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Copy - I disturbi alimentari

Liliana Vitiello

Created on March 27, 2021

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Transcript

Disturbi alimentari

Quando il cibo diventa un'ossessione

78

un lavoro di Federica Luciano, Mosca Martina e Liliana Vitiello

Dolor sit amet

POSSIAMO USCIRNE?

INTRODUZIONE

Indice

Cosa sono i DCA e come si manifestano

rimedi e trattamenti

FALSI MITI

ANORESSIA

perchè è importante scoprirli

e le sue caratteristiche

DCA E QUARANTENA

BULIMIA

e le sue caratteristiche

il covid-19 ha scatenato qualcosa nei malati?

PERCHE' QUESTO PROGETTO?

BINGE EATING

e le sue caratteristiche

parla Liliana Vitiello

LE CAUSE DEI DISTURBI

GRAZIE

quali sono le vere ragioni

da chi è stato svolto il lavoro?

COME SI COMPORTANO I SOCIALMEDIA?

la gara alla perfezione

L’atto della nutrizione ha svolto un ruolo fondamentale sin dai primi giorni della nostra vita. Quest ultimo è un argomento molto complesso, in quanto soddisfa ben 2 funzioni necessarie alla sopravvivenza degli esseri viventi: -omeostatica= consiste nell’assunzione di alimenti indispensabili per l’organismo -edonica= riguarda la sensazione di appagamento che segue i pasti e che spinge l’essere vivente alla ripetizione dell’atto della nutrizione. L’alimentazione rappresenta però anche una terza funzione, in quanto dalla mera e vitale funzione di sopravvivenza, cibarsi è divenuto anche sinonimo di incontro,socializzazione e condivisione. Nonostante le difficoltà talvolta incontrate , la maggior parte di noi è riuscita a stabilire un equilibrio tra i vari bisogni legati alla nutrizione. Al contrario, quando non si riesce a stabilire questo equilibrio ,o lo si perde, siamo di fronte ad un disturbo del comportamento alimentare (DCA or Eating Disorders).

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA NUTRIZIONE

Quando si parla di un disturbo alimentare si fa riferimento alla presenza di un rapporto patologico con il cibo. I DCA sono classificati tra le malattie mentali, tuttavia, tra queste ultime, sono quelli che rappresentano più zone di intersezione con altri settori della medicina in quanto in uno stesso paziente vi è la compresenza di disturbi psichici e di alterazione fisiche, che richiedono la coordinazione di specialisti diversi. Secondo la nosografia (studio descrittivo delle malattie), fanno parte dei DCA l’Anoressia e la Bulimia e da poco tempo è stato anche inserito il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating).

COSA SONO I DCA?

INCIDEZA E PREVALENZA

DatA

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ANORESSIA NERVOSA

L'anoressia nervosa è uno dei disturbi più conosciuti del comportamento alimentare. Dal punto di vista dell’etimologia, la parola anoressia deriva dal greco e significa letteralmente “privazione dell’appetito”. L’aspetto preponderante della malattia è il rapporto conflittuale con il cibo, che si manifesta soprattutto con la restrizione nell’assunzione di calorie, che porta ad un BMI (indice di massa corporea) significativamente basso. A questa condizione, sono inoltre correlate l’intensa paura di ingrassare anche quando si è sottopeso e infine l’alterazione della percezione e nella valutazione del proprio peso. La caratteristica più tipica dell’Anoressia Nervosa è la severa perdita di peso ed il raggiungimento di una magrezza eccessiva, che può determinare dei gravi rischi per la salute. Molto diffusa è anche la cosiddetta anoressia nervosa atipica che ha un’incidenza, forse, più frequente della anoressia nervosa tipica. Il termine “atipica” riguarda l’assenza di sottopeso, e chi ne soffre, è ossessionato dal proprio peso e dall’immagine del proprio corpo allo specchio.

"Sei troppo magra, ma mangi?"

principessa Diana, malata di bulimia nervosa.

La bulimia nervosa è un disturbo dell'alimentazione caratterizzato da abbuffate, condotte di eliminazione e preoccupazione per il peso. I sintomi sono episodi ricorrenti di abbuffate (dette crisi bulimiche) a cui seguono comportamenti atti a espellere quanto appena mangiato, o con vomito autoindotto, con lassativi o abuso di diuretici. Le persone bulimiche non interrompono l’apporto normale di cibo, non dimagriscono sensibilmente come le persone anoressiche. La diagnosi di bulimia è in genere più difficoltosa rispetto a quella dell'anoressia nervosa, in quanto i sintomi sono più facilmente mimetizzabili ed il peso corporeo non scende ai livelli di magrezza patologica che caratterizzano la privazione cronica di cibo.

