AVANGUARDIA AUSTRIACA
KOKOSCHKA
e. schiele
All’inizio del XX secolo, un gruppo di artisti austriaci non organizzato si sentì in dovere di rovesciare la mentalità puritana del mondo borghese e di mostrarne le verità nascoste. L’Espressionismo austriaco si diffuse diversamente rispetto a quello tedesco. Il soggetto indagato non è più la società ma l’individuo, e il metodo per comunicare i sentimenti all’osservatore sono soprattutto il disegno e le linee. Se oggi voleste assistere ad un'esposizzione su questi artisti, consigliamo di iniziare dal Leopold museum a vienna.
Oskar Kokoschka, Austria 1886-1980, pittore e scrittore nel periodo della Secessione viennese. Il suo stile è caratterizzato da colori innaturali e violenti, e da tratti aggressivi, spessi, pieni, deformati e ricchi di curve. Nelle prime opere Kokoschka è visibile il tentativo di esternare la psicologia del soggetto raffigurato. Però con il tempo si evolve, e ogni dipinto, persone, cose o paesaggi, diventano una rappresentazione soggettiva dell’artista (non per forza angoscia, ma anche amore). L’arte di Kokoschka verrà connotata “arte degenerata” dal regime nazista; in seguito si trasferirà a Londra, fase dei paesaggi e del vedutismo urbano.
La breve vita dell’artista austriaco (1890-1918) non ha permesso al suo valore di venire effettivamente riconosciuto. Schiele, attraverso l’uso delle linee, riesce a trasmettere il suo tormento interiore. I contorni sono usati in maniera espressiva, non rappresentativa, mentre il colore, anche se poco, non è steso a caso e porta con sé un significato. Il soggetto dominante nelle opere di Schiele è quello della corporeità della figura umana. L’artista non ha un buon rapporto con l’eros e ritiene che la sofferenza dell’uomo derivi dalla possibilità di provare i piaceri sessuali. I suoi soggetti non potranno mai raggiungere la felicità, e sono rappresentati nudi, irrequieti e in preda ad una forte tensione.
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il mulino
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Avanguardia Austriaca
luca.boscolochiodoro
Created on March 24, 2021
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AVANGUARDIA AUSTRIACA
KOKOSCHKA
e. schiele
All’inizio del XX secolo, un gruppo di artisti austriaci non organizzato si sentì in dovere di rovesciare la mentalità puritana del mondo borghese e di mostrarne le verità nascoste. L’Espressionismo austriaco si diffuse diversamente rispetto a quello tedesco. Il soggetto indagato non è più la società ma l’individuo, e il metodo per comunicare i sentimenti all’osservatore sono soprattutto il disegno e le linee. Se oggi voleste assistere ad un'esposizzione su questi artisti, consigliamo di iniziare dal Leopold museum a vienna.
Oskar Kokoschka, Austria 1886-1980, pittore e scrittore nel periodo della Secessione viennese. Il suo stile è caratterizzato da colori innaturali e violenti, e da tratti aggressivi, spessi, pieni, deformati e ricchi di curve. Nelle prime opere Kokoschka è visibile il tentativo di esternare la psicologia del soggetto raffigurato. Però con il tempo si evolve, e ogni dipinto, persone, cose o paesaggi, diventano una rappresentazione soggettiva dell’artista (non per forza angoscia, ma anche amore). L’arte di Kokoschka verrà connotata “arte degenerata” dal regime nazista; in seguito si trasferirà a Londra, fase dei paesaggi e del vedutismo urbano.
La breve vita dell’artista austriaco (1890-1918) non ha permesso al suo valore di venire effettivamente riconosciuto. Schiele, attraverso l’uso delle linee, riesce a trasmettere il suo tormento interiore. I contorni sono usati in maniera espressiva, non rappresentativa, mentre il colore, anche se poco, non è steso a caso e porta con sé un significato. Il soggetto dominante nelle opere di Schiele è quello della corporeità della figura umana. L’artista non ha un buon rapporto con l’eros e ritiene che la sofferenza dell’uomo derivi dalla possibilità di provare i piaceri sessuali. I suoi soggetti non potranno mai raggiungere la felicità, e sono rappresentati nudi, irrequieti e in preda ad una forte tensione.
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