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La Rosa Bianca
paolo dallasalda
Created on March 18, 2021
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Transcript
La Rosa BiancaWeiße Rose
Seconda Guerra Mondiale
Monaco, 22 febbraio 1943
Sophie Scholl, Hans Scholl e Cristoph Probst vennero processati e ghigliottinati.
1939-1945
La Rosa Bianca
Il gruppo fu operativo a Monaco di Baviera, città nella quale diffusero i 6 opuscoli che invitavano i tedeschi ad opporsi con la resistenza passiva al regime nazista. Erano tutti di religione cristiana, sia cattolici, sia protestanti. Erano tutti studenti all’Università Ludwig Maximilian di Monaco, avevano partecipato alla guerra sul fronte francese e russo, dove furono testimoni delle atrocità commesse contro gli ebrei e sentirono che la guerra di Stalingrado si sarebbe conclusa con la sconfitta della Germania. (Martina)
Organizzazione contro il nazismo in Germania
La Rosa Bianca era un gruppo che fece ricorso ad azioni non violente contro l’ideologia nazista nella Germania di Hitler dal 1942 al 1943. I principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante la decapitazione.
Il film di Marc Rothemund
Il libro di Inge Scholl
Questo libro, che parla del gruppo contro il nazismo, è stato scritto da Inge Scholl, sorella maggiore di Hans e Sophie.
"La Rosa Bianca - Sophie Scholl" è unfilm del 2005 che narra le vicende dei tre protagonisti, l'arresto e la condanna a morte.
Informazioni sui personaggi della Rosa Bianca e sul giudice
I protagonisti e il giudice del processo
01
02
03
Sophie Scholl
Hans Scholl
Cristoph Probst
1921 - 1943(Vittoria)
1918 - 1943(Lucilla)
1919 - 1943(Caterina)
04
05
06
Willi Graf
Hans Leipelt
Alexander Schmorell
1918 - 1943(Angela)
1921 - 1945(Cecilia)
1917 - 1943(Daria)
07
08
09
Jürgen Wittenstein
Kurt Huber
Roland Freisler (giudice)
1919 - 2015(Aya)
1893 - 1943(Flavio)
1893 - 1945(Matteo)
1. Sophie Scholl
Sorella di Hans, protagonista della Rosa Bianca e antinazista
Buongiorno, il mio ultimo probabilmente. Io sono Sophie Magdalena Scholl e sono appena stata condannata a morte su sentenza del Tribunale del popolo di Monaco di Baviera, per tradimento contro lo stato e il Führer. Nacqui il 9 maggio 1921 in Germania. Mio padre, sindaco della cittadina, nel 1932 si trasferì con me e la mia famiglia a Ulm dove fonda una società di consulenza fiscale. A 12 anni fui costretta a iscrivermi alla Hitlerjugend. Ho sempre avuto un legame molto stretto con mio fratello maggiore Hans: nel 1937 venne arrestato dai nazisti perché sospettato di appartenere ai movimenti clandestini e soffrì molto diventando sempre più contraria al regime hitleriano.
Ho frequentato molti ambienti artistici perché l’arte è una delle mie più grandi passioni e letterari antinazisti. Nel 1940 ottenni la maturità e trovai impiego come maestra d’asilo al Frobel Institute di Ulm-Soflingen. Sperai così di poter evitare il lavoro obbligatorio imposto a chi vuole frequentare l’università. Mi iscrissi all’Università di Monaco solamente nel maggio 1942. Qui entrai nel giro di amicizie di mio fratello che studia Medicina. Ho legato anche io con loro e quindi avendo in comune tanti pensieri abbiamo deciso di fondare un gruppo. Il gruppo è “La Rosa Bianca” un gruppo di resistenza antinazista. Non condivido le idee del nazionalsocialismo. Neanche mio fratello Hans Sholl le condivide. Come anche Christoph Probst e tanti altri. E oggi noi tre ne pagheremo pesantemente le conseguenze, ma non ci siamo pentiti delle nostre azioni. In questo gruppo sono la più forte, la più determinata e la più sincera. Scrivo e diffondo volantini che incitano alla resistenza non violenta contro il Terzo Reich. Questo è una piccola parte di ciò che faccio per La Rosa Bianca. Siamo sicuri che molti la pensino come noi, ma purtroppo non riescono ad esprimersi. Non tutti sono disposti a rinunciare alla vita.
Oggi alla sentenza non ho parlato più di tanto e non mi ricordo come ho ribattuto alle accuse del magistrato, ma una frase la rammento: “Sono in tanti a pensare quello che noi abbiamo detto e scritto; solo che non osano esprimerlo a parole”.
1. Sophie Scholl
Sono sicura che adesso vi starete chiedendo cosa ci faccio alla sentenza… Abbiamo sfidato il regime nazista stampando e diffondendo clandestinamente in Germania e Austria volantini contro Hitler che esplicitano la verità e tutto quello che si doveva sapere sul vero lavoro del Führer. Li abbiamo distribuiti ovunque e fatti cadere persino da una scala dell’università, perchè è ora di smetterla. Sono un po’ preoccupata, ma c’è Dio con me. Adesso devo andare… (Vittoria)
2. Hans Scholl
Uno dei principali membri della Rosa Bianca, insieme a Sophie
Buongiorno, mi chiamo Hans Scholl e sono nato il 22 settembre 1918, fui il secondo di sei figli tra cui Sophie Scholl. Mio padre era il sindaco di Farchtenberg e fu un liberale, a 15 anni contro il suo volere presi parte insieme a mia sorella Sophie alla gioventù Hitleriana. In questa organizzazione addestravano migliaia di giovani perché obbedissero anche agli ordini più disumani. Ricoprii cariche di dirigenza grazie al mio talento comunicativo e alla mia intelligenza. Presto però mi scontrai con la vera natura del movimento e ne uscii. Purtroppo ricevetti diversi provvedimenti disciplinari dalle autorità naziste e nel 1936 fui arrestato per tre mesi.
