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Svevo

Antonella

Created on March 11, 2021

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Transcript

Italo svevo

Fuori dalla penna non c'è salvezza

Índice

La biografia

La cultura di Svevo

Il primo romanzo: Una vita

Senilità

La coscienza di Zeno

La biografia di Italo Svevo

La cultura di Svevo

Italo Svevo non fu un intellettuale "tradizionale", infatti è possibile individuare nelle sue opere molte atipicità dovute, in molti casi, al fatto che la sua città natale fosse Trieste.Trieste culturalmente era la più europea delle città italiane: città di confine e in quanto tale aveva subito l'influenza della cultura italiana, ma anche quella slava e tedesca (non dimentichiamo che Trieste fu una delle ultime città ad essere annesse all'Italia). Del resto anche lo pseudonimo adottato da Italo Svevo rivela la sua appartenenze a due culture: italiana e tedesca. Non deve essere considerato superfluo il fatto che Svevo, anche se non praticante, appartenesse ad una famiglia israelitica, pertanto conosceva la cultura ebraica, inoltre Trieste fu la prima città italiana, che a causa della sua posizione geografica, conobbe la psicoanalisi di Freud che tanto influenzò Svevo nella stesura dei suoi romanzi.

La cultura di Svevo

La formazione di Svevo fu completamente diversa da quella degli altri intellettuali italiani di questo periodo: fu il primo intellettuale a non aver compiuto studi umanistici.Svevo aveva compiuto studi di tipo commerciale e si avvicinò da autodidatta al mondo della letteratura e alla filosofia. A differenza degli altri scrittori italiani contemporanei, non viveva di rendita e non svolgeva una professione intellettuale(giornalista, insegnante). Era un impiegato di Banca, che poi divenne dirigente d'industria e uomo d'affari.

La cultura di Svevo

Tra i suoi modelli di riferimento ritroviamo: Schopenhauer, Darwin. Marx, Freud.Dal punto di vista letterario, gli autori che lo influenzarono maggiormente furono:

  • i francesi Balzac, Stendhal, Flaubert, Zola,
  • i russi: Turgenev, Dostoevskij
  • gli inglesi: Swift, Sterne, Dickens
Svevo assunse, nei confronti dei suoi "maestri", un atteggiamento critico che lo spinse ad assimilare alcuni aspetti e a rinnegarne altri.

La cultura di Svevo

Schopenhauer

L'uomo non è libero di scegliere

Realisti Francesi

Attenzione al rapporto esistente tra individuo e contesto socialeMinuziosa descrizione degli ambienti

Flaubert e Zola

Marx e Nietzsche

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Turgenev

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Freud

Darwin

Inglesi

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Swift, Sterne, Dickens

Il comportamento è il prodotto di condizioni indipendenti dalla volontà

La classe sociale condiziona i comportamenti Critica della società borghese

considerò la psicoanalisi uno strumento conoscitivo, capace di indicare la realtà psichica

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Personaggi inetti

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Atteggiamento ironico e l'umorismo

Joyce e Svevo

I rapporti con Joyce furono fondamentali. Svevo deve a lui il suo successo. Lo aiutò ad avere fiducia nelle sue capacità letterarie e lo convinse a riprendere la scrittura, in comune di due intellettuali ebbero la stessa visione del mondo.

Freud e Svevo

Dal momento che la psicoanalisi di Freud ha influenzato profondamente la produzione letteraria di svevo è il caso di approfondire alcuni concetti.Il fondatore della psicoanalisi è Sigmund Freud, autore dell'opera Interpretazione dei sogni. Freud individua tre "zone" della psiche:

  • il conscio, ovvero la sfera della consapevolezza.
  • il preconscio, che si colloca al di sotto della coscienza e contiene i sentimenti e i pensieri che possono essere recuperati facilmente.
  • l'Inconscio, la zona più estesa e potente, i cui contenuti sono inaccessibili.

Freud e Svevo

Freud, nella formulazione definitiva della sua teoria, sostituì il termine "zone" con il termine "processi" psichici.

