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ARTE GRECA
Sabrina Palladino
Created on March 25, 2021
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Transcript
L'arte greca
Presso i Greci l'arte assume significati e finalità prima assolutamente sconosciuti. Essa abbandonati in modo definiitivo i condizionamenti imposti dalla magia e dalla religione, diviene libera espressione dell'intelletto umano e razionale ricerca degli ideali assoluti di bellezza, equilibrio e perfezione. La storia dell'arte greca viene convenzionalmente divisa in almeno quattro grandi periodi: periodo arcaico, periodo severo, periodo classico e periodo ellenistico.
Periodo arcaico
L'arte grece arcaica comprende il VII e il VI secolo a.C. Si cominciano a costruire i primi templi e la figura umana inizia ad essere rappresentata. La prima caratteristica è la rappresentazione tramite schemi e convenzioni; le forme, le posture e i movimenti delle figure arcaiche erano limitate e tipiche.
Kleobi e Bitone di Polimedes
La coppia di kuroi, tradizionalmente chiamata come Klèobi e Bitone, ritrovata alla fine dell'800 presso il santuario di Delfi, rappresenta uno dei primi e più importanti esempi di statuaria greca arcaica di stile dorico. Dall'iscrizione alla base delle statue si desume che siano stati scolpiti da Polymedes, un maestro attivo ad Argo tra la metà del VII e gli inizi del VI secolo a.C. Si tratta di due statue quasi identiche, alte ognuna 216 centimetri scolpite a tutto tondo in marmo ed esposte al Museo Archeologico di Delfi.
Moschophoros
Tra il 560 e il 550 a.C furono creati ad Atene alcuni capolavori che innovarono il modello codificato del Kouros. Ne è un esempio il cosiddetto Moscoforo (portatore di vitello), raffigurante il dedicante mentre avanza per offrire ad Atena il vitellino che porta in spalla. Il Moscoforo è un uomo maturo, come rivelano sia le labbra, sia il corpo poderoso che traspare sotto la veste aderente, attraversata da lunghe cuciture e priva di pieghe. La pettinatura, resa per mezzo di una curata perlinatura, si conclude con tre lunghe trecce che incorniciano il volto. L'insieme è animato dall'asimmetria dell'animale, la cui testa affianca quella dell'uomo, mentre le braccia muscolose e le zampe, formano un motivo a croce.
Kouros di Milo
Il kouros di Milo (550-540 a.C.) deve il suo nome all'isola cicladica dove è stato rinvenuto nel 1891. La statua è giunta fino a noi pressoché integra, anche se il marmo di Nasso di cui è costituita ha sofferto di una forte corrosione superficiale, che ne ha un pò consumato i lineamenti. La testa è più gracile e la figura più morbida conferiscono alla statua una maggiore armonia.
Lo stile severo è una fase della scultura greca databile tra il 480 e il 450 a.C. Nello stile severo sdono gli elementi anatomici ad assorbire l'attenzione degli artisti, soprattutto per quanto riguarda la loro funzione all'interno della struttura corporea; non sono i lineamenti esterni che interessano, ma i meccanismi interni che determinano l'equilibrio delle forme esterne, con una concentrazione che conduce all'eliminazione di ogni accenno decorativo. Si sperimenta una minore rigidità nello spazio e nei rapporti spaziali tra una figura e l'altra.
Periodo severo
Efebo di Kritios
L'esempio più importante di questa trasformazione è l'Efebo, che l'ateniese Krìtios creò intorno al 480 a.C., cioè poco prima che Atene venisse saccheggiata dai Persiani. La scultura, putroppo mancante di alcune parti, si è conservata grazie alla pietà degli Ateniesi, che, anzichè disperderle o riutilizzarle, seppellirono negli avvallamenti dell'Acropoli tutte le statue abbattute o danneggiate dai Persiani. Il volto e i capelli del personaggio raffigurato non sono molto rigidi, vi è molta attenzione nei particolari del viso, l'anatomia è ben curata, non vi sono più linee sul corpo ma ormai sono ben rappresentati i muscoli, la postura è sciolta, una gamba è flessa mentre una è tesa.
