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romanticismo inglese

Chiara Fuse

Created on March 10, 2021

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Transcript

IL ROMANTICISMO INGLESE

Inghilterra, 1757

"Romanticismo"

Il termine - che inizialmente ha una sfumatura negativa se non dispregiativa - va poi a definire quel rapporto con il mondo in cui sulla verità naturale prevalgono le sensazioni indistinte, le aspirazioni ideali, il fascino per il mistero e l’ignoto. Questa tensione all’assoluto (resa col termine tedesco Sensucht, “aspirazione, anelito”) si unisce col piacere che deriva dalla categoria estetica “sublime”, ovvero quel piacere che deriva dalla contemplazione di uno spettacolo (soprattutto naturale) grandioso e pauroso al tempo stesso.

Il Romanticismo è un vasto e complesso movimento culturale, filosofico ed artistico che nasce in Germania e in Gran Bretagna a cavallo tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 e che poi si propaga in tutta Europa. Il termine italiano “romantico” deriva dal corrispettivo inglese romantic che, a metà del XVII secolo, designa l’atteggiamento irrazionale e immaginoso nei confronti della realtà, con particolare riferimento alla lettura dei romances e dei romanzi d’avventura.

CONSTABLE E TURNER

WILLIAM BLAKE

Ci si trova di fronte a una nuova percezione del paesaggio, in cui la descrizione oggettiva si sovrappone al contenuto sentimentale.

Nacque a Londra nel 1757 in una famiglia borghese e fu il precursore del movimento romantico inglese

CAUSE STORICHE E LA NUOVA SENSIBILITA' ARTISTICA

IL ROMANTICISMO INGLESE

Sotto questo punto di vista il paesaggio diventa uno dei generi più importanti e praticati, capace di esternare un nuovo rapporto tra individuo e natura: nei paesaggi romantici si assise a una visione interiorizzata della natura che acquista una dimensione in cui risalta l’accordo tra sentimenti e mondo esterno, tra paesaggio e stato d’animo. L’artista, secondo la visione romantica, non deve rappresentare fedelmente il paesaggio circostante, ma la sue sensibilità deve rispecchiarsi nella natura intesa come una forza creatrice e distruttrice. Appare quindi in tutta la sua integrità, ma filtrata dall’anima dell’artista, è misurata sulla fedeltà al sentimento e sul rispetto al vero.

L’arte romantica si sviluppa in seguito ai grandi mutamenti storici dell’inizio dell’800 che hanno portato al fallimento dei grandi ideali della Rivoluzione francese con l’Impero napoleonico e il Congresso di Vienna. La nuova società industriale, caratterizzata dal progresso tecnologico-scientifico, inizia a cambiare i rapporti di forza e crea una nuova borghesia con sempre più potere. L’artista romantico diventa quindi interprete dei turbamenti e delle tensioni che animavano questo periodo contrapponendo l’immaginazione e il sentimento al culto della ragione. La sensibilità individuale si pone come guida dell’artista per realizzare l’opera d’arte che, abbandonando i criteri di imitazione di modelli eterni di bellezza, si trasforma in espressione di un’esperienza vissuta in prima persona rivolgendosi a nuove modalità espressive.

Nella linea del romanticismo vengono privilegiate la sensibilità l’immaginazione e l’interiorità dell’artista quindi l’arte viene intesa come analisi introspettiva, espressione dei sentimenti e delle passioni.

Questa corrente artistica fu fortemente influenzata dalla teoria espressa da Edmund Burke in cui venivano messi in discussione i criteri nazionali della bellezza classica, quali proporzioni forma e perfezione, e affermava che il bello sublime era generato da sensazioni di paura e di smarrimento di fronte al terribile o allo smisurato a agli spaventosi spettacoli della natura, quando sono vissuti senza reale pericolo. Si tratta di un nuovo concetto

di sublime teorizzato da Burke che era generato da emozioni soggettive che respingono ogni ragionamento e che sono legate a percezioni di ansia e di stupore. In questo modo viene aperta la strada nell’arte alla dimensione irrazionale dell’animo umano, attribuendo anche un’importanza diversa all’immaginazione definendola come un potere creatore a cui appartiene tutto ciò che si chiama ingegno, fantasia e inventiva

LA VITA DI WILLIAM BLAKE

"I will not reason and compare: my business is to create. To me this world is all one continued vision of fancy or imagination."