  • Es, componente irrazionale della psiche , è la sede delle pulsioni, cioè dei desideri incontrollabili. L'Es obbedisce solo al principio del piacere, infatti ignora le regole morali o sociali, poichè dà la priorità alla soddisfazione dei bisogni.
  • L'Io, componente consapevole e razionale, fa da mediatore tra le richieste dell'Es e quelle della realtà.
  • Il Super-Io, componente che si identifica con la moralità sociale che si acquisisce sin dall'infanzia attraverso l'assimilazione delle regole imposte dai genitori.
Freud sostiene la necessità di scavare nel profondo della psiche e nel psiche di un individuo, percè solo così potrà conoscere le esperienze che lo hanno fatto diventare quello che è.

La lingua

Una buona parte della critica ha considerato per molto tempo Svevo un pessimo scrittore, incapace di scrivere bene. In realtà questi critici non prendevano in considerazione aspetti molto importanti:

  1. la lingua quotidiana di Svevo non era l'italiano, ma il dialetto triestino
  2. Svevo parlava benissimo il tedesco ed è per questo motivo che tracce dei costrutti della lingua tedesca si trovano spesso nelle sue opere.
Svevo tende a riprodurre il modo di esprimersi dei suoi personaggi, questo giustifica l'uso della discorso indiretto libero. Queste caratteristiche le ritroviamo, in particolar modo, nel romanzo "La coscienza di Zeno", infatti Svevo cerca di riprodurre il linguaggio tipico di un borghese triestino.

Una vita

Alfonso Nitti, il protagonista, è un giovane con ambizioni letterarie, giunto a Trieste dalla campagna. Assunto come impiegato di banca, egli da un lato aspira alla promozione sociale, dall’altro sogna la vita pacifica dei campi e ama la cultura e la letteratura. La sua vita, nel conflitto tra le aspirazioni di sognatore e i desideri di affermazione sociale, si trascina nel grigiore quotidiano finché gli si prospetta un'occasione di promozione. Alfonso conosce, infatti, Annetta, figlia del proprietario della banca, anch‘ella appassionata alla letteratura. La giovane prova attrazione per lui; il sentimento di Alfonso per Annetta è, invece, contraddittorio. Alfonso riesce a sedurre la ragazza, ma incapace di agire con decisione, in ciò si rivela la sua inettitudine, con il pretesto della malattia della madre, nel momento decisivo si allontana da Trieste. Al ritorno scopre che Annetta si è fidanzata con Macario, un cugino avvocato della ragazza, e si trova trasferito in un ufficio meno importante. Sentendosi perseguitato, Alfonso chiede un colloquio chiarificatore alla ragazza, ma ciò viene interpretato come un tentativo di ricatto e, all’incontro, si presenta il fratello di Annetta. Secondo le regole del tempo, i 2 dovrebbero battersi a duello, ma Alfonso conoscendo la propria inferiorità e temendo il ridicolo, preferisce suicidarsi anziché affrontare la sfida. Nelle sue ultime volontà Alfonso evita di spiegare le motivazioni del proprio gesto, non menzionando Annetta per risparmiarle sofferenze.

Il primo romanzo: Una vita

Una vita , composto tra il 1887 e il 1889, è rifiutato dall'editore Treves, cui è proposto con il titolo Un inetto, e viene pubblicato nel 1892, a spese dell'autore, presso una piccola casa editrice di Trieste. La narrazione è affidata ad una voce fuori campo, che si riferisce ai personaggi con la terza persona. Predomina nel romanzo la focalizzazione interna al protagonista: il punto di vista , da cui sono presentati gli eventi narrati, è collocato nella sua coscienza. Il lettore vede le cose come le vede Alfonso e di regola sa solo ciò di cui egli è a conoscenza. La voce del narratore spesso interviene per smentire un'interpretazione, smascherare autoinganni e alibi costruiti dall'eroe.