Nel 1942 venni chiamato a combattere sul fronte russo e una volta tornato, mi iscrissi al corso di laurea in medicina all’università Maximilian di monaco di Baviera insieme ai miei amici Willi Graf, Christoph Probst e Alexander Schmorell. Mentre Sophie si iscrisse a biologia. Insieme fondammo un gruppo anti-nazista chiamato Rosa Bianca, dove io mi occupavo della stesura dei volantini invitando i cittadini tedeschi, ad andare contro la dittatura. All’inizio i volantini furono mandati per posta a intellettuali, studenti e persone che ritenevo più inclini a recepire il messaggio. Poi, però, decisi di distribuirli anche in alcune università tra cui quella di Monaco.
2. Hans Scholl
Poi, però, decisi di distribuirli anche in alcune università tra cui quella di Monaco, dove io e Sophie venimmo scoperti dal custode che chiamò immediatamente la Gestapo. Assieme a Probst fummo arrestati e dopo un breve processo ci condannarono a morte per alto tradimento. Era il 22 febbraio e il tribunale era presieduto dal giudice di Hitler, Roland Freisler. Anche se ci venne chiesto numerose volte di nominare alcuni nostri compagni della Rosa Bianca rimanemmo in silenzio addossandoci ogni responsabilità. Affermammo di aver aver agito con coscienza e per il vero bene del popolo tedesco. Fortunatamente ci venne concesso di vedere i nostri genitori un’ultima volta, subito dopo fummo ghigliottinati nel cortile della prigione di Stadelheim. In un angolo del cimitero di Stadelheim a Monaco di Baviera, riposiamo io e Sophie, sulle nostre tombe ci sono due croci di legno unite da un solo braccio trasversale. (Lucilla)
"Viva la libertà, viva la Germania!"Questa frase è stata detta da Hans appena prima di morire. Fu l'ultimo ad essere ghigliottinato.
3. Cristoph Probst
Amico di Hans Scholl, ghigliottinato dopo il processo con Hans e Sophie
Sposai, poi, a 21 anni la mia amata Herta Dohrn, con cui ebbi ben tre figli. Attraverso il mio ex compagno Alexander Schmorell entrai in contatto con Hans Scholl e Sophie Scholl, che mi convinsero a diventare parte del loro gruppo: La Rosa Bianca. Fui anche l’autore del settimo volantino, mai stampato, che però venne scoperto nella tasca del mio compagno Scholl. Dopo l’arresto dei miei due amici Hans e Sophie il 19 febbraio, presero anche me, successivamente il 22 febbraio 1943, mentre stavo andando a Innsbruck per visitare mia moglie malata e i miei figli di cui una, la piccola Kaja appena nata. Condannati a morte ci decapitarono, insieme, lo stesso giorno. (Caterina)
Io sono Cristoph Probst, sono nato il 6 novembre 1919 in Germania. Frequentai nel 1932 il collegio Internatsschule Marquartstein. Nel 1935 insieme al mio caro amico Alexander Schmorell mi spostai a Monaco di Baviera per frequentare il Neues Realgymnasium. Dopo il suicidio di mio padre, nel 1936, conclusi i miei studi alla Landheim Schondorf dove mi diplomai. Dopo essermi diplomato, come tutti i miei compagni, entrai a far parte del corpo ausiliario tedesco. Iniziai successivamente i miei studi universitari in medicina a Monaco di Baviera, Strasburgo e Innsbruck.
Probst con la moglie Herta Dohrn
Probst e il suo amico Alexander Schmorell
+info
+info
4. Willi Graf
Membro della Rosa Bianca, amico di Hans Scholl, Schmorell e Wittenstein
Buongiorno, sono Willi Graf. Sono nato a Kuchenheim il 2 gennaio 1918, e sono morto a Monaco di Baviera, il 12 ottobre 1943. Sono stato un attivista cattolico tedesco, membro dell'organizzazione d'ispirazione cristiana di opposizione al regime nazista chiamata Rosa Bianca. Sono nato a Kuchenheim, nei pressi di Euskirchen, nella regione della Renania Settentrionale-Vestfalia, in una famiglia borghese di radici fortemente cattoliche.
Cresciuto in ambienti legati alla religione di appartenenza, da adolescente ero membro del Bund Neu Deutschland, un gruppo giovanile cattolico. Questo fu sciolto, come molte altre associazioni invise al regime, per lasciare spazio solo alle organizzazioni filonaziste. Mi unii allora al movimento Grauer Orden ("Ordine Grigio"),in un'associazione di ispirazione cattolica e con idee antinaziste (sfuggito per un certo periodo ai censori del regime, perché "camuffato" in una sorta di circolo filosofico-intellettuale) per poter coltivare il mio spirito profondamente credente e contrario al nazionalsocialismo. Presto però anche il Grauer Orden venne messo sotto osservazione e i suoi membri, tra cui me, vennero condannati ai lavori forzati in organizzazioni statali.
