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RAFFAELLO SANZIO
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Transcript
RAFFAELLO SANZIO
VITA
- Nasce il 6 aprile del 1483 ad Urbino;
- Muore il 6 aprile del 1520 a Roma;
- Si forma nella bottega del padre che era un critico d'arte e pittore e cresce a Urbino nel fervido clima culturale della corte dei Montefeltro;
- Urbino in fatti fu la città che formò la visione artistica di Raffaello;
- Dopo la morte dei genitori entra in contatto con Cristoforo Vannucci e lavora a Città di Castello;
- Già a inizio 500 è uno degli artisti più richiesti in Umbria;
- Nel 1504, anno in cui dipinse lo "Sposalizio della vergine" si trasferì a Firenze dove subì l'influenza di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti;
- La dimora di Raffaello divenne sede dell’Accademia Raffaello, un’istituzione sorta per tutelare la memoria della casa nativa e per custodire le innumerevoli testimonianze.
AGNOLO E MADDALENA DONI
AGNOLO DONI
- Viene dipinto tra il 1505 e 1506, oggi è conservato negli Uffizzi di Firenze;
- Dimensioni: 63 cm x 45 cm;
- Tecnica: colore ad olio;
- Il ritratto fu commissionato da Agnolo Doni, un ricco mercante e mecenante fiorentino;
- Il ritratto fu commissionato insieme a quello della moglie Maddalena Strozzi dopo il loro matrimonio nel 1503;
- L'opera rimase in possesso dei discendenti fino al 1826.
DETTAGLI
- Il mercante indossa abiti e anelli che testimoniano la sua condizione borghese e la sua ricchezza;
- Il colore rosso nel rinascimento simboleggiava potere, prestigio, un elevato status sociale e denotava uomini con accesso ai centri di commercio internazionale.
- Il torso è ritratto di tre quarti verso destra che rimandano allo stile ritrattistico di Leonardo d Vinci;
- La sua situazione economica florida si può notare anche dallo sguardo che è rivolto verso lo spettatore;
- I suoi occhi inoltre hanno un espressione seria e scontrosa;
- Con questo ritratto sembra che Agnolo Doni voglia affermare la sua superiorità sia mercantile che di importanza.
- Alle sue spalle si può notare un paesaggio naturalistico dipinto con la porspettiva aerea.
MADDALENA STROZZI
- Fu dipinto nel 1505;
- Dimensioni: 63×45 cm;
- Tecnica: Olio su tavola;
- Il ritratto fu commissionato insieme a quello del marito, nonostante questo il ritratto di Agnolo Doni è leggermente antecedente a questo;
- Dal dipinto si può notare come sia palese l'sipirazione alla Gioconda di Leonardo da Vinci, sopratutto per la posizione della figura a tre quarti e che forma un traingolo proprio come nel ritratto di da Vinci.
DETTAGLI
- Gli abiti come quelli di Agnolo Doni sono ricchi, dettagliati e in particolare quelli di Maddalena sono gli abiti che andavano molto di moda in quel periodo.
- Al collo porta una collana vistosa con tre pietre, uno smeraldo: simbolo di castità, un rubino: simbolo di forza e uno zaffiro: indice di purezza.
- La grossa perla indica invece fedeltà matrimoniale verso il marito.
- Il suo sguardo nonostante guardi lo spettatore è più vuoto e neutro rispetto a quello più deciso del marito, anche se riesce comunque ad affermare superiorità.
- Rispetto agli alri ritratti femminili rinascimentali, questo è meno idealizzato per far risatare lo status sociale della donna;
- Inoltre la figura di Maddalena è più arricchita ed è messa più in mostra per compensare la sua espressione.
FEDRA INGHIRAMI
FEDRA INGHIRAMI
- L'opera è datata nel 1509;
- Il ritratto è conservato nella Galleria Palatina a Firenze;
- Le dimensioni sono: 62,3x89,5 cm;
- La figura di Inghirami compare inoltre nell'affresco della Scuola d'Atene di Raffaello;
- Tommaso Inghirami è stato un' umanista e prefetto della biblioteca apostolica vaticana;
- Tommaso Inghirami naque a Volterra nel 1470 , ma crebbe nella corte di Lorenzo il magnifico. A 13 anni si trasferì a Roma dove iniziò ad essere ricoperto di incarichi e beni ecclesiastici fino ad arrivare alla carica di prefetto sotto Giulio II, la situazione non cambiò con papa Leone X;
- Il ritratto faceva parte della collezione di Leopoldo de medici.
- Dopo la morte del cardinale l’opera entrò in galleria e da lì pervenne a Pitti da dove la prelevarono i francesi nel 1799 e dove fu ricollocato nel 1816 nella sala detta di Saturno.
