IL MITO E LE SUE RISCRITTURE NEL TEMPO:
IL CASO DIMEDEA
SPRECACENERE ANGELA VD
Ogni mitologia si potrebbe chiamare "psicologia collettiva"
Károly Kerényi
INdice
Mῦϑος
Greco
Latino
Attualità
Arte
Mῦϑος
«Mito» è una parola di origine greca (μῦϑος) e significa racconto, narrazione.
Tutti i popoli antichi hanno elaborato dei miti: Per cercare di rispondere agli interrogativi fondamentali dell’uomo. Per spiegare l’origine della propria
civiltà, della propria religione, dei propri usi ecc.
Il mito riflette le esperienze e il modo di pensare di un popolo: è una forma di conoscenza, e fissa le norme del comportamento sociale e morale di un popolo.
Greco
Medea sul suo carro d'oro, Germán Hernández Amores Medea
Medea , Anthony Frederick Augustus Sandys.
Lady Hamilton as Medea, George Romney
il mito di medea
Excursus del mito ~ Decostruzione mitica
MEDEA
MEDEA
Euripide
Apollonio Rodio
MEDEA
Pindaro
Πίνδαρος, nella IV Pitica compone un'ode ove rievoca l'avventura degli Argonauti, in cui narra la storia di Giasone e Medea.
MEDEA
Pindaro, sceglie di mettere in primo piano la figura di Giasone ridimensionando in tal modo l’intervento della maga della Colchide, Medea. La cosa che sorprende, dunque, è constatare che, pur essendo Afrodite la causa prima del successivo agire di Medea, è Medea stessa che diventa vittima (e strumento della metis di Giasone) di quegli incantesimi di cui lei stessa è maestra. L'autore non mostra comunque alcun interesse per il dramma di Medea e passa direttamente dalla scena dell'innamoramento all'aiuto offerto a Giasone tramite un filtro di erbe.
pindaro
non compare l'infanticidio
(vv. 213-223) πότνια δ' ὀξυτάτων βελέων ποικίλαν ἴϋγγα τετράκναµον Οὐλυµπόθεν ἐν ἀλύτῳ ζεύξαισα κύκλῳ µαινάδ' ὄρνιν Κυπρογένεια φέρεν πρῶτον ἀνθρώποισι λιτάς τ' ἐπαοιδὰς ἐκδιδάσκησεν σοφὸν Αἰσονίδαν· ὄφρα Μηδείας τοκέων ἀφέλοιτ' αἰδῶ, ποθεινὰ δ' Ἑλλὰς αὐτάν ἐν φρασὶ καιοµέναν δονέοι µάστιγι Πειθοῦς.
καὶ τάχα πείρατ' ἀέθλων δείκνυεν πατρωΐων· σὺν δ' ἐλαίῳ φαρµακώσαισ' ἀντίτοµα στερεᾶν ὀδυνᾶν δῶκε χρίεσθαι. καταίνησάν τε κοινὸν γάµον γλυκὺν ἐν ἀλλάλοισι µεῖξαι.
Πίνδαρος,nacque a Cinoscefale, nell'agosto del 518 a. C.Scrisse quattro libri di Epinici, divisi a seconda della destinazione alle diverse feste panelleniche: Olimpiche, Pitiche, Istmiche, Nemee.
La Medea più celebre dell’età classica è quella di Euripide.
MEDEA
Originariamente nel mito di Medea, non era stata quest’ultima ad uccidere i suoi figli, bensì i Corinzi che vennero successivamente definiti empi, poiché la legge sacra proibiva di uccidere in un tempio. I Corinzi stessi, allora pagarono Euripide per riscrivere la storia e far ricadere la colpa su Medea (straniera, barbara, maga) facendola così macchiare di infanticidio per vendicarsi del futuro matrimonio tra Giasone e Glauce (figlia di Creonte). Euripide fece quindi un’operazione di decostruzione mitica.
euripide
Fin dove può spingere la propria vendetta un animo umano deluso e umiliato nei suoi sentimenti più profondi?
La risposta di Medea è inequivocabile: non esiste limite alla vendetta.Medea agisce così per colpa della sua θυμὸς, in tutta la sua vita le è stata da guida. La furia vendicatrice della donna tradita annullerà l'affetto della madre.
