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La casa dell'impiccato

crinobi

Created on March 24, 2021

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Transcript

La casa dell'impiccato

È del 1872/1873 La casa dell’impiccato a Auvers-sur-Oise uno dei due dipinti che Cézanne espose alla prima mostra degli Impressionisti. La scelta del plein air e i piccoli tocchi di colore con i numerosi chiari fanno di questo dipinto un’opera impressionista. Tuttavia vi sono degli elementi che mostrano già la tendenza dell’artista ad andare oltre:

il paesaggio è senza alcuna presenza umana; il paese risulta quasi incastonato nel cuneo, fra i due grandi edifici in primo piano che fungono da quinte laterali

la vallata profondissima è limitata dal cielo che da un tenue color lilla prende corpo trasformandosi in un azzurro deciso; lo scarso olio impiegato nel diluire i pigmenti colorati conferisce alla superficie una rugosità e una corposità inusuale negli Impressionisti

Secondo Cézanne «nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello, ed entrambe devono aiutarsi tra loro». Dunque, la lettura semplicemente percettiva della natura (considerata, cioè, solo quale appare, come si mostra ai sensi) non è sufficiente. Esiste, infatti, un secondo livello di lettura, quello intellettivo. L’intelligenza deve spronare il pittore a indagare più a fondo la realtà per scoprirne l’essenza, la verità nascosta dalle apparenze che la rivestono.

È pertanto la geometria, che permea tutte le cose e a cui tutto può essere ricondotto, la verità a cui Cézanne tende.Grazie alla geometria, infatti, le sue figure, pur nell’essenzialità delle forme, acquistano una maggiore monumentalità e una reale potenza architettonica, mentre l’uso costruttivo del colore determina piani, curve, spigoli, mutamenti d’inclinazione, differenze di luce, come in una scultura di creta appena abbozzata, ma che già mostra il modellato finale.

Scriveva Cézanne all’amico Bernard il 15 aprile 1904:

Permettetemi di ripetere quello che vi dicevo qui: trattare la natura secondo il cilindro, la sfera, il cono, il tutto posto in prospettiva, in modo che ogni lato di un oggetto o di un piano si diriga verso un punto centrale. Le linee parallele all’orizzonte danno l’estensione, cioè una sezione della natura […]. Le linee perpendicolari a questo orizzonte danno la profondità. Ora, per noi uomini, la natura è più in profondità che in superficie, di qui la necessità di introdurre nelle nostre vibrazioni di luce, rappresentate dai rossi e dai gialli, una quantità sufficiente di azzurri, per far sentire la presenza dell’aria»