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Nicola Ruffo

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Created on March 22, 2021

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Transcript

NEWS PAPER

In ricordo delle vittime innocenti di mafia

21/03/2021

Nicola Ruffo

Un elenco di nomi, ma soprattutto di persone, che aumenta ininterrottamente.Dunque, questa giornata è importante per continuare a chiedere giustizia e denunciare la presenza delle organizzazioni mafiose del territorio. E' necessario, infatti, portare avanti queste campagne contro la mafia, formando la mente della gente e ricordando, senza mai fermarsi, il grande dolore che porta con sé.

Vittima innocente di mafia

Ogni anno si celebra la giornata della memoria delle vittime innocenti di mafia. Una serie di nomi, scanditi tra le lacrime, che rappresentano un modo per non dimenticare tutti coloro che hanno subito, perché sono stati presi di mira o perché hanno avuto il coraggio di lottare ed hanno "perso", l'azione delle organizzazioni mafiose.

L'unico modo per combattere la mafia è attraverso la testimonianza delle vittime e delle loro famiglie e attraverso la formazione delle nuove generazioni.

Bisogna impegnarsi per limitare l'azione delle organizzazioni mafiose, che con il tempo diventano sempre più subdole.

Indice

01

02

03

L'incontro con la mafia

Vita prima della mafia

Vittime di mafia

05

06

07

Spazio dedicato alle riflessioni

Lettera della figlia al padre

Riflessioni personali

08

Riflessioni personali

La storia di Nicola Ruffo

Una vittima di mafia

Nicola è certamente un uomo e un lavoratore ammirevole ma che, nel suo essere un cittadino come altri, ha vissuto un'esperienza assolutamente fuori del comune e tragica. Nel 1974, la famiglia di Nicola prende un decisione importante e degna di stima: decide di adottare una bambina in Vietnam. Tuttavia non fa in tempo a gioire che accade la disgrazia.

Vita prima della mafia

Nicola Ruffo nasce a Palagiano, città nella provincia di Taranto, il 30 settembre del 1928. All'età di 14 anni rimane orfano di padre e, per aiutare economicamente sua madre a mantenere i tre fratelli più piccoli, decide di andare a lavorare, trovando lavoro presso un orafo. Nonostante il lavoro lo tenga impegnato per gran parte della giornata, Nicola non vuole lasciare la scuola e studia con dedizione fino ad ottenere il diploma di Tecnico Meccanico nel 1951. Frequenta, successivamente, la “Scuola Macchinista” a Taranto e riesce a trovare lavoro alle Ferrovie dello Stato, lavorando come macchinista a Novara e poi a Bari. Da giovane conosce Maria, donna che sposerà e da cui avrà Pasqualina e Paola. Da questo momento in poi, Nicola trascorrerà la sua vita tra il lavoro e la sua famiglia, proprio come un normale cittadino.

L'incontro con la mafia

La storia di come Nicola Ruffo è diventato una vittima innocente

La sera del 6 febbraio 1974, a Bari, Nicola Ruffo sta percorrendo la strada per tornare a casa dal lavo-ro, quando viene interrotto da qualcosa. Dall'altra parte della strada, sta avendo luogo una rapina in una tabaccheria, la cui proprietaria viene minacciata con una pistola.Nicola interviene per aiutare la donna e provare a dissuadere i rapinatori, ma uno di loro si gira e gli spara. Il colpo gli arriva dritto al cuore.

Poco tempo dopo, vengono indivi-duati i rapinatori, riconosiuti appartenenti all'organizzazione mafiosa e condannati a pene esemplari: l'assassino di Nicola viene condannato all'ergastolo.Nel 1977 Nicola è stato insignito della medaglia al valor civile. Il presidio di Libera a Valenzano e la scuola secondaria di primo grado, a Palagiano , sono intitotalati alla sua memoria

Così muore un uomo di soli 44 anni, sacrificandosi per la vita di un'altra persona e lasciando vedova la mo-glie Maria e orfane le sue due figlie. Dopo l'omicidio, gli inquirenti inca-ricati del caso scoprono che i cinque rapinatori facevano parte di quello che sarebbe diventato il potente clan Parisi della città di Bari. Si parla ancora di mafia. La mafia non è solo un fenomeno siciliano, è un fenomeno italiano.

Lettera della figlia al padre

"L’ANNO SCORSO IL 21 MARZO NON CE LA FACEVO A CAMMINARE E DISSI A NICOLETTA DI PRENDERE LO STRISCIONE E DI NON MOLLARLO FINO ALLA FINE DEL PERCORSO PERCHÉ IO PURTROPPO MI SAREI DOVUTA FERMARE. QUEST’ANNO, CARO PAPÀ A BRINDISI NON AVRÒ PIÙ QUESTO PROBLEMA SE MI SENTIRÒ MALE MI POTRÒ FERMARE E NON MI PREOCCUPERÒ PERCHÉ TANTO CI SARANNO I TUOI “NIPOTI” CHE CAMMINERANNO CON TE E PER TE"