Εὐριπίδης nacque a Salamina nel 485 a.C. e morì a Pella nel 406 a.C. È stato un drammaturgo greco antico. Solo 18 tragedie sono sopravvissute: tra cui Medea (431).
(vv. 1078-1080) Μήδεια: «καὶ μανθάνω μὲν οἷα δρᾶν μέλλω κακά͵ θυμὸς δὲ κρείσσων τῶν ἐμῶν βουλευμάτων͵ὅσπερ μεγίστων αἴτιος κακῶν βροτοῖς.»
Argonautiche, un classico poema epico in quattro libri che narra le gesta di Giasone e dei suoi compagni, diretti nella Colchide per impadronirsi del vello d’oro.
MEDEA
apollonio rodio
Ἀπολλώνιος Ῥόδιος traccia un ritratto finemente psicologico per Medea.Medea si trasforma all'interno dell'opera. Essa passa dall'essere una fanciulla pudica e indifesa, piena di paure e insicurezze, ad essere innamorata e pronta a tutto, spietata al punto tale da uccidere il suo stesso fratello.
Ella è come un φάρμακον, veleno e rimedio al tempo stesso, salvifica e rovinosa insieme, lacerata tra il pudore e il desiderio di Giasone, per cui si innamora a prima vista e per cui poi ha il suo turbamento. Medea, barbara, sa di essere fuori dai valori di Giasone, che tenta di 'rassicurarla' raccontandole la storia di Arianna e Teseo.
(3, 1105 ss):"Ἑλλάδι που τάδε καλά, συνημοσύνας ἀλεγύνειν· Αἰήτης δ' οὐ τοῖος ἐν ἀνδράσιν οἷον ἔειπας Μίνω Πασιφάης πόσιν ἔμμεναι, οὐδ' Ἀριάδνῃ ἰσοῦμαι· τῶ μή τι φιλοξενίην ἀγόρευεv”
Ἀπολλώνιος Ῥόδιος nacque in Alessandria d'Egitto nel 295 a.C. e morì a Rodi nel 215 a.C.Dovette andare in esilio a Rodi per la scarsa considerazione che i suoi concittadini diedero alla sua opera principale (Le Argonautiche).
10
Latino
Medea sul suo carro d'oro, Germán Hernández Amores Medea
Medea , Anthony Frederick Augustus Sandys.
Lady Hamilton as Medea, George Romney
É chiaro che Seneca, filosofo ma pur sempre uomo romano, non potesse rappresentare in maniera così neutra un mito inaccettabile per il mos maiorum: non solo una donna capace di azione, ma anche omicida. Ecco che dunque Seneca, attraverso il coro condanna in maniera impetuosa Medea. In Seneca la violenza sembra essere inscritta nella natura della protagonista. Seneca giustifica persino Giasone, che invece Euripide dipinge come uomo meschino, opportunista e ipocrita. Anche in questo caso, il mito viene plasmato per esprimere la cultura di riferimento.
MEDEA
seneca
Medea è condannata con ferocia
perché si è fatta guidare dalle passioni,
comportamento imperdonabile per uno stoico
come Seneca
(v.v da 381 a 389) Nutrix:Resiste et iras comprime ac retine impetum. Incerta qualis entheos gressus tulit cum iam recepto maenas insanit deo Pindi nivalis vertice aut Nysae iugis, talis recursat huc et huc motu effero, furoris ore signa lymphati gerens. Flammata facies, spiritum ex alto citat, proclamat, oculos uberi fletu rigat, renidet: omnis specimen affectus capit.
(v.v 135-136) Medea:quam saepe fudi sanguinem - et nullum scelus irata feci: -saevit infelix amor.
Lucius Annaeus Seneca, nato a Corduba, 4 a.C. e morto a Roma, 19 aprile 65. Studiò retorica e diventò filosofo, drammaturgo, politico romano ed esponente dello stoicismo di età imperiale.