DETTAGLI
- Egli indossa una veste rossa da prelato, e il busto, come degli altri ritratti di raffaello è girato di tre quarti;
- Alla mano destra porta alcuni ricchi anelli e sta tendeno in mano una penna e si sta preparando a scrivere;
- La figura è ritratta mentre è intenta a scrivere una poesia, in una posa che ricorda quella tipica degli evangelisti.
- Il prefetto è ritratto con lo sguardo rivolto verso l'alto, sembra così pensieroso.
- Un altro motivo per cui non guarda lo spettatore è per ridurre lo strabismo evidente di Fedra.
- Il fatto che Raffaello abbia deciso di ritrarre lo strabismo e la figura pigue nel modo più veritiero possibile dimostra un grande senso di modernità.
PALA BAGLIONI
PALA BAGLIONI
- L'opera è datata nel 1507;
- La tecnica è olio su tavola;
- Dimensioni: 184×176 cm
- L'opera è conservata nella Galleria cortese a Roma;
- L'opera è commissionata da Atalanta Baglioni, in memoria del figlio Grifonetto (ossia colui che nel quadro sta reggendo Gesù a destra) morto in una congiura contro Guido Baglioni;
- L'opera rimase nella cappella di s. Francesco a Perugia fino al 1608 quando venne inviato a papa Paolo V Borghese, che ne fece regalo a suo nipote. Egli per calmare le acque in città ne commissionò due copie.
- Successivamente l'opera fu spedita in Francia nel 1809 e nel 1816 ritornò a Roma.
DETTAGLI
- Il quadro ritrae la deposizione di Cristo: ovvero il momento in cui egli venne separato dalla croce e posto nel sepolcro;
- Nel dipinto di valenza sacra sono raffigurati molti personaggi biblici, nella parte destra in particolare Maria che sviene a causa del dolore sorretta da delle donne pie;
- In primo piano è in oltre presente Grifonetto Guaglioni.
- Nella parte sinistra invece sono presenti Giuseppe di Arimantea e Simone che sorreggono il corpo di Cristo;
- Dietro di loro è presente S. Giovanni;
- Maria Maddalena sta invece accarezzando il volto di Cristo;
- Il punto in cui la mano di Nicodemo sorregge Gesù corrisponde al punto d'incontro delle diagonali in cui il quadro si divide;
- Inoltre le gambe di Cristo in diagonale attraverso quelle di Nicodemo.
- Anche lo sfondo è caratteristico, a destra sono presenti le tre croci del Calvario,
- Al centro si può notare un paesaggio Umbro;
- Mentre a sinistra è presente il sepolcro aperto dentro cui dovrà essere posto il corpo di Cristo.
DETTAGLI 2
- Un dettaglio molto importante che ricorre molto spesso nell'arte rinascimentale è il braccio di Meleagro, anche chiamato braccio della morte. Questo particolare di rifa alla morte di un antico eroe greco raffigurata su molti sarcofagi e d anfore;
- La sua posizione inerte è stata in seguito molto utilizzata anche da altri artisti per ritrarre il Cristo morto o altri protagonisti dei loro dipinti, si usa sempre per raffiuguare una persona ormai senza vita.
LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE
LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE
- L'opera è datata nel 1504;
- La tecnica utilizzata è olio su tavola;
- Il quandro è conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano;
- Il dipinto rappresenta il matrimonio tra la vergine Maria e Giuseppe;
- Le dimensioni del quadro sono 170×117 cm;
- Questa è stata una delle prime opere che Raffaello potè dipingere in autonomia;
- Lo sposalizio è raffigurato in primo piano.
- Il dipinto è ispirato allo sposalizio di Perugino, artista maestro di Raffaello.
DETTAGLI
- Dal lato di Maria possiamo vedere un gruppo di donne, dipinte con vestiti e pose eleganti;
- Maria tende a mano a Giuseppe che le sta per mettere l'anello al dito;
- Le figure sono tutte ritratte con una comune malinconia e serietà, senza eccezioni per nessun personaggio.
- Dalla parte destra invece, dietro Giuseppe, simmetricamente al lato di Maria, è presente un gruppo di uomini;
- L'uomo che è separato dal gruppo è intendo a spezzare un bastone non fiorito che determinò la selezione dei pretendenti per Maria, infatto ogni uomo ne possiede uno, ma soltanto quello di Giusepper è fiorito, come secondo i vangeli apocrifi.
DETTAGLI 2
- Sullo sfondo è ritratto un tempio, molto importante per Raffaello, questo perchè in esso risiedeva il centro ottico del dipinto;
- Questo grazie al maggior numero di lati e alla presenza del portico che circonda elegantemente il cilindro centrale oltre a non essere tagliato dalla cornice.
- Esso è inoltre raffiguranto più in alto rispetto ai protagonisti dell'opera, ed è distaccato da essi.
- Inoltre nel tempio convergono tutte le linee di prospettiva del quadro, come quelle della piazza.
