Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

mafia, educazione civica

caterina cernigliaro

Created on March 10, 2021

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Higher Education Presentation

Psychedelic Presentation

Vaporwave presentation

Geniaflix Presentation

Vintage Mosaic Presentation

Modern Zen Presentation

Newspaper Presentation

Transcript

NEWS PAPER

"La mafia uccide,il silenzio pure."

"La paura è umana, ma combattetela con il coraggio."

La mafia

La mafia in Italia viene indicata con nomi diversi tra loro in base a dove ci troviamo:la 'ndrangheta (in Calabria), Cosa nostra e stidda (in Sicilia) e la camorra (in Campania), la sacra corona unita (in Puglia). La ‘ndrangheta è considerata la più potente, ricca e ramificata organizzazione mafiosa a livello mondiale (deve il suo potere alla sua capacità di riuscire ad inserirsi all'interno delle istituzioni).

Lo Stato assetato di potere e denaro

La mafia è un’organizzazione criminale con radici in Sicilia, Calabria e Campania sviluppata però in tutto il mondo. Ciò che interessa ai mafiosi è il potere economico (traffico di armi, di uomini, di droga).

Come si presenta la mafia?

Quando è nata la mafia?

La mafia nasce in Sicilia nei primi decenni dell'Ottocento, favorita dalla povertà che nasceva nelle campagne e dalla lontananza delle istituzioni.

Come uno "Stato" parallelo allo Stato di diritto, che offre "servizi di protezione", esige le "tasse" e "amministra" con la violenza il suo territorio.

Sommario

Caterina Cernigliaro

01

02

03

La lotta alle mafie

La mafia oggi

Giovanni Falcone

Vittime e testimonianze

Dati recenti

Biografia

04

05

06

Giovanni Falcone

Vittime

Paolo Borsellino

Biografia

Delitti mafiosi

Biografia

07

08

Due amici qualunque

Video

Falcone e Borsellino

La mafia in 4 minuti

Lotta alle mafie

Testimonianze

Molti uomini e donne hanno lottato contro la mafia fino a sacrificare la propria vita. Si tratta di sindacalisti, magistrati, sindaci, assessori, giornalisti, carabinieri, poliziotti, imprenditori, commercianti,

sacerdoti e persino mogli e figli di mafiosi stessi.

Lotta alle mafie

Vittime

Alcuni sono molto noti come il giovanissimo Peppino Impastato che denunciava i crimini del boss Gaetano Badalamenti e abitava a "cento passi" da casa sua; il deputato Pio La Torre, autore della prima legge antimafia,

il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; il giudice Rosario Livatino, i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

La mafia oggi

Dati registrati nel 2019

Come mostra il grafico, tra le attività economiche con infiltrazioni mafiose, l’86,6% sono nel Mezzogiorno e nelle Isole, con il Nord e il Centro appaiati al 6,7%. Una fotografia totalmente diversa da quella finanziaria invece. Secondo il rapporto Dia sul secondo semestre del 2018, delle 103.576 operazioni finanziare sospette, il 46,3% riguarda il Nord Italia. Segue il Sud con il 35% e il Centro con il 18,7%.

Quella di oggi è una mafia diversa da quella che combatteva Paolo Borsellino. I mafiosi del 2019 sono dei veri imprenditori; guadagnano fiumi di denaro contante da traffico di stupefacenti, estorsioni e usura e reinvestono questi capitali soprattutto al Nord, dove nella sola Lombardia nel secondo semestre del 2018 sono state registrate quasi 20mila operazioni finanziarie sospette.I numeri confermano la sostanziale differenza tra gestione economica e gestione finanziaria delle risorse da parte della mafia.