BULIMIA NERVOSA

"Non vomitare!"

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BINGE EATING

Il termine significa letteralmente “abbuffata di cibo” e indica episodi in cui si assumono grandi quantità di cibo in un tempo relativamente breve. Il disturbo da binge eating si differenzia dalla bulimia nervosa

"Se continui a mangiare così tanto diventerai una balena!"

perché le crisi non vengono poi seguite dal vomito o dall’assunzione di lassativi; ciò spiega perché la maggior parte delle persone con bulimia nervosa sia normopeso, mentre quelle con BED in sovrappeso o obese. Chi ne è affetto, quindi, è quasi sempre obeso o in notevole sovrappeso e soffre psicologicamente per questa condizione molto più di persone obese che mangiano in modo non compulsivo.

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LA DIFFERENZA TRA UOMINI E DONNE

Al mondo, tuttavia, esiste una notevole differenza di frequenza dei malati di sesso maschile e quelli di sesso femminile. La frequenza dei disturbi dell'alimentazione nei maschi è circa 20 volte inferiore a quello delle donne. Tale sbilanciamento è dovuto a fattori socio-culturali: la donna tende maggiormente ad emulare lo stile di vita di quella modella e cercare di aspirare al suo fisico, in quanto "perfetto". Altri fattori che possono spiegare tale differenza tra i due sessi possono essere ormonali, genetici o neurobiologici: la causa è probabilmente la serotonina, che provoca un'alterazione del comportamento della specie umana e animale, provocata a sua volta dallo stress.

ESISTONO DELLE CAUSE?

Molteplici sono le cause della nascita dei disturbi alimentari e variano da corpo a corpo. Possiamo, dunque, identificarli secondo i seguenti fattori : -fattori predisponenti, di tipo genetico, psicologico o ambientale; -fattori precipitanti, caratterizzati da shock; -fattori di mantenimento, che impediscono il ritorno alla normalità.

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Non solo donne cercano di diventare delle barbie, ma anche gli uomini, desiderosi di qualche cm in meno e qualche muscolo in più. Un esempio di "Icone della Società" più idolatratri dai propri seguaci è Chiara Biasi: la fashon blogger è stata più volte criticata per la sua magrezza eccessiva. Altro emblema della lotta contro i DCA è la modella Isabelle Caro, che posò nuda per una campagna pubblicitaria, pesando solo 31kg per 164 cm di altezza. Purtroppo tale peso portò alla morte della giovane ventottenne.

Chiara Biasi

Isabelle Caro

I SOCIAL HANNO COLPA?

Anche i social rappresentano una causa importante della genesi di questi disturbi, e non solo per il cyberbullismo che si scatena tra i commenti sotto un post oppure nelle chat archiviate, ma anche altrove... Sempre più follower dei più famosi influencer sognano fisici magri e scolpiti, insomma.... da BARBIE. Essi non a caso aspirano a quella "perfezione" vista in milioni e milioni di post sui Social media.

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-correggere i pensieri e gli atteggiamenti patologici riguardo al cibo e al peso;- curare i disturbi psichiatrici; - cercare la collaborazione e fornire sostegno ai familiari; -aumentare il livello di autostima prevenire le ricadute.

Tuttavia, per garantire assistenza e aiuto ai soggetti da DCA che ancora non si sentono in grado di avviare un vero e proprio trattamento, c'è "il percorso motivazionale", che consiste nel :

-riconoscere di avere un disagio;- sentire che la situazione crea una notevole quota di sofferenza -credere nella possibilità di cambiare; - essere disponibili a “mettersi in gioco”; -avere la forza e il coraggio di chiedere aiuto.

ESISTONO RIMEDI?

È possibile considerare, inoltre, i disturbi dell'alimentazione come vere e proprie patologie psichiatriche o, in altri casi, patologie internistiche. Molti epidemiologici sostengono che la percentuale dei malati affetti da questi disturbi che chiedono un aiuto terapeutico è notevolmente bassa. L'American Psychiatric Association ha pensato bene di riassumere nelle sue linee guida le tappe salienti del trattamento nei DCA:

Il programma terapeutico deve essere inoltre svolto in strutture ospedaliere viene operato quando sono presenti i seguenti criteri:

-Grave o rapida perdita di peso; -Complicanze mediche; -Frequenza molto elevata di crisi bulimiche, vomito ed uso improprio di farmaci; -comportamenti auto aggressivi e elevato rischio suicidario; -scarso sostegno familiare.

-diagnosticare e trattare le complicanze mediche; -aumentare la motivazione e la collaborazione al trattamento - ristabilire un’alimentazione adeguata; -affrontare gli aspetti sintomatologici (dieta, digiuno, vomito, abuso di lassativi, diuretici, iperattività);

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"L' anoressia è una dieta finita male".