4. Willi Graf
Sono stato liberato dopo poco grazie ad un'amnistia generale, e sono stato arruolato allo scoppio della seconda guerra mondiale nel reparto sanitario, in qualità di studente di medicina, e impiegato sui vari fronti di guerra. Inviato in Russia, incontrai e divenni presto amico di Hans Scholl, Alexander Schmorell e Jürgen Wittenstein, membri del movimento d'ispirazione cristiana la Rosa Bianca. Nel 1942 decisi di entrare a far parte del gruppo, avendo la percezione netta dell'inconciliabilità del messaggio cristiano con l'ideologia hitleriana. Sono stato Catturato nel febbraio del 1943 con la sorella Anneliese, e venni processato dal Tribunale del Popolo, presieduto dal giudice-boia di Hitler, Roland Freisler, e condannato a morte. La mia condanna fu eseguita con la ghigliottina il 12 ottobre 1943, dopo sei mesi di isolamento nella prigione di Stadelheim di Monaco di Baviera, e dopo vari ma vani tentativi di fargli confessare, sotto tortura, i nomi degli altri membri del gruppo. (Angela)
5. Hans Leipelt
Buongiorno, sono Hans Leipelt. Nacqui nel 1921 e morii nel 1945, vita breve ma intensa! Mi diplomai al liceo nel 1938 e, in seguito, entrai a far parte del corpo militare e ai sostenitori del nazismo. Due anni dopo iniziai gli studi di chimica ad Amburgo, per poi continuarli a Monaco negli anni seguenti. Non entrai mai in contatto con i membri della Rosa Bianca, ma decisi di portare avanti il loro messaggio. Quando mi capitò in mano il sesto volantino, io e la mia fidanzata, stampammo delle copie di questo messaggio per porre a nostra volta resistenza ad Hitler ed al suo partito. Alla fine di ogni volantino decisi di aggiungere “E il loro spirito continua a vivere,nonostante tutto”, in onore dei morti della Rosa Bianca. Le stampe viaggiarono cosí tanto che, da Amburgo, arrivarono anche a Londra. Fui, purtroppo, arrestato per le mie azioni, di cui però non mi pento. Decisi di assumermi tutte le colpe del gruppo di giovani che mi aveva aiutato nella mia impresa e fui l’ultimo a venire ghigliottinato. Sono però convinto di aver fatto un lavoro importante per le persone maltrattate. (Cecilia)
6. Alexander Schmorell
Ciao, io sono Alexander Schmorell, figlio di Hugo Schmorell, un medico tedesco. Sono nato a Orenburg, in Russia, il 16 Settembre 1917. Mia madre era russa, ed è morta quando avevo solo due anni. Nel 1921 sono andato a vivere a Monaco con mio padre. Sono cresciuto sotto la cura di un’infermiera russa che non parlava tedesco, e di conseguenza parlo fluente russo. Tutti mi descrivono come “alto, magro, capelli castani fulvi, che fa ridere e sorridere tutti intorno a lui”. Sono entrato a far parte della gioventù hitleriana ma non ho mai apprezzato la “marcia, il canto e il saluto”. Tuttavia mi sono offerto volontario per unirmi all’esercito tedesco. Sono stato autorizzato a studiare medicina presso l’Università di Monaco. Durante l’università ho stretto amicizia con Hans ,Sophie ,Christoph, Willi e Jürgen. Ho svolto un ruolo primario nelle discussioni sulla Rosa Bianca, si dice che sono io quello che porta gli altri dal discorso all’azione. Sono sempre stato a fianco di Hans, ed ero il suo stretto collaboratore. Nel luglio 1942 io Hans, Christoph e Will siamo stati invitati sul fronte orientale come medici.
6. Alexander Schmorell
Durante la nostra permanenza abbiamo assistito a molti esempi di atrocità commesse dall’esercito tedesco che ci ha messi ancora più ostili al governo. Io ho assistito all’arresto di Hans e Sophie all’università, il mio piano era di recarmi in Svizzera, ma durante la fuga mi hanno arrestato. Ho fatto piena confessione e ho ammesso di aver duplicato e distribuito i volantini. Sono stato processato con altri membri della Rosa Bianca il 19 Aprile 1943 e sono stato giustiziato il 13 luglio 1943. (Daria)
Schmorell e Scholl
7. Jürgen Wittenstein
Sono Jürgen Wittenstein nasco a Tubinga nel 1919. Tra il 1931 e il 1937 frequento il collegio di Salem, sul Lago di Costanza; tale scuola aveva come direttore il pedagogista ebreo Kurt Hahn, il quale, arrestato nel 1933 dai nazisti, emigrò successivamente in Scozia. Nel 1937, dopo il diploma, ho servito per sei mesi presso il Reichsarbeitsdienst e poi ho prestato servizio militare per due anni. In seguito sono diventato membro del gruppo di resistenza della Rosa Bianca, che avevo tra i miei appartenenti Alexander Schmorell, compagno di studi . Quest'ultimo si adoperò per convincere Hellmut Hartert di Berlino, un amico di Hans Scholl, a collaborare con la nostra causa. Sono sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale. Sono immigrato negli Stati Uniti, dove mi sono sposato con la sorella di Hellmut Hartert, Elisabeth, e ho avuto con lei 4 figli. Dopo la morte di mia moglie mi risposo con Christel Bejenke, nata in Germania. Sono morto nel 2015, 70 anni dopo la fine della guerra. (Aya)
8. Kurt Huber
Sono Kurt Huber. Sono nato nel 1893 in Svizzera e i miei genitori sono tedeschi e polacchi. La mia famiglia si trasferì a Stoccarda quando io avevo quattro anni. Ho Frequentato il Ginnasio a partire dal 1913. Dopo la morte di mio padre seguì la madre che si stabilì a Monaco di baviera. Impressionato dalla sconfitta tedesca a Stalingrado, aderii al gruppo divenendo autore principale del sesto volantino. Il 27 febbraio 1943 venni arrestato e processato il 19 aprile dello stesso anno. Mi sono sposato con Clara Schlickenrieder nel 1929, e sono diventato professore associato nel 1920. Ho proseguito la mia carriera accademica interessandomi particolarmente alle musiche popolari della Baviera e viaggiando in Europa alla ricerca di materiali musicali della tradizione balcanica, francese e spagnola. Anche con l'avvento del nazismo continuai la mia tranquilla professione accademica, ma i resoconti che i suoi studenti gli facevano a proposito delle atrocità commesse in Polonia e Russia mi impressionarono profondamente. Alla fine del 1942 venni contattato dai membri della "Rosa Bianca", tutti studenti che seguivano le mie lezioni universitarie. In particolare venni avvicinato da Hans Scholl e Alexander Schmorell. Venni ghigliottinato con quest'ultimo nel 1943. (Flavio)
9. Roland Freisler, il giudice-boia di Hitler
