all’interno della scuola delle attività innovative. Iniziato con perplessità e leggerezza si è rivelato un’esperienza interessante ed utile.

CLELIA LAURICELLA

Molte volte all’interno di un contesto scolastico noi studenti prendiamo le informazioni che ci vengono fornite con noia e all’interno di quel numero di studenti ci sono anche io. Prima che iniziasse il laboratorio mi ero fatta uni idea sbagliata. Ancor prima di conoscere il gruppo e soprattutto l’insegnante. Il perché? Non lo so, ma probabilmente la mia mente si era riempita di mille pensieri negativi: come non riuscire a conciliare lo studio, come riuscire a stare al passo con il resto del gruppo, come rispondere in maniera esatta a una domanda posta. Tutti questi giudizi sono crollati al mio incontro anche se ci sono stati giorni nella quale ho pensato di lasciare qualche lavoro in sospeso perché non comprendevo il programma. La rabbia assaliva la mia mente e avrei voluto solo rompere quel computer che mi impediva di avere un dialogo” normale” con la mia insegnate che esausta cercava di spiegare più volte il programma del giorno. Incontro dopo incontro il gruppo diventava sempre più unito grazie agli argomenti trattati. Ognuno di noi raccontava le sue esperienze quotidiane mostrando il più delle volte la parte più vulnerabile ed emotiva. Questo percorso è stato fondamentale per me, ho imparato tante di quelle cose come ad esempio ascoltare di più, emozionarmi senza vergogna, riuscire a ridere in una giornata grigia e soprattutto riuscire ad utilizzare programmi assolutamente nuovi e mai visti. Per quanto riguarda gli aspetti negativi di questo percorso il mio parere si sofferma proprio sull’utilizzo di questi programmi e il dare per scontato che tutti abbiano una buona cultura tecnologica. Detto ciò saluto con malinconia questo lungo e grande percorso.

CLAUDIA LA MONICA

Quando ho iniziato il percorso di laurea che ho scelto, sono sempre stata frettolosa di avviare il secondo anno proprio per i laboratori e tirocini. Inizialmente ero molto entusiasta e gli incontri laboratoriali di presenza mi coinvolgevano sempre di più. Quando siamo stati costretti a seguire il laboratorio da casa mi sono sentita molto scoraggiata, e l’entusiasmo che mi aveva coinvolto fino a quel momento era scemato. Quando ho iniziato a conoscere il gruppo che mi avrebbe accompagnato in questo viaggio lungo e faticoso, e la mia tutor, ho avuto la bellissima opportunità di ricredermi e di ritrovare la voglia e la curiosità di prima. Ogni incontro, seppur a volte mi sembrava infinito, ha lasciato dentro me qualcosa di positivo. Sono riuscita a mettermi in gioco attraverso i miei lavori e a confrontarmi con gli altri colleghi riuscendo anche a migliorarmi. Non ho mai interagito durante le ore di laboratorio (causa la mi timidezza) ma la mia attenzione non è mai scemata, grazie alle risate e alla leggerezza che ha contraddistinto la mia tutor e il mio gruppo. Alla fine di questo percorso, ripercorrendo tutti i lavori svolti, tutti gli incontri, ho la consapevolezza che questo laboratorio mi ha arricchito sia dal punto di vista culturale ma sopratutto dal punto di vista umano. Sono riuscita ad emozionarmi e a conoscere i diversi modi di vedere di tutti, che a volte si avvicinavano al mio ed altre erano completamente diversi. Sicuramente, questo laboratorio mi ha permesso di crescere e superare certi limiti, di conoscermi e capire che tipo di insegnante vorrò essere per i miei alunni. Infine, mi sento di ringraziare la mia tutor e tutti i miei colleghi.

