Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

L'evoluzione dell'uomo

monica.ines

Created on March 17, 2021

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Corporate Christmas Presentation

Snow Presentation

Winter Presentation

Hanukkah Presentation

Vintage Photo Album

Nature Presentation

Halloween Presentation

Transcript

L'evoluzione dell'uomo

Scuola primaria G. Cozzoli - classe III Aa.s. 2020-2021

L' homo abilis

Chi era, com'era, come viveva...

L' australopiteco

Origine del nome, periodo, luogo, aspetto fisico, alimentazione

Nome

Luogo

Il nome australopiteco deriva dal latino “australis”, che vuol dire “nativo dell’emisfero australe” (meridionale) e dal greco “pithekos” che vuol dire “scimmia”, quindi “scimmia nativa del Sud”.

In quel periodo in alcune zone dell'Africa il clima si fece più caldo e secco e si creò la savana. Questo ambiente era popolato da piccole scimmie che per cercare cibo, iniziarono a scendere dagli alberi e piano piano cominciarono ad assumere un aspetto simile all'uomo.

Periodo

Visse circa 4 milioni di anni fa in alcune zone dell'Africa orientale e meridionale

Aspetto fisico

L' australopiteco era un ominide piccolo di statura con il corpo ricoperto di peli, l'arcata sopraccigliare pronunciata e la dentatura molto sviluppata; aveva un cervello piccolo e il muso era molto simile a quello delle scimmie. Grazie al pollice opponibile riuscì a sviluppare l'abilità manuale che gli permise di creare oggetti rudimentali e di compiere movimenti e azioni sempre più complesse.

Alimentazione

L' australopiteco era onnivoro, cioè mangiava di tutto. Aveva denti adatti ad ogni tipo di cibo e si nutriva di bacche, radici, frutti selvatici, insetti, piccoli animali cui dava la caccia o che trovava morti. Dormiva sugli alberi e di giorno si spostava in cerca di cibo.

Chi è Lucy?

Lucy è il più famoso fossile di ominide che sia mai stato scoperto. Il suo scheletro, rinvenuto in Africa nel 1974, risale a circa 3,5 milioni di ani fa. Si tratta di un esemplare femmina di australopithecus afarensis di circa 20 anni, alto poco più di un metro. Si nutriva di vegetali, aveva le braccia più lunghe della gambe e le dita delle mani e dei piedi erano adatte ad arrampicarsi sugli alberi, tuttavia la sua andatura era bipede. I suoi scopritori la chiamarono Lucy ispirandosi alla canzone dei Beatles Lucy in the sky with diamonds, che tanto veniva ascoltata nel campo durante gli scavi..

https://www.focusjunior.it/scuola/storia/preistoria/lucy-laustralopiteco-piu-famoso-del-mondo/

L' homo rudolfensis

Cenni storici

L' Homo rudolfensis è un ominide estinto, vissuto circa due milioni di anni fa in Africa, in concomitanza con l'homo habilis. Mentre l'homo habilis riusciva a fabbricare strumenti con una certa facilità ed era più propenso a migliorare le proprie caratteristiche, l'homo rudolfensis non riuscì veramente ad adattarsi all'ambiente e sparì dalla scena in poche centinaia di migliaia di anni. I resti a disposizione degli studiosi sono davvero pochi, e ciò non ci permette di capire quale aspetto avesse e come si comportasse in società. Era comunque molto simile all'habilis per aspetto e comportamenti.

Circa 2,5 milioni e mezzo di anni fa, in Africa, comparve un nuovo ominide, il primo al quale può essere attribuito il nome di "uomo": l'homo abilis. L'homo abilis era ancora molto simile all'australopiteco, ma aveva il cervello più sviluppato e quindi era più evoluto. L'abilis camminava stabilmente su due gambe e usava le mani per afferrare bastoni, sassi, frutti. Era più audace dei suoi antenati e cominciava ad affrontare situazioni pericolose situazioni pericolose invece di fuggire.

Viveva in piccoli gruppi, comunicando con gli altri con gesti ed emettendo suoni articolati e un vocìo, che non era però ancora un vero linguaggio. Era onnivoro: si cibava di bacche, radici commestibili, frutti, insetti, carne. In nome "habilis", che significa abile, gli fu dato perchè era "capace di fare". In particolare era in grado di lavorare la pietra per costruire strumenti che gli erano utili per la caccia e la difesa. L'homo abilis scheggiava le pietre su un solo lato, battendole una contro l'altra, sino a staccarne alcune schegge. In questo modo otteneva un importante e utile strumento: il chopper.

https://youtu.be/AHRMCija34o

L' homo erectus

Origine del nome, periodo, abitazione, linguaggio, utensili...