(v.v 123-124) Medea:Incerta vecors mente non sana feror
partes in omnes;
12
Arte
Ferdinand Victor Eugène Delacroix
la furia di medea
ferdinand victoreugène delacroix
Conservata al Museo di Lille
Conservata al Staatsgalerie di Berlino
La figura di Medea viene interpretata nell’Ottocento come l’incarnazione del travalicamento del confine tra ragione e furore, tra nobiltà e orgoglio accecato. Delacroix dipinse Medea in tre versioni interpretando il soggetto con sfumature sempre diverse: la prima, conservata al Museo di Lille, è del 1838; la seconda (Staatsgalerie di Berlino) risale al 1859; l’ultima versione venne dipinta nel 1862 e si trova attualmente al museo del Louvre.
Conservata al museo del Louvre
14
Il mito di Medea oggi
COMPLESSO DI MEDEA
SINDROME DI MEDEA
Il termine “Sindrome di Medea” viene usato per riferirsi all’uccisione fisica dei figli da parte della madre.La madre, che per qualche motivo è stata ferita o non regge il peso psicologico ed emotivo che la gravidanza e il bambino hanno fatto piombare nella sua vita, in un delirio di onnipotenza uccide il figlio (o feto), diventato ormai solamente uno strumento di potere e rivalsa. Da quanto apprendiamo dai mass media la Sindrome di Medea è quanto mai attuale e diffusa, ma come si evince dal mito essa non nasce oggi. Inoltre non riguarda solo le madri: anche molti padri rapiscono ed uccidono i propri figli.
Il termine “Complesso di Medea” viene usato per descrivere il comportamento materno/paterno finalizzato alla distruzione del rapporto tra madre/padre e figli dopo le separazioni conflittuali. PAS (Parental Alienation Syndrome): Sindrome di alienazione genitoriale, si manifesta quando uno dei due genitori viene definito alienato, poichè vittima delle dinigrazione da parte dell'altro genitore che compie sul figlio una sorta di lavaggio del cervello (volontario o involontario); così l’uccisione diventa simbolica.
SINDROME DI MEDEA
Massimo Recalcati
"La disperazione di tante donne divenute madri è che si sentono cancellate come donne dai loro compagni. Per questo uccidono i figli."
grazie
IL MITO E LE SUE RICOSTRUZIONI NEL TEMPO: IL CASO DI MEDEA
Angela Sprecacenere
Created on March 12, 2021
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IL MITO E LE SUE RISCRITTURE NEL TEMPO:
IL CASO DIMEDEA
SPRECACENERE ANGELA VD
Ogni mitologia si potrebbe chiamare "psicologia collettiva"
Károly Kerényi
INdice
Mῦϑος
Greco
Latino
Attualità
Arte
Mῦϑος
«Mito» è una parola di origine greca (μῦϑος) e significa racconto, narrazione.
Tutti i popoli antichi hanno elaborato dei miti: Per cercare di rispondere agli interrogativi fondamentali dell’uomo. Per spiegare l’origine della propria civiltà, della propria religione, dei propri usi ecc.
Il mito riflette le esperienze e il modo di pensare di un popolo: è una forma di conoscenza, e fissa le norme del comportamento sociale e morale di un popolo.
Greco
Medea sul suo carro d'oro, Germán Hernández Amores Medea
Medea , Anthony Frederick Augustus Sandys.
Lady Hamilton as Medea, George Romney
il mito di medea
Excursus del mito ~ Decostruzione mitica
MEDEA
MEDEA
Euripide
Apollonio Rodio
MEDEA
Pindaro
Πίνδαρος, nella IV Pitica compone un'ode ove rievoca l'avventura degli Argonauti, in cui narra la storia di Giasone e Medea.
MEDEA
Pindaro, sceglie di mettere in primo piano la figura di Giasone ridimensionando in tal modo l’intervento della maga della Colchide, Medea. La cosa che sorprende, dunque, è constatare che, pur essendo Afrodite la causa prima del successivo agire di Medea, è Medea stessa che diventa vittima (e strumento della metis di Giasone) di quegli incantesimi di cui lei stessa è maestra. L'autore non mostra comunque alcun interesse per il dramma di Medea e passa direttamente dalla scena dell'innamoramento all'aiuto offerto a Giasone tramite un filtro di erbe.