ALIDA LEONE

Il laboratorio linguistico espressivo è uno strumento di comunicazione che permette di unire insieme immagini con le parole, in modo che ogni attività susciti interesse, è molto coinvolgente e infine viene visto come un momento ludico dei bambini, che permette di farli divertire ma nello stesso tempo gli permette di fargli apprendere e conoscere cose nuove. Grazie al laboratorio linguistico espressivo ho preso dimestichezza con la tecnologia conoscendo e cimentandomi con varie applicazioni, inoltre ho avuto modo di approcciarmi ad un documento molto importante “Le Indicazioni Nazionali del 2012”, il cui compito è quello di guidare i docenti nelle loro scelte e nei loro progetti. Durante questo percorso abbiamo svolto tante attività. Tali attività, ci hanno permesso di stimolare la creatività e la fantasia, che sono le cose fondamentali che un insegnante deve avere, per trasmettere agli alunni la passione per la lettura e la scrittura. In un’attività la tutor ci ha chiesto di elaborare un prodotto multimediale sulla fiaba, inserendo immagini e suoni e alla fine dell’attività ci siamo collegati tramite meet per confrontarci; un’altra attività che ci ha proposto è stata quella di inventare una fiaba utilizzando determinate applicazioni; una terza attività che abbiamo svolto è una progettazione di esercizi di scrittura per le classi prima, terza e quinta della scuola primaria, individuando dei traguardi per lo sviluppo delle competenze e degli obiettivi di apprendimento tratti dalle Indicazioni Nazionali del 2012; inoltre un’altra attività che ci ha proposto la tutor è stata la scrittura di un testo narrativo per realizzare un libro digitale tramite “Book Creator”; la quinta attività che abbiamo svolto è stata la creazione di un testo tramite dei simboli attraverso l’applicazione “Simcaa”; infine abbiamo creato un e-book con testo, immagini e la propria voce narrante, usando l’applicazione “Genially”. Un grazie particolare va alla mia tutor Alfonsina Santra Ferrara che durante questo percorso ci ha insegnato tantissime cose, accrescendo le mie conoscenze e competenze, ma soprattutto grazie perché mi ha trasmesso la passione che mette nel proprio ruolo di insegnante.

SOFIA LOMBARDO

Quest’anno all’università nuovi corsi di laboratorio ci hanno spinto verso un’esperienza molto interessante e coinvolgente, all’inizio li abbiamo intrapresi di presenza ma a causa dell’emergenza covid li abbiamo continuati in dad. Lo scenario sul quale abbiamo operato è stato costellato da repentini cambiamenti che hanno messo alla prova la difficoltà sia di noi studenti che dei docenti, nonostante ciò la Tutor Ferrara del laboratorio linguistico espressivo che ho seguito, ci ha messo nella condizione di venirci incontro anche tramite uno schermo, spiegandoci in modo dettagliato le attività che ci venivano proposte e rispiegandole qual’ora ci fosse stato bisogno senza mai farci pesare l’impossibilità di non poter interagire faccia a faccia con noi. Abbiamo svolto molti lavori che hanno visto protagonisti noi stessi nei panni di una maestra vera e proprio assegnando attività in base alle varie classi primarie; abbiamo trasformato classiche fiabe, in chiave moderna e imparato nuovi metodi e nuove applicazioni che prima non conoscevamo, e anche se a volte abbiamo avuto difficoltà nell’usarle alla fine ce l’abbiamo fatta. Questo laboratorio ha arricchito non solo il mio bagaglio culturale ma anche di esperienza .