Nome

Abitazione

Il nome di questo ominide deriva dal latino “erectus”, che vuol dire “che sta dritto”. Fu chiamato così perché aveva definitivamente assunto la postura eretta e rinunciato a camminare con ausilio delle braccia.

L'homo erectus trovava riparo nelle grotte naturali o costruiva capanne fatte di rami, riunite in grandi accampamenti.Si fermava temporaneamente in zone favorevoli alla possibilità di procurarsi il cibo e l'acqua.

Periodo

L'homo erectus comparve sulla Terra 1,5 milioni di anni fa. Spinto dalla necessità di seguire gli spostamenti della mandrie di animali cui dava la caccia per nutrirsi, uscì dall'Africa e raggiunse l'Asia e l'Europa.

Linguaggio

L' homo erectus collaborava con gli altri nella caccia e le famiglie si riunivano intorno al fuoco. Queste attività favorinono il linguaggio e la comunicazione e gli scambi tra individui.

Utensili

L'homo erectus fabbricava numerosi utensili ben lavorati: pietre scheggiate su due facce e taglienti su tutti e due i lati, a forma di mandorla (amigdala), cuore, goccia, grattatoi, raschiatoi, punte di lancia, asce a mano.

La scoperta del fuoco

I primi uomini sono sempre stati a contatto con il fuoco perchè le eruzioni vulcaniche erano frequenti, così come lo erano gli incendi provocati dai fulmini. In principio l'uomo portava con se durante gli spostamenti i tizzoni recuperati da incendi spontanei. La vera svolta si ebbe quando, per la prima volta, un uomo riuscì ad accendere il fuoco: sfregando le due pietre focaie che procuravano scintille e davano fuoco a erbe secche o facendo ruotare velocemente un legnetto su un ramo.

https://www.focusjunior.it/scuola/storia/preistoria/preistoria-la-scoperta-del-fuoco/

Piano piano l'uomo imparò che il fuoco:

  • proteggeva dal freddo;
  • illuminava le caverne;
  • rendeva il cibo più saporito, più masticabile e più facile da conservare;
  • teneva lontano gli animali feroci.
Grazie alla scoperta del fuoco, che cambiò la sua vita, l'homo erectus potè esplorare nuovi ambienti. Il fuoco fu importante anche perchè intorno al falò gli uomini si riunivano la sera per raccontare le esperienze della giornata, per trasmettersi le informazioni e per organizzare la vita di gruppo. Tutto questo favorì la vita di gruppo e lo sviluppo del linguaggio.

L' uomo di Neanderthal

Conosciamolo insieme....

L’uomo di Neanderthal è un ominide estinto, vissuto nel Paleolitico, tra 200 mila anni fa e 40 mila anni fa. Viene chiamato così perché i suoi resti furono trovati per la prima volta nella valle di Neander (in Germania). Questi ominidi vissero in Europa e nell' Asia occidentale. L’uomo di Neanderthal aveva caratteristiche fisiche molto simili all'uomo moderno: era alto circa 170 centimetri, aveva il corpo massiccio, gli arti corti e robusti e un cranio molto capiente.

Quest'uomo visse in un periodo difficile dal punto di vista climatico, caratterizzato da glaciazioni che abbassavano notevolmente la temperatura e ricoprivano di ghiaccio molte zone della Terra.

Un abile artigiano

Abitazione

L'uomo di Neanderthal viveva in piccoli gruppi, in caverne naturali, in ripari sottoroccia o in accampamenti all'aria aperta, dove le capanne erano con ossa di mammut e pelli di animali.

L’uomo di Neanderthal sapeva costruire utensili in pietra piuttosto elaborati, con lame sempre più affilate: punte, amigdale, raschiatoi e pugnali, ed era capace di realizzare semplici vestiti utilizzando le pelli degli animali che cacciava. Inoltre produceva attrezzi per lavorare la pelle e sapeva lavorare anche l’osso, con cui realizzava dei rudimentali acciarini. Inoltre, sono stati ritrovati dei manufatti in osso che gli uomini di Neanderthal utilizzavano come ornamento proprio (come i bracciali, le collane e i monili di oggi).Con la pelle degli animali che cacciava realizzava indumenti e calzature, sacchi dove raccogliere utensili e cibo o degli otri per l’acqua.