Zeus (o Poseidon) di Capo Artemisio
La scultura non ha un vero e proprio protagonista perché il personaggio raffigurato ha la barba, come Zeus e come Poseidone, inoltre una mano è vuota perché vi è andato perso ciò che teneva.Probabilmente se vi fosse stato qualcosa legato ai fulmini era Zeus, se invece avesse tenuto in mano il tridente sarebbe stato Poseidone. La statua è di bronzo, l'anatomia del corpo è perfetta, vi è inoltre equilibrio e simmetria perché la statua sarebbe perfettamente inseribile in un quadrato. Vi sono particolari nella barba e negli occhi in avorio.
Zeus (o Poseidon) di Capo Artemisio
Periodo classico
Va dal sec. V a.C fino alla morte di Alessandro Magno. Quest'arte rappresentò la conquista di valori nuovi: esaltò "l'uomo come misura di tutte le cose" ed espresse misura, calcolo, simmetria, monumentalità; può anche rappresentare il Pondus, ovvero l'armonia, l'equilibrio. Un'opera classica è tale perchè monumentale, sfida i tempi ed è attuale.
Doriforo
Il Doriforo (=portatore di lancia) è un esempio particolarmente significativo dell'arte classica. La statua ebbe molto successo nel mondo romano a tal punto che ne furono fatte molte riproduzioni sia in marmo che in bronzo, che ci hanno permesso di risalire all'opera originale che purtroppo è andata perduta. La copia romana che risale al 450-54 a.C è esposta al Museo Archeologico di Napoli.
Discobolo
Mirone eseguì il Discobolo in bronzo nel 450 a.C. circa. Purtroppo la statua è nota solo da copie romane in marmo. L'atleta, nudo, è colto nel momento preciso in cui sta per lanciare il disco, impugnato nella mano destra: per questo il torso è piegato in avanti e ruota verso la destra, come la testa, rivolta in direzione del braccio, sollevato e disteso all'indietro per prendere più slancio: il braccio sinistro si appoggia invece quasi verticalmente sopra il ginocchio destro. La semirotazione del torso, del resto, era indispensabile per imprimere al disco il movimento rotatorio necessario al buon esito del lancio. La contrazione dei muscoli contrasta con l'idealizzazione del volto, che non manifesta segni di sforzo pur avendo un'espressione concentrata.
Periodo ellenistico
La parola "ellenismo" nacque nell'Ottocento, e con esso s'intende il periodo della storia che va dal 323 a.C circa. Durante il periodo ellenistico la scultura diventa molto più naturalistica, abbandonano in un certo modo gli ideali di bellezza e perfezione fisica caratteristici del periodo classico.
Venere di Milo
Scoperta a Milo nel 1820, la Venere fu donata al re Luigi XVIII che a sua volta la donò al Louvre l'anno dopo. La statua è realizzata in due blocchi che si collegano all'altezza delle anche, ma la giunzione è nascosta dal panneggio ad effetto bagnato che sembra stia scivolando via dal corpo della donna, la quale è impiegata in un movimento torsione, con il busto e la testa ruotati e la gamba destra leggermente sollevata, forse a voler tener su il panno. Fu realizzata nel 130 a.C. probabilmente da Alessandro Antiochia ed è alta 2.02m. La posizione è ancor più naturale di quella dell'Afrodite Cnida, a cui probabilmente s'ispira.
Nike di Samotracia
Scoperta nel 1863 su un promontorio dell'isola di Samotracia e condotta in Francia, la Nike fu sistemata al Louvre nel 1867. E' stata fatta in marmo pario ed è alta 328cm . Fu trovata, spezzata in più frammenti, dentro a una grande vasca circolare nel santuario dei Cabiri. E' uno dei più celebri capolavori del periodo, e rappresenta una perfetta sintesi del gusto ellenistico. Nonostante sia priva della testa e delle braccia, è possibile accogliere ancora la forza del movimento, sottolineato dall'ampiezza del passo, dall'imponenza delle ali con le piume gonfiate dal vento. La veste si schiaccia contro le parti più avanzate del corpo, diventando quasi trasparente. In base alla costruzione del monumento, la dea doveva essere vista non frontalmente, ma di tre quarti, in modo che si potesse ammirare l'apertura delle ali e l'effetto scenografico del panneggio.