Il primo romanzo: Una vita

Una vita è un'opera che ripropone il tema della scalata sociale di un giovane provinciale ambizioso . Lo stesso tema lo ritroviamo in altre opere: Il rosso e nero di Stendhal, Bel-Ami di Maupassant, Illusioni perdute di Balzac. Una vita è anche un romanzo di formazione che segue l'esempio di opere come L'educazione sentimentale di Flaubert e Wilhelm Meister di Goethe. Svevo mostra già di avvicinarsi alla svolta che culminerà nel romanzo psicologico, infatti in quest'opera al centro della narrazione si colloca l'analisi della coscienza del protagonista.

Il primo romanzo: Una vita

Alfonso è un inetto. L'inettitudine è una debolezza, un'insicurezza psicologica che rende l'uomo incapaca di vivere la propria vita. Svevo cerca di porre l'attenzione sul contesto sociale di Alfonso: è un borghese, è un intellettuale legato ad una cultura esclusivamente umanistica. Incapace di vivere, si crea una realtà compensatoria: la cultura umanistica e la vocazione letteraria. Il senso di frustrazione del protagonista, è aggravato dall'esistenza di alcuni antagonisti:

  • il signor Maller, il padrone, vera incarnazione del padre
  • Macario, il rivale , giovane brillante e dinvolto
Questo antagonismo tra l'inetto "contemplatore" e il "lottatore" adatto alla vita , caratterizzerà anche gli altri due romanzi di Svevo.

Senilità

Emilio Brentani, trentacinquenne impiegato in una società assicurativa di Trieste, sognatore scrittore dilettante, aspira al successo economico, ma nel contempo sogna la fama letteraria e invidia l’amico scultore Stefano Balli. Balli non è ricco, ma si consola con numerose relazioni sentimentali e si dedica senza conflitti interiori né rimpianti all'arte. Emilio vive accudito dalla sorella Amalia e si innamora di Angiolina, una ragazza del popolo spregiudicata e disinvolta, con la quale ha iniziato una relazione per puro passatempo e che continua ad amare, nonostante i suoi numerosi tradimenti. Quando Angiolina e Amalia, attratte dal fascino dell’artista, s’innamorano di Balli, Emilio allontana da sé lo scultore, per salvare la fragile sorella, Ma questa, invece, inala etere, deperisce, si ammala gravemente ai polmoni e muore. Dopo l’ennesimo tradimento, Emilio lascia Angiolina. Sognatore sconfitto e passivo, Emilio diventa sempre più triste ed inerte di fronte al passare degli anni.

Senilità

Senilità propone, in particolar modo, una vicenda che ha 4 personaggi centrali. Svevo, a differenza di quanto ha fatto nel romanzo precedente (Una vita), non affronta problemi di natura sociale. Ad essere analizzata è soprattutto la dimensione psicologica del protagonista. Emilio Brentani è un intellettuale borghese debole e inetto che si accontenta di vivere una vita banale e mediocre...una vita da vecchio! Infatti le condizioni di vita del protagonista trovano la loro perfetta sintesi nel titolo dell'opera: Senilità. Emilio si rifugia all'interno del nido familiare, dove vive con la sorella Amalia, ma ciò non gli impedisce di provare il desiderio irrefrenabile di godimento e di piacere. Questo desiderio si incarna nella figura di Angiolina che diviene il simbolo della salute e della pienezza della vita. Angiolina, però, lo pone davanti al suo limite: l'inettitudine (incapacità) di affrontare la realtà.

Senilità

Brentani trasfigura la realtà, ad esempio nella sua mente Angiolina acquista le caratteristiche di una donna ingenua e debole, questo gli permette di assumere un ruolo paterno e di non essere più un uomo inetto. In realtà Brentani non è un individuo forte, sicuro, energico, infatti queste sono le caratteristiche dell'altro personaggio maschile, Stefano Balli che incarna ancora lo stereotipo del Superuomo. Da una parte abbiamo l'inetto Brentani e dall'altra il superuomo Balli. Dal punto di vista culturale Emilio Brentani è ancora legato alla cultura umanistica, ma anche proteso verso la cultura decadente; basti pensare che considera Angiolina a volte una donna angelo, rifacendosi allo Stilnovismo, altre volte donna fatale, figura tanto cara al Decadentismo. In lui ritroviamo i resti della mentalità positivistica, ma anche il pessimismo di Schopenhauer e il superomismo nietzschiano.