Il culto dei morti

Sembra che gli uomini di Neanderthal siano stati i primi a seppellire i loro morti, dando inizio alle prime pratiche religiose legate al rituale funebre e al culto dei morti. Il defunto era accompagnato da offerte di cibo e fiori e dagli oggetti che usava in vita, come armi e utensili. Il fatto di seppellire i morti è molto importante perché significa che il Neanderthal era capace di immaginare. Si chiedeva cosa ci fosse dopo la morte e immaginava un aldilà, un’altra vita in cui i defunti potessero risvegliarsi e usare di nuovo le proprie cose.

L' estinzione

Circa 25.000 anni fa l'uomo di Neanderthal si è estinto per motivi non ancora del tutto conosciuti, probabilmente legati alla competizione nei territori in cui viveva, con un uomo ancora più evoluto, l'homo sapiens.

https://youtu.be/Oc3NXAvsUQc

L' homo sapiens

Un uomo intelligente

Sulla base degli ultimi studi, si è accertato che tutti gli uomini di oggi fanno parte di un'unica specie, quella dell'homo sapiens, comparsa in Africa tra 200 e 150 mila anni fa e diffusa poi in epoche sucessive in tutto il pianeta.

L' aspetto e i mutamenti

Rispetto all'homo erectus, il sapiens era più alto e l'aspetto del volto era più aggraziato. Era simile all'uomo moderno. La sua scatola cranica era più grande e dunque conteneva un cervello più voluminoso e sviluppato che gli consentì di elaborare un pensiero più raffinato e un linguaggio articolato. Grazie alla sua intelligenza riuscì ad adattarsi ai cambiamenti climatici e agli ambienti in cui si insediava. Il sapiens si stabilì in zone molto differenti e anche per questo le sue caratteristiche fisiche cominciarono a differenziarsi per rendere il corpo più adatto al luogo in cui si insediava.

Cosa sapeva fare

L'homo sapiens diventò molto abile a costruire nuovi strumenti, anche piuttosto complessi e adatti a scopi precisi: asce e lance per la caccia, armi e arpioni per la pesca, raschiatoi e punteruoli per lavorare le pelli, aghi per cucire le pelli utilizzando tendini come fili. Inventò anche l'arco con le frecce, molto utili per colpire gli animali a distanza.

Organizzazione sociale

Questi uomini vivevano in tribù cioè in gruppi organizzati. Ogni tribù era formata da più clan, cioè gruppi di persone con vincoli di parentela (famiglie). All'interno di questi gruppi ognuno aveva un compito: gli uomini si occupavano della caccia, le donne e i bambini della raccolta.

L'arte

L'homo sapiens cominciò ad adottare anche un'altra forma di comunicazione: il disegno. Sulle pareti delle caverne abitate dai sapiens sono state ritrovate molte pitture e incisioni rupestri che ci permettono di "vedere" momenti di vita dell'uomo del Paleolitico. I primi disegni rappresentavano soprattutto animali. Alcuni antropologi pensano che fossero disegni di buon augurio per la caccia.

Abitazione

L'homo sapiens cercava rifugio nelle caverne naturali ben esposte al sole e vicino a corsi d'acqua. In mancanza di grotte costruiva capanne utilizzando rami, ossa e zanne di mammut ricoperte di pelli di animali. Con il tempo cominciò ad utilizzare tende "smontabili" che poteva spostare durante le battute di caccia e rimontare in accampamenti mobili.

Il Paleolitico è il perido più antico della storia dell'uomo.Ebbe inizio circa 2,5 milioni di anni fa, quando comparve l'homo abilis, capace di costruire i primi strumenti in pietra scheggiata. Tuttavia quando si descrive questo lungo periodo, si fa in genere riferimento soprattutto all'homo sapiens, in quanto ha lasciato maggiori tracce di se e si è diffuso in tutti i continenti. FINE

Video realizzato per l’attività di tirocinio dalla studentessa Monica Ines Azzollini, concordata con la tutor di classe Ins. Rosaria Angela Maria Tavella, sotto la supervisione della tutor universitaria Dott.ssa Angela Ruotolo.

Paleoc

GRAZIE!