Il mio nome è Roland Freisler, sono nato nel 30 ottobre 1893. Da piccolo avevo fatto le scuole in città diverse a seguito degli spostamenti di mio padre. Per gli studi universitari scelsi giurisprudenza e mi iscrissi all'Università di Jena. Ero diventato un giurista di successo, come presidente del tribunale speciale nazista. Avevo 45 anni quando divenni presidente del Volksgerichtshof. Venni riconosciuto come il giudice-boia al servizio di Hitler per le migliaia di condanne a morte. Solo nel 1944 ne ho condannati più di 2000! Tra quelli giudicati c’erano anche Sophie Scholl, Hans Scholl e Christoph Probst, membri del gruppo antinazista chiamato Rosa Bianca. Sono stati tutti e tre ghigliottinati. Sono morto nel 1945 in un bombardamento. “Voi non ne capite niente di tutto questo, IL PROSSIMO” (citazione del film). (Matteo)
Personaggi della guerra, avvenimenti, volantini e ringraziamenti
01
02
03
Volantini della Rosa Bianca
Adolf Hitler
Le SA
Dittatore nazista della Germania del Terzo Reich(Agnese, Mohamed, FIlippo)
Truppe naziste di Hitler(Margherita)
I sei volantini (Giovanni)
04
05
06
Le SS
La Gestapo
Aktion T4
Truppe naziste di Hitler(Margherita)
Polizia segreta del Reich(Simone)
Eutanasia nazista sui bambini disabili(Thomas)
07
08
09
Leggi razziali naziste
Olimpiadi del '36
Battaglia di Stalingrado
Le leggi di Adolf Hitler per il Terzo Reich nazista(Cristina, Ambra)
Le Olimpiadi naziste dove vinse Jesse Owens(Andrea, Remzi)
La battaglia in URSS, sovietici contro nazisti(Vasyl, Kostiantyn)
10
11
Lettere dalla cella
Ringraziamenti
Lettere della compagna di cella di Sophie Scholl (Alessandro)
Ringraziamenti del regista del progetto (Paolo)
I VOLANTINI DELLA ROSA BIANCA
Lettere contro il nazismo da parte della Rosa Bianca
I volantini parlavano della libertà di parola, della libertà di religione, della protezione di ogni cittadino dai regimi criminali fondati sulla violenza, aiutare la resistenza e di distribuire i volantini.(Giovanni)
Primo Volantino
Secondo Volantino
Terzo Volantino
Quarto Volantino
Quinto Volantino
Sesto Volantino
Il Settimo Volantino, di Cristoph Probst, non venne mai stampato.
Seconda Guerra Mondiale
Cancelliere del Terzo Reich
Adolf Hitler
Hitler venne eletto cancelliere del Terzo Reich, e impose il partito Nazionalsocialista
1889-1945
Hitler dittatore nella Germania Nazista
Hitler infatti rimette in piedi il partito ed in pochi anni riesce a farsi nominare Cancelliere dal presidente in carica, Hindenburg. E alla morte del presidente, non potendo assumere ufficialmente anche la carica di presidente, Hitler crea una nuova carica, quella di Fuhrer, che riunisce le cariche di capo dello stato e del governo. E' l'inizio ufficiale della sua dittatura (anche se aveva già iniziato facendo approvare leggi a favore del suo partito e contro tutti quelli che tentavano di opporsi al nazismo!). (Mohamed)
Nel 1919 è stato fondato il Partito dei Lavoratori Tedeschi, che poi diventerà il Partito Nazionalsocialista e sarà l'unico consentito in Germania. Hitler ha un ruolo fondamentale nell'affermazione del Partito e nella storia della Germania e del mondo intero. Nel 1923 Hitler tenta di realizzare un colpo di stato per impossessarsi del potere. Ma viene arrestato e condannato a 5 anni di reclusione per alto tradimento. Considerato innocuo, viene rilasciato dopo appena 9 mesi di carcere. Il rilascio di Hitler determinerà il futuro della Germania.
Per traforare in dittatura l’autorità avuta legalmente Hitler incendiò il Reichstag, il parlamento a Berlino. Tale attentato fu attribuito ai comunisti tanto che poco dopo il governo emanò un decreto che permise di eliminare ogni opposizione: la polizia poteva arrestare senza motivo rinchiudendola a tempo indeterminato senza processo, perquisirne i beni e sequestrarglieli. La polizia poteva spiare e controllare telefonare, disperdere assemblee e associazioni, chiudere giornali. Vennero spazzati via i diritti dell’uomo. Furono istituiti i campi di concentramento nel 1933 per gli oppositori politici. (Agnese)
Seconda Guerra Mondiale
Cancelliere del Terzo Reich
Adolf Hitler
Hitler venne eletto cancelliere del Terzo Reich, e impose il partito Nazionalsocialista
1889-1945
HITLER E LA SECONDA GUERRA MONDIALE
La Germania nella seconda guerra mondiale fu la principale potenza politico-militare dell'Alleanza dell'Asse e, sotto la guida di Adolf Hitler, diede inizio al conflitto dopo una serie di azioni aggressive e intimidatorie iniziate nel 1936, attaccando militarmente la Polonia. Con l'inizio dell'operazione Barbarossa, nell'estate 1941, la Germania nazista dilagó nelle pianure dell'est e sembró poter distruggere l'Unione Sovietica e conquistare lo spazio vitale agognato da Hitler in cui mettere in pratica i suoi brutali piani di pulizia etnica, annientamento dalle cosiddette razze inferiori, colonizzazione da parte del Herrenvolk tedesco, completa riorganizzazione geografica e razziale del continente. In questa fase ebbe anche inizio la deportazione dall'est e lo sterminio degli ebrei d'Europa. Nel settembre del 1940, Germania, Italia e Giappone firmarono il Patto Tripartito che divenne noto come l'Alleanza dell'Asse. Hitler si suicidò il 30 aprile del 1945. (Filippo)
Nel gennaio 1919, era stato costituito a Monaco il DAP (partito dei lavori tedeschi) al quale Adolf Hitler si sarebbe unito nel novembre dello stesso anno. -Dal 1930 furono di fatto organizzate e guidate da Ernst Röhm, che ne assunse la guida ufficiale nel 1931. Erano soprannominate Beefsteak (bistecca - nera fuori, rossa dentro), perché ne facevano parte numerosi ex socialdemocratici ed ex comunisti. Divennero 170.000 nel 1930, e nel 1933 le SA arrivarono a contare effettivi per più di due milioni. -Dopo Ernst Röhm il comandante più famoso delle SA fu Hermann Göring. (Margherita)
Le SA (Sturmabteilung) di Hitler
Nate come Freikorp ad opera di Emil Maurice nel febbraio 1920 è Saalschutz Abteilung per difendere il palazzo e difesa delle sale. -Comandate da Ernst Röhm -Originariamente, il termine indicò le truppe d'assalto specializzate dell'Impero tedesco che durante la Prima guerra mondiale attuavano missioni tattiche di infiltrazione in squadre di pochi soldati ciascuna. Il 2 marzo 1915, la prima unità fu ufficialmente autorizzata ad operare sul fronte occidentale, dove il vertice della catena di comando aveva ordinato all'VIII Corpo di formare un distaccamento al fine di testare armi sperimentali e di sviluppare tattiche risolutive di una situazione di stallo operativo. - Nel gennaio 1919, era stato costituito a Monaco il DAP (partito dei lavori tedeschi) al quale Adolf Hitler si sarebbe unito nel novembre dello stesso anno.