" IL TEMPO SEMBRA NON SIA TRASCORSO PER NULLA. TU SAI QUANTA FATICA, QUANTE UMILIAZIONI, QUANTE RINUNCE E QUANTE PAURE ABBIAMO CONOSCIUTO DOPO LA TUA DIPARTITA. ABBIAMO ANCHE CONOSCIUTO LA FAME, (COSA CHE TU VOLEVI NON ACCADESSE MAI PERCHÉ ERA ACCADUTO A TE), MA GRAZIE ALLA FORZA DI VOLONTÀ ED ALLA TENACIA SIAMO RIUSCITE A VINCERE SU QUASI TUTTO

"SAI, IL MIO DESIDERIO PIÙ GRANDE ERA QUELLO DI NON FARTI ENTRARE NELL’OBLIO DI QUEGLI UOMINI CHE HANNO DATO TANTO E CHE IL TEMPO LI AVREBBE FATTO DIMENTICARE. ALL’INIZIO, SAI, NON CI PENSAVO MA POI HO CAPITO CHE DOVEVO ESSERE TESTARDA E DOVEVO LOTTARE PER TE E, SCUSAMI SE MI RIPETO, ANCHE PER QUELLI COME TE. E COSÌ UN BEL GIORNO È ARRIVATA LA “STRADA” E POI LA “SCUOLA” ED ORA IL PRESIDIO INTESTATI A TUO NOME."

"COME DICO SEMPRE UNA PALLOTTOLA NON PUÒ UCCIDERE UN UOMO, TU SEI VIVO ED OGNI GIORNO RINASCI NON SOLO NEL MIO CUORE MA NEL CUORE DI TANTI CHE TI AMANO PER QUELLO CHE SEI"

Spazio dedicato alle riflessioni

Nicola Ruffo, insieme purtroppo a tantissime altre persone, è una vittima di mafia. Lui, in particolare, non è stato puntato da un'organizzazione mafiosa, ma è stato ucciso da una di queste per aver cercato di difendere una donna che era stata, invece, presa di mira. Dunque, il suo si può definire un gesto spinto da un istinto umano e morale che l'ha portato ad andare in aiuto di una donna. Credo, dunque, che debba essere ammirato prima di tutto per questo, oltre che compreso in quanto vittima innocente di mafia.Da molti anni, la mafia non si ferma e attacca sempre più vittime tra chi è un semplice lavoratore, chi fa parte della giustizia e vuole combatterla e chi, come lo stesso Nicola Ruffo, decide di scherarsi contro di essa, spinto dall'etica e da uno spirito di solidarietà. Data, quindi, la grande forza della mafia, credo che le istituzioni come ogni singolo cittadino debbano impegnarsi per combatterla perché, come dice il magistrato e vittima di mafia Paolo Borsellino:

Quindi, a mio parere, è importante che le vittime superstiti di mafia, dopo aver superato il dolore e preso coraggio, offrano la loro disponibilità per testimoniare la propria storia. Perché solo attraverso l'informazione e la denuncia, mettendo da parte silenzio ed omertà, si può combattere un mostro grande e spaventoso come la mafia. -Gloria Greco

mai. Di fronte alle vittime innocenti di mafia non dobbiamo stare zitti e impassibili, dobbiamo ringraziare e prendere il loro posto nella lotta contro la criminalità organizzata. L’ha chiarito bene Daniela, figlia dell’autista di Giovanni Falcone, che scrive in una sua lettera: “Adesso che non ci siete più, ti prometto, in nome di Palermo, che la mafia la sconfiggeremo noi e ti dico: grazie.”

e cucirsi la bocca, ma ha deciso di perdere la vita in nome della giustizia e del senso civile. Inoltre, non dobbiamo farci spaventare da quel che accade. È vero che il mostro è pericoloso e capace di tutto, ma se tutti ci tiriamo indietro per questo motivo, non lo sconfiggeremo

La mafia è un mostro che va combattuto. Ce ne rendiamo conto quando sentiamo la storia di vittime innocenti, come Nicola Ruffo. Lo Stato cerca di fare ciò: nel corso degli anni ha tentato di intensificare la lotta contro la criminalità organizzata.

Ma è necessaria la collaborazione da parte di chiunque. È necessario mettere da parte il vizio dell’omertà, radicato all’interno di molti italiani, perché “la mafia uccide, ma il silenzio pure”. Dovremmo essere tutti come Nicola, che avrebbe potuto cambiare strada

-Chiara Cucinella

Nella lettera la figlia sottolinea la senzazione di vicinanza di suo padre che lei percepisce ogni giorno della sua vita. Per lei, suo padre è un ricordo inamovibile dal suo cuore, un racconto di lui ai suoi figli, ai suoi amici. Lei nella sua vita scrive che cerca quasi di obbedire ai desideri che aveva sua padre in vita, cercando di omaggiarlo ogni giorno nel modo migliore Luca Tommasi

La mafia ha colpito molte vittime innocenti e di molte di queste non ne siamo a conoscenza perchè la storia non le ha rese famose. Una di queste è Nicola ruffo, tarantino, vittima innocente della Sacra Corona Unita. La figlia dopo la sua morte cerca di celebrare lui e tutti quelli che si sono opposti alla mafia ma senza aver ricevuto degni riconoscimenti , intitolando una strada, una scuola o un presidio a loro nome . La morte del padre ha portato alla figlia indubbiamente una profonda soffererenza ma allo stesso tempo coraggio e forza per onorare la memoria del padre.