1757

1765

1772

1778

1782

1795

1824

1827

L'ARTE DI WILLIAM BLAKE

L’arte di Blake fu un’arte complessa, frutto dell’incontro e della mescolanza di diverse componenti. Egli trovò stimoli nell’antichità, nel Rinascimento e nel Manierismo, ma soprattutto, nutrito com’era di letture religiose, filosofiche e mistiche, fu fortemente attratto dal gusto neogotico. Risultò molto sensibile agli stimoli dl clima culturale del proprio tempo, in cui si intrecciavano il mito classicista settecentesco e i fermenti neoromantici, e producendo opere poetiche di eccezionale carica innovativa. La sua pittura fu caratterizzata da uno stile che rifiutava ogni convenzione e modello e optava per un linguaggio visionario, ricco di simboli e allegorie. Nelle sue opere egli contesta la “tirannide della ragione” che con la scienza e la tecnologia ha bandito l’immaginazione dal mondo contemporaneo. Blake ha dunque svolto un ruolo cruciale per lo sviluppo del moderno concetto di immaginazione nella cultura occidentale. La convinzione che l’umanità potesse superare i limiti ad essa posta dai cinque sensi rappresenta da questo punto di vista il suo più grande lascito. Al dominio del pensiero matematico, oppone la fantasia come recupero dell’originaria natura dell’uomo. Per questa ragione, si preoccupa più di esprimere che di rappresentare, puntando a creare un mondo che non è quello della realtà, bensì quello generato dalla mente. In questa ricerca, Blake predilige un’espressività arcaica fatta di figure piatte, di essenzialità formale nel segno e nel colore.

JOHN CONSTABLE

Studente alla Royal Academy Schools, iniziò la sua carriera di pittore basandosi sui lavori dei grandi maestri nederlandesi e italiani, ma in una lettera al collega artista John Dunthorne sintetizza quale fosse la sua visione della pittura e quale fosse la sua missione

John Constable (East Bergholt, 11 giugno 1776 – Londra, 31 marzo 1837) è, assieme a Joseph Mallord William Turner, il principale esponente della pittura romantica inglese, ma la sua opera soprattutto rivolge un’attenzione particolare alla campagna e alla vita rurale (tema ricorrente anche nella filosofia e nella letteratura romantica, basti pensare a William Wordsworth e a Jean-Jacques Rousseau). Nato nel Suffolk, dopo gli studi avrebbe dovuto subentrare nella gestione dell’azienda agricola paterna, ma ebbe modo di dimostrare sin da subito uno spiccato interesse artistico. Raramente infatti i padri concedono ai figli di dedicarsi alla loro inclinazione naturale, ma Golding Constable permise al figlio di intraprendere studi d’arte.

"Negli ultimi due anni ho cercato una verità di seconda mano […]. C’è spazio per un pittore che si occupi della natura. Il vizio di quest’epoca è il virtuosismo, un tentativo di andare oltre la verità."

L'ARTE DI CONSTABLE

Con la pittura di John Constable ci si trova di fronte a una nuova percezione del paesaggio, in cui la descrizione oggettiva della realtà si sovrappone al contenuto affettivo, sentimentale e soggettivo. Pur inizialmente fedele al realismo descrittivo Constable volse poi il suo interesse all'osservazione diretta del vero fondata su un amore contemplativo, sincero della natura. Vi era in Constable il forte desiderio di avvicinarsi alla natura, di indagarne forma e sostanza, di articolare una risposta emotiva. La caratteristica peculiare dei paesaggi di Constable consiste nella sua prossimità al proprio soggetto. Egli s'interessò veramente soltanto a tre luoghi: la sua valle natale nella regione del Suffolk, le colline di Hampstead a nord di Londra, dove si era stabilito con la famiglia, e i dintorni di Salisbury, dove viveva un suo amico. Dunque, natura e sentimenti sono sempre legati, come se i soggetti della sua arte potessero dipendere soltanto dall'intimo, da una perfetta conoscenza, da un lungo legame affettivo. Il paesaggio di Constable è di disarmante semplicità, non nasconde significati simbolici, religiosi o storici: è un paesaggio che rappresenta la realtà così come essa presenta all'osservatore, senza effetti nobilitanti o riferimenti a modelli classici, ma che allo stesso tempo offre una visione stupita estremamente sensibile e pervasa di senso del divino.

LA BIOGRAFIA DI Joseph Mallord William Turner

"Non dipingo affinché le persone mi comprendano. Dipingo per mostrare l'aspetto di una determinata scena."