-Erano combattenti molto duri che difficilmente accettavano la resa in battaglia. -Quando i soldati SS venivano catturati e portati nei campi di concentramento AMERICANI continuavano ad esercitare un forte controllo sugli altri prigionieri. -I membri scappati dalla guerra e rifugiati soprattutto in Sud America rimasero in contatto e si aiutarono, con i mezzi a loro disposizione in caso di pericolo di un ex compagno. -uno di questi scappati in Sud America era Adolf Eichmann -Si sarebbero contraddistinte per formare una guardia elitaria sull’esempio della Roma imperiale. -Vincolando i soldati a fare un giuramento a Hitler, i soldati arruolati erano in tal modo disposti a eseguire ogni tipo di ordine a loro dato senza fare domande e senza esitare.
Le SS (Schutzstaffeln) di Hitler
-Nacquero il 4 aprile del 1925 -Il capo delle SS, che sotto comando di Hitler gestiva le Schutzstaffeln, era HEINRICH LUITPOLD HIMMLER che prima di unirsi a Hitler si laureò in agraria e venne assunto in un’azienda di concimi. - Le SS vennero formate nel 1925 reclutando appartenenti alle SA, di cui fino 1926 continuarono a far parte, per essere la guardia personale di Hitler e per sorvegliare i raduni del partito. Il 6 gennaio 1929 Hitler nominò Heinrich Himmler capo delle SS, le quali al momento contavano solo 280 uomini. Con l'approvazione di Hitler, Himmler ampliò i ranghi delle SS e per la fine del 1932 queste contavano già 52 000 membri. Dopo un solo anno erano arrivate a oltre 209 000 uomini. -Erano le truppe più temute, sanguinarie e crudeli.
Le SS (Schutzstaffeln) di Hitler
Una caratteristica fondamentale delle SS era il tatuaggio nella parte interna del braccio sinistro che riportava il gruppo sanguigno e il numero di matricola della SS che permetteva di agevolare e rendere più rapido il compito dei medici quando era necessario soccorrere una SS e per il riconoscimento dei cadaveri. È proprio sulla base del tatuaggio che gli Alleati selezionarono, una volta caduto il Terzo Reich, chi continuare a tener prigioniero e chi rilasciare. -Delle 55.000 guardie che prestano servizio nei campi di concentramento nazisti, circa 3.700 erano donne delle SS. TOTENKOPF: Fu l’emblema simbolo delle SS e del terrore che ispiravano. E’ stato usato sui capi di vestiario di tutti i membri delle SS, sulle bandiere, sugli arazzi, sui drappi dei tamburi e delle tombe. Inoltre è stato usato sui distintivi di guerra e della polizia. (Margherita)
GESTAPO
Polizia segreta di Hitler
Gestapo è la sigla di Geheime Staatspolizei «polizia segreta di Stato». Per dodici anni queste tre sillabe hanno fatto tremare la Germania e l'Europa. Centinaia di migliaia di uomini sono stati perseguitati dagli agenti che operavano sotto questa sigla, milioni di esseri umani hanno sofferto e sono morti per le loro sopraffazioni. Costituita nel 1933 in Prussia come polizia politica da H. Goering, l’anno successivo estese la sua attività su tutto il territorio tedesco. Nel 1936 fu inquadrata nel nuovo Ufficio supremo per la sicurezza del Reich, controllato dalle SS, e passò alle dirette dipendenze di R. Heydrich (dal 1943 di E. Kaltenbrunner). Estesa ai territori occupati nel 1943, nel 1944 assorbì i servizi di controspionaggio. Ebbe poteri illimitati e fu indipendente dalle autorità sia amministrative sia giudiziarie. Dal 1933 al 1945 la polizia tedesca fu il principale strumento di Hitler per il controspionaggio, la repressione politica e l'instaurazione del terrore sociale. Rappresenta uno dei più potenti e spietati apparati repressivi del Terzo Reich hitleriano, un organismo di efficienza e orrore, distorto e senza scrupoli. Il tribunale di Norimberga (1945-46) dichiarò la Gestapo un’organizzazione criminale. (Simone)
Aktion T4 - Eutanasia nazista sui bambini disabili
L'Aktion T4 è il nome con cui si descrive il Programma nazista di eutanasia. T4 è l’abbreviazione di Tiergartenstrasse 4. Questo progetto, sotto responsabilità medica, prevedeva in Germania lo sterminio di persone affette da malattie genetiche inguaribili e da portatori di handicap mentali (ma non fisici, se non per casi gravi). Venivano definite "vite indegne di essere vissute". Si stima che il programma T4 abbia portato all'uccisione di un totale di persone compreso tra le 60.000 e le 100.000. Per quanto riguarda la sola terza fase dell'aktion T4, i medici incaricati di portare avanti l'operazione decisero di uccidere il 20% dei pazienti presenti negli istituti di cura, per un totale di circa 70.000 vittime. Ad ogni modo, l'uccisione proseguì anche oltre la fine ufficiale dell'operazione, ovvero il 1º settembre 1941, portando il totale delle vittime a una cifra intorno ai 275.000 e non di meno di 200.000 secondo altre fonti.