"I disturbi alimentari NON sono una malattia, bensì una scelta".

"Si nota dall'aspetto fisico se una persona è affetta da anoressia".

"Colpiscono solo le donne".

"Gli uomini colpiti dai disturbi alimentari sono gay".

"Vuole solo attirare l'attenzione".

"Non si può avere più di un disturbo alimentare".

"E' normale che gli adolescenti facciano la dieta"

"Se è in normopeso allora è guarito/a".

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Giornata nazionale del fiocchetto lilla

La Giornata Nazionale del Fiocchetto lilla è stata promossa per la prima volta nel 2012 dall’Associazione “Mi Nutro di Vita". L’iniziativa parte da un padre, Stefano Tavilla, che ha perso la figlia Giulia a soli 17 anni per bulimia (in lista d’attesa per ricovero in una struttura dedicata) e ricorre il 15 marzo, proprio nel giorno della sua scomparsa. Questa Giornata offre speranza a coloro che stanno ancora lottando e mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei Disturbi dell’Alimentazione: Anoressia, Bulimia, Binge Eating,e tante e nuove forme ancora. Gli obiettivi della giornata sono: -difendere i diritti fondamentali di chi è colpito da un DA, combattendo informazioni distorte e/o pregiudizi; --sensibilizzare l’opinione pubblica, facendo conoscere la frequenza, le caratteristiche e le gravi conseguenze che questi disturbi possono avere per la salute fisica e psicologica di chi ne soffre.

#COLORIAMOCIDILILLA

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DCA E COVID-19

I dati legati ai disturbi alimentari sono al quanto preoccupanti se mettiamo in conto che solo in Italia vi sono circa ben 1450000 persone che soffrono di bulimia e 750.000 di anoressia. Ormai non si tratta più di disturbi poco diffusi, ma si stanno trasformando in una vera e propria epidemia. Ma cosa succede quando un’ epidemia incontra un'altra epidemia? Recenti studi hanno evidenziato il rapporto tra disturbi alimentari e Covid e dimostrato come la pandemia abbia rappresentato per i pazienti già affetti da tali problemi una vera e propria minaccia per la loro salute mentale, specie nei soggetti più deboli. Il cambio delle dinamiche quotidiane e dello stile di vita hanno, infatti, influenzato e in alcuni casi esasperato certi comportamenti patologici. La peculiare situazione attuale e il regime di isolamento forzato prima hanno rinforzato certi aspetti della malattia, specie nei soggetti affetti da bulimia e anoressia o da disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating), che hanno subito un incremento del 30%. Ci troviamo dunque di fronte ad una grande emergenza sanitaria in un’altra emergenza che è quella della pandemia. Ciò rappresenta un problema molto preoccupante in quanto le strutture di aiuto e assistenza (sono 146 quelle tra pubblico e privato che operano in Italia, concentrate soprattutto al Centro e al Nord), durante il lockdown hanno dovuto chiudere gli accessi e sospendere le attività mentre alcune volte è capitato che gli ospedali, con i medici impegnati nella cura dei malati di Covid, sono stati costretti a escludere dai ricoveri e dai trattamenti ambulatoriali anche le persone affette da DCA.

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Perchè abbiamo realizzato questo progetto?

Quando ci è stato proposto di lavorare al progetto – laboratorio di attualità - abbiamo deciso di affrontare ed approfondire il tema dei Disturbi Alimentari, in quanto riteniamo sia giusto porre l’accento su una problematica così delicata, e ne è emerso che in Italia vi è un’arretratezza dello stato delle cure, una insufficienza di strutture e una forte mancanza di informazione persino tra il personale medico. Infatti, nonostante negli ultimi anni si siano fatti dei passi avanti, curarsi rimane ancora una dolorosa ODISSEA. In Italia le strutture per curarsi non ci sono o non sono adeguate. Anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata sono tre volti di una patologia tra le più complesse da curare, e che ne fa la seconda causa di morte tra i giovani. Eppure trovare assistenza non è semplice e le difficoltà sono disseminate lungo tutto il percorso di cura. La distribuzione in Italia dei servizi clinici specialistici è a macchia di leopardo: alcune Regioni ne sono fornite adeguatamente, altre ne sono completamente prive. Ed è per questo che numerose famiglie coinvolte ed associazioni di ex pazienti stanno lottando attraverso petizioni online affinché i D.C.A. vengano inseriti nel servizio di Assistenza Nazionale come malattia a se stante, in modo che con le adeguate risorse tutte le Regioni d’Italia siano obbligate a dotarsi di percorsi di cura e prevenzione.

