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Il Proemio dell’Odissea - Giusy Campanale

GIUSY CAMPANALE

Created on March 19, 2021

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Transcript

Il proemio dell'Odissea

L’uomo ricco d’astuzie raccontami, o Musa, che a lungoerrò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia; di molti uomini le città vide e conobbe la mente, molti dolori patì in cuore sul mare, lottando per la sua vita e pel ritorno dei suoi. Ma non li salvò, benché tanto volesse, per loro propria follia si perdettero, pazzi!, che mangiarono i bovi del Sole Iperίone, e il Sole distrusse il giorno del loro ritorno. Anche a noi di’ qualcosa di queste avventure, o dea, figlia di Zeus. Allora tutti gli altri, quanti evitarono l’abisso di morte, erano a casa, scampati dalla guerra e dal mare; lui solo, che sospirava il ritorno e la sposa, la veneranda ninfa Calipso, la splendida dea, tratteneva negli antri profondi, volendo che le fosse marito. E quando anche l’anno arrivò, nel girare del tempo, in cui gli filarono i numi che in patria tornasse, in Itaca neppure là doveva sfuggire alle prove, neppure fra i suoi. Tutti gli dèi ne avevan pietà, ma non Poseidone; questi serbava rancore violento contro il divino Odisseo, prima che in patria arrivasse.

Nella foto una delle più famose vicende dell'Odissea: Ulisse e i suoi compagni che accecano Polifemo