Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

LA SCUOLA FASCISTA

denisedalesio2

Created on March 23, 2021

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Animated Chalkboard Presentation

Genial Storytale Presentation

Blackboard Presentation

Psychedelic Presentation

Chalkboard Presentation

Witchcraft Presentation

Sketchbook Presentation

Transcript

LA SCUOLA FASCISTA

LA SCUOLA:

L’Italia dalla fine del 1922 al 1943 fu dominata da un regime totalitario, il fascismo. A capo di questo Stato troviamo Benito Mussolini che oltre ad atti illegali, di violenza e di repressione delle libertà; fece anche una serie di riforme volte all’indottrinamento della popolazione alla “cultura” fascista, in particolare si rivolse al popolo più giovane, istituì infatti l’Opera Nazionale Balilla che si rivolgeva ai ragazzi dai sei ai diciotto anni e modificò, in base alle sue esigenze, anche le istituzioni scolastiche. Creare una nuova scuola, dunque, significò educare, e non solo istruire, la gioventù italiana a comprendere il Fascismo.

L'ASPETTO TECNICO:

La riforma della scuola avvenne nel 1923 ad opera del Ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile; questa venne concepita con una forte impronta classista, fu caratterizzata dalla volontà di privilegiare la cultura umanistica, a discapito di quella scientifica, storico-sociale e tecnica. L’intero assetto dell’istruzione fu riorganizzato, dalla scuola materna all’università, sia dal punto di vista organizzativo che didattico. L’obbligo scolastico fu innalzato a 14 anni. La scuola elementare, era divisa in organizzazioni secondo l'età ed il sesso, era anche obbligatoria e gratuita; oltre che molto severa, i bambini erano obbligati a recitare una preghiera all’ingresso, non esisteva ricreazione e quando si sbagliava si veniva puniti duramente. Successivamente le possibilità per continuare a studiare erano molteplici anche se ognuna di queste limitante per il percorso di studi che poi si intendeva seguire, non esisteva infatti la facoltà di decidere autonomamente la propria scuola.

L'ASPETTO TECNICO:

I mutamenti più significativi riguardarono soprattutto gli istituti superiori, l’accesso al liceo classico (l’unica scuola che consentiva l’accesso a tutti corsi di laurea) e all’istruzione universitaria fu reso progressivamente molto restrittivo tramite esami sempre più rigorosi, eliminando le istanze democratiche liberali emerse nel primo dopoguerra. Gli altri licei (esclusivamente maschili) non prevedevano l’accesso all’università in base alla volontà dei ragazzi, ma erano imposti dei vincoli statali. Le ragazze invece furono indirizzate prima verso il neoistituito liceo femminile, abolito pochi anni dopo, e poi verso l’insegnamento magistrale, unificato nel 1928 in un unico tipo di istituto.

LE ISTITUZIONI AL SERVIZIO DEL FASCISMO:

La riforma fu caratterizzata, dal punto di vista burocratico-organizzativo, da un ritorno all’accentramento e all’abolizione dell’autonomia didattica.L’aspetto più significativo e preoccupante della politica scolastica fascista fu l’uso dell’istituzione scolastica ai fini della manipolazione ideologica della popolazione, dall’infanzia sino all’ingresso nel mondo del lavoro, con la pressione crescente derivante dalla necessità di consolidare lo stato totalitario. Si investì molto, in particolare, sulla formazione degli insegnanti delle elementari, che avevano il compito di formare ‘l’anima nazionale’.La scuola diventò una delle fonti primarie di indottrinamento dei giovani e la creazione nel 1929 del libro unico di stato e l’uniformazione dei programmi ministeriali, contribuirono alla martellante propaganda avente lo scopo di instillare i principi della gerarchia e dell’ubbidienza, anche in base alla volontà di Mussolini di avere un consenso “cieco” e “totalizzante”. L’opera di Gentile, richiesta dal duce fu, soprattutto, funzionale alla necessità politica di unificare e organizzare le forze disperse della borghesia liberale, e ciò consentì di schiacciare le opposizioni.

L'EDITORIA FASCISTA:

Il tentativo del regime di formare attraverso la scuola “l’uomo nuovo fascista” lo si può leggere ancora oggi nello sforzo di rinnovamento dei libri di testo, sia nei contenuti che nella veste grafica, in particolare per quelli destinati alle classi elementari. Il sistema editoriale italiano fu scosso dalle trasformazioni fasciste, soprattutto nel settore scolastico. I testi infatti, miravano a radicare sin dall’infanzia le idee fulcro del sistema ideologico fascista, il Duce era descritto ora come un guerriero, ora come un “uomo della provvidenza”, ora come un padre: una figura mitica e fiabesca più che reale. Era buono, forte, fiero e rassicurante e al bambino non restava altro che fidarsi e obbedirgli. L’altro aspetto fondamentale, oltre alla celebrazione del fascismo, era la creazione di un forte spirito nazionale.

L'OPPOSIZIONE DELLA BORGHESIA:

Negli anni successivi, tuttavia, la borghesia capitalistica protestò contro la severità della scuola e la sua impostazione poco attenta alle necessità dello sviluppo economico, e fece pressione sul governo affinché si adoperasse in tal senso. Successivamente Mussolini affermò che questa riforma non rispondeva appieno all’idea di educazione totalitaria del regime, essenzialmente perché si rivelò troppo elitaria e antiscientifica, ritenuta poco propensa all’innovazione tecnica e malvista dalla Chiesa in quanto l’insegnamento religioso era previsto da Gentile solo nella scuola elementare.

ESTRATTO:

Come già descritto, il duce era considerato come una figura da venerare, un mito da seguire ed eguagliare, questo veniva riportato anche nei testi che i bambini delle elementari dovevano trascrivere, leggere o studiare. Molto spesso inoltre le “imprese” che venivano riportate non erano del tutto veritiere.

Dettato. Perché amo il Duce? Amo il Duce perché sono italiana e conosco quanto Egli ha fatto e fa per la nostra cara Patria. Egli è il Capo del nostro Governo e guida con amore la nostra Italia verso la grandezza e la potenza. Il Duce ama molto i bambini italiani. Per essi fa costruire comode e spaziose scuole affinché i Balilla e le Piccole Italiane stiano comodamente e vi entrino volentieri con buon proposito d'imparare per crescere buoni ed istruiti; il nostro Duce ha istituito l'Opera Maternità Infanzia che ha cura delle madri e dei fanciulli bisognosi; l'Opera Nazionale Balilla che ha somma cura del buon sviluppo e della salute dei giovani. I bimbi poveri hanno i libri e i quaderni gratuitamente e, se non godono salute, le colonie marine e montane vengono in loro aiuto. Benito Mussolini amando tanto i piccoli ha istituito la Befana Fascista che porta tanta gioia ai bimbi d'Italia. Sono pure riconoscente al nostro Duce che molto ha fatto per la conquista dell'Impero Etiopico e prego il Signore che lo conservi a lungo col nostro amato Re Imperatore

Testimonianze, alunni del fascismo

Il sistema

https://www.iisvaldagno.it/esperienze-eventi/fascismo/lascuola.htmhttps://online.scuola.zanichelli.it/paolucci/volume3/laboratorio/paolucci_scuola-italiana-fascismo.pdf