Questo progetto vuole fortemente sensibilizzare le persone a capire che un D.C.A. non è un capriccio che nasce solo dalla volontà di attirare attenzione e ci auguriamo fortemente, nel frattempo che vengano migliorati in tutta Italia i percorsi di cura, che si creino percorsi di mobilitazione/informazione rivolti principalmente ad insegnanti istruttori sportivi, medici di base, pediatri in modo da stimolare il dibattito ed approfondire la tematica soprattutto nelle scuole e tra il personale sanitario. Riteniamo sia di primaria importanza che nelle scuole siano proposti dei percorsi di prevenzione al fine di promuovere il benessere fisico e psichico dei ragazzi e il consolidamento della propria autostima, cosi da ridurre l’azione dei fattori di rischio e favorire fattori protettivi e stili di vita sani, magari attivando anche Sportelli d’Ascolto dove gli alunni possano parlare delle proprie emozioni e conflitti.

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“ Non puoi mangiarlo, supera le 50 kcal”; “Non aggiungere olio alla tua insalata, quello è deleterio”; “Oggi la bilancia segna 100 grammi in più rispetto a ieri, hai mangiato troppo”; “E' meglio che tu eviti le feste, gli aperitivi o la pizza con i tuoi amici, rischieresti di assumere calorie eccessive”; “I fuori pasto sono proibiti, posa quella merendina”; “Hai mangiato una caramella, non era prevista, ora cammina e smaltiscila, non meriti di rimanere ferma”; “Se qualcuno ti invita a mangiare fuori, tu di che hai un altro impegno”; “Resisti alle tentazioni, non cedere alle tue voglie, resisti alla fame, dimostra la tua forza di volontà, solo cosi potrai vincere.” Questi sono i pensieri con i quali devo fare i conti ogni singolo giorno. Questa è la voce onnipresente che mi tormenta. Questa è la mia malattia. Non si tratta di un capriccio per attirare l’attenzione, né si tratta soltanto del desiderio di arrivare ad una forma corporea irraggiungibile. Non sono solo numeri, centimetri, ed ossa troppo sporgenti. L’anoressia non è magrezza ma una mente diabolica. Arriva in punta di piedi, senza che tu possa accorgertene, si appropria del tuo corpo e mette a tacere tutti i tuoi pensieri, le tue idee, i tuoi sogni. Le piace il buio, il freddo, la solitudine e quindi cerca di spegnere tutta la luce che c’è in te e di isolarti da ciò che c’è fuori: la vita. Ti promette protezione, ammirazione, controllo, ma non fa altro che ingannarti, ti pone una benda dinanzi agli occhi, così da non farti accorgere di nulla mentre ti demolisce giorno dopo giorno. Mi è capitato di accorgermi che tutto intorno a me era troppo scuro, di volermi liberare della sua benda ma ogni volta che cercavo di farlo,

lei stringeva ancor di più il nodo. Ci ho provato a cacciarla, eccome se ci ho provato, nonostante molti non ci credano, io voglio che se ne vada. Ma non è facile, anzi, è talmente difficile da sembrarti impossibile. Piangi, ti disperi, ma non ottieni nulla, perché lei non sta in silenzio nemmeno un secondo e non ti resta null’altro da fare se non ritornare ad ascoltare i suoi maledetti consigli. Ormai lei mi accompagna da due anni, mi ha fatto dimenticare cosa voglia dire non avere problemi con il cibo. Spesso mi ritrovo a fantasticare su quanto possa essere bello mangiare un gelato, magari con i miei amici in una sera d’estate, senza farmene nessuna colpa, senza aver alcun pensiero se non quello di essere felice. E' un po’ di tempo che l’anoressia mi fa vivere a metà, distruggendo tutto ciò che amavo di me. Ad oggi la sto combattendo, cerco di spostare un pochino la benda che mi ha posato sugli occhi. Sento che lei non è d’accordo, grida ancora più forte ma sto iniziando a capire che forse si sente minacciata, magari ha paura, perché per quanto sia diabolica ed astuta, forse ha dimenticato una cosa, che senza di me lei non può esistere. Allora, cara anoressia, sono io che ora ti prometto una cosa: ti assicuro che prima o poi mi libererò di te, griderò a tutti coloro che mi vogliono bene che sono guarita, riaccenderò quella luce che tanto ti infastidisce e sarò io a demolirti questa volta. Non preoccuparti, non mi dimenticherò mai di te, anzi, parlerò di te a più persone che posso per evitare che tu possa ingannarle e manipolarle come hai fatto, e stai facendo, con me. E per la cronaca, cara mia, a differenza tua, io le promesse le mantengo. - Liliana Vitiello

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"Vi ringraziamo per la partecipazione!"

da Federica, Martina e Liliana.

photography: Thought Caalog