Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
Francesco del Cossa
tizianacalo73
Created on March 14, 2021
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Modern Presentation
View
Terrazzo Presentation
View
Colorful Presentation
View
Modular Structure Presentation
View
Chromatic Presentation
View
City Presentation
View
News Presentation
Transcript
IT
Il Ciclo dei mesi
ESPOSIZIONE
Francesco del Cossa
Il Ciclo dei mesi
Tra il 1469 e il 1470 Francesco del Cossa realizza una parte del Ciclo dei Mesi in Palazzo Schifanoia. Questo era una delle “delizie” dei Signori di Ferrara, luogo di ritrovo mondano (il nome significa “schivar la noia”). La superficie dipinta si sviluppava lungo le quattro pareti e rivestiva complessivamente 540 metri quadrati, configurando uno dei più estesi cicli pittorici profani del Rinascimento. Già nella prima metà del Settecento una parte significativa degli affreschi era andata perduta a causa delle cattive condizioni dell’edificio, che era stato utilizzato come manifattura di tabacchi e granaio; verso la fine del secolo la decorazione era del tutto scomparsa sotto uno strato di intonaco. Oggi sono visibili soltanto sette dei dodici scomparti originari, corrispondenti ai Mesi da Marzo a Settembre, che si sviluppano lungo le pareti est e nord.
clicca sulla freccia per scoprire le pareti est e nord
Marzo
Aprile
Maggio
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
L’allegoria del Buongoverno
1.
Le quattro pareti sono divise da finte lesene in dodici settori, ciascuno corrispondente a un mese dell’anno; la raffigurazione di ogni mese è composta di tre registri orizzontali sovrapposti
2.
3.
L’interpretazione astrologica
Il ciclo è stato realizzato sulla base del programma redatto da Pellegrino Prisciano, diplomatico, astrologo e storiografo di corte. Lo storico dell’arte Aby Warburg ha elaborato la prima analisi del complesso pittorico, individuando la chiave di interpretazione nelle enigmatiche figure dei decani che accompagnano i segni zodiacali. Si tratta di figure appartenenti alla tradizione orientale e corrispondono alle divinità che presiedono a ognuna delle 36 decadi in cui è suddiviso l’anno solare. Sempre Warburg ha collegato il ciclo anche all’Astronomicon di Marco Manilio, poema latino in cui viene esplicitata la simbologia dei corpi celesti, posti in relazione alle divinità e ai corrispondenti segni zodiacali. Il ciclo pittorico di Palazzo Schifanoia testimonia, dunque, la convergenza di dottrine diverse (ebraica, cristiana, islamica e classico-pagana), filtrate attraverso gli interessi astrologici ed esoterici della corte ferrarese.
Le tre fasce hanno altezze proporzionali: quella superiore misura una volta e mezzo la fascia centrale, mentre l’inferiore il doppio. La floridezza della natura controllata dall’uomo è resa sia attraverso colori chiari e luminosi, sia attraverso le figure descritte con precisione entro uno spazio ordinato dalla prospettiva. Tuttavia, Del Cossa ha utilizzato più punti di fuga prospettici all’interno di una stessa fascia, per dare massima chiarezza a tutti gli elementi.