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artemis base camp (italiano)
Elena Dal Lago
Created on March 23, 2021
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Transcript
Artemis base camp
progetto di astronomia
Componenti: Elena Dal Lago, Beatrice Zanzonato,Elisa Cailotto, Alessia Cherubini, Mattia Zerbato, Andrea Bassaneseclasse 3^E Garbin
INDice
una base autosufficente
programma artemis
base camp
giornata tipica
moduli
CONCLUSIONE
programma dei lavori
materiali
come dovrà essere la base
regole
base camp
Abbiamo pensato di costruire la nostra base prendendo spunto da un’immagine che abbiamo visto sul libro di scienze formata da 4 moduli a cupola collegati tra loro da dei corridoi. I moduli sono divisi in :centro di controllo e attrezzatura , palestra e bagni , cucina e mensa infine dormitorio . Abbiamo pensato di far svolgere agli astronauti le riunioni mattutine nel centro di controllo così che nel caso in cui qualche astronauta avesse avuto come primo compito quello di uscire dalla base per fare controlli esterni, avrebbe avuto le tute pronte all’uso . Dopo aver pensato al modulo principale passiamo al secondo: la palestra e il bagno. Abbiamo pensato di fare i bagni sotto la palestra in modo che, dopo due ore di allenamento gli astronauti abbiano i bagni vicini . Il terzo modulo formato da cucina/dispensa e mensa l’abbiamo pensato in modo che gli astronauti possano andare in dispensa e in cucina per preparasi il pasto; e che successivamente possano andare a mangiarlo nella mensa. L’ultimo ma non meno importante: il modulo con i dormitori l’abbiamo creato su un solo piano perché il nostro equipaggio è formato da solo sei membri .
testo realizzato da: Alessia Cherubini
modulo 1
centro di controllo e stanza attrezzatura
Disegno realizzato da Beatrice Zanconato
modulo 2
palestra e bagni
dis
Disegno realizzato da Alessia Cherubini
tehjhbg
modulo 3
dispensa/cucina e mensa
Disegno realizzato da Alessia Cherubini
modulo 4
dormitorio
Disegno realizzato da Beatrice Zanconato
materiali
Qual'è il materiale più adatto per costruire la base?
Un gruppo di scienziati della "Singapore University of Tecnology and Design" ha lavorato molto scoprendo qual' è il materiale che potrebbe fare al caso dei futuri astronauti: LA Chitina, un polimero(=In biologia, risultato di più parti analoghe; in genetica: i singoli geni che compongono un sistema polimerico) organico contenuto nell' esoscheletro,scheletro esterno caratteristico degli insetti, degli antropodi e di altri invertebrati, ma anche nella parte cellulare dei funghi e in altre strutture di molti invertebrati. La Chitina è stata scoperta nel 1811 dal chimico francese Henri Branconnot. Con dei semplici passaggi chimici la chitina può trasfrmarsi in un eccelente materiale da costruzione per strumenti essenziali ma anche per ambienti un po' più complessi.
testo realizzato Beatrice Zanconato
come dovrà essere la base
Le condizioni sulla superficie lunare sono estreme. Il satellite ha un periodo di rotazione di 28 giorni, e poiché la Luna è priva di qualsiasi atmosfera, le temperature possono salire fino a 130° C, mentre quelle più basse scendere fino a -247 ° C. La mancanza dell'atmosfera significa che gli edifici dovranno avere delle mura abbastanza spesse per proteggere gli astronauti dalle radiazioni cosmiche. Inoltre, le mura dovranno resistere alle differenze di pressione tra l'esterno e l'interno e all'impatto dei micrometeoriti: piccoli granelli di roccia e polvere che si schiantano sulla superficie ad alta velocità (per queste prime costruzioni si potrebbe usare il cemento lunare, un composto speciale che non richiederebbe l’uso di acqua). Per portare i materiali sulla luna si userà un altro razzo più piccolo che porterà con se i materiali che non si possono ricavare dalla luna come: zolfo e aggregati di regolite. Questo cemento lunare a base di zolfo e aggregati di regolite sarebbe adatto all'uso e non richiederebbe l'utilizzo di acqua, da conservare per esigenze più vital.La base sarà rivestita con cemento lunare un materiale creato usando dei materiali sulla luna.
Testo realizzato da Andrea Bassanese
programma artemis
E’ un programma con il quale la NASA farà atterrare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna entro il 2024, utilizzando tecnologie innovative per esplorare più superficie lunare che mai. La NASA vede Artemis come il prossimo passo verso l'obiettivo a lungo termine di stabilire una presenza autosufficiente sulla Luna, gettare le basi per le società private per costruire un'economia lunare e infine mandare gli umani su Marte.
IL PROGRAMMA ARTEMIS SI DIVIDE IN 3 FASI: Artemis I : la NASA sta lavorando al lancio di Artemis I nel 2021, un volo senza equipaggio per testare lo Space Launch System e la navicella orion. Artemis II: il primo test di volo con equipaggio dello Space Launch System e della navicella orion , che è previsto per il 2022 Artemis III : La NASA farà atterrare gli astronauti sulla Luna entro il 2024.