Aktion T4 - Eutanasia nazista sui bambini disabili
L’ELIMINAZIONE DEI BAMBINI DISABILI E L’INIZIO DEL PROGRAMMA T4 All'inizio della primavera del 1939, i membri della Cancelleria privata di Hitler, la cosiddetta Cancelleria Fuhrer, guidata da Philip Bouhler e dal medico privato di Hitler, Karl Brandt, iniziarono a discutere l'idea di una campagna segreta che avrebbe preso di mira bambini con disabilità fisiche e mentali che vivevano nella Germania nazista. Il programma sarebbe stato segreto e inizialmente avrebbe colpito neonati e bambini piccoli. Ci fu quindi un reclutamento di massa per quello che si sarebbe poi definito come Aktion T4: avevano bisogno di dottori, di infermieri e di supporto tecnico. Tutto questo personale necessario per processare le vittime in modo burocratico portò a alla necessità di ampliare gli uffici della Cancelleria del Fuhrer, che era un edificio molto piccolo di Berlino: fu così che gli uffici centrali del Programma Eutanasia si trasferirono a Potsdamer Platz, nel centro di Berlino, in un ufficio in Tiergartenstrasse 4. Questo indirizzo diede il nome in codice per il programma Eutanasia, che era T4. (Thomas)
LEGGI RAZZIALI NAZISTE
In generale, per leggi razziali si intendono leggi basate su un principio di discriminazione razziale. Alcuni esempi di leggi razziali di questo periodo sono: - le leggi razziali fasciste, promulgate in Italia nel 1938-1939 - le dottrine naziste sull'arianesimo in Germania nella prima metà del XX secolo - le leggi razziali naziste, promulgate in Germania a partire dal 1933 Elenco parziale delle leggi promulgate e dei documenti emessi in Germania sotto il governo nazionalsocialista a danno delle minoranze: -7 aprile 1933 - Legge per il rinnovo dell'Amministrazione Pubblica. -14 luglio 1933 - Legge per la protezione dei caratteri ereditari. -15 settembre 1935 - Legge per la protezione del sangue e dell'onore tedesco (Leggi di Norimberga). -15 settembre 1935 - Legge sulla cittadinanza tedesca (Leggi di Norimberga).
LEGGI RAZZIALI NAZISTE
-14 novembre 1935 - Primo Decreto supplementare alla legge sulla cittadinanza tedesca -17 agosto 1938 - Secondo Decreto di attuazione della legge sui nomi -5 ottobre 1938 - Legge sul passaporto degli Ebrei -12 novembre 1938 - Ordinanza per l'esclusione degli Ebrei dall'economia tedesca. -21 settembre 1939 - Istruzioni di Reinhard Heydrich ai Comandanti degli Einsatzgruppen sulle operazioni di polizia riguardanti gli Ebrei residenti nella Polonia occupata. -1o settembre 1941 - Decreto di polizia relativo all'identificazione degli Ebrei 20 gennaio 1942 - Verbale della Conferenza di Wannsee. -16 marzo 1942 - Lettera di W. Stuckart ai partecipanti della Conferenza di Wannsee sulla "Soluzione Finale" della questione Ebraica. -18 settembre 1942 - Decreto per il razionamento alimentare per gli Ebrei. Nel Governatorato Generale nel 1940 la popolazione venne divisa in differenti gruppi a cui corrispondevano diversi diritti, differenti razioni di cibo, e – di converso – zone cittadine di residenza e pubblici trasporti e ristoranti vietati. La lista seguente è un elenco dei gruppi in ordine di privilegio decrescente: - Reichdeutsche - tedeschi etnici di nazionalità tedesca, Volksdeutsche - tedeschi etnici di nazionalità non tedesca appartenenti alle categorie Volksliste I e II, Volksdeutsche - tedeschi etnici di nazionalità non tedesca appartenenti alle categorie Volksliste III e IV; - Ucraini, Goralenvolk - polacchi che i tedeschi considerarono parte della "razza ariana", Polacchi, Ebrei.
Rosenberg, ispiratore delle leggi
LEGGI RAZZIALI NAZISTE
Le leggi razziali naziste sono un insieme di provvedimenti legislativi promulgati dalla Germania nazista negli anni trenta e quaranta del XX secolo. Alfred Rosenberg fu uno dei principali ispiratori delle leggi razziali naziste. La politica razziale nella Germania nazista si sostanzia nelle specifiche scelte e leggi adottate dalla Germania nazista in materia razziale: esse postulavano la superiorità della "razza ariana" e comportarono una serie di misure discriminatorie, soprattutto nei confronti della popolazione ebraica. (Cristina e Ambra)
Le Olimpiadi del 1936 di Hitler
I Giochi Olimpici di Berlino del 1936 rappresentano molto di più un evento sportivo di importanza mondiale:essi costituivano un'occasione senza precedenti per la propaganda del Nazismo e della sua ideologia, provocando così un intenso dibattito all'estero. I Nazisti promossero l'immagine di una Germania nuova, forte e unita, celando allo stesso tempo sia la prosecuzione degli Ebrei e dei Rom che il crescente militarismo della Germania. Nonostante il fallimento del movimento per il boicottaggio, esso stabilì un precedente importante per future campagne di boicottaggio dei Giochi (per esempio quelli del 2008 e del 2014). Quando il movimento per il boicottaggio falli, la Germania ottenne il colpo propagandistico che voleva: i 49 paesi che mandarono le proprie squadre ai Giochi legittimavano il regime di Hitler sia agli occhi del mondo che della popolazione tedesca.Per due settimane, nell'agosto del 1936 il regime nazista guidato da Adolf Hitler fece del proprio meglio per nascondere la propria natura razzista e militarista. Rallentando il suo programma antisemita e le sue mire espansionistiche, il regime sfruttò i Giochi per abbagliare molti tra gli spettatori e i giornalisti stranieri presenti, proponendo l'immagine di una Germania tollerante e pacifica.