GAIA LO VOTRICO

Il percorso intrapreso quest’anno è stato per certi versi più corposo e più intraprendente rispetto allo scorso anno. In quanto, oltre alle materie da affrontare nelle sessioni, ho frequentato il “Laboratorio Linguistico espressivo”. Essendo il primo anno di laboratorio non avevo molte aspettative, forse perché non sapevo di cosa si trattasse. Oggi posso dire che è stato per me una vera e propria scoperta. Ha permesso a noi futuri insegnanti di vedere quante attività e progetti didattici si possono fare con gli alunni. Ci ha fatto, ancora una volta, ricordare dell’importanza della creatività e di quanto sia importante la lettura. In particolare abbiamo svolto diverse attività creative, come l’invenzione di e-book per bambini, sia della scuola dell’infanzia, sia della scuola primaria, con l’utilizzo di specifiche applicazioni, come genially, book creator, che personalmente non conoscevo e che hanno permesso di accrescere le mie conoscenze informatiche. Credo che questo laboratorio sia uno dei più importanti, in quanto permette attraverso la narrazione di storie, racconti, favole e filastrocche di presentare argomenti diversi agli alunni, che contengono messaggi educativi, etici e morali. Un altro aspetto importante è quello che promuove la lettura sin da piccoli e ha come obiettivo quello di trasmettere il piacere e la passione per la lettura. Sono numerosi i benefici della lettura ad alta voce, ad esempio: favorisce uno sviluppo equilibrato delle relazioni; è un intrattenimento alla portata di tutti; è un’attività di comunicazione e aiuta a rinforzare dei concetti. Nonostante il periodo che ci costringe alla distanza, mi sono sentita parte di un gruppo e per questo voglio ringraziare la tutor che ci ha accompagnati in questo percorso, la professoressa Alfonsina Santra Ferrara, che con la sua simpatia e professionalità è riuscita a creare un clima sereno.

ANNA CHIARA LEOTTA

A distanza di poco più di un anno ci troviamo ancora catapultati in un mare di incertezza e confusione su quel che sarebbe potuto essere, come avremmo potuto vivere la nostra quotidianità riguardo quella che fino a poco tempo fa consideravamo “normalità”. Questo mio primo approccio all’Università Kore posso dire che è stato positivo, ma allo stesso tempo “virtuale”; mi sono immatricolata nell’anno 2020/2021, in piena pandemia mondiale, e purtroppo non ho avuto il piacere di conoscere personalmente alcun collega. L’unico modo di interagire è stato durante i laboratori e tirocini, particolarmente durante il laboratorio linguistico espressivo, dal momento che comprende più ore. L’impatto con il laboratorio è stato sicuramente positivo; inizialmente, in verità, pensavo potesse essere abbastanza noioso a causa della modalità di svolgimento online, in realtà, appena iniziato, mi sono ricreduta, anche perché, grazie ad esso, ho imparato ad utilizzare nuovi programmi come “Genial.ly” e “Book Creator”. Inoltre, devo ammettere, che il valore aggiunto è stata la presenza della tutor Alfonsina Santra Ferrara, che con la sua simpatia e professionalità ci ha permesso di passare le ore insieme in maniera spensierata e spazzando via quel velo di lontananza che ognuno di noi tende ad avvertire attraverso uno schermo. Posso concludere dicendo, in prossimità della conclusione del laboratorio linguistico espressivo, che è stata una bella esperienza e che quasi quasi mi mancherà l’appuntamento del laboratorio in DAD!!!

FRANCESCA LOREFICE

Il laboratorio linguistico espressivo è stato un'esperienza che mi ha permesso di crescere, sia a livello universitario sia a livello umano. Le attività mi hanno fatta entrare in un mondo per me nuovo, poichè ho avuto poche esperienze di questo genere e, per questo, non ho mai avuto l'opportunità di usare programmi come Genial.ly, Storyjumper o Simcaa per creare storie. Mi sono messa in gioco, ho superato dei limiti che pensavo di avere, come ad esempio quello di usare la mia voce per raccontare una storia; mi sono sempre vergognata a fare queste cose, ma poi ho assunto la consapevolezza che per andare avanti bisogna farlo a piccoli passi, un passo alla volta e si raggiunge l'obiettivo, così piano piano mi sono sbloccata e sono riuscita a narrare con la mia voce la storia "il campanello per i ladri": https://view.genial.ly/604785750c21e50db9e82f4f/interactive-content-untitled-genially. All'inizio non ero molto fiduciosa in questo laboratorio, ma poi mi sono ricreduta. La tutor Ferrara è stata molto paziente con noi, ci ha sempre supportati e aiutati in questo percorso. E' stato un laboratorio molto interessante a mio parere, anche se a volte in salita, lo rifarei altre mille volte. SCHEDA LIBRO https://unikorefad.it/pluginfile.php/27019/mod_forum/attachment/55694/SCHEDA%20LIBRO%201.doc?forcedownload=1 LA FATA VIOLETTA https://www.storyjumper.com/book/read/92374386/5fb3b5cf26788 CAPPUCCETTO ROSSO (INFANZIA) https://unikorefad.it/pluginfile.php/27019/mod_forum/attachment/40311/Cappuccetto%20Rosso.pptx?forcedownload=1 MICRO-TEACHING https://unikorefad.it/pluginfile.php/27019/mod_forum/attachment/38531/FORMAT%20micro-teaching.docx?forcedownload=1

