ANALISI DEL SONETTO 74 di Francesco Petrarca "Io son già stanco di pensar"
PARAFRASI DEL SONETTO
Io son già stanco di pensar si come
i miei pensier’ in voi stanchi non sono, et come vita anchor non abbandono
per fuggir de’ sospir’ sì gravi some;
et come a dir del viso et de le chiome
et de’ begli occhi, ond’io sempre ragiono,
non è mancata omai la lingua e ‘l suono
dì et notte chiamando il vostro nome;
et che’ pie’ non son fiaccati et lassi
a seguir l’orme vostre in ogni parte
perdendo inutilmente tanti passi;
et onde vien l’enchiostro, onde le carte
ch’i’ vo empiendo di voi: se ‘n ciò fallassi,
colpa d’Amor, non già defecto d’arte.
io sono ormai stanco di pensare come i miei pensieri non sono stanchi in voi e sono stanco di non poter fuggire dai pensieri dolorosi; e come a dire il viso, i capelli e i begli occhi dei quali sempre penso, non è mai mancata la lingua ed il suono chiamando di notte il vostro nome; e che i piedi non sono stanchi e rotti a seguire le vostre orme in ogni parte perdendo inutilmente tanti passi; e da dove viene l'inchiostro e da dove vengono le carte che io vado riempiendo di voi: se fallissi per colpa dell’ Amore e non difetto della mia arte.
SCHEMA METRICO
Io son già stanco di pensar si comei miei pensier’ in voi stanchi non sono, et come vita anchor non abbandono per fuggir de’ sospir’ sì gravi some; et come a dir del viso et de le chiome et de’ begli occhi, ond’io sempre ragiono, non è mancata omai la lingua e ‘l suono dì et notte chiamando il vostro nome; et che’ pie’ non son fiaccati et lassi a seguir l’orme vostre in ogni parte perdendo inutilmente tanti passi; et onde vien l’enchiostro, onde le carte ch’i’ vo empiendo di voi: se ‘n ciò fallassi, colpa d’Amor, non già defecto d’arte.
quartine
quartine
terzine
terzine
STILE E LINGUAGGIO
Lo stile è alto come si nota dalla presenza di latinismi (et al posto di e, defecto nell’ultimo verso al posto di difetto) e si nota anche dalla scelta di termini rari e ricercati come per esempio “some” , termine raro e ricercato per indicare ‘peso’.
Il linguaggio è ridotto ad un numero scelto di termini tanto che si parla di monolinguismo di Petrarca contrapposto al plurilinguismo di Dante
TEMA
Petrarca è stanco di non essere stanco di pensare continuamente a Laura ed è talmente stanco che non sa come non ha abbandonato la vita per riuscire a sfuggire al peso dei sospiri e del fatto di continuare a scrivere poesie descrivendo gli occhi, il viso, i capelli della sua amata e continuare a invocare il suo nome di giorno e di notte. Ed è stanco del fatto che in realtà non è stanco di continuare a inseguirla perdendo però tanto tempo
Il tema di questo sonetto è il legame tra il desiderio, l’amore e il conflitto spirituale.
Lavoro svolto da:
Valeria Fazzini Martina Fioravanti Eleonora Pietraldi Aurora Salvati
Sonetto 74 Petrarca
martinafioravanti
Created on March 22, 2021
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ANALISI DEL SONETTO 74 di Francesco Petrarca "Io son già stanco di pensar"
PARAFRASI DEL SONETTO
Io son già stanco di pensar si come i miei pensier’ in voi stanchi non sono, et come vita anchor non abbandono per fuggir de’ sospir’ sì gravi some; et come a dir del viso et de le chiome et de’ begli occhi, ond’io sempre ragiono, non è mancata omai la lingua e ‘l suono dì et notte chiamando il vostro nome; et che’ pie’ non son fiaccati et lassi a seguir l’orme vostre in ogni parte perdendo inutilmente tanti passi; et onde vien l’enchiostro, onde le carte ch’i’ vo empiendo di voi: se ‘n ciò fallassi, colpa d’Amor, non già defecto d’arte.
io sono ormai stanco di pensare come i miei pensieri non sono stanchi in voi e sono stanco di non poter fuggire dai pensieri dolorosi; e come a dire il viso, i capelli e i begli occhi dei quali sempre penso, non è mai mancata la lingua ed il suono chiamando di notte il vostro nome; e che i piedi non sono stanchi e rotti a seguire le vostre orme in ogni parte perdendo inutilmente tanti passi; e da dove viene l'inchiostro e da dove vengono le carte che io vado riempiendo di voi: se fallissi per colpa dell’ Amore e non difetto della mia arte.
SCHEMA METRICO
Io son già stanco di pensar si comei miei pensier’ in voi stanchi non sono, et come vita anchor non abbandono per fuggir de’ sospir’ sì gravi some; et come a dir del viso et de le chiome et de’ begli occhi, ond’io sempre ragiono, non è mancata omai la lingua e ‘l suono dì et notte chiamando il vostro nome; et che’ pie’ non son fiaccati et lassi a seguir l’orme vostre in ogni parte perdendo inutilmente tanti passi; et onde vien l’enchiostro, onde le carte ch’i’ vo empiendo di voi: se ‘n ciò fallassi, colpa d’Amor, non già defecto d’arte.
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STILE E LINGUAGGIO
Lo stile è alto come si nota dalla presenza di latinismi (et al posto di e, defecto nell’ultimo verso al posto di difetto) e si nota anche dalla scelta di termini rari e ricercati come per esempio “some” , termine raro e ricercato per indicare ‘peso’.
Il linguaggio è ridotto ad un numero scelto di termini tanto che si parla di monolinguismo di Petrarca contrapposto al plurilinguismo di Dante
TEMA
Petrarca è stanco di non essere stanco di pensare continuamente a Laura ed è talmente stanco che non sa come non ha abbandonato la vita per riuscire a sfuggire al peso dei sospiri e del fatto di continuare a scrivere poesie descrivendo gli occhi, il viso, i capelli della sua amata e continuare a invocare il suo nome di giorno e di notte. Ed è stanco del fatto che in realtà non è stanco di continuare a inseguirla perdendo però tanto tempo
Il tema di questo sonetto è il legame tra il desiderio, l’amore e il conflitto spirituale.
Lavoro svolto da:
Valeria Fazzini Martina Fioravanti Eleonora Pietraldi Aurora Salvati