Le Olimpiadi del 1936 di Hitler
Rifiutando la proposta di boicottare i Giochi del 1936, gli Stati Uniti e le altre democrazie occidentali, di fatto, persero l’occasione di assumere una posizione chiara che - alcuni osservatori a quel tempo ritenevano - avrebbe potuto far riflettere Hitler e avrebbe rafforzato le resistenze internazionali alla tirannia nazista. A Giochi conclusi, le politiche espansionistiche tedesche e la persecuzione degli Ebrei e di altri “nemici dello Stato” ripreso più incessantemente di prima, culminando, poi, nella Seconda Guerra Mondiale e nell’Olocausto. Nel 1931, il comitato Olimpico Internazionale aggiudicò a Berlino l'organizzazione dei Giochi Olimpici Estivi del 1936. Due anni più tardi, il leader del Partito Nazista Adolf Hitler fu nominato Cancelliere della Germania e la già fragile democrazia divenne ben presto una dittatura che avrebbe perseguitato gli Ebrei, i Rom (Zingari), tutti gli oppositori politici e molti altri. L’obiettivo dei Nazisti di controllare ogni aspetto della vita tedesca si estendeva anche allo sport. Questo tipo di rappresentazione rifletteva anche l’importanza attribuita dai Nazisti alla prestanza fisica, un requisito essenziale alla vita militare. (Andrea)
Le Olimpiadi del 1936 di Hitler
Nel 1931 il comitato olimpico aveva aggiudicato a Berlino l'organizzazione dei giochi olimpici estivi del 1936. Due anni più tardi, il leader del partito nazista era diventato cancelliere della Germania. Diversi movimenti e organizzazioni sorsero negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Francia e in Svezia per boicottare i giochi di Berlino del 1936, mentre alcuni atleti ebrei di diverse nazioni decisero indivualmente di non partecipare ai giochi. I nazisti eseguirono un'elaborata preparazione dei giochi, che si sarebbero svolti dal 1 al 16 agosto. Venne costruito un enorme complesso sportivo e i palazzi e i monumenti di Berlino vennero adornati con bandiere olimpiche e stendardi con la svastica. La maggior parte dei turisti rimase all'oscuro del fatto che il regime nazista avesse rimosso tutti i cartelli o i simboli antisemiti né venne a sapere della grande retata di cittadini di Berlino. (Remzi)
L'atleta afroamericano Jesse Owens, che vinse 4 medaglie d'oro, smentendo la teoria sulla superiorità della "razza ariana".
La Battaglia di Stalingrado
La Battaglia di Stalingrado è iniziata il 17 luglio 1942 ed è terminata il 2 febbraio 1943, circa metà anno. Nella battaglia hanno partecipato il Terzo Reich (la Germania nazista), il Regno di Romania, il Regno d’Italia, il Regno d’Ungheria e la Croazia. La battaglia si svolse sul territorio attuale di Воронежской области (regione di Voronezh), Ровстовская область (regione di Rostov), Волгоградская область (regione di Volgogradi) e Республика Калмыкии (Repubblica di Kalmyksi). La causa della vittoria dell’URSS era che la Turchia rifiutò di invadere l’URSS nella primavera del 1943. Il Giappone non ha fatto la Campagna
Siberiana e i capi della Romania, d’Italia e d’Ungheria hanno iniziato a cercare la possibilità di uscire dalla guerra e ad allearsi con Gran Bretagna e USA. Per Hitler il sequestro di Stalingrado era molto importante perché la città era grande e industriale sulle rive del Volga lungo il quale c’erano vie di trasporto strategicamente importanti che collegavano il centro della Russia con le regioni meridionali dell’URSS compreso il Caucaso e la Transcaucasia. Così il sequestro di Stalingrado avrebbe potuto consentire alla Germania di tagliare le comunicazioni di trasporto via acqua e via terra vitali per l’URSS. Infine, la presa della città che portava il nome di Stalin, il principale nemico di Hitler, sarebbe stata anche una vittoria ideologica per i nazisti, ispirando i soldati e la popolazione del Terzo Reich. HItler mandò un generale in Caucaso e uno a Stalingrado.
La Battaglia di Stalingrado
Alla Germania serviva il Caucaso per fornire il controllo sui giacimenti petroliferi e il Volga serviva alla Germania perché collegava la parte europea del Paese con il Transcaucaso e l’Asia centrale. La vittoria tedesca nel sud dell’URSS avrebbe potuto scuotere seriamente l’industria sovietica. Hitler sperava che se lui avesse vinto la Battaglia di Stalingrado contro l’URSS Giappone e Turchia si sarebbero alleati con i nazisti per conquistare l’URSS intero. C’era anche un soldato leggendario di Stalingrado, Vasily Zaitsev (in russo Василий Зайцев), cecchino che uccise 225 soldati e ufficiali nazisti compresi 11 cecchini. Questo soldato morì in Kiev il 15 dicembre 1991.