PALA SISTINA
PALA SISTINA
- Il dipinto è datato nel 1513,
- La tecnica utilizzata è olio su tela;
- Le sue dimensioni sono: 265x196 cm;
- L'opera è conservata nella pinacoteca dei Maestri Antichi di Dresda in Germania;
- Lopera era inizailmente conservata nella chiesa di s. Sisto a Piancenza, fu però poi venduta dai monaci nel 1754.
DETTAGLI
- A sinistra è raffigurato s. Sisto, ha però i lineamenti di papa Giulio II il probabile committente;
- Il santo è raffigurato con una mano he indica lo spettatore, questo per enfatizzare il ruolo di mediatore tra mondo umano e divino;
- Lo sguardo è però rivolto alla vergine e a Cristo, che tiene in braccio;
- Alle sue spalle sono raffigurate le teste di cherubini che compaiono in tutto il quadro.
- A destra è invece rappresentata santa Barbara, essa si può riconoscere grazie alla torre alle sue spalle dove fu imprigionata;
- Ella, a contrario di s. Sisto ha la mano che regge il suo abito verso la Vergine, mentre il cuo sguardo è indirizzato ai piedi dello spettatore dove sono presenti due angeli;
- Secondo varie agiografie la santa venne uccisa dal padre di religione pagana che riufiuta che la figlia si sia invece convertita al cristianesimo.
DETTAGLI 2
- Al centro del dipinto risiede la figura protagonista che quadro ovvero la vergine Maria;
- Ella è raffiugurata mentre sta scendendo scalza da delle nuvole verso lo spettatore;
- Sencondo alcuni critici Raffaello avrebbe preso come riferimento per il viso della vergine quello della donna che amava ovvero Margherita Luti, dato alcuni tratti somatici molto simili;
- Ella sta tenendo in braccio Gesù bambino che non è neonato ma più grande, che guarda negli occhi lo spettatore;
- La scena è ulteriormente enfatizzata dalla luce retrostante in cui è immersa l'apparizione.
- In basso al dipinto risiedono invece due celebri angeli, che sembrano pensierosi, che poggiano sulla balustra, che inquadra la scena come una finestra.
TRASFIGURAZIONE
TRASFIGURAZIONE
- Il dipinto è datato intorno agli anni 1516-1520;
- La tecnica utilizzata è tempera grassa su tavola;
- Le dimensioni del dipinto sono 410×279 cm;
- Oggi è conservata nella Pinacoteca vaticana all'interno della città del Vaticano;
- La tavola venne commissionata dal cardinale Giulio de' Medici per la cattedrale di Narbona;
- Questa fu l'ultimo lavoro di Raffaello, infatti essa venne esposta sul suo letto di morte come richiesto dallo stesso pittore;
- L'opera è quasi del tutto autografa, fu solo finita dal pittore Giulio Romano, da questo si può capire che egli mise molto impegno in quest'opera;
- Il dipinto era stato pensato in coppia con un'altra pala eseguita da Sebastiano del Piombo sulla base di un disegno di Michelangelo con la Ressurrezione di Lazzaro.
DETTAGLI
- A sinistra della metà inferiore del dipinto sono rappresentati gli apostoli in gruppo di cui la maggior parte è stupita per un ragazzo di cui lo spirito è stato liberato dal demonio Grazie a Cristo (il secondo evento che mette in risalto l'opera);
- Solo una persona punta verso Cristo e la sua trasfiguarzione che sta avvenendo in quel momento, e la persone dientro di lui segue i suoi movimenti;
- I visi dei personaggi sono molto espressivi e le emozioni molto enfatizzate.
- A destra invece è presente il bambino che è stato "esorcizzato" guarda Cristo, ovvero colui che è riuscito a liberarlo;
- Le persone intorno a lui come quelle a sinistra, sono stupite dall'atto e anche dalla trasfigurazione di Cristo;
- Inoltre si può notare come in questo dipinto si presente molto movimento che è nato con la liberazione del bambino;
- Si può notare l'influenza di Leonardo poichè, come lui, Raffaello ha deciso di ritrarre l'attimo dopo l'azione scatenante del movimento, come nell'ultima cena di da Vinci.
DETTAGLI 2
- Nella metà superiore è presente l'atto principale del dipinto;
- Infatti è in atto l'eterea ed armoniosa trasfigurazione di Cristo che levita tra Mosè ed Elia in una nuvola di luce bianca;
- Sotto di lui sono presenti degli apostoli Pietro Giovanni e Giacomo che sono rimasti abbagliati dalla luce;
- La luce, i colori e il cielo sereno ai primi bagliori dell'alba creano un netto contrasto con la metà inferiore, molto più oscura e grottesca;
- Nella parte superiore inoltre i movimenti sono più controllati ed eleganti rispetto a quelli scatenati dallo stupore e sorpresa della metà inferiore.