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Lavoro di storia su Giustiniano

riccardo.lorusso1000

Created on March 23, 2021

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Transcript

LINEA DEL TEMPO DA ZENONE AD ERACLIO

Il regno di Giustiniano I

582-641

474-479

527-565

Zenone, imperatore dell'Impero romano d'Oriente

Giustiniano I, imperatore dell' Impero d'Oriente

Maurizio ed Eraclio imperatori

GOAL

START

565-582

479-527

Successione di altri Imperatori al trono

Giustino II e Tiberio II imperatori

Ciao! Sono uno dei più fidati funzionari dell'imperatore Giustino I, e oggi, vi porterò a conoscienza delle scelte politico-amministrative che hanno senza dubbio caratterizzato il suo impero. Andiamo!

Giustiniano I, imperatore

Ricordo come fosse ieri quando l'imperatore Giustiniano I, che ancor imperatore non era, salì al trono al posto del suo predecessore Giustino I, il cui regno non fu così tanto longevo, ma efficace nel mantenere in buono stato le casse dell'impero. Il suo regno prometteva dapprima una politica di collaborazione pacifica con il potente Senato, che da sempre aveva controllato l'operato di ogni residente al potere che la storia vi poneva, nonchè spesso causa di conflitti che provocavano tumulti in tutte le parti del grande impero non ancora decaduto, come quel suo simile in Occidente per opera di tribù barbariche, che altri storici contemporanei descrivono come estranei dal modo civilizzato, di cui avevano solo qualche vaga idea della sua vastità. Solo uno storico ben documentato come me può descrivervi al meglio ciò che è il grande impero sotto Giustiniano I, l'imperatore latino.

La rivolta della Nika

Bene, inizieri con il parlarvi della rivolta che gettò disperazione tra la popolazione di Bisanzio, la Nuova Roma, che vide per le sue strade e piazze, lacerati dai combattimenti alcune decine di migliaia di morti, per un motivo che forse apparentemente vi sembrerà assurdo, ma vi posso grantire che non c'è nulla di strano in questo. Infatti il 13 gennaio del 532, nell' Ippodromo della città più importante dell'impero scoppiò una violenta rivolta, chiamata della Nika, causata dalle violenti rivolte per le redistrubuzioni gratuite di grano che venivano offerte alla plebe, grazie ai particolari rccolti di questo cereali presenti in Egitto, da dove proveniva la maggiorparte dei racolti di tutto l'impero. La popolazione era divisa in due fazioni sportive: i Verdi e gli Azzurri, al momento predominanti e che avevano prevalso dopo aver oscurato le altre, tra le quali quella dei Rossi, di cui era stato patrocinatore Anastasio. Durante la rivolta andò distrutta la cattedrale di Bisanzio, che Giustiniano fece ricostruire in una forma ancora più monumentale.

I veri motivi della rivolta

Come avrete capito, essendo io uno storico mi documento bene e non tralascio nessun aspetto degli eventi accaduti nela storia. Infatti la rivolta allargava le sue motivazioni in vari campi. Triboniano e Giovanni di Cappadocia, quest'ultimo prefetto del pretorio per l'Oriente. Erano in realtà figure chiave del governo dovendosi in parte anche a loro la redazione del Codice giustinianeo; ma erano accusati di fare mercato della giustizia, modificando le leggi a pagamento e distraendo nelle proprie tasche i fondi delle finanze pubbliche. Le due fazioni, tradizionalmente rivali, si coalizzarono contro il fiscalismo e l'autocrazia giustinianei e, per cause occasionali, diedero l'avvio a una rivolta durata sei giorni che causò incendi e saccheggi.

Eventi della rivolta

Le fonti storiche in mio possesso documentano la rivolta in modo abbastanza dettagliato. Le fonti dicono che: "La sommossa iniziò al circo la mattina del 13 gennaio: alla fine delle corse la tensione era al massimo e, in direzione dell'imperatore,si levarono fischi, proteste, slogan di ribellione, ed infine il grido divenne solo uno: "Nika". La rivolta dall'ippodromo si estese nelle vie e nelle piazze. Fu bruciato l'edificio della prefettura, il vestibolo del palazzo imperiale, la basilica di S. Sofia, ed i saccheggi, durati per sei giorni, distrussero diversi quartieri della città. Giustiniano si barricò nel palazzo per tre giorni, poi promise la riduzione delle tasse. L'imperatore cedette ai rivoltosi, i quali chiesero a gran voce l'allontanamento del prefetto cittadino, di Triboniano e di Giovanni di Cappadocia. Al comando della difesa del palazzo reale vi era il generale Narsete, che si trovava in situazione di grave difficoltà, in mancanza dell'arrivo dei rinforzi. Narsete distribuì ai ribelli della fazione degli Azzurri una parte del tesoro di Giustiniano, ottenendo di riconciliarsi personalmente con alcuni membri degli Azzurri e di far convergere sull'ippodromo tutti i rivoltosi. Gli uomini di Narsete e Belisario entrarono dai diversi ingressi dell'ippodromo e fecero strage dei rivoltosi. Secondo le fonti furono uccise nell'Ippodromo 35 000 persone".