Giovanni Falcone,il magistrato che sfidò la mafia

Biografia

"Segui i soldi e troverai la mafia"

Giovanni Falcone nasce nel rione Kalsa di Palermo, lo stesso che ha visto nascere il suo grande amico e collega Paolo Borsellino e alcuni mafiosi, tra cui il boss Tommaso Buscetta. In un primo tempo Giovanni Falcone sembra destinato a intraprendere la carriera militare ma poi cambia idea, decidendo di iscriversi a giurisprudenza. Diventa magistrato nel 1964, a 25 anni. Per scoprire i legami mafiosi, usa la seguente tecnica: segue il giro che compie il denaro. Tra le sue più famose citazioni troviamo:

Ottiene il suo più grande successo il 16 dicembre del 1987 con il maxi processo di mafia che vedeva alla sbarra 474 imputati tra boss e politici e che si conclude con 19 ergastoli e 2.665 anni di carcere.

+info

Oggi Giovanni Falcone è considerato un eroe, ma non è stato sempre così. Nel corso delle sue indagini è stato osteggiato da esponenti della politica e della stessa magistratura che lo accusavano di protagonismo, tanto che qualche giorno prima dell’attentato fatale Falcone dichiara ai suoi colleghi: “Mi hanno delegittimato, stavolta i boss mi ammazzano”. Dopo essere scampato miracolosamente ad un attentato nei pressi della villa affittata per le vacanze ad Addaura (21 giugno 1989), il 23 maggio 1992 la sua Fiat Croma e quella della scorta vengono fatte esplodere nei pressi di Capaci con 500 kg di tritolo posti sotto l’autostrada A29. Il giudice perde la vita insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta Schifani, Montinaro e Dicillo. Per l’attentato viene condannato il boss mafioso Giovanni Brusca.

RosarioLivatino

PeppinoImpastato

Carlo Alberto dalla Chiesa

Giangiacomo Ciaccio Montalto

Il 3 settembre 1982, la A112 sulla quale viaggiava fu affiancata in via Isidoro Carini a Palermo da una BMW, dalla quale partirono alcune raffiche di Kalashnikov AK-47, che uccisero il prefetto e la moglie.

Venne ucciso il 21 settembre 1990 sulla SS 640 all'altezza del viadotto Gasena (Agrigento) mentre si recava, senza scorta, in tribunale, per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina.

Il 25 gennaio 1983 alle 01:30 venne ucciso a Valderice da tre uomini armati di mitraglietta e due pistole mentre rientrava a casa, privo di scorta e a bordo della sua auto non blindata.

Nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, all'età di soli 30 anni venne assassinato nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia.

+info

+info

+info

+info

Paolo Borsellino, il magistrato che sfidò la mafia

Biografia

Paolo Borsellino nasce a Palermo il 19 gennaio 1940 in una famiglia borghese, nell'antico quartiere della Kalsa. Entrambe i genitori sono farmacisti. Frequenta il Liceo classico "Meli" e si iscrive presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo: all'età di 22 anni consegue la laurea con il massimo dei voti. Pochi giorni dopo la laurea subisce la perdita del padre, prendendo così sulle sue spalle la responsabilità di provvedere alla famiglia. Tra piccoli lavoretti e le ripetizioni Borsellino studia per il concorso in magistratura che supera nel 1963.

Nel 1965 è uditore giudiziario presso il tribunale civile di Enna. Due anni più tardi ottiene il primo incarico direttivo: Pretore a Mazara del Vallo.1975 quando Paolo Borsellino viene trasferito al tribunale di Palermo; a luglio entra all'Ufficio istruzione processi penali sotto la guida di Rocco Chinnici. Nel 1980 arriva l'arresto dei primi sei mafiosi. Nello stesso anno il capitano Basile viene ucciso in un agguato. Anche nei periodi successivi continua a svolgere le sue funzioni presso l'ufficio d'istruzione del Tribunale, dando ulteriore,

luminosa dimostrazione delle sue qualità, veramente eccezionali, di magistrato e, particolarmente, di giudice inquirente. Fino alla fine della sua vita Borsellino, nel tempo che gli rimane dopo il lavoro, cercherà di incontrare i giovani e di renderli protagonisti della lotta alla mafia. Il 19 luglio 1992 l'esplosione di un'autobomba sotto la casa di via D'Amelio (Palermo) strappa la vita al giudice Paolo Borsellino e agli uomini della sua scorta.

"È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola."

+info

NEWSPAPER