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La vita ci riserva sempre delle sorprese. L’idea che qualche mese fa mi feci di questo laboratorio era negativa: insomma come si fa a pensare positivo in un periodo di pandemia mondiale, in cui sembra che il mondo dovesse crollare da un momento all’altro? In realtà era negativa anche perché ho sempre pensato che nel mondo universitario sei solo considerato un numero, uno dei tanti, e se ci sei oppure no è indifferente. Non appena iniziato è bastato poco per ricredermi. In realtà è bastata qualche parola da parte della nostra tutor, che con una simpatia tutta sua ed il suo “savoir fare” ci ha preso per mano e ci ha permesso di scoprire tale “mondo” rendendo quelle che dovevano essere 4 pesantissime ore di fronte ad uno schermo, un momento piacevole e di confronto in cui l’individualità di ognuno di noi è stata fondamentale per il gruppo. Sapere che avremmo affrontato questo percorso in DAD mi aveva spaventato ma ad oggi ho imparato ad apprezzare la comunicazione sincrona che mi ha concesso di conciliare al meglio tale esperienza con i miei altri impegni, studio, vita sociale (per quanto possibile); come tutto però è una medaglia dalla doppia faccia e se in tale contesto emergenziale è stata una risorsa, è anche vero che il gruppo ne ha risentito, perché siamo umani ed è il contatto a renderci vivi. Prima di iniziare questo laboratorio ero completamente spaesata, non sapevo cosa mi aspettava e sono perciò rimasta piacevolmente stupita da come la nostra tutor ha deciso di farci affrontare tale percorso: ha cercato di abbattere la paura che ognuno di noi aveva di sbagliare, perché azzardare a volte può essere un successo . Produrre i nostri elaborati basandoci sulle Indicazioni Nazionali ci ha permesso di andare a fondo, di cogliere quali sono le radici del sistema scolastico.

continua

E’ per questo che tale percorso mi ha reso più consapevole e ad oggi riconosco la sua importanza in quanto sta contribuendo, “mattone dopo mattone”, a formare l’insegnante che un domani spero non di diventare, ma di essere. Essere perché sono necessari impegno e dedizione: solo così penso che possano esserci frutti. Nei vari lavori abbiamo capito come progettare una lezione, la sua complessità che si traduce nella semplicità di azioni a scuola. Tra le attività che più mi hanno colpito vi è quella di creare una fiaba con Storyjumper. E’ stata però quella affrontata negli ultimi incontri di laboratorio che più mi ha intimorito e spronato a superare i miei limiti. Quella di scegliere una fiaba e registrarne la lettura. Sono una ragazza a tratti impacciata e l’idea di leggere in pubblico mi pietrifica. Penso però che per trasmettere ai bambini l’amore per la lettura, per esplorare le varie parti del mondo, luoghi incantati, è importante lavorare su questo aspetto. Perciò ho trovato questa attività molto interessante e proficua. Infine, se dovessi dare un titolo a questo laboratorio sarebbe “miscere utile dulci” perché l’ambiente che si è creato ha permesso di combinare l’utile al dilettevole.

Che sarà! Questo è un nodo avviluppato, Questo è un gruppo rintrecciato. Chi sviluppa, più inviluppa, Chi più sgruppa, più raggruppa; Ed intanto la mia testa Vola, vola, e poi s' arresta, Vo' tenton per l' aria oscura, E comincio a delirar. Dalla Cenerentola di Rossini

grazie a voi tutti