La Battaglia di Stalingrado
Il periodo più difficile fu ottobre 1942 perché i nazisti occuparono quasi tutto il centro di Stalingrado. Le truppe sovietiche combatterono fino alla morte e il quartier generale di Chuikov (generale sovietico, in russo Чуйков) era quasi sull’orlo della trincea. Il sergente Yakov Pavlov (in russo Яков Павлов), insieme a tre soldati, fece cadere il nemico da un edificio di quattro piani nel centro della città. Le rovine divennero per due mesi una fortezza inespugnabile. La casa di Pavlov divenne uno dei simboli della vittoria di Stalingrado. Il 31 gennaio 1943 i soldati sovietici fecero prigioniero il generale Friedrich Paulus, comandante della sesta armata nazista. La grandiosa battaglia si concluse effettivamente negli ultimi centri di resistenza del gruppo del Wehrmacht. Accerchiati, furono eliminati due giorni dopo. (Vasyl e Kostiantyn) PROPAGANDA SOVIETICA
"Бей насмерть!", "Picchia a morte!"
"Отстоим Волгу-Матушку!", "Difendiamo Volga-Madre!"
La Battaglia di Stalingrado
PROPAGANDA NAZISTA
Die schlacht um Stalingrad - Die wehrmacht braucht dich um dasvaterland zuverteidigen (La Battaglia di Stalingrado - Le forze armate hanno bisogno di te per difendere la loro patria)
Stalingrad er tatt! Stalingrado è fatto!
Lettere della compagna di cella di Sophie Scholl
Giorno 370 di reclusione: Oggi è arrivata una nuova detenuta. E’ una ragazza giovane, una buona anima. Lei e suo fratello sono stati accusati di aver cosparso l’università di volantini contro Hitler. Fa parte di un gruppo di antinazisti chiamato La Rosa Bianca. Ho il dovere di controllare che non si suicidi, ma dubito lo farà. Forse la faranno andare via oggi stesso, ma non ne posso essere sicura. Giorno 371 di reclusione: Purtroppo ciò che temevo si è avverato. Sembrava proprio che la stessero rilasciando ma mi ha raccontato che quando stava per firmare il documento di rilascio, è stata portata dal commissario ed è stata interrogata. Era distrutta, è una ragazza forte ma che nasconde molta fragilità. Ho molta paura per lei, mi ci sono legata è sarei molto triste se succedesse ciò di cui ho paura. Ha paura perché potrebbe mettere in mezzo tutta la gente che le ha prestato i soldi tra cui anche il suo fidanzato. Ha anche paura per sua madre che non resisterebbe al fatto di sapere che l’hanno incarcerata, ma io ho provato a consolarla dicendo che non sarà sola avendo suo marito al proprio fianco. Eppure ci sono anche buone notizie. Si dice che tra solo dieci settimane inizierà l’invasione e un pezzo alla volta la Germania sarà liberata. Giorno 372 di reclusione: Sophie, la ragazza detenuta dall’altro ieri mi ha detto di aver avuto la possibilità di rinnegare le proprie idee in cambio di una via di fuga, ma lei ha rifiutato. E’ senz'ombra di dubbio una persona coraggiosa e che probabilmente non ha paura nemmeno della morte. Eppure la sua azione è stata molto rischiosa forse troppo, ma se lo ha fatto per i suoi ideali, credo abbia fatto la scelta giusta.
Lettere della compagna di cella di Sophie Scholl
Giorno 373 di reclusione: E’ stata una nottata d’inferno. La città ha subito costanti bombardamenti. Non abbiamo chiuso occhio, eppure ciò significa che i liberatori sono vicini! Per il resto è stata una giornata triste, molto triste. Un altro componente della rosa bianca è stato catturato. Il suo cognome è Probst; appena saputa questa notizia Sophie è scoppiata a piangere, sapendo che questo Probst ha una famiglia. Sophie è stata accusata dalla pubblica accusa per tradimento, favoreggiamento del nemico e demoralizzazione delle truppe. Il suo processo è previsto per domani e l’avvocato d’ufficio che le è stato dato è un farabutto. Non farà nulla per difenderla. Temo il peggio ma l’unica speranza è che la Germania sia liberata prima della scadenza dei 99 giorni che le rimarranno prima dell’esecuzione. DATA: OGGI Sono passati ormai più di settant'anni dall’incarcerazione della mia bisnonna. Il mondo è cambiato. Il Nazismo e il Fascismo sono finiti; Hitler e Mussolini sono morti. Anche la mia bisnonna è morta. Anche Sophie School e altri due componenti della Rosa Bianca sono morti, giustiziati. Ma una cosa è certa: la loro vita non è stata invana. (Alessandro)
Immagini del film
La Rosa Bianca - Commento del regista del progetto
Io penso che, con questo progetto, abbiamo approfondito insieme le nostre conoscenze sulla Rosa Bianca e sulla guerra. Ognuno di noi ha saputo tirar fuori informazioni su questi argomenti, insieme ad un commento. Io avevo il compito di montare immagini e testi e di fare una revisione. Questo lavoro mi è piaciuto davvero tanto, perché sono abile a creare progetti sul computer e ho approfondito le mie conoscenze scoprendo questo nuovo sito, Genially. Per me il lavoro non è stato tanto difficile da fare. Mi è piaciuta molto la parte dell'aggiungere e creare le diapositive della presentazione, e ogni lavoro dove ci si mette impegno dà frutti: la presentazione è finalmente conclusa. Inoltre avevo anche il compito di correggere gli errori grammaticali dei materiali e di aggiungerci qualcosa. Devo ringraziare i compagni per avermi mandato materiale e immagini, e soprattutto perché ho scoperto di più sulla guerra grazie al loro materiale. Mi hanno colpito molto i personaggi della Rosa Bianca e il loro coraggio, poiché hanno sacrificato la loro vita per ottenere una legge migliore. Spero che non si debba più rivivere una situazione come la Seconda Guerra Mondiale e il genocidio degli Ebrei, dove venne portata morte, distruzione e sofferenza solo per l'idea di qualcuno, che voleva rendere l'unico pensiero di tutti.
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