pindaro
non compare l'infanticidio
(vv. 213-223) πότνια δ' ὀξυτάτων βελέων ποικίλαν ἴϋγγα τετράκναµον Οὐλυµπόθεν ἐν ἀλύτῳ ζεύξαισα κύκλῳ µαινάδ' ὄρνιν Κυπρογένεια φέρεν πρῶτον ἀνθρώποισι λιτάς τ' ἐπαοιδὰς ἐκδιδάσκησεν σοφὸν Αἰσονίδαν· ὄφρα Μηδείας τοκέων ἀφέλοιτ' αἰδῶ, ποθεινὰ δ' Ἑλλὰς αὐτάν ἐν φρασὶ καιοµέναν δονέοι µάστιγι Πειθοῦς.
καὶ τάχα πείρατ' ἀέθλων δείκνυεν πατρωΐων· σὺν δ' ἐλαίῳ φαρµακώσαισ' ἀντίτοµα στερεᾶν ὀδυνᾶν δῶκε χρίεσθαι. καταίνησάν τε κοινὸν γάµον γλυκὺν ἐν ἀλλάλοισι µεῖξαι.
Πίνδαρος,nacque a Cinoscefale, nell'agosto del 518 a. C.Scrisse quattro libri di Epinici, divisi a seconda della destinazione alle diverse feste panelleniche: Olimpiche, Pitiche, Istmiche, Nemee.
La Medea più celebre dell’età classica è quella di Euripide.
MEDEA
Originariamente nel mito di Medea, non era stata quest’ultima ad uccidere i suoi figli, bensì i Corinzi che vennero successivamente definiti empi, poiché la legge sacra proibiva di uccidere in un tempio. I Corinzi stessi, allora pagarono Euripide per riscrivere la storia e far ricadere la colpa su Medea (straniera, barbara, maga) facendola così macchiare di infanticidio per vendicarsi del futuro matrimonio tra Giasone e Glauce (figlia di Creonte). Euripide fece quindi un’operazione di decostruzione mitica.
euripide
Fin dove può spingere la propria vendetta un animo umano deluso e umiliato nei suoi sentimenti più profondi?
La risposta di Medea è inequivocabile: non esiste limite alla vendetta.Medea agisce così per colpa della sua θυμὸς, in tutta la sua vita le è stata da guida. La furia vendicatrice della donna tradita annullerà l'affetto della madre.
Εὐριπίδης nacque a Salamina nel 485 a.C. e morì a Pella nel 406 a.C. È stato un drammaturgo greco antico. Solo 18 tragedie sono sopravvissute: tra cui Medea (431).
(vv. 1078-1080) Μήδεια: «καὶ μανθάνω μὲν οἷα δρᾶν μέλλω κακά͵ θυμὸς δὲ κρείσσων τῶν ἐμῶν βουλευμάτων͵ὅσπερ μεγίστων αἴτιος κακῶν βροτοῖς.»
Argonautiche, un classico poema epico in quattro libri che narra le gesta di Giasone e dei suoi compagni, diretti nella Colchide per impadronirsi del vello d’oro.
MEDEA
apollonio rodio
Ἀπολλώνιος Ῥόδιος traccia un ritratto finemente psicologico per Medea.Medea si trasforma all'interno dell'opera. Essa passa dall'essere una fanciulla pudica e indifesa, piena di paure e insicurezze, ad essere innamorata e pronta a tutto, spietata al punto tale da uccidere il suo stesso fratello.
Ella è come un φάρμακον, veleno e rimedio al tempo stesso, salvifica e rovinosa insieme, lacerata tra il pudore e il desiderio di Giasone, per cui si innamora a prima vista e per cui poi ha il suo turbamento. Medea, barbara, sa di essere fuori dai valori di Giasone, che tenta di 'rassicurarla' raccontandole la storia di Arianna e Teseo.
(3, 1105 ss):"Ἑλλάδι που τάδε καλά, συνημοσύνας ἀλεγύνειν· Αἰήτης δ' οὐ τοῖος ἐν ἀνδράσιν οἷον ἔειπας Μίνω Πασιφάης πόσιν ἔμμεναι, οὐδ' Ἀριάδνῃ ἰσοῦμαι· τῶ μή τι φιλοξενίην ἀγόρευεv”
Ἀπολλώνιος Ῥόδιος nacque in Alessandria d'Egitto nel 295 a.C. e morì a Rodi nel 215 a.C.Dovette andare in esilio a Rodi per la scarsa considerazione che i suoi concittadini diedero alla sua opera principale (Le Argonautiche).
