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SURREALISMO

riccardozagolin.rz

Created on March 21, 2021

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Transcript

Surrealismo

Le tappe principali

  • Significato del termine: soprarealtà, realtà suprema
  • Fondazione del movimento: 1924 (manifesto di André Breton)
  • Termine: circa 1939 (vigilia della seconda guerra mondiale)

Max ErnstLa vestizione della sposa

René MagritteLa condizone umana

1933

Salvador DalìLa persistenza della memoria

1939

Manifesto del Surrealismo di Breton

1928

1931

1924

Joan MiròInterno olandese II

Il Manifesto del Surrealismo

  • Nel 1924, con la stesura del primo “Manifesto del surrealismo”, viene suggellata la nascita del movimento surrealista.
  • Suo principale ideatore è André Breton, intellettuale, poeta, saggista e critico d’arte francese.
  • Il surrealismo, come afferma Breton, è avanguardia perché spinto da un’ energia nuova, che rovescia le correnti preesistenti superando Simbolismo e Cubismo.

Il surrealismo e l'incoscio

La teoria di Freud, secondo la quale è necessario scavare nella sfera dell’inconscio per portare a galla le cause dei malesseri dell’individuo, attirò l’attenzione di André Breton, che intravide in alcune pratiche poetico-letterarie e artistiche la possibilità di connettere la sfera del cosciente con quella dell’inconscio.

  • Rifiuto della logica
  • Percorso di autocoscienza liberatoria
  • Il sogno ha un'importanza pari a quella della veglia
  • Creazione di una "realtà assoluta" che concilia sonno e veglia
  • Automatismo psichico: riferimento comportamenti inconsapevoli

ricorso all'inconscio

I protagonisti

René magritte

salvador dalì

joan mirò

max ernst

René Magritte

(1989-1967)

Tecnica pittorica

  • Accostamento di elementi contrastanti
  • Rappresentazione del paradosso
  • Sovrapposizione di realtà e finzione

Il castello dei pirenei (1959)

Il castello è posto sopra una montagna sospesa tra le nuvole di un cielo azzurro, sopra un mare ondoso. Il paesaggio, razionalmente impossibile da spiegare, ha lo scopo di stimolare l'immaginazione dell'osservatore.

Il tradimento delle immagini

(1928)

Nulla è come sembra

"La pittura viene correttamente chiamata: un'arte della somiglianza"

La condizione umana

(1933)

Cos'è reale e cos'è finzione? "La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione." La nostra visione del mondo è influenzata dalle nostre esperienze soggettive. Ogni uomo ha la propria visione del mondo.

Salvador Dalì

(1904-1989)

Il più stravagante dei surrealisti

  • Rappresentazioni oniriche e morbose
  • Arte come strumento di liberazione dai fenomeni allucinatori
  • Stile classico e realistico, tecnica pittorica tradizionale

Venere di Milo con cassetti

(1936)

I cassetti rappresentano i luoghi dell'inconscio dove nascondiamo tabù e paure (riferimento alla psicanalisi). L'artista è colui che apre quei cassetti per ricercare all'interno la vera essenza dell'uomo.

Giraffa in fiamme

(1936)

In primo piano possiamo osservare una figura femminile senza volto con una serie di cassetti e sorretta da alcune stampelle appoggiate a protuberanze affilate infilate nel corpo.

In secondo piano notiamo una figura simile con un drappo rosso in mano.

Sullo sfondo è presente una giraffa in fiamme, che potrebbe alludere alla guerra civile spagnola.

La persistenza della memoria

(1931)

Il tempo

L'ispirazione

Joan Mirò

(1893-1983)

  • Inizialmente dadaista, aderisce al Surrealismo nel 1924.
  • Sviluppa un linguaggio pittorico composto da figure geometriche, curvilinee e dettagli anatomici, attravero i suoi "Quadri dei sogni".
  • Il suo scopo era di recuperare, attraverso il sogno, l’innocenza dell’alba incontaminata della vita, la gioiosa festività di un’infanzia felice.
  • La sua era un’arte fondata non tanto sull’immagine, quanto sull’emozione: colori brillanti e forti contrasti, linee sottili e soggetti allucinati e onirici che poco hanno a che vedere con la realtà. Questa per lui era solo punto di partenza, da sconvolgere e stravolgere del tutto.

Interno olandese II

(1928)

Qui viene rappresentata, tramite figure fluttuanti nello spazio, una danza, condotta al suono di uno strumento musicale. L’opera è una trasformazione in ottica Surrealista della "Lezione di ballo" di Jan Steen (un pittore olandese del 1600). Possiamo nottare rispetto all'opera ispiratrice una totale abolizione degli oggetti inanimati.

"Lezione di ballo" di Jan Steen

Mirò lascia una totale libertà al suo inconscio: in questo dipinto riesce a raggiungere una spontaneità assoluta, quasi fanciullesca, calandosi in una dimensione pienamente Surrealista. Le figure che animano l'opera descrivono infatti con immediatezza le emozioni del pittore.

Max Ernst

(1891-1976)

  • Aderisce al Surrealismo nel 1921.
  • Inizia a dipingere associando elementi disparati e senza un senso logico, utilizzando tecniche come: il frottage, il grattage e il dripping.
  • Sin da ragazzino soffre di allucinazioni, spesso di volatili. In questi animali l’artista si identificherà e saranno un argomento ricorrente nelle sue opere.
  • Le sue visioni da incubo verranno poi trasferite su tela, creando dipinti estremamente inquietanti e dotati di una potente forza evocativa.

Tecniche surrealiste

La vestizione della sposa

(1939)

“La vestizione della sposa” è un dipinto carico di simbologie erotiche, che rappresenta una donna nuda al centro, in un ambiente spoglio e coperta da un mantello di piume rosse e una testa di rapace come maschera. Sono presenti un’altra figura femminile coronata da una capigliatura pietrificata, un mostro ermafrodita e un ibrido piumato, il quale tiene in mano una lancia spezzata. Alla parete c’è un dipinto che riproduce la sposa sola.

Gli uccelli di Ernst

Gli uccelli di Ernst venivano dipinti con teste minacciose, becchi spalancati e occhi piccoli e tondi rivolti verso l’osservatore. Essi diventarono delle vere e proprie figure totemiche per l’artista, una vera e propria un’ossessione. Ernst giunse persino ad identificarsi con Loplop, una creatura immaginaria che egli definiva “il Superiore degli Uccelli”.