Il Corpus Iuris Civilis

L'imperatore Giustiniano I nel 529, ebbe la grande idea di far redigere da uno dei più grandi giursti del tempo, se non il più celebre, Treboniano di Behirut, la più grande raccolta di leggi scritte in epoca romana e delle nuove leggi imperiali che l'impero avesse mai visto. Divenne uno strumento indispensabile per i giuristi che dal quel momento in poi poterono avere un punto di riferimento unico e uniforme per svolgere al meglio la loro professione ( corruzione permettendo, dato che si vocifera che alcuni per quanto le leggi siano scritte in questa grande raccolta, fanno finta di non esserne a conoscienza, o semplicemente le modificano a loro piacimento e per i loro scopi). Basta consultare la vasta raccolta di leggi suddivisa in capitoli e in tre sezioni principali, cioè il Codex lustinaneus la raccolta delle leggi romane, i Digesta, la raccolta di leggi di antichi giuristi, le instituziones un manuale per gli studi giuridici degli studenti. Sono presenti anche le Novllae, cioè le nuove leggi di Giustiniano, tutti scritti rigosamente in latino. E che un giorno non diventi la base del diritto dei secoli seguenti! Ho avuto modo di leggerne qualche capitolo, pur mettendoci tanto per leggere quell'opera così di spessore ( anche i libri che la componevano lo erano), devo dire che era veramente dettagliata. Pensate che Treboniano impiegò 5 anni per completare l'opera!

Il giornale dell'Impero d'Oriente

Anno 533

Costantinopoli, Capitale dell'Impero

Guerra Vandalica

Il generale Belisario è partito, assieme al suo esrcito, alla conquista del regno Vandalo

La spedizione, approfittando della debolezza dei Vandali proverà a sbaragliarli.

La guerra Vandalica

La guerra vandalica infuriò nelle povincie africane della Tunisia e vide scontrarsi idue eserciti, rispettivamente quello bizantino e vandalo. Essendo uno storico ho documentato la guerra grazie alle notizie che mi erano gunte anzitempo tra il 533 e il 537, periodo della durata della guerra. Il generale Belisario delle truppe bizantine, approfittando della mancanze della flotta vandala impegnata in Sardegna, aggredì l'esercito vandalo conquistando la loro capitale, Cartagine, città simbolo e da sempre rivale dell'antico impero romano. Catturato Gelimero, re dei vandali, venne portato in catene a Costantinopoli mentre Belisario celebrava il trionfo come un antico generale romano. I due eserciti erano composti da un numero quasi simile di soldati, ma l'esercito Bizantino dimostrò di essere più forte sul campo di battaglia, in Tunisia, appunto.

Il giornale dell'Impero d'Oriente

Anno 535

Costantinopoli, Capitale dell'Impero

Guerra greco-gotica

Il generale Belisario è partito, assieme al suo esrcito, alla conquista del regno Ostrogoto.

La spedizione, approfittando della debolezza degli Ostrogoti, data per le loro lotte alla successione, avrà l'obbiettivo di sbaragliarli

La guerra greco-gotica

La guerra greco- gotica infuriò in Italia e vide scontrarsi i due eserciti, rispettivamente quello bizantino e quello ostrogoto. Essendo uno storico ho documentato la guerra grazie alle notizie che mi erano gunte anzitempo tra il 535 e il 553, periodo della durata della guerra, che come potrete capire durò quasi 20 anni. Il generale Belisario delle truppe bizantine, approfittando della debolezza degli ostrogoti aggredì l'esercito nemico conquistando le principali cità del Sud Italia. Quado sembrava che la guerra si sarebbe risolta in poco tempo, così raccontano gli scritti, il nuovo re ostrogoto, Totila, riuscì con una strategia politica ed economica, a tenere impegnato l'esercito bizantino in una lunga guerriglia, fino a quando Giustiniano, imperatore bizantino, mandò Narsete con i rinforzi che batterono Totila nella battaglia del Monte Lattaio, mentre le truppe a sud conquistavano la Spagna meridionale, sconfiggendo i visigoti.

Guerra sasanide

La guerra contro i sasanidi continuava sul fronte Orientale, che intanto, con i confini sguarniti di truppe, ne approfittò per invadere alcuni teritori occupando Antiochia, in Siria, il granaio dell'impero.

Cattedrale di Santa Sofia

La cattedrale di Santa Sofia fu ricostruita dopo l'incendiom durante la rivolta della Nika dall'imperatore Giustiniano I.https://scratch.mit.edu/projects/506222132/ https://scratch.mit.edu/projects/506250517/