Senilità

Anche in questo romanzo, Svevo affida la narrazione ad una voce fuori campo, che si riferisce ai personaggi con la terza persona. Predomina nel romanzo la focalizzazione interna al protagonista, ma il suo punto di vista è sempre inattendibile e Svevo lo dimostra facendo ricorso a tre procedimenti narrativi:

  • La voce del narratore interviene per smentire e correggere la prospettiva del protagonista, per smascherare i suoi autoinganni.
  • In altri casi, il narratore tace dinnanzi alle menzogne e agli alibi di Emilio, non interviene e utilizza il contrasto che si viene a creare tra le distorsione dei fatti di quest'ultimo e la realtà oggettiva.
  • Il terzo procedimento è puramente linguistico. Il linguaggio di Emilio appare stereotipato come le idee che trasmette.

La coscienza di Zeno

La coscienza di Zeno

La coscienza di Zeno

Il terzo romanzo di Svevo, La coscienza di Zeno, è completamente diverso dagli altri due. Venne scritto nel 1923: 25 anni dopo Senilità.In 25 anni erano cambiate molte cose ed è proprio per questo motivo, che La coscienza di Zeno è un romanzo diverso. Era scoppiata la Prima guerra mondiale e questo aveva determinato l'evoluzione interiore dell'autore e della società europea. Dal punto di vista culturale, si era verificato il tramonto del Positivismo, l'esplodere delle avanguardie letterarie ed artistiche, l'avanzata della psicoanalisi di Freud e della teoria della relatività di Einstein.

La coscienza di Zeno

Svevo abbandona le tecniche di scrittura della tradizione precendente, infatti il compito di narrare la vicenda non è affidato ad un narratore esterno e non utilizza le focalizzazioni interne dei personaggi. La Coscienza di Zeno è una confessione autobiografica , che il protagonista, Zeno Cosini, scrive su invito del suo psicoanalista, il dott. S., a scopo terapeutico. Nella prefazione è proprio il Dottore a prendere la parola affermando che è stato proprio lui a voler fare pubblicare il manoscritto per vendicarsi, poichè Zeno aveva interrotto le cure rendendo vano il suo lavoro. La parte finale del libro, invece, è un Diario. Zeno spiega il motivo per cui ha deciso di interrompere la terapia.

La coscienza di Zeno

La vicenda narrata non segue un ordine cronologico, infatti la narrazione va continuamente avanti e indietro. La ricostruzione del proprio passato operata da Zeno si raggruppa introno ad alcuni temi fondamentali. Dopo la prefazione del dottor S. ed il preambolo in cui Zeno racconta i tentativi fatti per ricordare gli eventi che hanno caratterizzato la sua prima infanzia, seguono cinque capitoli in cui vengono trattati i seguenti argomenti: la morte del padre, la storia del proprio matrimonio, il rapporto con la moglie e la giovane amante, la storia dell'associazione commerciale con il cognato Guido Speier. Alla fine si colloca il capitolo Psico-analisi che contiene il diario.

STUDIA LA TRAMA A PAG. 429-430 (Le vicende)

La coscienza di Zeno

Il protagonista è ancora un inetto che, pur appartenendo ad una ricca famiglia, non riesce a integrarsi nel sistema di vita borghese a causa della sua immaturità "psicologica". Zeno è portato a mentire costantemente a se stesso per nascondere le vere ragioni dei suoi gesti e le vere pulsioni del suo animo. Egli è un narratore inattendibile, poiché la sua è una falsa coscienza, ma svolge anche una straordinaria funzione critica che mette in discussione una visione del mondo basata sui valori borghesi tradizionali. Rispetto ai primi romanzi, Svevo mostra un atteggiamento più aperto nei confronti dell'inetto, che viene considerato un individuo capace di evolversi. La scelta del narratore interno trova giustificazione nel fatto che non è più necessaria la presenza di un narratore esterno che giudichi i gesti e le parole del personaggio.

Studia BENISSIMO lo schema di pag. 434