VEICOLO DI LANCIO: Space Launch System (SLS). Il SLS è un veicolo di lancio non riutilizzabile super pesante statunitense, che lancerà Artemis 1, 2 e 3. Lo SLS è l'unico razzo che ad oggi può inviare la navicella Orion, gli astronauti ed i massicci carichi di strumentazione tutti assieme in un unico lancio. VEICOLO SPAZIALE: orion La sonda spaziale Orion della NASA trasporterà l'equipaggio in orbita lunare dove si trasferirà su un sistema di atterraggio umano o sul Gateway. L'equipaggio utilizzerà il veicolo spaziale per tornare a casa in sicurezza sulla Terra, che è stata costruita per resistere al caldo estremo sperimentato al rientro nell'atmosfera
Testo realizzato da Elena Dal Lago
una giornata tipica
Buongiorno me del futuro! sono sulla luna. proprio così, penso tu te lo ricorda. nelle prossime righe ti racconterò una giornata tipica qua su, in caso te la fossi dimenticata. questa mattina ci siamo svegliati alle 7 in punto, una sensazione veramente strana devo dire. ci siamo preparati in fretta perché alle 7:30 abbiamo la colazione. poco dopo, alle 8, andammo in sala riunioni, per organizzarci e ripassare la giornata che avremmo dovuto affrontare. mezz’ora dopo iniziammo a lavorare e a studiare il terreno della luna. tutto molto insolito e interessante devo dire. poi si fece l’ora di pranzo, cioè le 12:30, e un oretta dopo ci andammo a riposare, per fortuna. ma la giornata non finisce qui, anzi. alle 14:00 in punto ci aspettava la palestra. e subito dopo la palestra i lavori pomeridiani, dalle 16:00 alle 18:30. finalmente finiti questi, andammo in sala riunioni a parlare del progetto, delle varie novità e scoperte ecc.. si fecero le 19 e andammo a cenare. il cibo non è il massimo, ma ci accontentiamo. e finalmente, arrivò l’orario più bello, l’orario del riposo: le 20, nel quale, ovviamente, ho colto l’occasione per scrivere questo testo/diario. ora sono le 21, e visto che domani sarà un’altra giornata straziante mi fermo qua. spero i tuoi, cioè i miei piensieri ormai abbastanza offuscati si risiamo accesi e siano più lucidi.
Testo realizzato da Elisa Cailotto
programma dei lavori
sveglia 7:00colazione 7:30 riunione mattuttina 8:00 lavori mattuttini 8:30 pranzo 12:30 riposo 13:30 palestra 14:00 lavori pomeridiani 16:00 riunione serale 18:30 cena 19:00 operazioni di presleep 20:00 riposo 21:00 andare a dormire 21:30
Realizzato da Elena Dal Lago e Beatrice Zanconato
regole
-I tecnici devono controllare periodicamente i pannelli solari e le macchine che producono ossigeno -I tecnici devono controllare che il sistema di supporto vitale funzioni, (atmosfera, pressione, livello di ossigeno ed eventuali fiamme libere) -I tecnici devono controllare i macchinari che servono a eliminare anidride carbonica, metano e ammoniaca -Ogni componente della base deve confrontarsi con gli altri per condividere idee e problemi -Ogni componente della base deve rispettare il lavoro degli altri -Ogni componente deve mantenere contatti con la propria famiglia -Ogni componente deve rispettare gli altri -Ogni astronauta deve controllare che la propria tuta sia a posto e che funzioni correttamente -Ogni astronauta deve tenere un minimo di igiene personale -Ogni astronauta deve gettare nei rifiuti i propri vestiti già utilizzati come da programmazione -Ogni astronauta deve mantenere le proprie attrezzature in ordine -Ogni astronauta deve dormire un certo numero di ore come da programmazione -Ogni astronauta quando usa il bagno deve tenerlo pulito -Ogni astronauta deve rispettare la dieta data -Ogni astronauta deve fare esercizio fisico con gli attrezzi messi a disposizione -Ogni astronauta deve portare a termine la propria missione -Ogni astronauta deve fare la visita medica, sportiva e psicologica periodicamente
Testo realizzato da Mattia Zerbato
una base autosufficente
COME RENDERE LA BASE AUTOSUFFICENTE? Questa è una domanda che gli scienziati della NASA e delle altre agenzie spaziali continuano a porsi. Per rendere la base autosufficiente e per rendere la permanenza degli astronauti duratura, per me, abbiamo bisogno di 3 cose fondamentali : acqua, ossigeno ed energia. Come ottenerli: Acqua: studi recenti hanno confermato la presenza di acqua allo stato solido nei crateri più profondi e soprattutto ai poli. Ossigeno: L'Agenzia spaziale europea è riuscita nell'impresa: ha creato un prototipo di impianto di estrazione dell'ossigeno dalle polveri lunari. Energia: per produrre energia basterebbe impiantare dei pannelli solari anche se , visto che la “notte” dura di più rispetto alla terra, ci sarebbe un lungo periodo di buio e quindi bisognerebbe immagazzinarne molta. Un'altra idea che secondo me un giorno si potrà concretizzare sarebbe quella di ricavare un'ingente quantità di energia dai buci neri, infatti anche il fisico Stephen Hawking nel corso del secondo appuntamento sulla BBC "Reith Lectures" ha detto che se un giorno riuscissimo a trovare un piccolo buco nero, con le dimensioni di una montagna, potremmo teoricamente trarne sufficiente energia elettrica per soddisfare il fabbisogno terrestre e quindi, di conseguenza, anche quello lunare.
Testo realizzato da Elena Dal Lago
CONCLUSIONE
Contenuto realizzato da: Elena Dal Lago, Elisa Cailotto, Beatrice Zanconato, Alessia Cherubini, Andrea Bassanese, Mattia Zerbato Classe : 3^E Scuola: scuola secondaria di primo grado Garbin
60%
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+ Info
PowerPoint realizzato da Elena Dal Lago