1775

1785

1797

1789

1851

1829

LO STILE DI WILLIAM TURNER

Il talento di Turner venne riconosciuto presto nella sua vita e l’indipendenza finanziaria gli permise di dare libero sfogo alla creatività; i suoi lavori più tardivi sono caratterizzati da palette cromatiche e pennellate di pittura applicate in maniera ampia. I suoi ultimi dipinti vennero definiti “fantastic puzzles”. In ogni caso, Turner venne sempre riconosciuto come un genio artistico: la critica inglese lo descrisse come l’artista che poteva descrivere i vari aspetti della natura nel modo più realistico e commovente possibile.

Veicoli dell’immaginazione di Turner si possono trovare nei soggetti dei naufragi, degli incendi (come “the Burning of Parliament” – “Incendio delle camere dei Lord e dei Comuni” – del 1834, evento che Turner si affrettò di poter dipingere dal vero in una serie di sketch ad acquerelli), catastrofi naturali e fenomeni naturali, come la luce del Sole, le tempeste, la pioggia e la nebbia. Era affascinato dalla forza violenta del mare, come si vede in “Dawn after the wreck” – “Alba dopo il naufragio” – e “The Slave Ship” – “La nave negriera” – entrambi del 1840.

LO STILE DI WILLIAM TURNER

La presenza di figure umane nelle sue opere ha due scopi: in primo luogo indica il suo affetto e legame nei confronti dell’umanità (si notino le frequenti scene di persone che bevono o fanno festa o lavorano in primo piano); in secondo luogo rappresenta la vulnerabilità e volgarità dell’umanità in confronto al sublime della natura del mondo. In questo caso, il termine “sublime” è da intendersi come qualcosa che ispira un certo timore reverenziale, come magnificenza primitiva, come un mondo naturale non sottomesso all’uomo, come evidenza del poter di Dio – tema molto affrontato in questo periodo. La luce per Turner significava emanazione dello spirito di Dio e per questo motivo decise di elevare il soggetto dei suoi ultimi lavori evitando di rappresentare oggetti concreti e dettagli, ma concentrandosi sul ruolo della luce sull’acqua, sulla luminosità del cielo e del fuoco degli incendi. Anche se questi ultimi dipinti appaiono “impressionisti” e Turner risulterebbe dunque un anticipatore della scuola francese, il pittore ha tentato di esprimere la spiritualità nel mondo piuttosto che rispondere primariamente alla visione dei vari fenomeni.

"Transetto dell'Abbazia di Tintern", acquarello, datato 1795

Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi è un dipinto a olio su tela del pittore inglese William Turner, realizzato nel 1812 e conservato al Tate Britain di Londra

Pioggia, vapore e velocità è un dipinto a olio su tela del pittore inglese William Turner, realizzato nel 1844 e conservato alla National Gallery di Londra

“He has been here and fired a gun”: Turner, Constable e la Royal Academy

Una delle certezze dell’estate londinese, la Summer Exhibition è ancora oggi un obiettivo prestigioso per ogni artista che si rispetti. Ma nella Londra del primo Ottocento la mostra annuale della Royal Academy era il culmine di un anno di duro lavoro: poteva consacrare un artista o distruggerlo. In quest’atmosfera così competitiva, i pittori non esitavano a ricorrere a ogni sorta d’inganno per ottenere un vantaggio. Ne sanno qualcosa William Turner e John Constable che nel 1832 videro le loro tele esposte una a fianco all’altra e la loro rivalità non fu mai più intensa che alla vigilia della Summer Exhibition.

Immaginate Turner che osserva preoccupato Constable applicare gli ultimi ritocchi di rosso al suo imponente The opening of the Waterloo bridge. Accanto alla vibrante tela del rivale, il suo paesaggio marino dai toni freddi Helvoetsluys sembra piatto e monotono. E allora abbandona la sala in tutta fretta per poi ritornare pochi minuti dopo con la sua tavolozza e piantare una pennellata di rosso fiammeggiante sul grigio del mare. La macchia diventa una boa ondeggiante nelle acque del porto. Un gesto che trasforma un altrimenti banale paesaggio marino in un capolavoro e che farà esclamare allo sgomento Constable: “He has been here and fired a gun” (“È stato qui, e mi ha tirato una fucilata”). Inutile dire che la mostra fu un fallimento per Constable e un successone per Turner. Se i due non si detestavano già, quello fu il momento in cui iniziarono.