10
Latino
Medea sul suo carro d'oro, Germán Hernández Amores Medea
Medea , Anthony Frederick Augustus Sandys.
Lady Hamilton as Medea, George Romney
É chiaro che Seneca, filosofo ma pur sempre uomo romano, non potesse rappresentare in maniera così neutra un mito inaccettabile per il mos maiorum: non solo una donna capace di azione, ma anche omicida. Ecco che dunque Seneca, attraverso il coro condanna in maniera impetuosa Medea. In Seneca la violenza sembra essere inscritta nella natura della protagonista. Seneca giustifica persino Giasone, che invece Euripide dipinge come uomo meschino, opportunista e ipocrita. Anche in questo caso, il mito viene plasmato per esprimere la cultura di riferimento.
MEDEA
seneca
Medea è condannata con ferocia perché si è fatta guidare dalle passioni, comportamento imperdonabile per uno stoico come Seneca
(v.v da 381 a 389) Nutrix:Resiste et iras comprime ac retine impetum. Incerta qualis entheos gressus tulit cum iam recepto maenas insanit deo Pindi nivalis vertice aut Nysae iugis, talis recursat huc et huc motu effero, furoris ore signa lymphati gerens. Flammata facies, spiritum ex alto citat, proclamat, oculos uberi fletu rigat, renidet: omnis specimen affectus capit.
(v.v 135-136) Medea:quam saepe fudi sanguinem - et nullum scelus irata feci: -saevit infelix amor.
Lucius Annaeus Seneca, nato a Corduba, 4 a.C. e morto a Roma, 19 aprile 65. Studiò retorica e diventò filosofo, drammaturgo, politico romano ed esponente dello stoicismo di età imperiale.
(v.v 123-124) Medea:Incerta vecors mente non sana feror partes in omnes;
12
Arte
Ferdinand Victor Eugène Delacroix
la furia di medea
ferdinand victoreugène delacroix
Conservata al Museo di Lille
Conservata al Staatsgalerie di Berlino
La figura di Medea viene interpretata nell’Ottocento come l’incarnazione del travalicamento del confine tra ragione e furore, tra nobiltà e orgoglio accecato. Delacroix dipinse Medea in tre versioni interpretando il soggetto con sfumature sempre diverse: la prima, conservata al Museo di Lille, è del 1838; la seconda (Staatsgalerie di Berlino) risale al 1859; l’ultima versione venne dipinta nel 1862 e si trova attualmente al museo del Louvre.
Conservata al museo del Louvre
14
Il mito di Medea oggi
COMPLESSO DI MEDEA
SINDROME DI MEDEA
Il termine “Sindrome di Medea” viene usato per riferirsi all’uccisione fisica dei figli da parte della madre.La madre, che per qualche motivo è stata ferita o non regge il peso psicologico ed emotivo che la gravidanza e il bambino hanno fatto piombare nella sua vita, in un delirio di onnipotenza uccide il figlio (o feto), diventato ormai solamente uno strumento di potere e rivalsa. Da quanto apprendiamo dai mass media la Sindrome di Medea è quanto mai attuale e diffusa, ma come si evince dal mito essa non nasce oggi. Inoltre non riguarda solo le madri: anche molti padri rapiscono ed uccidono i propri figli.
Il termine “Complesso di Medea” viene usato per descrivere il comportamento materno/paterno finalizzato alla distruzione del rapporto tra madre/padre e figli dopo le separazioni conflittuali. PAS (Parental Alienation Syndrome): Sindrome di alienazione genitoriale, si manifesta quando uno dei due genitori viene definito alienato, poichè vittima delle dinigrazione da parte dell'altro genitore che compie sul figlio una sorta di lavaggio del cervello (volontario o involontario); così l’uccisione diventa simbolica.
SINDROME DI MEDEA
Massimo Recalcati
"La disperazione di tante donne divenute madri è che si sentono cancellate come donne dai loro compagni. Per questo uccidono i figli."
grazie